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brossura Lo sapevi che Il ragazzo della via Gluck di Celentano venne subito bocciata dalle giurie di Sanremo? Che George Michael ha composto Careless Whisper in autobus andando al lavoro? Che Over the rainbow rischiò di non essere inserita nel film Il Mago di Oz perché non piaceva ai produttori? Che Vacanze Romane dei Matia Bazar in parte nacque da un jingle scritto per Radio Deejay? Quante storie e segreti si nascondono dietro alle nostre canzoni del cuore... Storie strane, divertenti, tristi, a volte così incredibili da non sembrare vere, ma ognuna capace di gettare una nuova luce su una canzone, facendoci entrare per un momento nella mente dei suoi autori... a cosa pensavano, cosa facevano, cosa desideravano quando le hanno scritte? Un libro da leggere come una raccolta di racconti, racconti i cui protagonisti sono le canzoni. Quelle che hanno fatto la storia del rock, così come quelle nate solo per portare magari un po' di allegria o di romanticismo nelle nostre vite. Scoprire cosa si cela a volte dietro quei tre/quattro minuti di musica ce le farà forse amare ancora di più, e quando le ascolteremo non potremo non tornare con la mente alle storie qui raccontate. Prefazione Marco Ferradini e Ivan Cattaneo.
ill., br. «Quando un grande della musica scompare, sull'onda emotiva si va alla ricerca affannosa di aneddoti, curiosità, tracce e materiali che possano soddisfare gli appetiti del pubblico». Questo libro, che prende l'avvio dal primo disco di Pino Daniele, "Terra mia", nel quarantesimo anniversario della sua pubblicazione, è molto di più. Nelle pagine scritte da Claudio Poggi, il produttore del disco, con la collaborazione di Daniele Sanzone - voce degli 'A67, gruppo crossover rock nato a Scampia - si sviluppa invece un tributo, generoso e ricco di affetto, a un ragazzo - Pinotto, come lo chiamavano gli amici - che stava diventando uomo. Anni ricchi di stimoli che restituiscono ai suoi fan il ventenne che scrisse capolavori come «Napule è», «Cammina cammina», «Terra mia»: ricordi, testimonianze, avventure e sguardi che non solo ci raccontano uno dei più grandi musicisti del nostro paese, ma ci fanno attraversare parte della storia dell'intera musica italiana, immergendoci in quel magma creativo che costituì la parte felice degli anni Settanta, magnifici, struggenti e carichi di gioia.
ill. Con i Rolling Stones, Keith Richards ha creato canzoni che hanno scosso il mondo intero, vivendo in puro stile rock'n'roll. Ora, finalmente, è lui stesso a raccontare la storia di una vita scampata a un uragano di fuochi incrociati. L'ascolto ossessivo dei dischi di Chuck Berry e Muddy Waters, lo studio della chitarra e la nascita della band, fondata insieme a Mick Jagger e Brian Jones. L'iniziale successo dei Rolling Stones e i famigerati arresti per possesso di stupefacenti, che ne hanno consacrato l'immagine duratura di eroe popolare e fuorilegge. L'invenzione di riff immortali come quelli di Jumpin' Jack Flash e Honky Tonk Women. L'amore per Anita Pallenberg e la morte di Brian Jones. L'espatrio in Francia per motivi fiscali, i tour incendiari negli Stati Uniti, l'isolamento e la tossicodipendenza. Il nuovo amore per Patti Hansen. L'amaro allontanamento da Jagger e la successiva riconciliazione. Il matrimonio, la famiglia, gli album solisti e gli X-Pensive Winos, e la strada che non finisce mai. Con la disarmante onestà che è il suo marchio di fabbrica, Keith Richards ci consegna la storia di una vita che tutti avremmo voluto conoscere meglio, sfrenata, impavida e autentica.
br. L'esistenza artistica e privata di Fred Buscaglione raccontata nella sua breve ma intensa parabola: dagli esordi nel mondo della musica, alla gavetta tra i pionieri del jazz, ai primi successi, il matrimonio, la notorietà e infine la morte improvvisa e inaspettata. Prefazione di Marinella Venegoni.
ill., br. Freddie non passava inosservato. La sua presenza scenica, il gusto per il travestimento e la sconvolgente tecnica vocale lo hanno reso una delle figure leggendarie del pop rock internazionale. Ma cosa si nascondeva dietro quei ritmi trionfali e irresistibili che sono diventati veri e propri inni per intere generazioni di ascoltatori? Tuono Pettinato e Dario Moccio, da sempre fan sfegatati dei Queen, hanno costruito un racconto ironico e inarrestabile, cogliendo in pieno l'inesauribile spinta vitale di Mercury, una personalità tanto appariscente e giocosa in pubblico quanto decisa e determinata nel suo privato. "We are the champions" è la cronaca trascinante e spericolata di un'esistenza fatta di musica ed eccessi, un fumetto che parla non solo al cuore degli ammiratori dei Queen, ma a quello di chiunque sia stato travolto almeno una volta dalle loro canzoni.
ill., br. «Se il Nazareno tornasse, ci prenderebbe a sberle tutti quanti». In un'intervista del 2009 Enzo Jannacci stupisce tutti con un riferimento che non sembrava tipico del suo cantare. Ma era uno stupore fuori luogo: il suo lungo percorso umano e artistico aveva già mostrato evidenti i segni di una ricerca senza sosta che abbracciava l'essere umano senza pregiudizi e ideologie. Tanto da indurlo ad aggiungere: «Ce lo meritiamo eccome, eppure avremmo tanto bisogno di una sua carezza.» In questo libro "sincero, accattivante ed emozionante", come lo definisce Enzo Limardi, storico collaboratore di Jannacci, Vites rilegge l'opera del cantautore milanese sotto una luce particolare, nuova e sorprendente, evitando accuratamente l'abusata semplificazione del "cantante demenziale" e segnalando le canzoni in cui la "ferita del cuore" emerge in modo più evidente. Quella stessa ferita che la carezza del Nazareno avrebbe dovuto lenire e che invece resta aperta e attuale come non mai.
br. Tom Waits è un artista capace di fondere in una personale e raffinatissima idea di songwriting suggestioni poetiche e musicali molto distanti: la letteratura beat e il vaudeville, il folk e il blues, il jazz e la musica industriale. Con la sua voce rauca e cavernosa sa interpretare struggenti ballate d'amore e spericolati arrangiamenti rumoristi, raccontando con il candore di un Bukowski l'America dei desperados e degli ubriaconi del sabato sera, delle highway e delle tavole calde. Ma nei suoi testi, come nella sua inimitabile presenza scenica, scorre sempre anche una vena comica, quasi clownesca, che attinge a piene mani al nonsense, al surreale, al gioco di parole ("Il vocabolario è il mio strumento principale", ha dichiarato una volta). Questa selezione di interviste ripercorre la quarantennale carriera del musicista californiano, svelandone le passioni, le idiosincrasie, le fonti di ispirazione, le collaborazioni extramusicali - sono celebri i suoi carneo come attore in film di culto quali America oggi di Robert Altman, "Daunbailò" e "Coffee and Cigarettes" di Jim Jarmusch, "La leggenda del re pescatore" di Terry Gilliam - e restituendoci quella miscela di umorismo, visionarietà e disincanto così inconfondibilmente (e irresistibilmente) waitsiana.
brossura "The Street Corners", chi sono e da dove vengono? Cinque ragazzi che, calati nel background culturale di New York, nello scenario della East Coast, cercano una loro dimensione nel firmamento della musica. In questo libro uno dei componenti narra le fantastiche vicissitudini di questa band che avrebbe potuto avere un posto nella storia del rock ma... Imparerete a conoscerli nel loro difficile viaggio, fatto soprattutto di infinite corse sui greyhound, passando attraverso eventi musicali memorabili ed estenuanti tournée negli USA e in Europa. Non è certamente una saga in stile "Saranno Famosi". È una biografia che inizia negli anni 60, ma che getta uno sguardo anche a ritroso, accompagnando e descrivendo la storia del rock con i suoi interpreti più noti, i suoi sogni e le sue speranze. Delineando pregi e difetti del mondo musicale, la gavetta tipica degli artisti, il modo di operare delle case discografiche, la tensione del "dietro le quinte", i problemi personali, gli amori e così via, fino ad arrivare a questo nuovo secolo. È un'avventura che ha il suo apice in un grande "live concert" nel 1990, per chiudersi all'alba di questo millennio.
br. L'ispirazione dietro la musica, le storie dietro le parole: alcuni fra i più grandi songwriters della storia del rock raccontano i retroscena delle loro canzoni. In una serie di avvincenti conversazioni con l'acclamato critico musicale Paul Zollo, i protagonisti della scena rock si spingono nel territorio "pericoloso" dove la vita si fonde con l'arte, svelando il loro lato più intimo e segreto: quello che dal privato delle passioni, delle debolezze, degli amori, li ha portati alla creazione dei capolavori che li hanno resi celebri. Dagli anni Settanta psichedelici e sfrenati di Frank Zappa e Carlos Santana alle levigate sonorità new wave dei Talking Heads, dalle melodie acustiche di Leonard Cohen e Suzanne Vega alle chitarre elettriche dei R.E.M. e dei Dire Straits, Rock Notes è una panoramica a 360 gradi sulla musica più emozionante di ieri e di oggi. Un libro da ascoltare, un viaggio al centro delle sette note che non mancherà di entusiasmare gli aspiranti musicisti come i semplici appassionati; una miniera di suggestioni per i giovani ansiosi di esplorare il passato come per gli adulti nostalgici del buon rock di una volta.
br. Vittorio Occorsio, classe 1929, famiglia napoletana, era sostituto procuratore della Repubblica a Roma. Il 21 settembre 1981 è una data scolpita nella Storia della musica italiana: quel giorno Franco Battiato pubblica il suo undicesimo album, "La voce del padrone". È il più pop e al tempo stesso il più difficile, infatti che cosa vorrà mai dire «cerco un centro di gravità permanente»? E un'atmosfera così festosa, i testi quasi incomprensibili ma che rimango- no subito in mente, le musiche coinvolgenti ma spiazzanti, che cosa significano? Questo disco non è meno raffinato dei precedenti, anzi, però ha qualcosa che agli altri mancava: una volontà di comunicazione, di stupire sin dal primo ascolto, e il proposito, quasi folle, di arrivare all'immaginario collettivo pur nella complessità di riferimenti, giochi di parole, ermetismo. In ogni caso, Battiato ci riesce: "La voce del padrone" diventa il disco più venduto di sempre in Italia (oltre un milione di copie). E oggi è ancora venerato: appena set- te tracce, mezz'ora di melodie perfette impresse nella me- moria di intere generazioni. Per l'eternità, come capita solo ai capolavori. "Segnali di vita", scritto da uno dei massimi esegeti del Maestro siciliano, ripercorre la genesi dell'opera: gli antefatti, la creazione di un personaggio scostante e irresistibile, le ragioni di un record così clamoroso, il contesto sociale e musicale nell'Italia di quegli anni, la voglia del Nostro di non ripetersi mai, il suo desiderio di sbancare le classifiche ma di continuare le sue ricerche senza clamori, lo studio dettagliato del metodo compositivo, delle registrazioni, della copertina, delle singole canzoni, l'impatto sul pubblico. Soprattutto su un ragazzino di 13 anni che, grazie a questo album, imparerà ad amare visceralmente la musica e si porrà molte domande su ciò che Battiato voleva comunicare e su quanto ci fosse da imparare grazie a lui. Fino a rendersi conto che "La voce del padrone" sarebbe diventato il disco che più di ogni altro gli avrebbe cambiato la vita. A lui, come a tantissimi altri. Introduzione di Morgan. Prefazione di Aldo Nove.
Brossura commerciale, molto buono l'aspetto generale, cura di E. Guaitamacchi, copertina illustrata da composizione grafica a colori, segnata da comuni tracce di manipolazione e leggere velature, fogli avorio puliti e molto ben preservati, ossidati i tagli e leggermente i margini delle carte. N. pag. 278. USATO
trad. di Luca Majer testo inglese a fronte n. 12 bross. edit. ill., piega al dorso, lievi tracce d'uso in cop., fioriture ai tagli
n. 81 in 16°, bross. edit. ill., lievi pieghe in cop.
br. "Ambulance Songs 2" è il seguito collettivo di un inclassificabile atto d'amore nei confronti del potere salvifico delle canzoni, di quel libro-manifesto per un'erotica della musica in cui Luca Buonaguidi e Salvatore Setola sceglievano narrazioni inconsuete rispetto ai classici registri della critica, per raccontare di vite immerse nella musica. Un libro-blog che aveva in www.ambulancesongs.com un'estensione potenzialmente infinita, per chiunque volesse condividere con gli autori del libro lo stesso amore ma per altre canzoni. 2 anni, 200 contributi di quasi 150 musicofili e un centinaio di migliaia di visite dopo, oggi il blog si è trasformato in una casa per tutti quelli come noi. Una versione senza confini della stanzarifugio in cui ognuno è diventato un tutt'uno con le proprie canzoni, attraversando dolore, perdita, solitudine, nostalgia, follia, ribellione, amicizia, amore, euforia... ma anche momenti apparentemente banali, che restano attaccati alle canzoni come epifanie memorabili. Se il primo libro era un kit di pronto soccorso per musicofili in crisi di senso, e il blog era la stanza-rifugio che si riempiva, "Ambulance Songs 2" è l'antologia dei testi pubblicati sul blog: voci e storie condivise intorno alla musica, testimonianza di una commozione diffusa, di vita in vita, di canzone in canzone. Scritto dai lettori e curato dagli autori, con questo secondo capitolo, come cantava Nick Drake, "Now we rise / We are everywhere".
ill., br. La sfolgorante storia di Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, da giovani e talentuosi musicisti come tanti a gruppo rock italiano più conosciuto e amato al mondo, tornati sotto i riflettori di XFactor come ospiti d'onore a soli quattro anni dal loro esordio, sullo stesso palco, nel 2017. Protagonisti indiscussi della scena musicale di ultima generazione, capaci di offrire al pubblico esibizioni spettacolari, in questo libro il racconto della loro eccezionale carriera e dei loro incredibili successi, con le voci di chi li ha conosciuti sui banchi di scuola o nei concerti improvvisati il sabato pomeriggio a via del Corso, a Roma, quando ancora non erano le superstar che oggi conosciamo.
br. Un racconto dettagliato della storia artistica di un grande cantautore. Quasi 1500 documenti consultati e citati, comprese centinaia di interviste, con numerose testimonianze inedite, da Antonello Venditti a Fiorella Mannoia. Un ritratto per tanti versi inatteso di uno dei maggiori artisti italiani, che sfata molti luoghi comuni. Dai concerti nei localini romani ad "Alice", dallo storico exploit di "Rimmel" alle contestazioni a metà degli anni '70 (per la prima volta raccontate in modo esaustivo); dalla storica tournée con Lucio Dalla all'enorme successo de "La donna cannone" - e via così fino agli ultimi dieci anni, fitti di avvenimenti, dischi mai banali, collaborazioni anche sorprendenti, con gli spettacoli dal vivo sempre più al centro del progetto.
brossura Little Tony potrebbe essere considerato solo un cantante come tanti altri che hanno avuto il loro momento di gloria nei favolosi anni Sessanta e poi, dopo l'inevitabile declino dovuto alle nuove mode, hanno cercato di restare faticosamente a galla per tutti gli anni seguenti. In realtà Little Tony è stato innanzitutto, insieme a Celentano, il pioniere del rock in Italia. Quando esplose il rock'n'roll qui da noi, anche personaggi come Giorgio Gaber o Luigi Tenco si cimentarono, giovanissimi, con la nuova travolgente musica. E con loro tanti altri. Ma Little Tony lo ha fatto meglio e lo ha fatto per tutta la vita, sempre fedele a se stesso e assumendo una connotazione rock anche nel look. Questo libro, che colma un'evidente lacuna nel mercato editoriale italiano, racconta gli aspetti più importanti della sua storia di uomo e di artista. Il racconto è arricchito dalle parole di chi lo ha conosciuto e lo ha amato: il suo primo biografo, che scrisse un breve libro su di lui nel 1970, gli amici più intimi, il parrucchiere e il meccanico di fiducia, musicisti che hanno lavorato con lui, registi che lo hanno diretto in veste occasionale di attore, collezionisti, l'amicone di sempre Bobby Solo. E infine il cantautore italiano per eccellenza, Francesco De Gregori, che ha raccontato la genesi della dolcissima "Come un anno fa" e, con reverenza, ha ammesso che un artista come Little Tony, la cui popolarità era calata proprio con l'avvento dei cantautori, andrebbe necessariamente rivalutato. Questa biografia ha l'ambizione di delineare finalmente un profilo giusto e veritiero del Grande Tony.
ill., br. "Ciò di cui era capace quest'uomo era sovrumano. Vic era brillante, spassoso e indispensabile, le sue canzoni messaggi dall'etere privi di censura. Aveva sviluppato uno stile alla chitarra che gli consentiva di suonare il basso, la ritmica e la solista nella stessa canzone, e questo utilizzando solo due dita. Il tempo fluido della sua musica era inimitabile, la sua poesia era incontaminata da influenze. Era il mio migliore amico. Non ho mai visto la carrozzina, per me era invisibile, ma lui sì. Quando il nostro camerino era in cima a una rampa di scale, mi diceva con nonchalance che ci saremmo visti dopo, al bar. Quando entrambi contraemmo la stessa malattia, gli dissi che non avevo mai provato un dolore più forte di quello. «Io non provo dolore» mi disse lui. Ovviamente. Me n'ero dimenticata. Quando gli chiesi di farci una passeggiata sotto la pioggia sul marciapiede mi disse che le sue mani si sarebbero bagnate. Seduta sul palco con lui, gli chiedevo di suonare una canzone e lui mi faceva il dito medio, che significava "oggi queste dita non funzionano". A me sembrava inespugnabile, immenso e meraviglioso, ma credo che Vic vedesse Vic come qualcosa di piccolo, difettoso, triste. Non so se riuscirò ancora ad ascoltare la sua musica, ma so quanto è necessario che la ascoltino gli altri. Quando ricevetti la telefonata che avevo temuto per quindici anni, persi il mio equilibrio. Tutto il mio essere si spostò a sinistra. Non riuscivo a stare in piedi senza finire contro il muro, e morivo di freddo. Non credo che mi piaccia questo pianeta senza Vic. Avevo giurato che non ci avrei mai vissuto, qui, senza di lui. Ma quello che ci ha lasciato è il suono di una vita che aveva combattuto i propri limiti, come tutte le vite dovrebbero fare. È il suono di qualcuno in fiamme. Fa di questo pianeta un posto migliore. E, volendo essere onesta con me stessa, ho ancora l'impressione che lui sia qui, ma libero dalle costrizioni. Forse ora è davvero immenso. Intatto. E felice."
ril. Nel 1970 Giorgio Gaber abbandona il mercato discografico e la televisione per dedicarsi al teatro: è l'anno de Il Signor G. È l'inizio di una fase totalmente nuova, in cui il cantautore milanese sceglie di confrontarsi attraverso i suoi spettacoli con il pubblico - costituito in gran parte dai giovani protagonisti del Sessantotto - sulla possibilità effettivamente di cambiare il mondo. "La magnifica illusione" è la storia di Giorgio Gaber, ovvero di un ragazzo che voleva fare il rock and roll, che ha contribuito "all'invenzione" della canzone d'autore ed è andato ben al di là dell'etichetta di "cantautore", fino a diventare un intellettuale e un divulgatore provocatorio e mai scontato. Difficile, oggi, pensare che un cantante possa aver fatto tutto questo. Difficile pensare che c'è stata un'epoca in questo Paese, non tanti anni fa, in cui tante e tanti credevano che la rivoluzione fosse dietro l'angolo.
br. Per la prima volta un libro racconta tutte le opere di Fabrizio De André (1940-1999), brano per brano, in ordine alfabetico. Tutti i pezzi scritti, cantati, musicati, interpretati dal grande Faber dal 1955 al 1998, che vanno a comporre un "canzoniere" immenso: da "'A cimma a Zirichiltaggia", passando per "Bocca di Rosa", "Don Raffaè", "Fiume Sand Creek", "Il pescatore", "La canzone di Marinella". Non solo le 130 canzoni (edite e inedite) pubblicate ufficialmente su disco a suo nome, ma anche quelle - quasi una novantina - dove la presenza è per così dire secondaria, nascosta, discreta o indiretta, ma contribuisce appieno alla realizzazione di opere d'arte, così come va oggi ritenuta la "canzone d'autore", di cui Fabrizio De André resta l'indiscusso, assoluto protagonista, ieri come oggi.
br. Gli Who sono una delle più importanti band nella storia del rock: innovativi, creativi, devastanti e distruttivi, ma allo stesso tempo profondi e intensi. Il cantante Roger Daltrey ha dato voce e immagine al modello del rock singer. La follia creativa del batterista Keith Moon, le schitarrate e gli esperimenti ai synth di Pete Townshend, nonché il virtuosismo del bassista John Entwistle hanno contribuito a costruire un'entità rock di rara potenza. Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, The Who, grazie alle qualità compositive e alla profondità come autore di Townshend, agli arrangiamenti e alle esecuzioni vocali e musicali, hanno pubblicato quattro album - tommy, who's next, live at leeds e quadrophenia - che sono diventati pietre miliari nella storia della musica. I filmati delle performance al Monterey Pop Festival, a Woodstock, e all'Isle of Wight Festival hanno contribuito a immortalarli per sempre nel ruolo di dèi della musica. Questo libro, intitolato come una canzone della band, celebra il mito inossidabile degli Who con uno sguardo al contesto sociale e musicale. Il volume è arricchito dalle testimonianze dei fan italiani e da alcuni contenuti esclusivi: una chiacchierata informale con Kenney Jones (ex componente degli Who), una testimonianza di John Dalton (bassista dei Kinks) e un'intervista a Simon Townshend (fratello di Pete e membro della Who Touring Band).
br. La musica di Renato Zero non è solo musica. Un concerto di Renato Zero non è solo un concerto. Parte da questi due semplici assunti l'idea di Zero, nessuno e centomila, viaggio nella carriera di uno degli artisti più eccentrici e longevi della storia della canzone italiana alla ricerca di quell'elemento tutto teatrale che è alla base dell'unicità, dell'originalità della sua produzione. Seguendo l'evoluzione della proposta artistica di Renato Zero, dalla sua formazione fino alle pubblicazioni più recenti, avvalendosi anche della testimonianza di alcuni collaboratori, il libro mette in luce le modalità, i meccanismi scenici e drammaturgici grazie ai quali la sua musica diventa a tutti gli effetti teatro. Individuati i punti di riferimento teatrali che avrebbero indirizzato il giovane Zero (Petrolini, Poli, Bene...), il volume accompagna il lettore a scoprire i primi tentativi dell'artista alle prese col palcoscenico in opere come Orfeo 9 di Tito Schipa jr e Anconitana di Gianfranco De Bosio, per poi entrare nel vivo del laboratorio creativo, e dunque della scena, di Renato Zero, andando a studiare da vicino la sua tecnica compositiva e performativa. Conclude il volume una puntuale disamina dei concerti-spettacolo più significativi di Zero come cantattore e vero e proprio regista. Metà saggio e metà racconto, ora analitico ora narrativo, un po' pop e un po' letterario, Zero, nessuno e centomila si propone così come uno studio alternativo ma indispensabile per chi voglia approfondire o scoprire il "fenomeno Zero".
ill., br. Francesco Guccini è un artista amatissimo e un bel nome in libreria. Abbiamo deciso di tornare sulla sua vita e opere perchè due ricercatori e collezionisti ci hanno proposto un lavoro davvero unico. Dal profondo dei loro archivi sono saltati fuori manifesti, locandine, ritagli a raccontare la vita di un musicista che non si è mai risparmiato nei suoi 50 anni (tanti sono!) di attività. A questo si sono aggiunte le testimonianze dei musicisti che lo hanno accompagnato: dagli amici della giovinezza al "braccio destro" Flaco Biondini, da Deborah Kooperman, la "maestra d'America, a Ellade Bandini, storico batterista. Impagabili soprattutto i capitoli dedicati agli esordi e agli anni 70, gli anni di leggendarie notti alla Osteria delle Dame e di LP come "Radici" e "Via Paolo Fabbri 43".
Wear to cover with edge wear and some peeling laminate. Waviness to rear pages. 8"w x 11"h. 128 pages. Black and white illustrations throughout.