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brossura
br. Le canzoni dei Queen sono veri e propri inni popolari incastonati nella cultura giovanile: dal 1971 i loro versi hanno fornito a migliaia di generazioni le parole per esprimere sensualità (Crazy Little Thing Called Love), nostalgie (Radio Gaga), ribellioni (I Want To Break Free) e vittorie (We are The Champions). L'amore appassionato di A Night At The Opera e A Kind Of Magic, gli inni da stadio di News Of The World e lo sperimentalismo di Jazz, senza dimenticare i toni operistici compresi nel singolo più venduto di tutti i tempi, Bohemian Rhapsody: il canzoniere dei Queen è un'infinita sequenza di emozioni da intonare in coro. Introduzione di Beppe Riva.
ill., br. I Doors sono una delle band più esaltanti della storia del rock. Il quartetto, nato a Los Angeles nel 1965, e formato dal frontman Jim Morrison, dal tastierista Ray Manzarek, dal chitarrista Robby Krieger e dal batterista John Densmore, conquista la fama con un suono animato da groove potenti uniti a testi ossessivi. La band pubblica una serie di album in studio di successo e conquista un tale seguito di pubblico e critica che nemmeno la morte di Jim Morrison a ventisette anni impedaisce a quest'ultimo o alla band di entrare nel pantheon del rock mondiale. "I Doors: La storia illustrata" è una panoramica anno per anno della carriera della band con Morrison - un periodo che, seppur breve, non manca di aneddoti -, della fase in trio con Manzarek, Krieger e Densmore (dopo la morte del cantante) e delle loro ultime collaborazioni con Ian Astbury, Perry Farrell, Scott Weiland e Skrillex. Integrano il testo dell'autrice Gillian G. Gaar 150 immagini, tra cui istantanee di concerti, scatti intimi e privati, copertine di LP e singoli, poster di esibizioni dal vivo, matrici di biglietti e altro ancora. Recensioni eccezionali degli album in studio firmati da una serie di giornalisti musicali affermati completano quest'analisi documentaristica approfondita di un gruppo di musicisti intensi e della leggendaria musica che hanno creato.
ill., br. La storia di ogni grande band vede l'avvicendarsi di decine di musicisti-comparse che hanno abbandonato la scena prima di avere successo. Tutti i fan irriducibili amano scoprire i legami e le informazioni dei loro gruppi preferiti, comprese le rotture inaspettatamente fortunate, i cambiamenti di nome e le occasioni perse prima di sfondare. "Rock Connections" racconta storie affascinanti, segreti da dietro le quinte e biografie dei più grandi nomi della musica degli ultimi cinquant'anni. Da Elvis Presley ai Rolling Stones e dai Red Hot Chili Peppers e, ai Coldplay, viene tracciata l'evoluzione dei gruppi più importanti. Troverete anche una miriade di informazioni interessanti, comprese le caratteristiche delle etichette discografiche principali, i produttori, i club e i festival, insieme a una rassegna delle band che ii hanno resi grandi. E, inoltre, abbastanza curiosità da soddisfare anche i fan più famelici. Volete scoprire come si è formata la band che amate? Allora usate le vostre "Rock Connections".
br. Nati nel fermento creativo della Bologna dei primi anni Novanta, quella del Dams e delle case occupate, e da lì partiti per una carriera che li ha portati sui palchi di tutta Italia, i Massimo Volume sono uno dei gruppi più importanti e amati che il nostro Paese abbia mai prodotto. L'ultimo o quasi a fare genere a sé, anzi a creare e uccidere un genere nello stesso istante: nulla di simile prima, tutto simile dopo. L'ultimo in grado di parlare una lingua davvero originale, incontro senza precedenti di suoni rock d'avanguardia e respiro letterario. L'ultimo capace di cambiare delle vite sul serio, grazie alla potenza evocativa delle proprie storie e all'intensità del proprio suono. Erano ragazzi di provincia, ma sembravano alieni in arrivo da un altro mondo, allo stesso tempo molto lontano e molto familiare. Le loro parole e la loro musica hanno marchiato a fuoco l'ultimo decennio del secolo italiano, grazie a quattro album fondamentali come stanze 11993), lungo i bordi (19951, da qui (1997) e club prive (1999). Tutto qui è il primo libro mai scritto sui Massimo Volume. Frutto di un lungo lavoro di ricerca, è una storia orale raccontata direttamente da chi c'era: da tutti i membri del gruppo presenti e passati e dai collaboratori che li hanno accompagnati per tratti di strada più o meno lunghi. Fino allo scioglimento del 2002 e alla riunione del 2008.
ill., br. Questo libro si presenta come un normale atlante musicale diviso in schede. Ogni disco presentato è corredato da copertina, tracklist, recensione ed eventuale apparato iconografico (la cosiddetta memorabilia: poster di concerti, copertine di singoli, foto significative). Un'impostazione collaudata in stile "i migliori 100 album...", con l'unica differenza che i gruppi citati e gli album recensiti sono del tutto immaginari. Un gioco nato sul web nel 2008 con un intento di détournement situazionista, ma che su carta viene smascherato sin dalla copertina, che sbandiera l'inesistenza del contenuto senza peli sulla lingua. Il gioco, da iniziale "Rock'n'Roll swindle" di lesterbangsiana memoria, si trasforma dunque in manifesta esaltazione delle molteplici possibilità creative della musica. Ma non si tratta di uno sterile divertissement: i dischi fantastici sono solo la chiave, il pretesto, per addentrarsi in un sottobosco di aneddoti, dietrologie, citazioni, calembour linguistici, racconti, riflessioni, distorsioni, deliri, rivalutazioni postume di capolavori sommersi, nel compiaciuto tentativo di spiegare l'evoluzione della musica, l'origine stessa dei miti, il sogno di rivoluzione di intere generazioni. Senza mai sconfinare nella parodia, quanto piuttosto indugiando in una forma anarchica di libertà. Il lettore è dunque invitato a sospendere la propria incredulità e ad abbandonarsi di nuovo al piacere della meraviglia, come un bambino all'interno di una circense wunderkammer. Postfazione di Vittore Baroni.
ill., br. Ecco la storia fotografica completa di uno dei più incisivi e leggendari gruppi rock del mondo. Illustrato con oltre 200 foto e due cronologie pieghevoli che ripercorrono l'incredibile storia del gruppo.
ill., br. Questo volume illustrato presenta una raccolta imperdibile di documenti che ricostruiscono la loro storia, dagli esordi fino all'ultima, trionfale tournée.
br. Franco Battiato è da oltre cinquant'anni una figura unica nel panorama artistico italiano per il suo impavido muoversi tra il pop e la ricerca più ardita, fino a esplorare il mondo dell'opera, della pittura e del cinema. Ogni passo compiuto da Battiato è peculiare per coraggio, originalità, intraprendenza e forza di volontà. Questo libro narra del percorso che da un piccolo paese siciliano arriva alle vette delle classifiche: dal 1945, anno di nascita del musicista, al 1982, momento della consacrazione con la voce del padrone, uno degli album più venduti nella storia della discografia italiana. In questo lasso di tempo il cammino di Battiato è impervio e segnato da numerose crisi: abbandona il paese natale per affrontare la metropoli e le sue sirene incantatrici, realizza il sogno di diventare musicista ma presto rinuncia al facile successo commerciale, imbocca la strada della sperimentazione, divide aspramente pubblico e critica fino a tornare sui propri passi per riprendersi, finalmente, quel successo che aveva solo sfiorato agli albori della carriera. Per ricostruire questa appassionante vicenda, Fabio Zuffanti ha effettuato una certosina ricerca in tutto ciò che finora è stato pubblicato sull'argomento e ha analizzato ogni singola canzone dell'artista siciliano (relativamente al periodo citato) con scrupoloso fare musicologico. Ma non sono solo i brani di Battiato a essere sviscerati dall'attenta penna del musicista/scrittore genovese, bensì anche i concerti, le scelte di vita e tutte le collaborazioni, dichiarate e non. Zuffanti ha inoltre interpellato un gran numero di persone che hanno percorso piccoli o lunghi tratti di strada insieme a Battiato: musicisti, grafici, fotografi, giornalisti, collaboratori o semplici amici che con i loro contributi inediti raccontano gustosi retroscena su canzoni, dischi, concerti, registrazioni, copertine, foto, partiture e misticismo. Anche lo stesso Battiato è chiamato a ripercorrere la sua ascesa e consacrazione, e lo fa tramite rare dichiarazioni estrapolate da interviste d'epoca e incontri vari. Dichiarazioni che mettono in luce il suo carattere fiero e senza compromessi, in analisi sempre lucide e illuminanti su arte e società.
br. Franco Battiato è stato uno dei più grandi compositori d'Italia. La sua figura merita di svettare insieme a immortali del passato come Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Antonio Vivaldi. Non solo, Battiato è stato anche uno dei più grandi divulgatori di cultura che il nostro paese ricordi, e ciò grazie al semplice uso di canzoni, che spesso non arrivano a cinque minuti di durata, e all'enorme capacità di condensare alto e basso, di mischiare profumi provenienti da terre vicine e lontane, di citare il più infimo programma televisivo insieme alle più alte opere filosofiche, mistiche e religiose, di divagare sull'esoterismo, di mescolare pop, rock, cantautorato, elettronica, dance, opera, musica classica e psichedelia. Dopo essersi soffermato sulla prima parte della sua carriera in "Battiato: La voce del padrone", Fabio Zuffanti sviscera l'opera discografica di Franco Battiato in un volume che analizza, con maniacale dovizia di particolari, ogni album e canzone registrata dal nostro tra il 1965 e il 2019, al fine di aprire un forziere fatto di tesori preziosi e mostrare al lettore di quanta ricchezza musicale e culturale siano pregne le sue invenzioni. A chiusura del volume è presente un'appendice sul cinema di Franco Battiato a cura del cantautore (già premio Tenco) Fabio Cinti, che per l'occasione veste i panni del critico cinematografico.
4to., with mounted coloured frontispiece, 7 fine mounted coloured plates, 32 plates in monochrome and 8 diagrams in the text, some very light occasional spotting; original green cloth, upper board and backstrip lettered in black, a remarkably bright, firm copy. Bright copy of a classic text, first published in 1929 by the former supervisor of the rock garden at Kew.
8vo., First Edition, with a coloured frontispiece and 52 full-page monochrome photographs in the text, small neat signature on front free endpaper; original green cloth, upper board lettered in white, gilt back, green endpaper, covers mildly age-soiled, backstrip sunned (but all gilt wholly legible), a very good, clean copy. Published in the 'Country Life' Library, with 16pp publisher's catalogue at end.
Book shows light wear to covers, top of spine has a tear, some edge wear. Binding is solid and square, though splitting in the middle (see photo), text/interior is clean and free of marking to the text. 88 pages with occasional b&w photos including one, representative of the book's somewhat hard to fathom seriousness with the caption " Some of the common ritual items include a water pipe, and ounce of marijuana and cigarette papers": depicting a coffee table with a cheap radio alarm-clock and the mentioned items. The text may have moved into camp.
Book shows light wear to covers only. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear, a few marks, no tears.
br. Lounge music, exotica, jazz criminale, spy music, easy listening, space age pop, library music, colonne sonore italiane e straniere di genere, nu jazz, electro swing. In una galleria di racconti pop e incursioni accademiche, spigolature, curiosità e interviste ai protagonisti, Mondo Exotica ricostruisce un universo di suoni e insoliti immaginari. La direttrice su cui si innestano questi racconti mobili, multidirezionali, capaci di sprigionare a loro volta visioni, tracce e altre connessioni, è rappresentata dalla generazione cocktail: la subcultura artistico-musicale che dagli anni novanta si è «appropriata» di generi e stili nati nei decenni cinquanta, sessanta e settanta, ancora oggi un caleidoscopio di influenze e ispirazioni. Un'indagine approfondita su come musica, cinema, televisione, pubblicità e moda possano rivelarsi armi subdole e infide, in grado di sollecitare i più imprevedibili esotismi e razzismi. Il risultato è un cocktail strepitoso, una pozione intossicante, tra Tiki style, american bar e night club all'italiana, Grandi esposizioni e giungle sottovetro, euforia delle prime avventure spaziali, colonialismo e orientalismo. A vent'anni dalla prima edizione, con nuove storie e una discografia ampliata, una guida definitiva, avvincente e originale alle musiche, alle manie e agli intrecci culturali più folli e incredibilmente strani.
ril. Novellara. Ago. Banda. Balera. Musica. Dopoguerra. Fisarmonica. Alberto Salerno. Io vagabondo. Francesco Guccini. Cantagiro. Morte. Concerti. Fiorello. Mogol. Festival di Sanremo. Premio Augusto Daolio. Nico e i Gabbiani. Io voglio vivere. Discoteche. Masone. Popolo nomade. Beppe Carletti festeggia i suoi cinquantacinque anni di carriera facendo riaffiorare alla mente tutte le cose - le belle e le brutte - che hanno segnato la storia della leggendaria band che si chiama Nomadi. Lo fa in questo libro come gli succede di solito: finito il concerto, mettendosi alla guida dell'automobile verso casa e infilando la marcia dei ricordi fra un caffè all'autogrill e il sorpasso di un camion. Come sempre, come ogni singolo giorno da quel 7 ottobre 1992, non è solo. Dall'altra parte dei suoi pensieri silenziosi c'è Ago, il suo migliore amico, il suo frontman, l'artista curioso e gentile dalla voce di tuono, l'altro sempre nomade. È con lui che Carletti dialoga, pensa e si sfoga, rivivendo gli inizi nei clamorosi anni Sessanta, quelli con i "capelli che portiam" in cui Dio pareva essere morto, fino ai giorni odierni. In questo dialogo notturno Carletti parla delle origini dei sogni, della gavetta, del successo. Poi della morte di Daolio e del tempo delle scelte: dare o non dare una seconda vita ai Nomadi? Venticinque anni dopo, migliaia di concerti dopo, centinaia di canzoni dopo, la domanda appare pleonastica. Ma in quelle settimane di lutto e smarrimento non lo fu per niente. Tante persone, a partire da Rosanna, compagna di Augusto, erano per chiuderla. Ma per fortuna e per cocciutaggine Beppe Carletti pensò che il modo migliore per onorare il sogno di due ragazzi di campagna era proprio quello di continuare. A oggi sono ventitré i musicisti che si sono avvicendati agli strumenti e ai microfoni della band, diventando, come per magia, Nomadi dentro. Carletti ripercorre con grande intimità la vera storia della band e si toglie dalle scarpe una serie di sassolini sulle vere ragioni della rottura con Umbi Maggi, Cristiano Turato e Danilo Sacco. Perché questi sono i Nomadi e lui è Beppe Carletti, sempre e ininterrottamente nomade da cinquantacinque anni.
ill., br. 1969. Un'annata magica: simultaneamente "termine" e "preludio" per due decadi fondamentali nella storia del costume, dell'arte e della società del ventesimo secolo. Nella sua cronologia ritroviamo sorprendenti raduni (Woodstock e Altamont in USA o Hyde Park a Londra), il primo approdo umano sulla Luna, l'e erato delitto di Beverly Hills per mano della Manson Family che sconvolse l'America e il mondo intero, la strage di Piazza Fontana a Milano; poi l'uscita in edicola di Alan Ford e il Gruppo TNT, o l'esordio del Mistero Bu o del premio Nobel Dario Fo,... mentre al cinema si consacra Easy Rider, come emblema dei road movie. Un resoconto del periodo attraverso la pubblicazione di un'incommensurabile serie di dischi epocali, o comunque degni dello status d'immortalità in virtù di enormi dosi d'innovazione e indiscutibile fascino, grazie ai quali si (ri)scoprono indelebili tracce appartenenti ai più svariati linguaggi musicali.
ill., br. Questo libro è un viaggio ideale. Una strada lunga un secolo che parte dalle scarpe consumate e piene di polvere dei vagabondi del blues, passa per i campi di cotone, per le rotaie dei treni merci con a bordo Woody Guthrie, per la Beat Generation e Liverpool. Fino ad arrivare nei pressi di Woodstock, NY il 15 agosto 1969. Una vera e propria enciclopedia del rock dalle sue radici al 1970 dettagliatissima e completa di nomi, album, titoli, top10, recensioni, filmografia e iconografia.
brossura Ero partito come tanti altri ragazzi per il servizio militare inviato nel glorioso corpo degli Alpini. Durante i primi giorni passati presso il centro reclutamento della caserma Rossi di Merano mi chiesero se sapessi suonare uno strumento. Risposi sì! La fanfara degli alpini o, male che mi vada mi ritroverò in cucina a pelare patate. Nulla di tutto ciò! Nel giugno 1983 dopo il giuramento e inviato presso la caserma Genio Minatori Iseo a Bolzano mi ritrovai con altri tredici ragazzi, li nacque il 1° complesso rock del 4° copro d'armata Alpino. Il servizio militare tra concerti nelle caserme alpine di tutta Italia con l'esperienza della serata di chiusura dei CaSta, olimpiadi invernali militari presso lo stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo alla presenza dell'allora ministro della difesa Spadolini... fino al culmine della nostra partecipazione ad una puntata di Domenica In, di fronte a milioni di spettatori, presentata da Pippo Baudo. Il congedo, gli anni che passano e la reunion del gruppo tenutasi a Verona nek 2017, dopo 12.045 giorni, trentatrè anni, come il Trentatrè l'inno glorioso degli alpini. La storia del primo e unico complesso rock del 4° corpo d'armata alpino.
brossura I Måneskin sono un gruppo musicale originario di Roma composto da 4 ragazzi che, iniziando a suonare e cantare per le strade della Capitale nel 2015, cominciarono la loro carriera dall'età di 16 anni. Dalle esibizioni per strada, passando attraverso alcune manifestazioni locali musicali, tra cui: X Factor nel 2017, si trovarono ben presto a vincere il Festival di Sanremo del 2021. Durante il loro esordio sanremese, bastarono solo due minuti dei tre che durava la loro canzone in gara, per entrare nei cuori e nella mente dei molti fan, prima italiani e qualche mese dopo di tutto il mondo, arrivando al primo posto all'Eurovision Song Contest. I Måneskin sono stati classificati dagli esperti musicologi come: una band Pop rock, Rock alternativo, Glam rock e Hard rock dove a volte prevale una influenza funk. La iper-moderna band lancia alle nuove generazioni un messaggio contro ogni forma di etichetta, di morale e di stereotipo tradizionalmente occidentale.
br. Durante la guerra del Vietnam, negli Stati Uniti ma non solo, la musica giovanile divenne un potente strumento di contestazione del sistema. Soprattutto il rock, grazie all'impegno di artisti d'avanguardia, puntava il dito contro le contraddizioni del mondo occidentale, rappresentando un sedizioso impulso di cambiamento nella società. Contro il tumulto ribelle, scandito da chitarre elettriche e folk, si lanciarono anche i servizi segreti, con agenti che pedinavano i musicisti dell'ala radicale, li spiavano e provocavano con interventi dall'esito talvolta tragico. Oggi, grazie a leggi per il diritto all'informazione come il Freedom of Information Act, sono stati desecretati i documenti dell'FBI e della CIA, che svelano la pervasività e il cinismo delle operazioni condotte contro musicisti come John Lennon, Jim Morrison, Janis Joplin, Pete Seeger e Frank Zappa. Ma molti altri ancora erano gli artisti sottoposti a intromissioni nella vita privata e a insidiose offensive che miravano a danneggiarli sul piano professionale. Anche in Italia alcuni musicisti erano finiti sotto lo stretto controllo della polizia, come testimonia il caso di Fabrizio De André, cui viene dedicato il capitolo conclusivo. In un'indagine storica emozionante, Mimmo Franzinelli ricostruisce i retroscena del potere e della controcultura e - in questa nuova edizione accresciuta - estende la riflessione anche a musicisti dei nostri giorni divenuti bersaglio di rappresaglie. Testimonianza di come la musica resti ancora oggi espressione di libertà dalla forza dirompente.
ril. All'inizio del 1991, il famoso manager musicale Danny Goldberg accettò nella sua scuderia i Nirvana, una nuova band acclamata dalla scena musicale underground di Seattle. Non aveva idea che il leader della band, Kurt Cobain, sarebbe diventato un'icona della cultura pop e del mondo della musica, e che la sua fama avrebbe eguagliato quella di John Lennon, Michael Jackson o Elvis Presley. Danny ha lavorato con Kurt dal 1990 al 1994, il periodo più importante della vita di Cobain. Questi anni fondamentali hanno visto il successo stratosferico di Nevermind, l'album che ha trasformato i Nirvana nella rock band di maggior successo al mondo e reso noti a tutti termini come grunge; l'incontro e il matrimonio di Kurt con la brillante ma volubile Courtney Love e la nascita della loro figlia, Frances Bean; e, infine, la lotta pubblica di Kurt contro la dipendenza, che si concluse con un suicidio devastante che avrebbe cambiato per sempre la storia del rock. Per tutto il tempo, Danny, manager e amico intimo di Kurt, si schierò dalla sua parte. Attingendo ai ricordi personali di Goldberg, a documenti mai resi pubblici e a interviste con i familiari, gli amici e gli ex compagni di Kurt, "Serving the Servant. Ricordando Kurt Cobain", dal titolo di uno dei pezzi più iconici e famosi, getta una luce completamente nuova su questi anni critici senza indugiare sulla comune ossessione per l'angoscia e la depressione che apparentemente guidavano Kurt. Questo libro si concentra invece sul suo genio, la sua compassione, la sua ambizione e l'eredità che ha lasciato e che dura da decenni, un tempo ben più lungo della sua stessa carriera. Danny Goldberg esplora ciò che su Kurt Cobain risuona ancora oggi, anche per una generazione che non era ancora nata al momento della sua morte. E nel farlo, ci offre il ritratto di un'icona indimenticabile.
ill., br. Esiste un mondo prima e un mondo dopo John Lennon: pochi artisti come lui hanno saputo incarnare un'epoca e mutarla nel profondo, unendo la sperimentazione alla capacità di conquistare un pubblico vastissimo grazie alla fantasia, alla bellezza, alla libertà creativa e intellettuale. Tutti conoscono il genio immaginifico del John Lennon musicista, eppure Lennon mescolò per tutta la vita l'attività musicale con quella di giocoliere della parola, rivelandosi scrittore arguto e precoce, creatore di metafore vertiginose e omofonie esilaranti, di invenzioni che sembrano uscite da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. "Immagina" raccoglie brani in prosa, poesie e disegni tratti dagli unici due libri pubblicati in vita da Lennon, scritti mentre i Beatles stavano diventando un fenomeno culturale planetario. Le sue pagine, influenzate da Ginsberg, Ferlinghetti e dagli altri poeti della Beat Generation, sono lo specchio attraverso cui addentrarsi in un mondo fantastico, grottesco, a volte malinconico, capace di accendersi di rabbia e tenerezza e di lasciarsi contaminare dagli echi della politica, dell'amore, della musica.
br. Diciottenni marocchini che adorano i Black Sabbath, rappers della striscia di Gaza, libanesi che citano Bob Marley, i giovani protagonisti di questo saggio sono appassionati di una musica - heavy metal, reggae, punk, hip-hop - che spesso, nella società islamica, è considerata immorale, quando non addirittura illegale. Ugualmente rappresentativi dei conservatori e degli estremisti che appaiono nei telegiornali, questi ragazzi sono i protagonisti di una rivoluzione che forse è già in atto. L'inchiesta di Levine, ricca di interviste a musicisti e fans, indaga i frutti e le contraddizioni dell'incontro tra influenze occidentali e cultura mediorientale. Una cronaca fedele della battaglia tra tradizione e libertà, tra religione e desiderio di cambiamento di una parte di mondo in cui tutto è politica e tutto è in movimento.
ril. L'importante è esagerare non è soltanto il titolo di una canzone: è una dichiarazione di guerra, una confessione esistenziale. Di certo Enzo Jannacci - il suo autore e interprete - è stato il cantautore più esagerato della storia della canzone, in grado di unire opposti normalmente inconciliabili: la tristezza e l'allegria, la tragedia e la farsa, la disperazione e la leggerezza. Coerentissimo dal punto di vista poetico, eppure ogni volta in grado di spiazzare e stupire. Popolare, eppure anticonformista e distante dai gusti e dalle preferenze del grande pubblico. Con la sua aria stranita, Jannacci ha saputo cantare come nessun altro gli ultimi della pista: i barboni, i tossici, le puttane, i telegrafisti dal cuore urgente, quelli che aspettano il tram, le donne che passano tristi serate in latteria, gli uomini a metà. È apparso sulla scena con la freschezza di un Buster Keaton nato dalle parti di Lambrate e con la genialità di un Gilbert Bécaud appena dimesso dal neurodeliri; se n'è andato con un'ultima, meravigliosa e definitiva interpretazione di El portava i scarp del tennis. Una storia artistica unica e irripetibile, che merita di essere conosciuta ed esplorata.