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[Medicina - Prima Edizione - Legatura](cm. 34.7) Bella legatura originale in pieno vitello bruno con doppio filetto a secco ai piatti con fregio centrale ad arabesco in oro e 4 fregi angolari in oro. Dorso ben rifatto, abrasioni ai piatti con lievi restauri. -cc.6 nn., pp. 250 (numerate 248), cc.7 nn.; -pp. 238, cc.9 nn.; pp.90, cc.5 nn. Bella marca tipografica all'inizio e in fine, ritratto dell'autore al verso della terza carta, finalini e capilettera figurati elegantissimi. Edizione originale rarissima e ben completa di questa celebre opera divisa in tre parti:fisiologia - patologia - terapia. E' il primo trattato sistematico e rappresenta il fondamento della moderna patologia e fisiologia, introducendone i termini per la prima volta. Metodicamente discute le malattie di ciascun organo, contribuì allo studio degli aneurismi associandoli alla dilatazione arteriosa. e' il più grande testo di medicina e pietra miliare del rinascimento francese che ha influenzato la pratica medica in tutta Europa. Esemplare molto bello, a pieni margini, nitido e fresco, qualche inisgnificante macchietta, antica firma di proprietà manoscritta al frontis: "G.O. Ferrua...del convento di nostra donna del mond..." Importante esemplare con in fine alla sguardia del piatto posteriore una lunga nota manoscritta coeva in latino, ben leggibile, con notazioni mediche, terapie, ricette etc... circa 50 righe a piena pagina in chiara grafia cinquecentesca che meriterebbero uno studio circa l'autografia. Provenienza: Asta Christie's Roma 1993. * Durling 1459; * Wellcome 2195; *Garrison- Morton 2271; * Waller 2993; * Choix 8674; * Norman 785; * Long "History of Pathology pp. 62-66; *Sherrington pp.100-104; * Acierno "storia di cardiologia" (1994) pp.48-50, 96-99; * Adams F 248; BM.STC French, supplemento p.34. [F82] Libro
In -4°, pp. 30, (2), cartonato. Prima e unica edizione, si tratta dell’unico scritto scientifico pubblicato da Zambeccari (1655-1728) nel corso della sua vita (oltre a questo pubblicò solo un “Breve trattato sui bagni di Pisa e di Lucca”. Collega e amico di Francesco Redi, Giuseppe Zambeccari è considerato uno dei pionieri della fisiologia sperimentale: questo scritto è uno dei primi trattati di fisiologia che si vale della vivisezione; è altresì il primo trattato teorico in cui si vuol dimostrare che la milza non è essenziale alla sopravvivenza. First and only edition, it’s the only one scientific work ever published in life by Zambeccari (1655-1728): beyond this he only published a short treaty about Pisa and Lucca thermal baths. A friend of Francesco Redi, Zambeccari is considered a pioneer of the experimental phisiology, and this work is one of the first in its kind done making use of vivisection. It’s also the first theoric study trying to demonstrate that the spleen is not essential to survive.
In-4to piccolo, (36), 121, (1) pp., 10 tavole. Completo delle 56 silografie nel testo (molte delle quali a piena pagina) e delle 10 tavole incise in rame fuori testo, una delle quali (cuore) con volvelle. Vitello coevo, dorso ben restaurato.
In-4°; pp. (16), 826, (34), marca tipografica al frontespizio e all’ultima pagina; capilettera incisi su legno; il Liber secundus e tertius hanno un proprio frontespizio; edizione originale. Alcuni fori di tarlo passanti; bruniture. Krivatsy 6972. Celebre medico e filosofo ligure (1577-1657) Liceti affronta in quest’opera la questione della generazione animale.
Due opere entrambe in edizione originale, buona copia. In -4°; pp. 119, (33) + pp. 78, (2 di 10, manca l’indice), ai frontespizi marca tipografica, al recto dell’ultima pagina non num. grande legno con l’emblema di Liceti e il motto Fortasse licebit, e il colophon excudebat Martinus. Leggere sporadiche bruniture. Krivatsy 6965 - 6954. Il De perfecta constituzione tratta delle questioni relative alla generazione, in special modo della formazione e sviluppo del feto: “A differenza di Aristotele, oltre al seme maschile egli ammette anche un seme femminile, che porta al feto l'anima vegetativa. Secondo il L. il seme è costituito da particelle provenienti da tutte le parti del corpo dei genitori, delle quali portano la forma. Questa teoria preformista, ben lontana dalle concezioni epigenetiche aristoteliche, fu utilizzata dal L. per spiegare lo sviluppo embrionale, la trasmissione ereditaria dei caratteri acquisiti, la produzione dei mostri e l'ibridismo interspecifico.” (DBI ad vocem). Il De coextensione tratta tra l’altro dell’anima delle piante e delle passioni dell’anima, un tema che sarà più tardi ripreso da Descartes. L’autore di riferimento è Aristotele.
In-4° grande; pp. xxviii, 224, (4), 9 litografie e una grande carta geografica degli “Stati Sardi di terraferma” ossia il Piemonte-Savoia, su cui con tre colori diversi sono sottolineati i paesi oggetto dell’indagine in base alla presenza di: Soli gozzi, Cretinismo sporadico assai frequente, Cretinismo endemico, Massima intensità di cretinismo endemico. Legatura in mezza pelle verde con titolo e fregi in oro al dorso. Carlo Alberto sollecita nel 1845 uno studio sulla piaga del cretinismo, nominando una Commissione costituita da studiosi in medicina, chimica e geologia, che sarà persieduta dal Prof. Gallo, al fine di individuarne le cause e trovarne di conseguenza delle soluzioni. Il risultato è un’opera straordinaria per completezza e approccio scientifico assolutamente positivista, che coinvolgendo scienze quali la medicina, la sociologia, la chimica, la geografia, la geologia, indissolubilmente legate a esami autoptici su campo, delinea uno studio approfondito sul cretinismo, esponendo al contempo una metodologia di approccio. Sette capitoli arricchiti di numerose tabelle definiscono storia e letteratura del cretinismo (compresa una possibile etimologia da chrétien), la descrizione di segni e sintomi fisici, la fisiologia delle funzioni, la vita di relazione e i diversi caratteri; si propone una classificazione secondo l’intensità della malattia; si circoscrive un’area geografica dove si individua la distribuzione del fenomeno; si individuano le cause (fattori alimentari, ambientali, primo fra tutti il problema della acque potabili, ereditari, di sangue ecc.), infine cure e profilassi suggerite almeno per evitare che il fenomeno progredisca. Una riduzione del problema si ebbe conseguentemente al ridursi del grado di povertà. Nove tavole raffigurano altrettanti ritratti a figura intera di persone affette da gozzo o cretinismo. Il gozzo e il cretinismo (in sostanza due diverse manifestazioni di un mal funzionamento della tiroide, e della carenza di iodio dovuta anche a malnutrizione) erano talmente diffuse in Savoia da rappresentare una vera e propria calamità; si trattava di affezioni allora tipicamente legate al territorio montuoso alpino, in più, data la naturale posizione di passaggio tra Italia e Francia della regione, molti viaggiatori riportavano annotazioni sugli “esseri anormali” che popolavano la zona. André Palluel-Guillard, L'Aigle et la croix: Genève et la Savoie, 1798-1815.
In-4°; pp.(16), 429, (35), al frontespizio emblema inciso su legno con motto “ex duobus unum”; all’ultima pagina colophon e marca tipografica incisa su legno; testatine e finalini tipografici; legatura coeva in piena prgamena con titolo manoscritto al dorso; piccoli sporadici marginali fori di tarlo passanti. Edizione originale. Scienziato, filosofo e medico, Fortunio Liceti (1577-1657), che fu poi amico anche di Galileo, pubblica qui una delle prime opere, in uno dei campi di suo interesse che fu la filosofia naturale o fisiologia; in particolare il De ortu tratta dei problemi relativi alla generazione, allo sviluppo e al momento in cui i tre aspetti dell’anima (vegetativa, sensitiva, razionele) vengono accolti nel feto. L’adesione alla filosofia aristotelica è assoluta. Krivatsy 6964
3 parties en 1 vol. in-4, front., [10]-228-[18] et [4]-270-[14] pp. ; 45 pp., 19 pl. dépl Basane de l'époque, dos à nerfs fleuroné, pièce de titre grenat, tranches rouges 1743, 1743, , 3 parties en 1 vol. in-4, front, [10]-228-[18] et [4]-270-[14] pp. ; 45 pp, 19 pl. dépl, Basane de l'époque, dos à nerfs fleuroné, pièce de titre grenat, tranches rouges, Frontispice gravé sur cuivre. Ouvrage publié pour la première fois en 1680. C'est un monument consacré à l'étude du mouvement des muscles et de leurs fonctions. L'édition présentée ici contient des nouvelles figures et, à la fin, un important traité du mathématicien et physicien Daniel Bernoulli sur le même sujet. Élève de Galilée et disciple de Harvey, Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679) applique les lois de la mécanique aux mouvements du corps; il démontre que les os des membres agissent comme des leviers et que les muscles qui les meuvent doivent être considérés comme des sortes de moteurs. Pour lui, d'autres fonctions comme la digestion, la respiration et la circulation du sang obéissent aussi à des lois purement mécaniques et mathématiques dont il démontre le rythme par des diagrammes chiffrés, parfois très complexes. Plats frottés, coiffes arasées, coins émoussés. Exemplaire provenant de la bibliothèque du mathématicien Michel Chasles
Due opere in un volume in-4to, 339 (i.e. 341) [1], LXXXVIII pp; Occhietto, antiporta figurata, ritratto di Pascoli, 20 incisioni anatomiche a piena pagina, iniziali silografiche istoriate, testatine e finalini. Presenti le carte bianche H6 e T6.
in-8, pp. (14), 182, (2), bella leg. cartone color. coevo con tit. mss al d. Rara edizione orig. della prima opera in assoluto dello scienziato e medico padovano (1772-1836), nipote del più celebre Leopoldo che fu il padre dell'iconografia anatomica. In questo trattato espone le sue ricerche sul sistema linfatico e si pone in antitesi alle teorie di Luigi Galvani sull'elettricità animale. Splendido esempl. in barbe in parte intonso, su carta forte. Molto raro. [547]
In-folio (28,4x24,7 cm); 60 cc. Bella legatura novecentesca in cartoncino rigido foderato con carta marmorizzata antica. Titolo in oro su fascetta in pelle al dorso. Un piccolo forellino al margine basso bianco delle prime due carte,ininfluente. Un leggerissimo e piccolo alone al margine esterno bianco di una ventina di carte, anche questo ininfluente e praticamente invisibile e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, stampato su carta di ottima qualità. Prima rara edizione (da non confondersi con le seguenti molto più comuni) di questo celebre atlante anatomico del grande medico, chirurgo ed anatomista francese François Michel Disdier (1708-1781). L’opera è ornata da 30 magnifiche tavole anatomiche ispirate dal lavoro di Brtolomeo Eustachi, realizzate su disegni anatomici di Natoir, Crepy, Bouhardon e Babel ed incise da Crepy, Vasseur, Charpentier e Danzel Mathey ognuna con testo inciso esplicativo di Desdier, stampato sulla pagina a fronte. Magnifico frontespizio inciso da Boucher con rappresentazione di una lezione di anatomia. Disdier si formò alle scuole di chirurgia di Grenoble e Montpellier. Passò poi a Lione dove seguì un periodo di apprendistato in diversi ospedali. Fu quindi a Parigi dove iniziò la sua apprezzata pratica chirurgica che riscosse notevole successo. Ben presto venne chiamato da l’Académie de peinture per tenere i corsi di disegno anatomico. Fu membro dell’Académie Royale de Chirurgie”. “Cet ouvrage renferme des reflexions interessantes sur les hernies et sur qualques points d’accouchements.” Biographie Universelle Ancienne et Moderne, Paris, Michaud, 1814, pag. 421. Rif. Bibl.: Art Ancienne, p. 151 n° 470; Catalogo Rapaport pag, 128 n° 616.
In 2° (34,4x22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Testane e finalini xilografici. dsc_0378_clipped_rev_1Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositassero organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; Dissertatio de nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. "Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. [...] Lancisi's posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions" (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione.
Seconda edizione , pubblicata postuma dal figlio come la prima del ‘48. In-folio; pp. (52), 507, (3 Il Doctrina inaudita de causis, modo fiendi, contentis, radice, et resolutione Lithiasis ha un proprio front. con marca tipografica), 508-700; testatine, finalini e capilettera incisi su legno. Front. stampato in rosso e nero, con grande marca tipografica incisa su legno. Esemplare in barbe. Legatura in mezza pergamena con tassello e titolo manoscritto al dorso. Piccolo timbro ex libris all’occhiello. Foro di tarlo al margine interno bianco su alcune carte. Esemplare a pieni margini. Jan Baptiste van Helmont (1579-1644)fu medico e chimico fiammingo; in questa che è la sua opera principale, in particolare avanza le sue prime idee e studi sulla digestione.
PARIS, Masson & Cie, Ed. - 26 volumes In-4 - Reliure 1/2basane rouge - Illustrations NB dans le texte N° 2007 du 2 Janvier 1926 au N° 3039 du 15 décembre 1938, SOIT 13 années complètes dans une reliure identique Environ 400 pages par volume soit plus de 10000 pages - Importante iconographie en texte
FIRST EDITION OF THE FIRST SCIENTIFIC/GEOMETRICAL STUDY OF HUMAN MOVEMENT. xii, 295 pp plus three folding tables with numerous complex diagrams. Printed on fine wove paper. 8vo. Original wraps. Uncut and unopened. Backstrip mostly gone, else a PRISTINE COPY OF A VERY RARE AND IMPORTANT WORK.
In 8° (16x10,2 cm); (8), 936 (i. e. 928), (22) pp. Bella legatura ottocentesca in mezza pelle scura. Dorso a 4 nervi con titolo in oro al dorso. Tagli riccamente marmorizzati. Numerosi errori nella numerazione delle pagine. Completo. Marca tipografica al frontespizio con granchio che tiene farfalla entro cornice xilografica. 12 belle xilografie nel testo con riproduzioni di strumenti medici dell'epoca. Testatine, iniziali e finalini ornati. Frontespizio leggermente corto nel margine basso. Rara seconda edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa celeberrima opera medica del grande medico, chirurgo, anatomista e fisiologo nato ad Acquapendente (Viterbo) nel 1533 e morto a Padova nel 1619. Qualche leggerissimo ed ininfluente brunitura e alone dovuto alla qualità della carta ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione, È conosciuto anche come Girolamo Fabrizio o col nome latino Hieronymus Fabricius. Esercitò anche la medicina pratica, con grande successo e grandi profitti economici. In effetti l'aquesiano fu soprattutto, oltre che un esperto anatomista e fisiologo, un abile chirurgo. Fu chiamato per consulti medici da illustri potenti e principi del tempo. Sotto il profilo scientifico, l'aquesiano, diede numerosi contributi originali e fondamentali in anatomia, embriologia, anatomia comparata, chirurgia e le sue lezioni e le ricerche si concretizzarono in numerose pubblicazioni. Egli descrisse le valvole delle vene (De venarum ostiolis del 1603), offrendo un contributo fondamentale al problema della circolazione sanguigna, poi risolto dallo stesso Harvey. Apportò un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio (De visione voce auditu) e del meccanismo della voce (De locutione). Nel De Tumoribus analizzò oltre ai tumori, di cui viene trattata anche la cura, l'herpes, i vari tipi di ernie, la gangrena, i bubboni e altre infezioni e patologie. Condusse originali ricerche embriologiche descritte nel De formato foetu del 1600. L'opera è il primo trattato di embriologia comparata, completato da un accurato corredo di tavole anatomiche. Per opere come questa ed il De formatione oui, et pulli è considerato il padre dell'embriologia moderna. In alcuni manoscritti sono anche sviluppati argomenti di carattere metodologico, come il De anatomica methodo. Raro. Rare, good copy.
Formato cm. 22 x 17. Pagine (7), 494, (1), 19 carte con tavole ripiegate. Segue "Gli elementi dell'arte sfigmica": XX, 179, 1 carta con tavola ripiegata (manca una tavola) Pregevole legatura in mezza pelle un po' sciupata con titoli e motivi decorativi incisi in oro al dorso. All'interno qualche macchia e brunitura ma stato di conservazione più che buono. Le due opere sono rilegate insieme. L'opera di Borelli è seguita da 19 belle tavole ripiegate che illustrano il movimento degli organismi animali. Il testo è completo. L'opera del Gandini è stampata a Napoli nel 1776 da Gaetano Castellano. Manca una delle due tavole.
In 8o (cm 13 x 19), pp. LXXIV + 180; 160. Mezza pelle coeva con qualche mancanza ai piatti. Edizione originale rarissima di questo studio anatomico di Luigi Rolando che, in questa prima edizione latina, dovette avere scarsissima circolazione. Solo nel 1829 verra' pubblicata una traduzione a Milano con il titolo di Manuale di anatomia fisiologica, opera di Giovanni Meloni Baile, allievo sardo del Rolando. Questi, nella prefazione della sua traduzione sostiene: "Fu allora che tra i varii suoi scritti non altro mi parve piu' acconcio per fissare l'attenzione sopra tutto dei giovani, quanto la sua Anatomia Fisiologica, di cui essendo gia' esaurite le copie, era divenuto indispensabile il bisogno d'una seconda edizione, che niuno, a mio giudizio, dovea riprodurre, nella stessa lingua in cui era stata pubblicata per la prima volta, fuorche' l'autore medesimo". Nella stessa prefazione, Meloni Baile celebra il Saggio sulla vera struttura del cervello, importantissima opera del Rolando, pubblicata a Sassari nel 1808 che poi il Cloquet non ebbe difficolta' d'adottare.... Rolando, importante anatomista e fisiologo torinese, allievo del Cigna, si interesso' agli inizi della carriera all'anatomia e fisiologia dell'apparato respiratorio. Trasferitosi in Sardegna nel 1804 al seguito della corte Sabauda, compi' i suoi importanti studi sull'anatomia e il funzionamento del cervello. Tornato a Torino, divenne medico di corte e professore di anatomia all'universita'. Le sue ricerche portarono alla scoperta di importanti parti del cervello quale la 'scissura di Rolando', cosi' denominata in suo onore, il Tuber cinereun e la sostanza gelatinosa che nel midollo spinale ricopre la testa del corno posteriore. "Biblioteca italiana, ossia giornale...", 1821, p. 351. "The american journal of the medical sciences", 1831, vol. 8, p. 203 (tratta dell'importanza dell'opera partendo pero' dalla seconda edizione tradotta in italiano da Meloni Baile).
I edizione, testi di André Berkaloff, Jacques Bourguet, Pierre Favard, Maxime Guinnebault, traduzione di Anna Maria Fuhrman Conti, brossura editoriale flessibile, illustrata, ingiallita, con fioritura, alcune piccole abrasioni ed usura alle punte, pagine con qualche sporadica fioritura ed arricchite da 169+7 illustrazioni e grafici nei testi. Numero pagine 315 USATO
In 4°; 7 opere rilegate in un volume: 30 pp e 3 tav. fuori testo, 25, (1) pp. e 2 tav. fuori testo, 26 pp e 2 tav. fuori testo, 24 pp., 50 pp. e 3 tav. fuori testo, 72 pp. e 5 tav. fuori testo, 70 pp. e 9 (mal numerate 8) tav. fuori testo. Bella ed elegante legatura coeva in mezza pergamena con titolo e ricchissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata azzurra coeva. Qualche insignificante macchiolina di foxing, uno strappetto senza perdita di materiale alla terza carta dell'ultima opera, ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in parte ancora a fogli chiusi. L'opera è arricchita da 7 belle dediche autografe di Calori al grande medico di origini francesi Benedetto Viale Prelà poste al frontespizio di ogni volume. Viale Prelà, nato a Bastia in Corsica, fu professore a La Sapienza e direttore del manicomio romano di Santa Maria della Pietà. Pioniere del metodo anatomo clinico nella pratica medica e nell'insegnamento, ebbe a sua volta come allievo e successore il grande medico e politico Guido Baccelli e fu anche valente chimico ed anche, curiosamente, archeologo applicando all'archeologia le sue conoscenze mediche e chimiche. L'opera qui presentata è una raccolta di prime edizioni in forma di testi singoli di importanti studi del grande medico ed anatomista bolognese nato a San Pietro in Casale nel 1806, Luigi Calori. Allievo di Francesco Mondini, Calori si laureò in anatomia nel 1829 all'Università di Bologna. In quegli anni di studio ebbe modo di conoscere numerosi esponenti della cultura italiana tra cui Gioachino Rossini. Divenne in seguito dissettore capo del Laboratorio di Anatomia umana della medesima università. Insegnò, dal 1835, Anatomia pittorica presso l'Accademia di belle arti di Bologna. Infine, nel 1844, gli fu assegnata la Cattedra di Anatomia umana dell'Università di Bologna che mantenne per 52 anni, fino al giorno della sua morte nel 1896. Fu inoltre: Direttore del museo anatomico bolognese dal 1850 al 1896; Preside della facoltà medica di Bologna negli anni 1869-72 e 1882-85; Magnifico Rettore dell'Università di Bologna nel 1876-77; socio onorario e poi più volte Presidente (1863-71, 1880-81, 1884-88) dell'Accademia delle Scienze; Presidente della Società Medica Chirurgica di Bologna nel 1856 e nel 1888. La produzione scientifica di Calori ha una mole enorme. La sua attenzione si è rivolta a numerosi settori dell'anatomia in particolare all'anatomia normale, alla patologica, alla teratologia, all'anatomia comparata, avvalendosi anche dell'aiuto di Cesare Bettini. Calori ha lasciato numerosissimi, preziosi, preparati e modelli che riempiono i musei universitari di anatomia normale, patologica e comparata. Una sua raccolta di teschi (più di duemila), datati dal Medioevo all'età contemporanea, è conservata nelle teche del corridoio d'ingresso degli Istituti di Anatomia, in via Irnerio 48. Le opere qui presentate sono studi di fisiologia e anatomia umana e animale comparata che raffrontano varie parti del corpo umano ed il loro corrispondente nell'anatomia veterinaria. Fra gli animali studiati e riportati nelle tavole: roditori, pipistrelli, ricci, tartarughe, gatti, cani ecc. Molto belle le grandi tavole fuori testo molte delle quali più volte ripiegate. L'ultima opera, illustrata da 9 gradi tavole raccoglie le osservazioni di calori su un "di un mostro umano doppio opo-ectodimo". Prime edizioni assai rare, con dedica autografa a celebre personaggio, in bella legatura ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
<p>30 cm, in grande 4°, 2 volumi, brossura editoriale con titoli entro ricca cornice tipografica, p. Vol. I: (12), 505, (3), IX tav. ; Vol. II: (2), 58, (2). Ritratto di Galvani su rame a piena pagina su disegno di Francesco Spagnoli ed incisione ad opera di Antonio Marchi. Un facsimile di una lettera, ed in fine al volume 9 belle tavole ripiegate con la raffigurazione degli esperimenti più noti del Galvani magistralmente impresse e disegnate dalla litografia Bettini. Edizione originale con numerosi studi scientifici ed anatomici inediti. Il secondo volume con le "aggiunte" è del 1842 e presenta un lieve alone che non disturba il testo. Nel complesso ottimo esemplare perfettamente preservato.I due volumi sono in barbe ed in parte intonsi, assai ben conservati entro veste editoriale originale.</p>
viii + 343pp.+ frontispice , 1e édition, reliure plein cuir (dos à 5 nerfs, titre et décorations dorés au dos), 17cm., bel exemplaire de cette édition originale
In 4° (23,5x17,3 cm); (10), 179, (3) pp. Legatura dei primissimi del novecento in piena pergamena rigida. Esemplare ancora in barbe e con ampi margini. Iniziali ornate. Conservati i fogli di guardia originali. Antica nota di possesso di "Antonio Laghi" al frontespizio che definisce questo esemplare esser appartenuto con tutta probabilità al celebre architetto bolognese, Antonio Maria Laghi (1676-1756). Non comune prima edizione di questa importante opera del celebre medico, anatomista e fisiologo originario di Crevalcore (Bologna), Marcello Malpighi. Quest'opera vide le stampe postuma solo grazie all'opera del medico veronese Girolamo Gaspari e all'interessamento di Antonio Vallisnieri. L'opera è particolarmente interessante per l'ampio spazio dedicato a riflessioni psichiatriche dedicate a varie malattie mentali. Opera non comune, in prima edizione in barbe, dalla provenienza celebre ed in ottime condizioni di conservazione. Cfr. BLAKE 285; Heirs of Hippocrates 575; HIRSCH IV, 110; PIANTANIDA 1949: "Pregiata e rara ediz. orig."; WALLER 6195; WELLCOME III, 284.
In 8° (17,2x11,5 cm); due tomi in un volume: (8), 180 pp. e 7 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate e 204, (4) pp. e 4 c. di tav. fuori testo. Legatura degli inizi del XX° secolo in piena tela foderata con bella carta coeva a motivi floreali rossi e verdi e fascetta in pelle con titolo in oro al dorso. Esemplare completo di tutte le tavole fuori testo. Bella veste grafica e stampato su carta grossa di ottima qualità. Tagli spruzzati in azzurro. Prima non comune edizione di questo importante testo di fisiologia ed anatomia illustrato da belle tavole più volte ripiegate del noto medico aretino Giovanni Battista Presciani (1754 - 1799). Amico di Giambattista Borsieri conobbe anche Volta e fu a lungo professore a Pavia. I capitoli sono: Dei prinicipi componenti il corpo; Della masticazione; Della Deglutizione; Del Peritoneo; Della Digestione; Della Chilificazione; Del Fegato; Dell'Omento, del pancreas e della milza; Della respirazione; Della Voce; Del Sangue; Della Circolazione; Della Separazione; Della Nutrizione; Dei reni, degli uretri e della vescica orinaria; Parti del sesso virile; Degli effetti della castrazione; Parti della generazione della femmina; Dei mestrui; Delle mammelle; Del concepimento; Dei vari sistemi di generazione; Della diefferente fattura della parti de generazione in varj animali; Differenze principali fra il feto e l'adulto. Opera che si presenta in buone-ottime condizioni di conservazione.
4 opere legate in 1 tomo in 8, pp. (4) + 164; 48; 59 + 1b; 118. Legatura in p. pl. coeva con qualche mancanza al p. post. Tagli rossi. Raccolta di opere fra le quali si segnala, in ed. orig., Lucina sine concubitu, falsa lettera pubblicata in francese a Londra da John Hill con lo pseudonimo di Abraham Johnson, in cui si parla di gameti umani che vengono sparsi nell'aria e quindi fecondati attraverso uno speciale venticello, senza cioe' avere rapporti (sine concubitu) attraverso la partenogenesi. Si tratta di una presa in giro delle teorie della fecondazione e della lotta fra 'ovisti' e 'animaluncolisti', fautori dell' 'homonculus' che caratterizzava il mondo scientifico del primo Settecento. Nella risposta che segue, Concubitus sine Lucina ou le plaisir sans peine, l'A. sostiene la dignita' della sessualita' al di sopra della riproduzione. Hill manifesta quindi un atteggiamento contrario alla severa moralita' settecentesca e nello stesso tempo antiscientista proprio nel secolo dei lumi.