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4° (cm.29, pp..(4) 35-1 b. Complicata causa per il sequestro di un carico che la "Ragione Viazzali aveva nel dì 5 agosto 1805 spedita da Cromstat (attuale Kronstadt) carica di lino e ferro una nave danese alla consegna della Ragione Francesco d'Onorato Berte in Livorno"(p.9).
(cm.20x26) cc.nn.34 Cop. mod. Ant. note ai margg. A causa di una donazione il conte Ercole di Montevecchio aveva avuto dal padre la "possessione di S.Biagio nel territorio di Fano e casa posta in... Parochia di S.Tomasso" con altri beni immobili (molte notizie locali) e non si capiva se gli eredi successivi dovessero mantenere gli obblighi che vi erano legati.
4°, pp.47-1 b. + 1 tav.ripieg. f.t. ("Parte dimostrativa la parte della pianura lucchese e toscana soggetta all'espansione del lago") inc. in rame, acquarellata d'epoca, in cui i diversi colori<BR> indicano la zona occupata dalle acque nelle inondazioni del 1549 e del 1755 e l'antica possidenza dei frati camaldolesi della Badia di Pozzevoli, ceduta alla Camera e venduta ai proprietari. Br. edit. Il vol. contiene: "Epilogo dei fatti principali formanti la storia del lago e paduli di Sesto di Bientina e dei suoi emissari a tutto il 1798, i quaili si originarono e precedettero l'incamerazione del 1560 e la concessione livellaria del 1801", diviso in: 1.Storia dei laghi di Sesto e di Bientina (che comprende la storia del territorio dal XIII sec., con cambi di proprietà, lavori di sistemazione del lago e dei fiumi, azioni del governo in materia, etc.); 2. Estensione della Gronda settentrionale del lago di Sesto dal governo lucchese incamerata nel 1562 e parte che, invenduta e rivendicata dall'ing. Farnocchia divenne di suo util dominio in forza della concessione del 1801 rattificata nel 1807; 3.Giudizi e vicende alle quali si trovò soggetto l'ing. Farnocchia in grazia dell'indicata enfiteusi dopo la rivendicazione, sconfinazione e possesso del 1806 sino al 17 apr.1819; 4.Vie di fatto adottate dalle comuni limitrofi al lago di Sesto pratticate dal 1807 inclusive a tutto il 1822 sulla Gronda settentrionale di detto lago di diretto dominio del regio parimonio a danno del livellaro G.J.Farnocchia.
4°, pp.7-1 b.; 7-1 b., armi papali xil. Memoria legale in latino, con parti in italiano, di una causa per la concessione di enfiteusi del "tenimento" di Bovara., chiesto al municipio di Fermo.
4°, pp.24, capolett. e grande finalino xil. Si tratta della memoria legale, in latino, di una causa per la successione nella famiglia Borgherini, di cui viene riprodotto l'albero genealogico.
Segue: Ingiustizia del Voto del sig. assessore C.C.Pisani nella causa di sportule tra Bartolomeo Leoni di Giuccano e il sig. dott. Niccolò Antonio Nobili Ambrosini, al tempo della sentenza, commissario di Fosdinovo... nella quale non solo si conferma la debolezza delle ragioni addotte ma anche si dimostra quella delle aggiunte dal difensor del medesino e insieme l'insussistenza delle censure... nel corpo di detta allegazione, contro lo stesso Nobili Ambrosini. Lucca, per F.A.Berchilli, 1766.<BR> 4°, pp.19-1 b.; (2) 74, figure allegoriche della Giustizia xil. ai 2 front., capilett. Memoria legale di una causa "dinanzi l'ill. consigliere Costantino Pisani, uno dei reggenti della ducal città di Massa tra il fu caporale Andrea Leoni di Giucano e poi da Bartolomeo suo figlio... e il dott. Nic. A. Nobili Ambrosini di Sala prov. di Garfagnana... decisa dal Primo Giudice a favore del Leoni... sentenza ... in cui mostra che le sportule prese di scudi 100 dal detto Ambrosini quando occupava la carica di Commessario di Fosdinovo, furono onnitamente indebite e l'obbligò alla restituzione" (p.3).
8°gr., pp.7-1 b., testatina con una vedutina xile un angelo xilogr. come finalino. Memoria legale in latino, con parti in italiano, di una causa per una donazione dal sac. Francesco de Gregori, al nipote che stava per sposarsi, con la clausola: "ed in caso che detti futuri sposi partissero dalla casa del suddetto don Francesco, e non volessero convivere come sopra, non possano pretendere li suddetti 500 scudi, vivente don Francesco, ma solamente dopo la morte del medesimo.."(p.1).
8°, pp.26, cop. muta coeva con una picc. mancanza. Alla morte del Fabri i creditori affidarono il mandato di liquidazione dei crediti allo Spinelli, che registrò in questa Informazionei bilanci 1827- 29 e dall'indagine risultò che il Fabri, proprietario a Bologna di una filanda, un filatoio, una seteria e una fabbrica di ombrelli era oberato dai debiti e che la "Dita Fabri" era indagata di contrabbando di seta nello Stato pontificio. Da qui la causa , di cui questa è la memoria legale.
4°, pp.68 (2), cop.posticcia. Memoria legale di una causa che inizia : " È noto ... che il decano, il quale ordinario della predetta chiesa collegiata di S. Michele, esente per istituzione pontificia dalla giurisdizione del vescovo diocesano, pretende di essere prelato e superiore al Capitolo e avere la più estesa autorità... sul Capitolo ancora e sopra i canonici... e di avere altresì il libero e privatizio governo della chiesa senza esser soggetto... che alla sola e suprema potestà della S. Sede..." (p.1). A prova di ciò viene riportata la storia della collegiata, da Desiderio, re dei Longobardi.
In-8 (cm. 22), pp. VIII, 245 p. Timbro di biblioteca estinta al frontespizio, peraltro ben conservato.
Segue: Sommaria del processo, fabricato dalla Curia secolare di Monte Scudajo contro Lorenzo Antonio Paglianti di Monte Scudajo mandatario e riprodotto e reperito formiter della Casa episcopale di Volterra, contro il r. prete Leonardo Fabbri, detto per sopranome Cappellino, abbate curato di Monte Scudajo, per mandato dato a detto Paglianti, ad occidere il sig. Giuseppe Mannari, commissario dell'ill. sig. Niccolò Ridolfi marchese di Monte Scudajo. In fine, stessi dati tip. <BR>Tutto in 1 vol. in-4°(cm.31), pp.92; 44. T. cart. rustico coevo. Si tratta della memoria legale, redatta dall'avv. Jacobus del Rosso, di cui si legge nel sommario: "Il m.r. sig. Leonardo Fabbri, abbate di Monte Scudajo, perchè avendo Lorenzo Antonio Paglianti di detto luogo la sera delli 17 aprile 1719 tirata un'archibusata contro il detto sig. Giuseppe Mannari, circa l'un'ora e mezza di notte, il predetto abbate inquisito, scordatosi del suo carattere sacerdotale di parroco, abbia consigliato, instigato e infiammato a commettere, come seguì, detto enorme delitto..." (p.1/2 parte II).
in francese legatura edit. in velluto bordeaux con medaglione in oro impresso a rilievo al piatto ant. e impressione a secco al piatto post., lievemente sbiadito il dorso, pp. 26 + tavv., stampato su carta lucida e incorniciato da filetto rosso, taglio sup. dorato e decorato a secco, sguardie illustrate, quella ant. con piccole mancanze, dedica di appartenenza
4°, pp.19 con testatina e capolett. xil. Alla morte del padre Fabio, 4 fratelli avevano ricevuto in eredità un commercio, al quale si era dedicato il fratello Ubaldo, percependo per questo uno stipendio, ma "col risparmio e col traffico dei suoi stipendi" era riuscito ad accumulare un cospicuo "peculio", che i fratelli gli contestavano.
8°gr., pp.(6), arma papale xil. Lievi bruniture, il marg. sup. è molto contenuto. Memoria legale in latino con parti in italiano, di una causa, per la consegna da Civitavecchia di "rubra 100 supra 1000 frumenti siculi... pro annona urbis Liburni"(p.1), che era stato colpito da tignola.
Segue: Replica nella Liburnen Pacti reversivi. Stessi dati tip.<BR> 4°, pp.23-1 b.; 8. In barbe. Memoria legale di una causa, che inizia: "Per mezzo di pubblico solenne istrumento rogato... il 26 mar.1708 e stipulato tra il ser. duca Cosimo III e il capitano Francesco Vincenti si procedè... a donare una fabbrica da lui eretta in Livorno a S.A.R... Avendo l'a.r. Cosimo III ... risoluto fondare e stabilire in questa città e porto di Livorno un collegio dei PP. della Comp. di Gesù..." fu scelto il fabbricato del Vincenti, ma la soppressione dell'ordine, nel 1773 (p.6) e il passaggio dei beni all'ospedale della SS.Annunziata e S.Ranieri di Livorno, portarono alla causa.
4°(cm.30), pp.51-1 b. Lievi fioriture e qualche macchiolina. Una picc. mancanza al marg. laterale esterno con segni di roditore in 8 cc. iniziali. Si tratta della memoria di una complicata causa per annullare un testamento redatto nel 1808 quando vigeva la legge notarile francese.
8°, pp.52, cop. muta coeva. Memoria legale di una causa, presso il Tribunale civ. di Teramo, contro Paolo Pazienza, dal 1755 al 1760, procuratore dei Monti frumentari delle cappelle del S.Rosario e del Purgatorio in Leognano e accusato dagli amministratori dei monti di non aver pagato alcune somme di denaro. Essendo morto Paolo, il figlio Pasquale non trovava le ricevute del pagamento, messe 70 anni prima, perché la famiglia aveva subito vari furti e da qui la causa.
Segue: Copie verbali di pruova e contropruova che presentano i signori Benucci. In fine: (Napoli), tip. di G. Sautto, s.d.<BR> Segue: Pe' sigg. sac. d. Giuseppe, d. Pietro e d.Giovanna Benucci contro i sigg. d.Pasquale, d. Rosa e d.Teresa Fusco. 1° Camera Gran Corte civile di Napoli, a rapporto del giudice Rosica, pel dì 24 set.1852. (Napoli), tip. di G. Sautto, 1852. <BR> Segue: Giunta di memoria pe' sigg. sac. d. Giuseppe, d.Pietro e d. Giovanna Benucci contro i sigg. d.Pasquale, d. Rosa e d.Teresa Fusco a decidersi nella prima Camera della gran Corte civile il dì 3 del 1853. S.d.t., ma 1852.<BR> 4°, pp.(2) 44; 46 + 1 tav. ripieg. (Indice); (4) 122; 8. cop. mute antiche. Memoria legale di una causa, di cui si legge: "Nell'istrumento dotale del 7 dic.1812 in Santamaria di Capoa per le nozze della signora Benucci col signor Fusco, il padre, d.Pietro Benucci obbligossi oltre il corredo pagare tra 7 anni la dote di duc.2000..."(p.2). Gli sposi vissero in casa del padre, ma nel 1823, lo citarono nel Tribunale di Terra di Lavoro per avere la dote e quando morì, la figlia pretese la dote dagli altri eredi e da qui la causa, complicata dalla sparizione di oggetti preziosi e di una libreria.
Segue: A favore del cav. Pietro Diaceto e contro il sig. Lapo de' Ricci, memoria nella causa pendente avanti il primo turno del Magistrato supremo sulla proprietà e usufrutto della Commenda Diacceta del soppresso ordine di Malta. Firenze, Bonducciana, 1824.<BR><BR> cm.20x28, pp.(2) 20; (2) 64, dorso rinf. con carta marm. antica, in barbe. Lievi fioriture. Memoria legale di una complicata causa per stabilire, dopo la soppressione dell'ordine di Malta, il legittimo erede, tra Lapo de' Ricci e Pietro Diaceto, della "commenda di S.Giovanni Diacceto", per la quale si poneva anche il problema dell'esattezza della scrittura del nome: "Non vi è alcuno, un qualche poco istruito nella istoria delle famiglie illustri della Toscana, che non sappia che, quella antica e nobile famiglia che era signora dei castelli di Pelago e di DiAceto, assai vicini a Firenze e situati sulla strada del Casentino, presso alla Sieve, è stato in ogni tempo promiscuamente chiamata la famiglia DiAceto, da Diacceto, diAceto, da Ghiacceto e da Giaceto..."(I, p.3).
4°, pp.(2) 34, fregi xil. Memoria legale di una causa che inizia: "Il nob. Ranieri Agostini, già vedovo e in età avanzata volendo contrar matrimonio colla nob. M. Anna Nervi di anni 15, furono soscritti i capitoli matrimoniali dal cav.Ranier M. Nervi padre di detta signora e dell'istesso Agostini ... In essi capitoli il sig. Nervi promesse per dote e corredo sc. 1000 al sig.Agostini... Per l'altra parte il sig. Agostini costituì alla predetta signora per sopraddote ducati 2000..."(p.1). Da qui la lite.
4°, pp.20. In barbe. Memoria legale di una causa, in latino, con parti in italiano. Il can. Nistri aveva stabilito luogo e modalità della sepoltura "riguardo al di lui funerale e suffragj vuole che si spendino scudi 50 a disposizione dell'infrascritto di lui esecutore..."(p.1). Alla morte scoppiò la lite, perchè: "sul punto della pompa dei funerali, vegliante legge de 10 ott.1748 tutti i cadaveri di qualsivoglia stato di persone si espongano in avvenire ai soliti suffragi nelle rispettive chiese parrocchiali, con questa disposizione non dovrà però intendersi che resti in veruna parte derogato alla pratica osservata fin'ora per tutti quelli che s'associano e sotterrano dalla Confraternita della Misericordia di Firenze o da altre dell'istesso istituto stabilite nel granducato, le quali.. che appartengano a Spedali, monasteri, conventi e collegi che eserciitano i diritti parrocchiali sopra i loro rispettivi malati e famiglie e a quei cleri secolari che riconoscono per parrocchiale la lor cattedrale o collegiata, che tutti gli emolumenti del funerale appartengano alla chiesa parrocchiale..."(p.2).
4°, pp.20, antiche note ai margg. bianchi e lievi fioriture. Memoria legale di una causa relativa a Monastero di S. Teresa in Firenze, che inizia: "Le Religiose di S.Teresa, il cui monastero cadde nella generale soppressione, per cui rimasero spenti tra noi gli ordini regolari e distrutti dalla potestà civile, nel 1814... chiesero di... consumare nella ritiratezza e nella obbedienza il rimanente dei giorni... Fu (poi) ordinato che alle stesse religiose di S. Teresa si restituissero il monastero e i capitali inalienati... Suor Giuseppa Teresa, al secolo Francesca Tolomei... riprese la vita monastica... e perdè così il benefizio delle qualità civili... (quindi) donò all'avv. Lorenzo Cantini di Firenze quella porzione di materna ascendente..."(p.1-2) e da qui la causa con i parenti di lei.
4°(cm.28), pp.(10). Si tratta della memoria legale di una complicata causa, con vari passaggi di proprietà, per vendite ed eredità "della Terra della Briola e feudo d'Arioso", su cui era intervenuta anche la città e università di Abriola.
8°gr., pp.(6), arma papale xil. Memoria legale in latino, con parti in italiano, di una causa sull' "agrum nuncupatum Pian della Sera in territorio oppiduli Salisani, quod est in Sabina".
8°gr., pp.(4); (4), arma papal xil. ai 2 aggiornamenti. Un lieve alone. Memoria legale in latino, con parti in italiano, per lo "jus pascendi in sylvis Collettino, Stretteta, Monticelli, Valle dell'Ara,... sub nomine Communitatis Salisani..."(I p.1).