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24x17. 201p.
Leiden, Brill, 1960. 4to. Orig. full cloth. VIII,232 pp.
br. Il volume si propone come un viaggio nel corpo femminile, in un Mediterraneo da intendere come luogo di incubazione antropologica di alcune categorie del pensiero occidentale. Si parte dalla Grecia omerica, nella quale la parola mitica è ancora avvertita come statuto etico e mimetico di una collettività a "oralità primaria", vale a dire sottomessa a un principio di trasmissione del sapere coerente con una comunità non ancora alfabetizzata. Assumendo il repertorio mitico come "enciclopedia tribale" di norme, saperi, valori, i Greci si avviavano verso nuovi modelli e nuovi equilibri produttivi e riproduttivi, ripensavano la sfera domestica e la vita sociale secondo l'inaugurale equilibrio androcentrico, più funzionale (rispetto agli echi di un diritto materno) e decisamente speculare all'espansione di una solida sedentarietà cerealicola. Dee, regine, vergini, vittime e vestali, signore e prigioniere di una storia che non oppone resistenze al linguaggio del mito, le donne greche - consegnate alle metafore di un corpo che evoca il tema della nascita, del nutrimento, dell'eros, del silenzio o della voce - ci immettono in un viaggio antropologico tra mito e storia, in un gioco sempre possibile di simbiosi tra passato e presente; ci ricordano che "in principio era l'oggi", ovvero che il passato riaffiora costantemente e nutre, rigenera, riconfigura il presente, indicando a chi sa intenderne la pregnanza nuove piste e nuovi terreni di investimento sul futuro.
br. Migliaia di crani allineati sopra interminabili file d'ossa nei misteriosi sotterranei di Napoli: sono i sans papiers dell'aldilà, morti senza lutto e senza conforto, proprio come le vittime della pandemia. La pietà popolare li identifica con le anime che soffrono in purgatorio. E continuerebbero a soffrire per l'eternità se non fosse per i devoti che li adottano, accogliendo nel loro pantheon familiare questi spiriti in pena. Il "culto delle capuzzelle" è un rituale che non smette ancora di stupire, conservando intatto il fascino della trascendenza e della sospensione fra realtà e alterità; un dialogo tra vivi e morti che accende da sempre la fantasia di scrittori e artisti, affascinati da queste soglie dell'ombra aperte a chi è capace di ascoltarne le voci. In Anime, le antiche e nuove mappe del culto diventano terreno di ricerca per un pensiero che vuole scoprire, attraverso la pietà per i morti, le dinamiche di proiezione e identificazione che investono gli individui della società contemporanea. Ciò nella convinzione che un patrimonio affidato alla tradizione orale vada sottratto all'oblio.
br. Migliaia di crani allineati sopra interminabili file d'ossa nei misteriosi sotterranei di Napoli: sono i sans papiers dell'aldilà, morti senza lutto e senza conforto, proprio come le vittime della pandemia. La pietà popolare li identifica con le anime che soffrono in purgatorio. E continuerebbero a soffrire per l'eternità se non fosse per i devoti che li adottano, accogliendo nel loro pantheon familiare questi spiriti in pena. Il "culto delle capuzzelle" è un rituale che non smette ancora di stupire, conservando intatto il fascino della trascendenza e della sospensione fra realtà e alterità; un dialogo tra vivi e morti che accende da sempre la fantasia di scrittori e artisti, affascinati da queste soglie dell'ombra aperte a chi è capace di ascoltarne le voci. In Anime, le antiche e nuove mappe del culto diventano terreno di ricerca per un pensiero che vuole scoprire, attraverso la pietà per i morti, le dinamiche di proiezione e identificazione che investono gli individui della società contemporanea. Ciò nella convinzione che un patrimonio affidato alla tradizione orale vada sottratto all'oblio.
TOURS, A.Mame - 1885 - Petit in-8 broché - Manque 1er plat - Introduction XVI, 442 pages - fin de l'ouvrage liste des membres - Très propre.
br. «Perché l'anoressia colpisce alcune donne piuttosto che altre? Gli individui sono più o meno rivalitari, e il caso della magrezza non è differente da molti altri ambiti. Le donne anoressiche vogliono essere campionesse della loro categoria. Lo stesso accade nel mondo della finanza. La differenza consiste nel fatto che il desiderio di essere più ricco degli altri non è ritenuto patologico. Al contrario, il desiderio di essere più magro, se viene spinto all'estremo, possiede degli effetti funesti visibili sul piano fisico. Ma una volta che una ragazza ha scelto di diventare anoressica, ciò significa che essa ha scelto questo ambito di concorrenza, ed è molto difficile abbandonare la gara prima della vittoria, cosa che implicherebbe una rinuncia al titolo di campionessa. Il risultato finale è tragico nei casi estremi, ma ciò non deve farci perdere di vista il fatto che l'ossessione per la magrezza caratterizza tutta la nostra cultura, e non è in nessun modo un tratto distintivo di queste giovani ragazze. (...) L'imperativo che spinge queste donne a lasciarsi morire di fame proviene da tutta la società. E un imperativo unanime. Da questo punto di vista, quindi, è strutturato come un sacrificio. E il fatto che sia qualcosa di inconscio dimostra in modo piuttosto inquietante che nel nostro mondo vi è una sorta di ritorno alla cultura sacrificale arcaica». (René Girard)
in-16, 480 pages, broche, couv. illustree. Bon etat [LP-10]
Leipzig & Berlin, Teubner, 1923. Lex8vo. Orig. half cloth, top of spine torn, hinges weak. VI, 684 pp. With 29 plates and 102 illustrations in the text.
ill., br. In una prospettiva antropologica, il volume si inserisce nel dibattito contemporaneo relativo al percorso di revisione della definizione di "cultura", di "natura", di "specie" e di ripensamento di tali categorie in termini di rapporto/interazione. Un dibattito sulla relazione tra l'uomo e gli altri organismi viventi, nello specifico gli animali, centrato sul passaggio dal considerare questi ultimi meri "oggetti" funzionali per l'uomo a "soggetti" agenti nella relazione con l'umano e nella costituzione dei contesti di vita. La questione è relativa allo specifico ruolo che l'antropologia può avere in tale dibattito teorico e metodologico e all'opportunità che si presenta per la disciplina, attraverso il riconoscimento dell'"altro" di altra specie, di indagare in maniera più profonda l'ampia questione del confronto dell'uomo con l'alterità e di dotarsi di nuove e più appropriate prospettive per analizzare e comprendere la complessità in cui la vita umana è immersa. Nel volume tale percorso è analizzato attraverso l'investigazione della relazione uomo-cavallo, un rapporto speciale, iniziato in un'epoca remota, che ha influenzato l'ascesa e la caduta delle civiltà e che ha modellato e definito le culture di numerose popolazioni. Nel testo ci si sofferma sull'importanza del cavallo nella cultura araba, preislamica e islamica. Se infatti l'attenzione al cavallo era già presente in epoca preislamica, è con l'avvento dell'Islam che tale attenzione raggiunge dimensioni inedite. Il cavallo, che ha avuto un ruolo chiave nell'espansione dell'Islam e della lingua araba, diventa un dono, un regalo che conferisce all'uomo il dovere di essere grato e che costituisce una fonte di ricompense spirituali e materiali. Un rapporto quindi che ben si presta a esplorare concretamente uno dei modi in cui la relazione uomo-animale si sia trasformata nel tempo in una serie di tradizioni culturali e religiose ben identificabili, in un'intricata rete di rimandi simbolici, in situazioni di interazione interspecie.
Barcelona, Universidad, 1973. 4to. alargado; 217 pp. Cubiertas originales.
Washington, GPO, 1910. Orig. full cloth. VII,116 pp. With 19 black/white plates (one folding map).
Washington, GPO, 1911. Orig. full cloth. 82 pp. With 35 black/white photograhic plates (one folding map).
Washington, GPO, 1909. Orig. full cloth. VIII,57 pp. 21 black/white photographic plates.
br. L'antropologia in Italia si è a lungo connotata come una scienza razzista, che ha lasciato nel dopoguerra un'eredità ancora poco indagata. Con lentezza e difficoltà nel nostro Paese solo dopo il Sessantotto comincia a svilupparsi in modo deciso un'antropologia culturale del razzismo. Leonardo Piasere ne individua il momento fondante nella pubblicazione del 1973 di Antisemitismo in Italia 1962-1972 di Alfonso Maria di Nola. Storico delle religioni e antropologo, di Nola evidenziava la continuità dell'antisemitismo e la sua parziale autonomia rispetto alle ideologie, capace di infettare persone di destra e di sinistra, religiose e laiche. Impegnato contro tutti i razzismi, egli fu tra i primi a denunciare anche i fenomeni di antiziganismo e a preconizzare quell'aumento dell'odio verso rom e sinti che stiamo oggi vivendo. Nato da un seminario organizzato da Giovanni Pizza nel 2017 all'Università di Perugia, il presente volume ripercorre i tratti salienti delle riflessioni dinoliane, nonché la sua attualità politico-sociale e fruibilità scientifica.
Caracas, Monte Avila Editores, 1972. 4to. menor; 100 pp. Cubiertas originales.
Caracas, Ediciones del Ministerio de Educación, 1959 [Biblioteca Popular Venezolana]. 4to.; 262 pp. Cubiertas originales.
ril. Le tematiche affrontate dall'autrice riguardano la questione della "natura umana", di come quindi gli esseri umani sono prodotti dalle culture cui appartengono e come a loro volta le producono. Tenendo a bada la modernità, e tutto quello che il Novecento ha prodotto, l'autrice scava nelle nostre tradizione etiche e conoscitive per trovare un modus operanti che ci permetta di vedere altri mondi già esistenti, relazionarsi e crescere con essi. "Antropo-logiche" è strutturato in 71 paragrafi, ciascuno dotato di una nota bibliografica, queste ultime costituiscono un reticolo anche tematico utile per gli approfondimenti.
br. Questo pamphlet è per chi vuole capire l'Antropocene usando l'immaginazione. In mezzo a visioni mute o invecchiate, in mezzo al collasso ambientale e al crollo dei saperi, non possiamo limitarci a immaginare l'Antropocene come una semplice distopia apocalittica. Quali alternative abbiamo? Quali tecniche possiamo ancora recuperare dal cumulo di detriti delle civiltà? L'idea che sta alla base di questo anti-manuale narrativo è semplice: scrivere nell'Antropocene non è una prerogativa riservata ai soli autori in cerca di storie attuali, ma è una pratica democratica, accessibile a chiunque, dove il linguaggio e l'immaginario sono strumenti centrali per inventare un "altro mondo" per tutti. Le riflessioni su generi narrativi, animalità, creature fantastiche, spazio onirico e tempo in frantumi sono altrettante zone di lavoro per costruirsi un kit di sopravvivenza poetica: comunque sarà l'Antropocene, dovremo imparare a raccontare storie forti e convincenti, per insegnare a un bambino come si fa a resistere alla durezza del mondo, per dare speranza alla nostra tribù, per costruire una visione del dopo alla portata dei nostri sogni.
Buenos Aires, Emecé Editores, 1948. 8vo.; 123 pp., 2 hs. Ilustraciones entre el texto y 12 láminas fotográficas que reproducen grabados. Encuadernación original en cartoné.
br. Quello dell'antropologo medico è un lavoro a tutti gli effetti, ma dove, come e con chi si lavora? Come ci si forma? Questi aspetti saranno approfonditi nel presente testo che ospita i contributi di sette antropologhe. Sono capitoli fatti della consapevolezza di chi si trova al centro di un processo di riconoscimento istituzionale; sono attraversati dalla tenacia, dall'ostinazione, dalle mancate o sporadiche remunerazioni, ma anche dalle alleanze, dalle capacità di muoversi negli interstizi dei bisogni di salute, dei bisogni dell'antropologia e di antropologia. Chi scrive si è fatto sabbia negli ingranaggi della sanità pubblica italiana costituendo, di fatto, una nuova professionalità.
br. Che cos'è l'antropologia? Come è cambiata dalle sue origini? Quali sono le questioni aperte e le principali linee di ricerca oggi? Raccontare l'antropologia per tematiche e a partire dalle urgenze dell'attualità, senza trascurare le incursioni retrospettive dentro il «passato che si può usare»: questa la scommessa che percorre ogni capitolo del libro.
ill., br. Questo testo introduce lo studente ai concetti e ai saperi delle scienze antropologiche, ai metodi e alle tecniche di ricerca. Con tali strumenti gli sarà possibile dedicarsi a una parte specificatamente incentrata sull'antropologia della contemporaneità, con l'analisi di quei fenomeni sociali e di produzione culturale che caratterizzano la nostra società. Lo studente acquisirà senso critico nell'affrontare i fenomeni sociali e culturali contemporanei e le competenze atte a favorire la comunicazione fra differenti realtà socioculturali in un'ottica di relazione e mediazione; saprà comprendere la diversità culturale e la natura socioculturale delle appartenenze. Il volume è diviso in tre parti e in sedici capitoli, ognuno dei quali si apre con una Panoramica, che aiuta il lettore a organizzare lo studio delle pagine che seguono e a localizzare l'attenzione sulle nozioni più importanti, e si chiude con un Riepilogo, che riassume i concetti fondamentali espressi, e con alcuni Spunti di riflessione per stimolare lo spirito critico dello studente. I box di approfondimento - Per saperne di più... aprono una finestra su fenomeni specifici della contemporaneità. Rispetto a quella americana, nella quale i metodi e le teorie antropologiche sono condensate in un solo capitolo, l'edizione italiana sviluppa questi temi in due capitoli, dando così spazio anche agli studi e alla ricerca in Italia.
brossura Il testo, rivolto agli studenti di Scienze sociali e Scienze umane, si propone di guidare all'acquisizione del punto di vista antropologico e del metodo dell'antropologia. A partire da una definizione dell'antropologia che la considera dedicata allo studio delle diversità e somiglianze della specie umana, si approfondisce lo statuto socioculturale delle diversità e la loro elaborazione ideologica nelle forme dell'etnocentrismo e del relativismo. Dopo aver ricostruito per punti salienti la storia della costruzione della mappa delle diversità umane, si propone un primo repertorio di diversità, sistematizzate e interpretate con gli strumenti dell'antropologia. L'esposizione, che non ambisce a essere esaustiva, punta sui maggiori nodi problematici della storia della ricerca antropologica e li approfondisce con riferimento a esempi "classici", ma anche a esempi tratti dal mondo contemporaneo, globalizzato e postmoderno. Il testo si conclude con una guida alla ricerca antropologica, con l'obiettivo di mettere definitivamente a fuoco e consolidare quel punto di vista e quel metodo caratteristici della disciplina. Ogni capitolo è corredato di un apparato di strumenti didattici, che facilitano l'apprendimento e stimolano un approccio critico alla materia. La nuova edizione si differenzia dalla precedente per l'inserimento di due capitoli: un capitolo sulle antropologie specialistiche e due capitoli che ripercorrono le tappe fondamentali dello sviluppo storico della disciplina.
br. L'opera tratta argomenti di antropologia culturale e filosofica, partendo dall'oo studiato dall'origine della storia dell'uomo dal punto di vista della preistoria e della psicoanalisi fino ad arrivare allo sbarco sulla Luna; attraverso un arco temporale millenario scopriamo chi eravamo, come siamo divenuti, chi siamo che ci fa riflettere orgogliosamente sulla nostra vita passata. Si è ritenuto utile ricostruire la figura dell'uomo attraverso i contesti storici dell'evo antico, del medioevo, dell'era moderna e contemporanea; si è studiato l'uomo e le sue culture umane nelle loro articolazioni etniche e nelle loro espressioni popolari e il loro adattarsi all'ambiente.