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ill. Il singolare incontro di un etnologo con il vecchio saggio Ogotemmeli, che in una serie di colloqui svoltisi nel 1946 rivela tutto il sistema di pensiero del popolo dogon dotato di una cosmogonia, di una metafisica e di una religione tutt'altro che primitive. Il libro, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1968, è qui riproposto in una nuova edizione curata da Barbara Fiore.
br. Un libro che mette al centro i percorsi individuali e relazionali che portano alla costruzione di sé come lesbica. Dirsi lesbica, nominarsi come tale, è un atto politico. La ricerca di Natacha Chetcuti si concentra sulle rappresentazioni e sulle pratiche esistenziali e politiche lesbiche. L'autrice ci porta dentro e attraverso il mondo delle coppie lesbiche; la cosa più significativa che ne viene fuori è la simmetria che caratterizza il rapporto, il desiderio e il piacere, rendendo le donne che si amano ambedue soggetto. Le lesbiche si sottraggono a una condizione di oggetto, spiazzando e denaturalizzando la costruzione binaria dei generi e dunque l'eterosessualità obbligatoria come fondativa dell'identità. Producendo elementi nuovi che allargano l'orizzonte di una sociologia della sessualità, il libro rende manifesta la polisemia che gli atti, le pratiche, le rappresentazioni sessuali ricoprono nell'esperienza delle lesbiche intervistate. Il volume contiene un utile glossario di terminologia lesbica.
In-8 (188 x 113 mm), plein veau fauve de l'époque, dos à 5 nerfs richement ornés de caissons fleuronnés et cloisonnés, jeux de filets et palettes dorés en pied, pièce de titre de maroquin bordeaux, filet à froid en encadrement des plats, roulette dorée sur les coiffes et les coupes, tranches rouges, (1) f. de titre, (3) p. de préface, 66 p., planche frontispice gravée. Rare édition originale de premier tirage, imprimée à petit nombre d’exemplaires, identifiable par son fleuron de titre, tirage probablement réservé à l’usage des membres du jury et des proches de l'auteur. Elle est en tous points conforme aux caractéristiques mentionnées par B. Gagnebin (édition de La Pléiade) et par Th. Dufour (coquilles typographiques aux pages 12 et 16). Planche frontispice gravée par Ch. Baquoy: "Satyre, tu ne le connais pas". Si cette édition a bien été imprimée à Paris, chez Pissot, l'imprimeur accepta de la faire paraître sous la fausse adresse de Barillot à Genève, à la demande de Rousseau qui souhaitait l'accorder avec le titre de "Citoyen de Genève" figurant pour la première fois (cf. Sénelier, p. 57-58). "Le livre qui rendit Rousseau célèbre"; son succès foudroyant le propulsa à l’avant-scène de la République des Lettres. En répondant par la négative à la question mise au concours par l'Académie de Dijon, Rousseau prend le contre-pied de ses contemporains pour dénoncer un ordre social fondé sur le luxe et les inégalités, corrompu et bafouant les véritables valeurs. Et de démontrer que les progrès indéniables des sciences et des arts ne se sont pas accompagnés d’un progrès moral. La descendance de cet essai sera immense. "Une force insoupçonnée et sincèrement rebelle apparaît dans ce Premier Discours, une pensée novatrice qui sonne juste. Et la lumière que Rousseau jette sur l'homme et sur le lien social va contribuer à remettre en cause une certaine idée du progrès" (Jacques Berchtold). (Dufour, n°13. Gagnebin, III, p. 1854-1855). L'ouvrage est relié avec trois autres pièces de l'époque (Lefranc de Pompignan, Fagan et anonyme). Quelques petites traces de restauration à la reliure. Petites piqûres éparses. Provenance: "Domou" et A. Grandjean (marque au premier titre) et ex-libris armorié gravé ancien. Bel exemplaire, très bien relié à l'époque.
Bruxelles, La Société Nationale, 1840, xv + 491pp.avec un frontispice + 1 "carte ethnographique de l'ancient continent" en couleurs + 4 planches (dont 2 dépliante], 3e éd., dos remplacé, cachet, bon état, R16428
Madrid, Real Academia de la Historia, 1879. Folio; VIII-215 pp. Cubiertas en cartulina.
Salamanca, 1989. 4to. mayor; XLIV - 558 pp Cubiertas originales. Médico portugués judeoconverso, formado en la Universidad de Salamanca, Mendez Nieto llega a Cartagena de Indias, huyendo posiblemente de la Inquisición, desde Santo Domingo. En esta obra, que es el primer texto de medicina escrito en Nueva Granada, se fusionan aspectos biográficos, etnográficos, botánicos y sociales, que la convierten en una importantísima fuente para la historia de la cosmopolita Cartagena.
br. "Discussione sulla razza" è un confronto fra l'antropologa bianca Margaret Mead e lo scrittore Nero James Baldwin che assume il valore di un'eccezionale testimonianza. Il volume si presenta come una conversazione lunga e approfondita che segue un andamento musicale: dall'adagio al mosso e al movimentato per arrivare allo scontro serrato e intenso. È un dibattito che tocca tutti i temi della scottante attualità politica e culturale, dove protagonista assoluto è il dramma razziale e il suo riverbero sulla tormentata coscienza umana. Il tema del razzismo è però declinato e analizzato in tutte le sue sfumature, tanto da divenire un sistema interpretativo utile a leggere ogni forma di potere in cui si esercita il sopruso e la violenza sugli altri: i bianchi sui Neri, ma anche le società ricche su quelle povere, gli uomini sulle donne, i Paesi avanzati su quelli arretrati. Queste due grandi personalità della scena culturale internazionale non solo di ieri offrono il meglio di sé, mettendo a fuoco in modo inquietante e drammatico la problematica sociale, morale e politica americana: dalla violenza nei ghetti alla contestazione giovanile, dal consumo esasperato di droga all'inquinamento ambientale, dalla radicalizzazione della lotta politica alla questione dell'insicurezza e del logorio delle istituzioni... Mead e Baldwin attingono dalle loro esperienze personali per suggerire come costruire una società migliore retta dall'uguaglianza.
Madrid, 1985. 4to menor; 492 pp. Cubiertas originales, con ilustracion de Julio Caro Baroja para esta obra.
br. La parola "ritu" è di origine arcaica indoeuropea. Nell'antico testo in sanscrito del Rgveda significa l'ordine immanente del cosmo. È sinonimo di "dharma", la fede fondamentale del mondo. Dal significato cosmico è derivato quello religioso di necessità, rettitudine, verità. È il "dharma", la legge fondamentale inerente alla natura. Da qui deriva il senso di "ritu", che indica i compiti da svolgere in ogni stagione, in relazione al dharma. Il rito coinvolge la condizione umana e perciò si colloca all'incrocio tra l'uomo, la cultura, la società e la religione. Ben oltre a ciò, esso è legato al simbolo, al mito e al sacro. Nel significato moderno, il rito indica una pratica regolata: protocollo, società civile, società segreta, religione, liturgia, culto. Può essere privato o pubblico, individuale o collettivo, profano o religioso. Fa parte della condizione umana, è soggetto a regole precise e implica continuità. Le voci che compongono questo volume sono state curate da esperti di etnologia, antropologia, sociologia, filosofia e teologia, dischiudendo al lettore un mondo di significati indispensabili anche per leggere i fenomeni contemporanei. Mircea Eliade, con Georges Dumézil, ha apportato con i suoi studi uno sguardo e un metodo nuovi alla scienza delle religioni, adeguandola allo spirito scientifico e alla ricerca antropologica del XXI secolo, che trova in quest'opera un valido supporto.
In 8. Dim. 19x11,5 cm. Pp. 364+(2). Edizione del 1958 di questo dizionario di etnologia di Roberto Bosi della collana "Biblioteca moderna Mondadori". In buone condizioni. Copertina cartonata editoriale in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Etichetta al dorso. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in ottime condizioni con rare fioriture. Edition of 1958 of this dictionary of ethnology by Roberto Bosi of the series "Biblioteca moderna Mondadori". In good conditions. Carton editorial cover in good general conditions slightly worn in the edges and spine. Label in the spine. Binding in good conditions. Inside pages are in very good conditions with occasional foxings.
In Bassano, a spese Remondini di Venezia, 1784, volumi 5, in-8, cartonatura rustica originale, pp. XXIV, 296 - 386 - 460 - 358 - 308. Bell'esemplare a pieni margini. Prima traduzione italiana. (Per l'attribuzione d'autori cfr. catologo delle biblioteche italiane).
Milano, 1919, stralcio delle pag. 607/614 con illustrazioni. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
21x21. 170p. Fotogr.
in 8°, t.t. edit. con sovracc. edit. ill., pp. 277,(3), con ill. b.n. f.t.; coll. "Etnografia moderna descrittiva e illustrata. Civiltà e costumi dei popoli. Volume sesto."; buon es.
br. Il volume, risultato di un lungo periodo di ricerche d'archivio e sul campo condotte in Ghana, raccoglie voci e storie femminili lungo un periodo che va dall'ultimo quarto dell'Ottocento ai giorni nostri. Intersecando la dimensione politico-economica con quella storico-sociale e ancora con quella di genere, il libro parte dall'analisi di un fenomeno di migrazione interna, che coinvolge soprattutto le giovani donne, e ritorna agli anni dell'abolizione della schiavitù, per soffermarsi sui primi decenni del Novecento coloniale. L'obiettivo è comprendere alcune delle ragioni della continuità tra la marginalità contemporanea e le forme di sfruttamento passate, di volta in volta evidenziando il persistere di pratiche e strutture di dipendenza e asservimento, in una continua tensione tra forme di agentività personale e di assoggettamento.
x + 36pp.avec 1 carte, br.orig., bel état, 27x18cm., dans la série "Archives d'ethnographie" nr.10
ill., br. Dopo la Gloria dell'Incarnazione, la missione e l'esilio si sono alternati nella percezione del credere cristiano in Occidente, nell'eco del lontano inno davidico: «Forestiero e pellegrino son io, come tutti i miei padri» (Salmo 39), dalla «ramogna» di Dante alla solitudine di Barbiana per don Milani. Questa coscienza non è stata tuttavia primaria e, come richiama Rilke, occorre che Dio «si strappi» dai quadranti delle cattedrali perché il popolo si ricordi del cammino. Il libro percorre le stazioni, secolo per secolo, di questo difficile viaggio, sino all'incendio recente della cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
brossura Cosa succede in una società quando le istituzioni e le strutture statali collassano su se stesse? Attraverso quali modi si possono aprire spazi di ricomposizione nel disordine politico e sociale e attraverso quali processi di adattamento e creazione una popolazione fa fronte a prolungate situazioni di crisi? Il libro affronta queste tematiche analizzando il caso della Somalia e del neo Stato del Somaliland. Lontano da cliché che enfatizzano la lotta tra clan, i warlords, il terrorismo islamico o la tragedia umanitaria hanno generalmente rappresentato la crisi somala come un'immensa zona di caos e disordine, l'autore intende offrire un "micropanorama" dal quale partire per analizzare quei processi e quelle dinamiche che hanno condotto alla formazione di un nuovo ordine politico e sociale all'interno del Somaliland. Frutto di un lungo periodo di ricerca sul campo, lo studio, prendendo le mosse da un'etnografia di una città - Borama - riflette un paesaggio sociale contemporaneo prodottosi all'incrocio tra guerra, collasso istituzionale, interventi esterni e rinnovamento politico.
Madrid, 2009. 4to. alargado; 404 pp. Cubiertas originales.
Valencia, 1997. 4to.; 106 pp. Cubiertas originales.
br. Dov'è oggi l'antropologia? E dove sta andando? È dentro o fuori dalle accademie? È nelle agenzie internazionali, nelle sale di regia dello sviluppo economico o nelle case dei cittadini? E, soprattutto, in che direzione si sta muovendo? I saggi qui pubblicati tentano di rispondere a tali quesiti o di abbozzarne almeno una prima formulazione. Sono ricorrenti i dibattiti sulla crisi dell'antropologia così come su quella di altri settori scientifici. Le discipline sono in transizione e allo stesso modo anche i loro cultori e le stesse questioni che sorgono all'interno di ogni disciplina modificano la stessa; e queste nuove modifiche, configurazioni di tematiche e corrispondenti teorie, nuovamente trasformano la disciplina nella sua identità. In questo senso, l'antropologia segue l'inevitabile cammino di ogni altro ambito scientifico come la sociologia, le scienze politiche, l'economia. Ma siamo sicuri che l'antropologia sia semplicemente una disciplina? O è immanente all'antropologia l'essere altro da se stessa nel suo limite di disciplina? L'antropologia è sempre stata in crisi, e questa è la sua fortuna, e ora probabilmente si trova proiettata su una dorsale: oggi è chiamata a compiere delle scelte che riguardano la definizione della sua più profonda identità.
Leipzig, Spamer, 1891. 8vo. Fine orig. full pictorial cloth. Gilt lettering to spine and front board. Frontispiece. VIII,314 pp. Plates and textillustrations. Clean and fine.
Stockholm, Fritze, (1934). Orig. bogtrykt omslag. 175 pp.
205 + [3] pp., softcover, 22cm., text in Russian in Cyrillic script, Good condition, OCLC 299899463, X77534