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br. Il libro è dedicato a Leonhard Euler (1707-1783), un gigante della matematica che contro le mode del suo tempo, in cui l'illuminismo donava al mondo alcuni dei suoi più grandi filosofi e scienziati, si oppone ad una concezione esclusivamente materialista, lasciando spazio alla componente spirituale. Euler è definito "il ciclope della matematica", il "Mozart della matematica", o, per dirla con François Jean Dominique Arago (1786-1853), l'uomo che "calcolava apparentemente senza il minimo sforzo, esattamente come si respira o, se si vuole, come un'aquila vola in cielo". Il suo nome è affiancato in ogni storia della matematica ai massimi di sempre (Archimede, Newton, Gauss, Cauchy...).
brossura A partire dall'operetta di Agostino De Spiritu et Littera, composta in forma di lettera per l'amico Marcellino, prende corpo questo "itinerario" che entra nel cuore della teologia e della spiritualità agostiniana, e cioè nel tema della Grazia come dono dello Spirito Santo. Tutto il discorso agostiniano si snoda attorno ad una citazione paolina di grande spessore, in cui si può leggere il mistero della vita cristiana: "L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo che ci è stato dato" (Romani 5,5). Un viaggio affascinante tra le più belle pagine agostiniane su "Spirito" e "libertà", quella libertà capace di restituire la pace interiore e di edificare nell'amore la "città di Dio".
ill. Il Rosario è la preghiera di tutti, per tutti e adatta a ogni momento della vita. Questo libro, con le sue nove possibilità di meditazione da scegliere per ogni mistero, può rispondere davvero alle esigenze di tutti. Chiunque potrà pregare e meditare secondo i desideri del suo cuore. Chi è già affezionato alla recita del santo Rosario ne riscoprirà la bellezza. Chi, invece, è ai primi passi oppure desidera iniziare a recitarlo, avrà un valido aiuto per imparare a ripercorrere, in compagnia di Maria, i misteri della vita di Gesù. Ognuno sentirà accanto a sé la presenza discreta e fedele della Vergine Madre.
brossura Si tratta di una riedizione del libro: Il Sacro Cuore e la riparazione, che don Divo Barsotti scrisse nel 1962, e che fu ben presto esaurito. In accordo con l'autore, il libro esce ora con un titolo diverso: La mistica della riparazione. Il padre ritiene che questo titolo esprima meglio il contenuto del libro: egli infatti affronta non tanto il tema dell'apparizione a Santa Margherita Maria Alacoque e della devozione al Sacro Cuore, quanto piuttosto il tema della riparazione cristiana nei confronti del mondo. Questo tema era caro sia ai Padri della Chiesa che ai Padri del deserto, ed è stata sempre una tensione presente nella vita dei Santi. Eppure ora non se ne sente quasi più parlare: si condanna il peccato (in generale quello degli altri: le guerre, le ingiustizie nel mondo...), ma nelle chiese non si parla quasi più della riparazione. In questo libro, don Divo Barsotti dimostra che la riparazione è un impegno del cristiano, perché è stata, in fondo, la vita stessa di Gesù. E lo fa con approfondimenti che entrano nel cuore del Mistero cristiano stesso (di qui il titolo: La mistica). Alcuni ritengono che questo sia addirittura uno dei migliori testi di don Barsotti.
brossura In una singolare altalena, la sessualità oggi è maledetta oppure idolatrata, ma non è mai amata. Ci si dimentica che esce dalle mani del Padre, che il peccato la aliena e che è misteriosamente promessa all'eternità. Una lotta esistenziale per un giusto apprezzamento dell'eros, uno sforzo per riconoscergli un significato altro, un tentativo di interpretarlo come linguaggio trinitario.
br. Una sera, dopo una giornata piena di piccoli inciampi, mi sono domandata: «Ci saranno, nelle cose che ho vissuto oggi, dei particolari che possano illuminare, anche solo debolmente, tutte le pieghe storte della mia giornata?». Da quel giorno ho incominciato a condividere su Facebook un pensiero serale, riassunto di ciò che in quella giornata che stava per finire avevo imparato, o del proposito di qualcosa su cui migliorare. Questa è la raccolta di quei pensieri, piccoli «luz», ossicini indistruttibili su cui tutto può essere ricreato per ciò che ha ancora da venire. Sarebbe bello essere come una candela: invece di dire «il buio è brutto», semplicemente illumina.
br. Dei delitti e delle pene (1764), tratta della riforma della legislazione penale dell'epoca e ancora oggi è considerato un documento assolutamente attuale, da rileggere per ricordarci come la legislatura, da quel tempo in poi, si sia purtroppo persa nei meandri della burocrazia e dell'incertezza della pena. "Il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere un essere sensibile, né di disfare un delitto già commesso. Può egli in un corpo politico, che, ben lungi di agire per passione, è il tranquillo moderatore delle passioni particolari, può egli albergare questa inutile crudeltà strumento del furore e del fanatismo o dei deboli tiranni? Il fine dunque non è altro che d'impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali". Nella sua opera, l'autore afferma come bisogna prevenire i delitti prima di punirli e propone, come primo testo della letteratura filosofica-giurisprudenziale, l'abolizione della tortura e della pena di morte.
br. "Questo libro di fra' Benigno è un invito pressante a imparare il distacco dalle cose di quaggiù per aspirare a quelle di lassù. Una sorta di cura di bellezza spirituale urgente nella nostra vita segnata dalle rughe profonde della brama di noi stessi e delle cose che ci appartengono." (dalla Prefazione di Alessandra Turrisi).
br. Il "distacco dal mondo" è espressione della tradizione spirituale, ascetica, cui spesso è stata data una connotazione negativa. Bobin ne recupera in questo libretto tutta l'essenzialità vitale, liberatoria e costruttiva per l'uomo. Il distacco infatti è vera azione amorosa. "L'amore è distacco, oblio di sé. Non possiamo arrivarci con le nostre forze, perché tutte le nostre forze sono costantemente impiegate nell'ammassare il mondo alla superficie del nostro "io"."
ill., ril. Quattro storie di giovani che, di fronte all' insorgere di malattie mortali hanno saputo offrire la loro vita e le loro sofferenze a Gesù: Beata Chiara Luce Badano di Sassello (SV), Carlo Acutis di Milano, Angelica Tiraboschi di Treviglio (BG), Matteo Farina di Avellino. Il libro contiene una breve biografia di ciascuno e una selezione di brani dei loro scritti a modo di diario. Seguono testimonianze e rimandi a siti di approfondimento. Il libro è la testimonianza di come la fede abbia trasformato in questi quattro giovani una tragedia che sembra inspiegabile in una offerta di sé che diventa fecondità di vita. Per tutti e quattro sono aperte le cause di beatificazione o canonizzazione.
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br. Al centro di questa testimonianza di Dietrich Bonhoeffer sulla vita comune, stesa di getto nel 1938, sta una esperienza concreta. Oltre ad esservi descritta, tale esperienza viene pure motivata e viene fondata teologicamente come autentica prassi spirituale cristiana. Il vivere in comunità non mira a estinguere l'io del singolo nella collettività, bensì a rendere ciascun soggetto una persona libera, forte e adulta nell'assunzione delle responsabilità che la fede cristiana implica, sia per sé che per gli altri. Un libro come Vita comune «continua a dimostrare una incomparabile forza d'attrazione. Lo si può utilizzare nei gruppi. È breve e leggibile. [...] È vitale più che mai e continua ad incontrare un aperto interesse. Anzi, esso conserva, diffondendosi in tutto il mondo, un posto immediatamente vicino a Resistenza e resa». Anche dopo tanti anni dalla prima pubblicazione, questo libro serba al proprio interno «ricche indicazioni di saggezza pratica, chiarimenti di situazioni che, considerate nella loro profondità, sono proprie di persone religiose e non, di esperienze di vita comunitaria che nulla hanno perduto della loro validità» (dalla Postfazione di E. Bethge). Un classico della spiritualità e della teologia del xx secolo.
br. Pensare ai malati nella cosiddetta fase terminale significa quasi immediatamente immaginare un confronto con la morte, con il comprensibile senso di rifiuto che questo può comportare. Eppure questa fase delicata e drammatica può rivelarsi infinitamente feconda, sorprendente e talvolta addirittura più ricca e vera di tutto il tempo che l'ha preceduta. Queste pagine riprendono alcuni passaggi dell'autobiografia di Cicely Saunders - che gettò il seme delle moderne cure palliative e diede vita al primo hospice nell'Inghilterra degli anni '60 del secolo scorso - e raccontano l'esperienza di alcuni incontri nati nell'assistenza spirituale in un hospice riportando, senza retorica, il rapporto con la malattia a un dialogo più profondo con la vita, non solo pensata verso l'eternità, ma volta ad una vera riconquista del tempo e delle relazioni. Perché se morenti si nasce... viventi si diventa. "Lo spazio-tempo della morte è, per chi accetta di entrarci, un'occasione indimenticabile di intimità." (Marie de Hennezel)
ill. Nessun santo può avere tanti meriti per ottenere da Gesù grazie, come san Giuseppe. Come Gesù non può negare i favori che ha ricevuto da san Giuseppe, così non sa negargli niente di ciò che lui gli chiede. Se poi san Giuseppe chiede qualche grazia a Dio per mezzo di Maria, che cosa potrà mai negare Maria di ciò che le chiede il suo sposo, e Gesù di ciò che gli chiede sua Madre? Ecco la misteriosa scala attraverso la quale salgono a Dio le nostre preghiere e discendono esaudite.
brossura Le pagine di questo libro si propongono di essere una mano tesa a un giovane - reale (con nome e cognome), non immaginario - impegnato nel discernimento della propria vocazione. Possono essere di ispirazione per i ragazzi e le ragazze che oggi si interrogano sullo strano desiderio di amare di più, che vogliono spendere al meglio la propria vita, che cercano di essere più prossimi al Signore. Giovani che, come Stefano, vorrebbero insomma "vederci chiaro". Caro Stefano raccoglie allora una serie di lettere stese da una figura amica per chiarirgli alcune idee sulla vocazione. È scritto nella consapevolezza di non poter affrontare tutti i nodi di ciascuna vocazione. Perché ogni "chiamata" ha un suo nascere, un suo itinerario, un suo sviluppo. Ogni vocazione è una storia d'amore e, in quanto tale, è originalissima e irripetibile. L'autore di queste lettere, che vengono pubblicate con il permesso del destinatario reale, le offre a un pubblico allargato come una pista di ricerca personale sulla propria vocazione.
ill., br. La Beata Concepcion Cabrera de Armida ci presenta Gesù come lei lo ha vissuto nelle sue esperienze mistiche e nelle sue riflessioni in preghiera. Lo descrive nei suoi aspetti esteriori, nei suoi sentimenti, nei suoi affetti, nel suo modo di essere e di rapportarsi con gli altri, facendocelo conoscere e amare.
ill., br. Il libro ripropone per la prima volta, in una traduzione accessibile al grande pubblico, il prezioso volume di padre Gaspar Calvo Moralejo sulla venerabile suor Maria di Gesù di Ágreda, dando a tutti la possibilità di conoscere la vita e la spiritualità di questa grande mistica spagnola, vissuta nella Spagna barocca. L'autore, in modo esatto e documentato, segue i passi della sua vita singolare, arricchita di tante grazie: estasi, visioni di Gesù e di Maria, locuzioni interiori e rivelazioni; inoltre il dono della bilocazione che le consentì di essere missionaria ed evangelizzatrice nella terra del Nuovo Messico senza mai lasciare il monastero. Padre Gaspar Calvo Moralejo ricostruisce l'ambiente, le idee e le correnti spirituali del tempo in cui è vissuta suor Maria di Ágreda per tratteggiare in modo fedele la sua figura e l'inestimabile valore della sua opera letteraria: la venerabile è infatti autrice di diversi scritti, tra i quali spicca la Mistica città di Dio, opera che ripercorre la vita di Maria così come le fu rivelata dalla Vergine stessa.
br. Appunti sulla Chiesa che verrà. Brevi riflessioni sulla corresponsabilità dei cristiani nella comunità ecclesiale e nel mondo, in un tempo nel quale stanno cambiando in profondità sia il modo di vivere la fede, sia il rapporto personale e comunitario con Dio. Appunti, perché nel libro non ci sono soluzioni o riflessioni strutturate, organiche ma piuttosto provocazioni, stimoli per riflettere, pensieri a volte "gettati", come quei semi del Vangelo, senza sapere dove arriveranno. Il desiderio è di condividere, mettere a disposizione, perché ciascuno continui da sé e faccia la propria parte, nella grande famiglia che è la Chiesa.
brossura Il volume ripropone la Dichiarazione sull'eutanasia Iura et bona, promulgata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 5 maggio 1980, previa approvazione di Giovanni Paolo II. Il testo della Dichiarazione, in versione italiana e latina, è preceduto da una Nota introduttiva dell'attuale Prefetto, il cardinale Gerhard Müller. Vengono poi ripubblicate anche le Risposte a quesiti circa l'alimentazione l'idratazione artificiali, sempre in italiano e latino del 1° agosto 2007. Con la relativa Nota di commento, così come il Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti al Congresso Internazionale su "I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. Progressi scientifici e dilemmi etici", del 20 marzo 2004, cui la citata Nota di commento si richiama in modo esplicito. Seguono, infine, alcuni commenti di Esperti, volti ad approfondire le tematiche fondamentali presenti nella Dichiarazione.
brossura Il libro tratta alcune riflessioni sulla Passione sulla resurrezione di Gesù. Quando tutto sembra essere finito ecco che tutto rinasce. È risorto il Cristo, la nostra speranza. Tutto ricomincia nel Cristo risorto.
brossura È la vicenda di una mamma che non ha potuto abbracciare il suo bambino. Ed è la storia di un dolore, un'esperienza drammatica e lacerante a cui oggi, nella nostra società, forse non viene dato il giusto peso. L'autrice racconta i giorni dell'attesa, dalla grande gioia per la scoperta di una nuova vita che cresce nel suo grembo, allo shock della perdita, al percorso di elaborazione del lutto, reso più difficile dalla sensazione di non essere capita da chi le sta intorno, di essere sola nel proprio dolore. Un piccolo libro dedicato a tutte le "mamme speciali" e ai loro bambini, custoditi al sicuro nella memoria e nel cuore; e dedicato ai papà, ai parenti, agli amici, a quanti circondano la donna e vorrebbero esserle d'aiuto ma, magari, non sanno come fare. Pagine intense, che danno voce al dolore, ma non si chiudono alla speranza. Perché anche le esperienze più sofferte possono trovare un senso e recare in sé i semi della rinascita.
brossura Il volume propone le considerazioni di Giovanni Crisostomo sull'episodio di Abramo alle querce di Mamre. Il testo, per la prima pubblicato volta in lingua italiana, presenta la sezione centrale dell'Omelia 41 sulla Genesi. In un'epoca segnata da profonde trasformazioni di ordine politico e sociale, quale è la seconda metà del IV secolo, di fronte alla progressiva intensificazione del fenomeno delle migrazioni dei popoli, Giovanni Crisostomo esorta i propri uditori al superamento della paura dello straniero, richiamando il modello della sollecitudine riservata da Abramo ai tre anonimi viandanti. L'omelia, condotta secondo il metodo esegetico dell'interpretazione letterale, offre un tipico esempio delle parenesi moraleggianti del Crisostomo e, allo stesso tempo, espone le principali linee guida per l'edificazione di una "spiritualità dell'accoglienza".