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br. Spinoza venne contraddittoriamente giudicato: per alcuni fu un ateo, negatore di Dio, per altri un mistico tutto pervaso d'amore per la divinità; per altri un asceta, quasi un "santo" laico vissuto in una vita di rinuncia. In realtà la sua figura è, accanto a quella di Socrate, una delle più equilibrate che l'umanità abbia espresso: spirito sereno, visse una vita ritirata, ma non solitaria, in quanto si tenne attivamente a contatto con le nuove correnti di pensiero; se praticò una vita semplice, e frugale, rifuggì, però, da ogni inutile ascetismo, giudicando che meglio si onora la divinità, più se ne partecipa quanto piú grande è la gioia; e questo suo sentire si concretava in un sincero "amor vitae", ch'era un profondo amore dell'uomo, del proprio prossimo, verso il quale mostrò sempre una profonda comprensione e simpatia, spoglio d'ogni sentimento d'odio anche per coloro che l'avevano fatto bandire. Una cosa sola odiò, il fanatismo, e particolarmente il fanatismo che si riveste di sentimenti religiosi, e che, in nome di una religione il cui precetto fondamentale è l'amore, muove gli uomini all'odio e li spinge a guerre fratricide.
br. Il capolavoro filosofico di Spinoza, l'esposizione del suo sistema metafisico, al quale lavorò dal 1661 al 1665 per poi portarlo a termine poco prima di morire. Scritto in latino, fu pubblicato ad Amsterdam nel 1677. Dio o la Natura non agiscono secondo scopi, ma per necessità: bene o male non indicano qualcosa di positivo nelle cose, ma soltanto le rappresentazioni umane di esse. Buono è ciò che aiuta l'uomo ad avvicinarsi al suo "modello". Dal principio dell'autoconservazione consegue che virtù significa la forza di seguire la propria natura, di realizzare il proprio poter-essere. L'affettività va mediata con la ragione, in quanto la conoscenza diviene essa stessa affetto, gioia che corrisponde all'essenza della natura umana. L'uomo, che ha tanta più virtù quanto più cerca di conservare il proprio essere, impara che agire per virtù altro non è se non agire sotto la guida della ragione e mirare per sé a ciò cui mira anche per gli altri. La riuscita della virtù significa "felicità", e poiché, secondo Spinoza, le azioni razionali sono sempre buone, la cosa migliore per l'uomo è vivere sotto la guida della ragione.
Spinosa, Antonio Pio XII. L'ultimo papa. , Mondadori 1992-12-01, Prima edizione del volume in copertina rigida cartonata titoli akl dorso e rivestita di sovracopertina editoriale illustrata con alette informative, minimi segni di uso. Agli internirisguardi privi di segni, pagine lievemente indorate ai margini, tagli regolari, rilegatura integra. Nella Collana Le Scie. Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 424<br> 9788804356776
ill., br.
brossura
br. Quando ci viene presentato un mondo di fede e di santità sconosciuto, da cui ci separa una distanza sia di tempo che di cultura, oltre che una onesta e seria ricerca che ci spieghi il senso di espressioni, gesti e parole a cui non abbiamo un accesso diretto, c'è bisogno di qualcuno che ci faccia cogliere il suo senso esistenziale per noi. Le introduzioni di p. Spidlík ai singoli capitoli sono proprio questo: un viaggio in un mondo di santità e di fede non come turisti, né come archeologi, ma valorizzandolo come qualcosa di originario del cristianesimo, importante non solo per la Chiesa particolare che esprime, ma per la Chiesa universale e per la vita della Chiesa di oggi.
brossura Il cammino verso la maturità spirituale è un cammino verso l'essenziale. Pian piano i particolari perdono il loro fascino. Una volta sono stati importanti, ma gradualmente lo sguardo dell'uomo spirituale raccoglie le cose che rimangono. La sapienza spirituale consiste nel ricevere consciamente come dono tutte le tradizioni, tutte le sapienze delle diverse culture e delle diverse generazioni. Sentire vicini i santi dell'occidente e dell'oriente e vivere nel nostro tempo affrontando le questioni di oggi e di domani. Questo libro raccoglie le istruzioni spirituali che p. Spidlík ha offerto per gli esercizi al Papa e alla sua Curia nella quaresima 1995.
brossura Il cuore dell'uomo è un paradiso finché non vi entra un serpente, cioè i pensieri cattivi, le suggestioni, le fantasie malate. E poiché è Dio ad aver creato il cuore, questi pensieri possono venire solo "dal di fuori" e penetrarvi per gradi. P. Spidlík ci presenta in modo accessibile e chiaro le osservazioni degli antichi asceti sulla penetrazione dei pensieri cattivi e l'arte elaborata per il combattimento spirituale, perché il cuore purificato diventi una fonte di rivelazione.
brossura «La preghiera è uno stato dell'intelletto realizzato solo dalla luce della Santa Trinità mediante l'estasi» È una delle tante «definizioni» della preghiera che si trovano negli scritti spirituali dell'Oriente cristiano. Troppo varie, non concordano che in una sola affermazione: la vera natura della preghiera è indicibile, il vero Maestro che insegna a pregare è lo Spirito Santo. Allora, bisogna forse meravigliarsi che la maggior parte degli scritti di questa stessa letteratura spirituale siano trattati sulla preghiera? Si ha anche l'impressione che la preghiera ne sia il tema pressoché unico e che non si trattino altri soggetti se non in relazione alla preghiera. Quale è il contenuto di questi trattati? A che scopo sono stati composti? La diversità delle forme svela quella delle intenzioni e delle occasioni che spingevano un autore a prendere la penna per affrontare un soggetto così arduo. Il libro, il più esauriente testo esistente sulla preghiera, concepito come una sorta di "manuale" che abbraccia tutta la tradizione, introduce al contenuto di questi trattati. In questa larga veduta d'insieme, il lettore può trovare l'apoftegma che fa al caso suo, come suggerisce Marco l'Asceta, giustificandone la pluralità: "Molti sono i modi della preghiera, l'uno diverso dall'altro: ma nessuno di essi può essere dannoso, altrimenti non sarebbe preghiera, ma opera dei demoni".
br. "Una manciata di piccole perle che ognuno infilerà da solo nel filo della sua vita personale", così il cardinale Spidlik, nota personalità della Chiesa, definisce questo suo libro in cui riflette sugli aspetti fondamentali della vita cristiana prendendo spunto dai Padri della Chiesa.
Complet en 2 tomes: ensemble 927pp., 4e édition augmentée, brochures originales, 25cm., dans la série "Etudes bibliques", pour la plupart non coupé, très bon état, R96460
brossura La piccola frazione di San Damiano Piacentino, in Emilia Romagna, richiama ogni anno migliaia di pellegrini da tutto il mondo che vengono per visitare il luogo in cui la Vergine Maria è apparsa a Rosa Buzzini, consegnandole i suoi messaggi per il mondo interno, e nel quale ancora oggi sgorga una fonte d'acqua miracolosa.
brossura Prima di convertirsi, Angela aveva condotto in gioventù una vita dissoluta. Il suo radicale mutamento spirituale avvenne intorno all'età di 37 anni, in seguito a un'apparizione di san Francesco d'Assisi. Dopo la prematura scomparsa del marito e dei figli, Angela si dedicò a una vita di perfetta povertà, entrando nel Terzo Ordine francescano e seguendo l'esempio di san Francesco.
br. Il volume è frutto dell'esperienza contemplativa di Adrienne von Speyr. Come tutte le opere della mistica svizzera, i testi vennero raccolti e ordinati intorno a un centro tematico dal teologo Hans Urs von Balthasar. I primi tre capitoli, pubblicati per la prima volta nel 1965, introducono già nel cuore della spiritualità della von Speyr. Libera da ogni considerazione soggettiva e personale, l'attenzione viene portata al centro del mistero cristiano: al mistero trinitario, dove il Padre e il Figlio stanno in reciproco rapporto di adorazione e contemplazione nel comune Spirito di amore. L'atteggiamento più consono per contemplare, accogliere e far penetrare in noi questo mistero è quello mariano dell'accettazione silenziosa, che diviene espropriazione di sé per far posto alla vita divina. Questa edizione presenta due capitoli inediti: "Le preghiere della terra" e "Le preghiere del cielo". Le prime danno un'idea delle preghiere della Chiesa così come risuonano davanti al trono di Dio; le seconde sono un'anticipazione della Gerusalemme celeste, della città santa dove la vita beata sarà preghiera senza fine. "Esperienza di preghiera" è uno stimolo, un potente invito alla meditazione e contemplazione della verità cristiana.
4 voll. in 8o, pp. (XVI) 248; 245; 350; 304, br. Edizione aumentata. Dedicata ad Antonio Nicola vescovo di Alba dal autore, canoico cantore della cattedrale di Asti. Qualche difetto alle brossure, etichette di estinta biblioteca ma ottimo esemplare (4755/ TEOLOGIA - MORALE )
1 vol. in-8°, 304 pages, broche, couv. Petit manque a la partie sup. du 1er plat sin. bel exemplaire, non coupe. [SC-1]
Paris, Guillaumin, 1903. In 8°pp.VII+348n. bross.edit.
La condotta in genere. L'evoluzione della condotta. Condotta buona e cattiva,modi di giudicare. L'aspetto fisico, biologico, psicologico e sociologico della condotta. Critiche e spiegazioni. La relatività del dolore e del piacere. L'egoismo contro l'altruismo. Etica assoluta ed etica relativa. Edizione per cura del Dott. Guglielmo Salvadori, introduzione del prof. Edigi, Esemplare intonso parzialmente a fogli chiusi, Piccolo restauro al dorso ben eseguito, ottimo esemplare. Brossura editoriale a stampa, pp. XVI, 269, in 4°
Paris, Librairie Guillaumin, 1893, in-8, tela edit., titolo oro, pp. IV, 386, 22, (2).
brossura Le neuroscienze hanno reso possibile la realizzazione dell'antico sogno di visualizzare in vivo l'attività cerebrale. Allo stesso tempo, i risultati delle recenti tecniche di neuroimaging e alcune interpretazioni rappresentano una vera e propria sfida all'etica. Esiste ancora un soggetto morale, padrone dei suoi atti e responsabile del proprio agire liberamente e consapevolmente scelto? Chi decide, il nostro cervello, la pressione selettiva, oppure esiste ancora spazio per la coscienza? Il testo individua, nel panorama di studi neuroscientifici, un ambito con il quale la teologia morale possa entrare in un dialogo proficuo, e quali prospettive si aprono per un arricchimento reciproco. «Il libro vuole rappresentare un contributo per un dialogo, tra teologia morale e neuroscienze, che possa diventare strutturale e che non si limiti all'urgenza o al fascino del momento. Alla presente ricerca va dato il merito di aver accolto la sfida; senza la pretesa di aver trovato una risposta ai vari quesiti, rappresenta di sicuro una tappa in un percorso più ampio e complesso, dove ci auguriamo molti altri potranno offrire la propria passione e competenza» (dalla Presentazione di Vincenzo Viva).
brossura Questo saggio raccoglie tutta la produzione poetica di Karol Wojtyla, pubblicata dal 1939 al 1978 da varie riviste polacche con diversi pseudonimi. Nella raccolta è compreso inoltre "Il Trittico Romano", da egli composto quando era già stato eletto Papa, e pubblicato dalla LEV nel 2003. L'autore del volume, Don Santino Spartà, stimato giornalista e scrittore, affianca al testo poetico una propria trascrizione che offre al lettore una comprensione più immediata del pensiero del papa polacco, e termina il saggio con una conclusione critico-letteraria. Dalla raccolta emerge dunque una poesia ancorata saldamente alle fede di Karol Wojtyla nel Divino, ma che non si allontana dalla drammaticità delle sue vicende umane.
brossura Questo libro si propone di sviluppare un'etica delle relazioni d'intimità e del contatto umano prendendo le mosse da Wittgenstein. Esaminando non la natura teorica del ragionamento morale ma le nostre risposte fondamentali verso la vita e gli atteggiamenti assunti nei confronti degli altri e concentrandosi sul rapporto tra individui, Sparti mostra cosa accade quando cadiamo vittime dell'impulso di eludere il confronto con l'altro. Il libro va oltre una mera analisi del pensiero di Wittgenstein, allargandosi al contesto meno filosofico e più ordinario delle relazioni personali.
xii + 220pp., dans la série "Recherches et synthèses. Section de morale", 25cm., brochure originale, bon état, R104780
Guter Zustand. -- Das Moralische versteht sich von selbst, so heißt es. Wenn es so ist, dann ist jedes Wort darüber zuviel. Was sich von selbst versteht, kann man nicht durch etwas anderes erklären, was noch besser verständlich wäre, auch nicht durch Analogien aus dem Tierreich. Schließlich verstehen wir Graugänse nur, weil wir uns selbst kennen und nicht umgekehrt. -- Auf das Selbstverständliche kann man nur hinweisen, man kann es nicht eigentlich sagen. Darum schrieb Ludwig Wittgenstein: "Es ist klar, daß sich die Ethik nicht aussprechen läßt." Platon schon wußte, daß man "mit schulmäßigen Worten" nicht sagen kann, was das Wort "gut" bedeutet. "Nur nach häufiger familiärer Unterredung gerade über diesen Gegenstand sowie aus innigem Zusammenleben entspringt plötzlich jene Idee in der Seele wie aus einem Feuerfunken das angezündete Licht und bricht sich dann selbst weiter seine Bahn." (7. Brief) -- Wenn dennoch vom Selbstverständlichen immer wieder die Rede sein muß, so nur deshalb, weil es immer wieder bestritten wird. Tatsächlich tritt es ja nie in Reinform auf. Alles reale, in einer Gesellschaft geltende Ethos ist nicht schlechthin selbstverständlich. Es trägt Spuren von Unwissenheit, Verdrängung, Unterdrückung. Und so gibt es auch gegenüber jedem herrschenden Ethos die Möglichkeit, es nur für das Ethos der Herrschenden auszugeben, den Mißbrauch des Wortes "gut" für seinen eigentlichen und einzigen Gebrauch, das Selbstverständliche für ein Selbstmißverständnis. Daß das falsch ist, kann man leicht zeigen. Aber um es zu zeigen, muß man nun eben doch über das Selbstverständliche sprechen. -- Rousseau hat das Dilemma begriffen: "Ich würde mir nicht anmaßen, die Leute zu belehren, wenn andere sie nicht irreführten." Die Belehrung kann auf verschiedenen Ebenen erfolgen. Auf der grundsätzlichsten Ebene kann man versuchen, das, was wir als sittliche Verpflichtungen, als Tugenden, Normen oder Werte kennen, auf eine gemeinsame Wurzel zurückzuführen und in der Herleitung von dieser Wurzel in einen systematischen Zusammenhang zu bringen - das traditionelle Geschäft philosophischer Ethik. Auf der Ebene der Anwendung kann man Einzelfragen erörtern: Lüge, Sterbehilfe, Abtreibung, Kriegsdienst, Fragen der Sexualität und des Umgangs mit der Natur usw. Bis zu Kant haben es Philosophen und Theologen nicht für unter ihrer Würde gehalten, auch solche kasuistischen Fragen zu erörtern. Ethik ist nicht so interessant, daß es sich lohnen würde, sich mit ihr auch dann zu befassen, wenn man über Leerformeln doch nicht hinauskäme und für sein Handeln unbelehrt bliebe. -- Die acht Kapitel dieses Büchleins tun weder das eine noch das andere. Sie bewegen sich - zwischen Grundlegungsfragen und Kasuistik - auf einer mittleren Ebene der Abstraktion. Sie erörtern einige jener Grundbegriffe, die wir alle täglich verwenden, wenn wir mit uns selbst oder mit anderen über den moralischen Aspekt unserer Handlungen zu Rate gehen. Ohne terminologischen Aufwand und ohne gelehrte Voraussetzungen wird versucht, das Nachdenken über diese Begriffe anzuleiten. -- Es handelte sich ursprünglich um eine Sendereihe des Bayerischen Rundfunks im Januar und Februar 1981. Ich habe den improvisierten Charakter der Sendungen nicht verändert. Mein Wunsch war es, mich ein wenig jener "häufigen familiären Unterredung" anzunähern, von der Platon spricht. Die Wirkung, die er davon erhoffte, kann nur eine indirekte sein. Man kann sie nicht absichtlich herbeiführen wollen. (Vorwort) ISBN 9783406084560
129 pages including bibliography. Seeks to provide a way out of the maze of the problem of war; a step-by-step suggestion to think and question why we do certain things. "We need to not only stand back and look at the larger, abstract picture (for instance, what and whose needs are being met by war) but also to get in close and look at the concrete picture - what are people dying for? Is there an alternative? If there is why aren't we using it? The only attitude that is needed before reading ths book is to ask yourself if you want to put an end to war." - from the Introduction. Covers curling with some rubbing. Author's signature and telephone number written on title page using a poor quality ball point pen. Moderate wear. Book