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br. La nuova scommessa di Muhammad Yunus sta nel pensare un capitalismo diverso, basato su imprese che abbiano per scopo non solo il raggiungimento del profitto ma anche la ricchezza sociale: il business sociale. Yunus entra nel merito degli esperimenti di business sociale avviati in questi ultimi anni, spiegando cosa ha funzionato e cosa invece è da cambiare, grazie alla sua capacità di sminuzzare i problemi in modo non convenzionale, parlando costantemente con i protagonisti, per ripensare di continuo convinzioni e procedure. Oltre al racconto dei primi passi dell'esperienza Danone in Bangladesh, si susseguono il delizioso racconto della vicenda della Mirakle Couriers di Mumbai, un'impresa con finalità sociali di consegna a domicilio gestita da sordomuti poveri, organizzati da un giovanotto che studia a Oxford. Oppure l'incredibile vicenda dei medici dell'Ospedale dei bambini di Firenze, che dopo aver messo a punto l'unica cura contro la talassemia a livello mondiale, dal 2007 stanno cercando di esportarne le pratiche anche negli angoli più poveri dell'Asia. O ancora la collaborazione fra la multinazionale francese Veolia e il mondo Grameen per distribuire acqua potabile depurata nel bacino dell'Himalaya dove l'acqua è sì abbondante, ma contaminata da tracce di arsenico di origine naturale. I primi passi concreti che realizzano il sogno di un capitalismo dal volto umano, etico e finalizzato al benessere sociale.
AA.VV Affetti e legami a cura di Francesco Botturi e Carmelo Vigna. Milano, V&P università 2004 italian, 282 BTT13.E Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 282 pagine circaCopertina come da foto
Maffettone, Sebastiano Etica pubblica. La moralità delle istituzioni nel terzo millennio. Milano, Il saggiatore 2001 italian, 349 2001. "La Cultura" vol.547. Opera con copertina morbida in brossura e alette. 349 p. ; 22 cm In cop.: la moralità delle istituzioni nel terzo millennio. N122
Brossura filo refe con bandelle, vol. 4 della collana, copertina illustrata da grafica, con minime imperfezioni da manipolazione e da scaffale, piccole pieghe alle punte di testa nei fogli come i tagli tono avorio, puliti e in gran parte molto ben preservati. N. pag. 190. USATO
Mm 140x210 Collana "I Timoni". Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 115 pagine. Testo a cura di Massimo Carboni. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Brossura fresata, volume di seconda mano con conservazione prossima allo stato del nuovo, copertina illustrata da composizione grafica, con minime tracce da manipolazione e sfregamento, conservazione interna ottima. N. pag. 177. USATO
Brossura filo refe con bandelle, n. 3 di collana, testi introduttivi di M. Teso e L. Napoleoni, volume usato con ottimo aspetto, copertina illustrata da composizione grafica, con minime tracce da manipolazione, conservazione interna prossima allo stato del nuovo. N. pag. 143. USATO
Rilegato in cartonato muto di colore blu, sovraccoperta in carta illustrata segnata da comuni mende d'uso e del tempo. Bordi consumati e usurati in alcuni tratti, macchiette di varia origine e scoloriture in prima di coperta. Strappetti al piede del dorso, aloni d'umidità ai risguardi. Interno integro, cerniera salda, pagine pulite e ben conservate. Numero pagine 92 USATO
Opera completa. Volume III della collana Università di Torino - Facoltà di Lettere e Filosofia - Filologia Classica e Glottologia. Volume intonso in stato discreto, coperta illustrata in cartoncino, su piatto anteriore catalogazione bibliotecaria manoscritta, bordo consumato, lievi pieghe e bruniture, tracce di fioritura sparsa, tagli leggermente ambrati, pagine in buono stato, prime e ultime un po' ambrate. Presenta timbro ex biblioteca su frontespizio, sul margine di piede di qualche pagina, su excipit anche timbro numerale. Numero Pagine 128 USATO
Ottimo stato, coperta illustrata in cartoncino patinato semimorbido, su I.a di coperta foto Marka, pochi segni d'uso, cerniera stretta, tagli appena ambrati, pagine in ottimo stato. Traduzione dall'inglese di Monica Oldani. Fa parte della collana Saggi. I edizione. Numero pagine 413 USATO
br. Da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro Paese, la parola eutanasia è diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell'inferno. Eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l'originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarità con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 130).
Curatori: R. Crippa, F. Baroncelli, D. Rolando.
brossura Di straordinaria modernità, Dei delitti e delle pene - testimonianza fondamentale del secolo dei Lumi in Italia - propone una riforma del diritto penale basata su una concezione illuminata della libertà e della massima felicità per tutti, ma contiene anche un'interessante analisi storica delle diverse forme della società umana. Lo spirito rousseauiano, lucidamente utilitarista e radicale, si associa in questo trattato (scritto tra il 1763 e il 1764) a una calda sensibilità, unendo rigore logico e filantropia e aprendo nuove prospettive di pensiero e di azione ispirate dalle idee dell'Illuminismo francese. Messa all'indice nel 1766, l'opera fu invece accolta con grande entusiasmo dagli illuministi francesi e si diffuse rapidamente in tutta l'Europa colta.
br. Gli autori, Leonardo Becchetti, noto economista, e Roberto Rossini, già presidente ACLI, dialogano sulle grandi sfide dell'umanità di oggi, e sulle risposte che la Chiesa può e deve dare. Si interrogano sulla parola del Vangelo sull'economia, sulla povertà, sulla centralità della persona umana. Cercano di capire come si può rispondere alla sfida della globalizzazione e della rivoluzione digitale. Investigano dalle parti della giusta relazione tra economia e lavoro. Si chiedono se amicizia sociale e capitalismo transnazionale siano compatibili. La loro visione è positiva e realista, mai illusoria.
br. L'esperienza della pandemia ci ha fatto toccare con mano la nostra vulnerabilità e ha reso ancora più evidente quanto questa condizione accomuni tutti e tutte, benché sia sempre soggetta a regimi diversi di tutela. Ci ha inoltre mostrato l'ineludibilità del tema dell'interdipendenza e l'importanza del prendersi cura reciproco. Proprio la nozione di cura, che in anni recenti ha ispirato pratiche e concezioni etiche e politiche innovative, soprattutto in ambito femminista, appare oggi come quella da cui ripartire per ripensare le nostre pratiche morali e politiche e le forme della convivenza umana. L'etica della cura si presenta infatti come un'etica che premia la capacità umana di riconoscere e sostenere, nella loro fragilità, le reti di relazioni, più limitate e più ampie, in cui ci troviamo tutti e tutte immersi.
br. Questo pamphlet nacque come saggio da pubblicare unitamente a uno scritto di Arthur Koestler, promotore di una campagna per l'abolizione della pena capitale nel Regno Unito, intitolato "Reflections on hanging", che Manès Sperber aveva fatto tradurre in francese. Pubblicato nel giugno e luglio 1957 sulla Nouvelle Revue Française, il testo di Camus non rappresenta soltanto un testamento morale lucidissimo ma anche le domande e i dubbi di un intellettuale di fronte a un tema cruciale che non cessa di essere d'attualità.
br. C'è una parola che sale alle labbra di molti, da tanti anni: rinnovamento. Una parola luminosa e difficile da maneggiare con attenzione: rinnovamento di cosa e rispetto a cosa? L'emergere di tale esigenza nasce anzitutto dall'indignazione per ruberie, mancanza di etica pubblica e di senso delle istituzioni. Progetti di riforma della nostra democrazia non mancano. Lo sfondo di questa riflessione è anzi la presenza nuova sulla scena di un movimento che tenta di attuare una trasformazione radicale della vita politica italiana, da democrazia rappresentativa a democrazia diretta. Ma la questione che il libro affronta riguarda lo strato più profondo di questa diffusa aspirazione al cambiamento. Secondo Roberta De Monticelli, se la domanda di rinnovamento non si fa domanda di verità prima che ricerca di consenso nessun programma politico costituirà davvero un'alternativa. E una domanda di verità è tale quando impegna la vita degli individui e la cambia, rovesciando la proporzione tra profondità e superficie, tra banalità e crescita personale.
brossura L'uomo che vive con l'animo sereno è paragonato da Epicuro a colui che, al sicuro sulla terraferma, osserva con distacco il mare in tempesta. Questa è l'immagine epicurea della felicità, che ben rappresenta quale sia lo scopo ultimo della filosofia: procurare piacere all'uomo, allontanandolo dal "mare in tempesta" delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, distogliendolo dalle acque agitate dei desideri irrealizzabili. Per afferrare il vero piacere, quello che porta alla felicità, non servono infatti chissà quali ricchezze: basta imparare ad allontanare la sofferenza e vivere del necessario. Saremo così liberi dai falsi bisogni, felici di ciò che abbiamo, capaci di affrontare la sorte e, nel caso arrivi di più, pronti ad apprezzarlo. La traduzione di Angelo Pellegrino, condotta con rigore filologico, è accompagnata da una puntuale introduzione - che ricostruisce la figura di Epicuro e il significato della sua opera - e da altri celebri testi epicurei, che sono stati sovente ripresi anche dalla mistica cristiana: le "Massime Capitali", il "Gnomologium Vaticanum Epicureum" e la "Vita di Epicuro".
br. Espulso dalla comunità ebraica di Amsterdam, disprezzato dai teologi e dai moralisti del suo tempo, spesso denigrato senza essere letto, Spinoza ha dato vita ad uno dei massimi capolavori della ragione filosofica: l'«Etica dimostrata secondo ordine geometrico» (pubblicata postuma nel 1677). Si tratta di accostarsi alla grandezza di questo tempio maestoso e di provare a sondare il segreto del suo fascino straordinario.
br. Evoluzione e ambiente, libertà di ricerca e responsabilità morale, naturale e artificiale, ruolo della medicina e regole della salute, principi ed eccessi di precauzione, ragione e religione: sulle sfide in cui si giocano i tratti di una società scientificamente matura e democraticamente aperta si confrontano un medico e un filosofo, entrambi convinti che l'impresa tecnico-scientifica sia cultura per eccellenza e che dalla sua crescita dipenda il benessere delle future generazioni. Senza paura di andar contro non pochi pregiudizi e di dissentire tra loro, Umberto Veronesi e Giulio Giorello incitano il lettore a prendere partito su questioni che riguardano donne e uomini di ogni fede e professione, accomunati, come scrive Chiara Tonelli, dal piacere di "comprendere e migliorare la libertà della vita".
br. L'autore, noto filosofo e pensatore della modernità, ci introduce nella complessità dell'umanità che è arrivata a un bivio: o dissolversi o ricominciare a vivere, magari in modo diverso, la nostra vita. Il progresso tecnologico, la grande spinta dei diritti umani individuali e la crisi della democrazia ci stanno spingendo verso un punto di non ritorno in cui dovremo cedere alla disumanizzazione oppure reinventare la vita. La speranza cristiana spinge a scegliere questa seconda via.
br. Il discorso di Hume sulla religione si sviluppa lungo diverse linee argomentative. In primo luogo la contestazione di tutte le pretese di verità delle religioni teistiche: viene argomentata l'inaccettabilità di qualunque prova empirica o razionale dell'esistenza di Dio. Non meno radicale e decisiva è la critica che Hume rivolge alla credenza nei miracoli basata sulla presunta affidabilità delle testimonianze su eventi miracolosi che attesterebbero l'autorevolezza dei fondatori delle grandi religioni rivelate. Infine, terzo argomento: come conciliare la pretesa bontà e onnipotenza dell'essere divino dei monoteismi con la presenza del male nell'universo? Hume elabora quindi una critica serrata alle dannose conseguenze delle religioni sul piano morale e sociale: da una parte argomenta sull'incompatibilità psicologica tra religione e moralità; dall'altra sviluppa una dettagliata analisi delle implicazioni in termini di fanatismo, faziosità e intolleranza - delle diverse forme della religiosità.
br. A oltre duecento anni dalla sua prima pubblicazione, riproponiamo al lettore il saggio di Immanuel Kant "Per la pace perpetua", contributo classico e giustamente celebre alla tradizione del pacifismo giuridico. "Il suo progetto di pacifismo giuridico," scrive Salvatore Veca nell'ampia prefazione a questa edizione, "non è solo ancorato a una filosofia della storia, ma è anche reso coerente dallo sfondo più ampio della teoria etica." Quanto possiamo ancora trovare nelle pagine di Kant sono "le impronte e le tracce vive di un progetto filosofico audace e illuminante, tanto quanto caratterizzato dalla consapevolezza della problematicità dei suoi esiti ai fini del nostro continuo approssimarci alla 'pace perpetua'". Con un saggio di Alberto Burgio.
br. Opera simbolo della produzione estetica di Kierkegaard, e scritto centrale della celeberrima raccolta Enten-Eller uscita a Copenaghen nel 1843, il Diario del seduttore è l'ambiguo resoconto - in parte epistolare, in parte diaristico - di una raffinata e morbosa storia di seduzione. Nell'anima esacerbata dell'esteta Johannes si sposano l'angoscia di Faust e l'astuzia sensuale di Don Giovanni, per dare vita a un poeta demoniaco ai cui piedi una giovane Cordelia è destinata fatalmente a soccombere. Nel mondo malinconico ed esaltato di Johannes, realtà e sogno, vita e teatro, si confondono dialetticamente. Le persone fungono per Johannes solo da stimolo, egli le rigetta come gli alberi lasciano cadere le foglie: lui ringiovanisce mentre le fronde sono destinate inesorabilmente a seccare. Eppure, anche nella più profonda afflizione, Cordelia non riesce a odiare l'uomo che l'ha sedotta e poi abbandonata, i suoi sentimenti sono prigionieri di un'ambiguità che è anch'essa frutto della potente capacità manipolatoria del seduttore. La seduzione è dunque per Johannes un "gioco serio", un labirinto narcisisticamente conchiuso in se stesso come una trappola dalla quale non si può uscire se non rientrando nel più profondo di sé, fino a toccare quell'abisso di angoscia che solo conduce a una scelta esistenziale: aut-aut, una scelta della quale Johannes però non è capace.