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br. In uno stato repubblicano innanzi tutto dovrebbero venire la res publica e gli scopi da essa perseguiti, i primi dei quali interessano e coinvolgono la comunità generale e non singoli individui o loro gruppi o associazioni. È da tale premessa, ovvia ma anche per questo troppo spesso tralasciata, che prende avvio la ricerca dei possibili contenuti - un codice comportamentale - di un'etica pubblica repubblicana: un'etica capace di orientare rettamente il legislatore, il governante, i cittadini tutte le volte in cui si tratti, nei diversi ruoli, di compiere delle scelte che, incidendo sulla res publica e sulla convivenza pacifica e civile che in essa si deve realizzare, dovranno essere sempre rispettose della sovranità popolare e capaci di coordinare effettivamente, e utilmente, gli interessi particolari con l'interesse generale.
s.l., 1971, in-8, brossura editoriale, pp. 20. Estratto dalla rivista "Protestantesimo", XXVI.
Paris, Plon, Pocket, 4224, 1994. Un volume broché au format poche de 256 pp.; couverture illustrée. comme neuf.
In-8° gr. (cm. 24,5x17,2), pp. 24 (da p. 125 a p. 149), Cartoncino leggero editoriale, All'esterno e in fine ombre; scritte a biro e a lapis e DEDICA: "all'amico E. Carrara approvando la magnifica protesta contro le calunnie del Ministro della "istruzione privata. Pavia, 25-4-1922. Il ministro del governo Facta era allora Antonino Anile, che sostenne la necessità di una riforma che, con l'istituzione dell'esame di Stato, determinasse una condizione paritaria tra scuola pubblica e scuola privata [cattoloica].
Mm 160x220 Brossura editoriale con alette, pp. X-542. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il primo volume dell'Annuario di Etica è concepito come inedito luogo di incontro e di elaborazione teorica, come proposta e confronto sui grandi temi dell'etica, a partire dall'attualità dell'esperienza morale. Esso coltiva una linea che pone a confronto alcune grandi tesi, nella convinzione che è ancora possibile la determinazione della verità e del bene, a fronte di una situazione presente rassegnata ad una pratica indifferenza reciproca dei diversi saperi e credenze, incline alla privatezza della verità e del bene e alla retorica del frammento.
In-16° pp. XIX-379, leg. edit. Ottimo stato.
In 8°, br. edit. (modeste tracce d'uso e piccole mancanze), pp. 238,(2),(IV); coll. "La nostra scuola. XII", prima ed., discreta copia, intonsa, con lieve brunitura del bordo delle pp.. (LU014) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Firenze, Vallecchi, 1922, in-16, br., pp. 238, (6). Copertina di Rosa. (Collana "La nostra scuola" a cura di E. Codignola, XII).
Milano, Hoepli, 1922 (ma 1978, Cisalpino), 16mo legatura originale tagli rossi, pp. 440
In-16, brossura, pp. XI, 440. Quinta edizione. In buono stato (good copy).
Paris, Editions de Minuit, Grands Documents 35; 1972. Un volume broché de format in 8° de 204 pp. Bon état. Ex-libris manuscrit.
Madrid, Editorial Trotta, 1992, in-8, tela editoriale, pp. 906, [4].
Mm 150x220 Collana "Nuova cultura" - Brossura editoriale con bandelle, 272 pagine. Timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il volume fornisce gli strumenti per comprendere lo scenario entro cui si sviluppa la sensibilità bioetica e istruire il discorso bioetico in tutta l'estensione delle sue dimensioni: quelle biomediche ed ecologiche come quelle etico-normative e antropologiche. Obiettivo di fondo di questa discussione critica è la costruzione di un modello di bioetica adeguato a supportare la deliberazione etica in una società pluralistica, con esplicito riferimento a un livello etico fondamentale basato sul principio del rispetto della dignità umana e a un livello etico-applicativo mirato a concretizzare questo principio nelle situazioni nuove aperte dal progresso biomedico.
ill., br. Requisitoria appassionata, il "libro dell'orrore" costruito da Pietro Verri raccoglie le testimonianze documentarie del processo agli untori del 1630, uno dei casi più crudeli della storia del diritto, lo stesso poi ripreso nella "Storia della colonna infame" di Manzoni. In appendice, l'Orazione panegirica sulla giurisprudenza milanese (1763) e le sezioni tratte dal testo di Beccaria e da "Su l'abolizione della tortura" di Joseph von Sonnenfels (1775) attestano la centralità del dibattito sulla tortura nell'Europa dei Lumi.
OTTIMO STATO
Quali sono i concetti fondamentali dell'economia? Il denaro, il prodotto interno lordo (PIL), la finanza, le crisi del capitalismo? Veronika Bennholdt-Thomsen, esponente della Scuola di Bielefeld nel solco di Maria Mies e vicina al pensiero della decrescita, propone una lettura dell'economia in senso sostanziale e non formale, andando alla radice della sua funzione di soddisfazione dei bisogni umani. Il denaro è un simbolo, un prodotto sociale, che nel capitalismo oscura le reali relazioni che abbiamo tra di noi e con l'ambiente da cui necessariamente traiamo tutto ciò che ci mantiene in vita, in forma mediata o immediata. Trarre dalla natura nella forma più diretta possibile ciò che mangiamo, con cui ci vestiamo, i materiali per le nostre abitazioni e l'energia per i nostri spostamenti, configura un'economia per la sussistenza che rispetta le condizioni per la riproduzione della vita, cosa che ancora avviene nelle aree del mondo sprezzate come “sottosviluppate” o “arretrate”. Al contrario il circuito che permette la soddisfazione delle necessità della vita solo partendo dal denaro, organizzando l'economia e la società in modo da garantire il profitto è mortifero, abbisogna di superare continuamente i limiti della capacità di carico dell'ambiente (nonché della salute umana!) e di trasformare ogni qualità umana e naturale in una merce da vendere, perpetuando la spirale del profitto. Bennholdt-Thomsen critica le teorie della "mano invisibile" e della scarsità, inventate nell'Ottocento per celare la reale azione della spirale del denaro e del profitto. Oggi si parla di “globalizzazione”, che dovremmo chiamare piuttosto totalitarismo del sistema monetario e delle merci, e anche dal workfare che in Germania e altri paesi ha ormai sostituito il welfare, dinamiche pericolose non solo dal punto di vista sociale ma anche degli equilibri stessi della vita sul pianeta. Questo Volantino illustra quei concetti base dell'economia che devono tornare a guidare l'azione umana per riprodurre la vita e non più (l'immangiabile!) denaro, cambiando l'attuale paradigma dello scambio con l'antico paradigma del dono, attraverso una decommercializzazione della comunicazione, del lavoro, dell'agricoltura, dello stesso denaro, e attraverso una ri-ruralizzazione, anche delle città. Autori: Veronika Bennholdt-Thomsen. Curatori: Daniela Danna. Traduttori: Vera Unfahig.
Una conversazione con il medico forse più famoso in Italia. Giovanni Maria Pace parla con Veronesi sui temi della malattia della scienza e della vita
br. Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
br. La labilità dei confini tra le cure di fine vita ("lasciar morire"), il suicidio assistito ("aiutare a morire") e l'eutanasia ("provocare il morire") non ha permesso finora di affrontare in modo adeguato l'enorme e delicatissimo problema - irto di implicazioni etiche, giuridiche, umane e perfino religiose - di come rispondere a quei pazienti che, affetti da una malattia inguaribile e irreversibile, invocano il "permesso" di morire, o meglio di interrompere una vita "torturata e non più voluta". Umberto Veronesi tratta temi di bruciante attualità, come l'eutanasia e il testamento biologico, presentando le diverse forme di "buona morte" attraverso il racconto di storie eloquenti e strazianti di malati terminali (alcuni molto noti, come Terri Schiavo, Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro) a cui è stato a lungo negato l'aiuto che avrebbe consentito di risparmiare loro atroci sofferenze. Tali argomenti vengono analizzati alla luce delle differenti posizioni assunte dai vari paesi del mondo, sia i molti in cui l'eutanasia non è permessa sia i pochi (Olanda, Belgio e Lussemburgo) in cui è stata di fatto depenalizzata, pur rimanendo un atto praticabile unicamente da personale medico e a condizione che si tratti di una richiesta motivata, reiterata e consapevole, ovvero dotata di tutti i requisiti che ne attestino la "legalità".
Veronesi Umberto Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza. Milano, Sperling and Kupfer 2004, Copertina uso tela, con titolo dorato al dorso. Sovraccoperta plastificata con alette informative. Tagli sporchi di polvere, pagine lievemente ingiallite. Collana:"Saggi". Buono (Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> 215<br> 8820034697
xi + 308pp., dans la série "Fondements de la politique. Série Essais", 22cm., brochure originale, petit cachet sur la page de titre, sinon en très bon état, F105406