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brossura
ril. Ben Hellinger ha rivoluzionato il lavoro terapeutico. Nel giro di pochi anni ha messo a punto nuove metodologie nella terapia familiare e sistemica che hanno riscosso vasto consenso presso terapeuti e clienti. Questa nuova intervista di Gabriele ten Hövel rappresenta il libro più personale di Bert Hellinger. Descrive in modo preciso, acuto e controverso le diverse tappe della sua vita, dall'infanzia fino ai più recenti sviluppi del metodo sistemico: i movimenti dell'anima. Apre inoltre nuove prospettive per conciliare vittime e carnefici, ricordo e rimozione. In questo intenso colloquio il lettore impara a conoscere gli ordini dell'amore e il dare e prendere che ne derivano, al di là della coscienza e della colpa e al di là della riconciliazione e della felicità. Un libro dedicato a terapeuti e tutti coloro che sono interessati alla rappresentazione delle costellazioni familiari.
ill., br. La nostalgia della bellezza e dell'armonia che vincola in legami indissolubili il rapporto mente-corpo dell'uomo, la sua anima e le relazioni che essa intrattiene con la natura e con l'universo sono il campo di studio dell'ecobiopsicologia. Questa moderna disciplina, nata dall'epistemologia della complessità, si situa come sviluppo della psicoanalisi e della psicologia analitica junghiana e studia l'aspetto archetipico del Sé nella sua dimensione unificante il campo della materia e della psiche. In ciò che chiamiamo mondo (eco) è implicito un ordine che si ritrova nell'evoluzione della materia [bios) e nella storia della psiche dell'uomo (psyche) sotto forma di immagini e miti, sicché l'ecobiopsicologia rappresenta la proposta e insieme l'invito a leggere nei simboli archetipici quell'"harmonia mundi" che costituisce lo schema dell'"unus mundus". In questa chiave il terapeuta raffinato non risponderà soltanto alle esigenze di decodificare il significato di un sintomo, ma saprà cogliere in esso un'intenzionalità nascosta, partecipe contemporaneamente delle vicissitudini individuali e di quelle urgenze dell'anima che chiede di essere ascoltata per ritrovare la traccia del proprio destino.
br. Questo libro focalizza l'importanza del linguaggio nella psicoterapia: non il linguaggio come semplice mezzo d'espressione, bensì il linguaggio come arte di persuasione. Esistono due realtà: quella oggettiva, esterna, e l'altra, che è il risultato delle nostre opinioni sul mondo. La loro sintesi determina convinzioni, pregiudizi, valutazioni e distorsioni, ossia, per dirla con Watzlawick, la nostra "immagine del mondo". Gli interventi linguistici tendono a modificare questa immagine e, in particolare, quando si parli di psicoterapia, "l'immagine del mondo che produce dolore". Scopo di questo libro è illustrare la grammatica del cambiamento e le varie tecniche attraverso cui renderlo possibile: paradossi, spostamenti di sintomi, giochi verbali, prescrizioni. Tutto ciò che appare immodificabile può, secondo Watzlawick, essere cambiato se si conoscono le opportune strategie. Scritto sulla base di una fitta documentazione di casi clinici, allegorie, illustrazioni, aneddoti, citazioni di grandi filosofi, artisti, scrittori e pensatori, "Il linguaggio del cambiamento" è un libro non soltanto sulla terapia ma anche sulla vita.
Coperta cartonata con alette, coperta imbrunita e con segni dovuti da fattore tempo, tagli e pagine con imbrunitura, libro completamente fruibile, n. 59 della collana "Biblioteca di psichiatria e di psicologia clinica" diretta da Gaetano Benedetti e Pier Francesco Galli, traduzione dal tedesco di Lucia Cornalba, presenti note a piè di pagina, quinta edizione, numero pagine 168 USATO
ill., ril. La diffusione delle sette sataniche e, più in generale, di tutti i culti e le sette distruttive, oltre ad aver attirato l'attenzione di psichiatri, psicologi, sociologi ed altri studiosi, ha attirato l'attenzione degli organi di governo di diversi Stati europei, che sono stati chiamai a confrontarsi con questa nuova ed inquietante realtà. Il libro presenta il quadro allarmante della diffusione del satanismo, le sue origini, le diverse identità delle sette e la figura tipica dell'adepto. Cantelmi si addentra anche nella situazione italiana, uno dei paesi a maggiore diffusione di questo fenomeno, con l'elenco dei gruppi satanici in Italia censiti dal Telefono Antiplagio del Ministero dell'Interno. Nel capitolo Liberi dal Satanismo, l'autore fornisce le indicazioni tecniche e mediche per iniziare un lavoro di liberazione dal satanismo che equivale a metter in atto le strategie di libertà dal controllo mentale delle sette sataniche e il suo sblocco, con una attenzione particolare agli adolescenti.
In 8°, pp. 195. Bross. edit. ill. Segni del tempo e tracce d'uso.
In 8°, br. edit. ill., pp. 400,(4); coll. "Inconscio e cultura. 4"; prima ed., timbretto "campione gratuito" sulla prima c. bianca, per il resto copia molto buona. (x020)
br. "Il gruppo in Analisi Bioenergetica" nasce dall'esperienza più che trentennale dell'autrice come psicoterapeuta reichiana, prima, e bioenergetica poi. Durante questo periodo il rapporto che inizialmente si articolava tra terapeuta e paziente si è modificato, concentrandosi sul binomio terapeuta-gruppo. Il gruppo, considerato alla stregua di un "corpo comunitario", possiede una sua specificità nel sistema percettivo, intellettivo e linguistico. Il presupposto essenziale per l'esistenza di un'entità "gruppo" e che si apprenda a "vedere attraverso gli occhi degli altri".
brossura Come è organizzato il gruppo di counseling? Il lavoro segue naturalmente gli stessi principi base del counseling individuale. Se nei gruppi di terapia si persegue l'obiettivo di alleviare il malessere profondo dei singoli, affrontandone le criticità individuali, il gruppo di counseling ha invece come obiettivo quello di permettere alla persona di realizzare una rilettura di sé, utilizzando la relazione nel gruppo come elemento portante del proprio processo di conoscenza. Il volume fornisce indicazioni rispetto alla struttura e al metodo, e soprattutto i tre strumenti individuati per un'efficace attività di gruppo (il dialogo, interpersonale e gruppale, tra pensieri, sentimenti e comportamenti - le attivazioni, dei vari moduli - le domande, come facilitazione dialogica del gruppo) che rendono possibile a tutti i membri acquisire sempre più consapevolezza dei propri elementi copionali e individuare le risorse necessarie per nuove opzioni. In quest'ottica, la proposta metodologica di questo gruppo aperto e articolato in moduli facilita il processo di decontaminazione dell'Adulto dei partecipanti, che a questo punto risulta in grado di potenziare la propria capacità di insight e di iniziare un cammino di cambiamento insieme ai membri del gruppo.
br. Cesare Freddi nasce a Casto (BS) il 9 maggio 1939. Psicologo, psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, formatore, è stato nel panorama italiano uno dei più competenti studiosi delle dinamiche gruppali e uno dei principali esponenti del lavoro psicoterapeutico in setting di gruppo. Direttore didattico di Area G Scuola di Psicoterapia a orientamento psicoanalitico per adolescenti e adulti riconosciuta dal M.I.U.R. (ai sensi della legge 56/1989 con Decreto Ministeriale del 29/01/2000); già socio e supervisore APG. All'attività clinica e formativa ha affiancato l'attività di ricerca occupandosi del funzionamento mentale in adolescenza, delle dinamiche istituzionali e dell'apporto del gruppo come strumento terapeutico e formativo. Ha pubblicato numerosi lavori tra i quali (con Daniela Albero e Eugenia Pelanda) Il corpo come se. Il corpo come sé. Trasformazione della società e agiti autolesivi in adolescenza (Milano 2008); La funzione del gruppo in adolescenza. Il gruppo dei pari, terapeutico e di classe (Milano 2005). Muore a Milano il 16 dicembre 2014.
br. Partendo da un inquadramento teorico del gioco e attraverso la presentazione di casi clinici, il volume propone una modalità di intervento basata sul gioco con adulti, adolescenti e bambini con difficoltà nelle life skills, a sostegno della pratica clinica che risponde ai fondamenti della terapia occupazionale centrata sulla persona e basata sull'occupazione. La descrizione della relazione tra terapista occupazionale e paziente durante il gioco, nella stanza di terapia o a domicilio, e il ragionamento clinico permetteranno di conoscere il significato e il ruolo del gioco stesso nel recupero delle abilità necessarie per svolgere le attività quotidiane. In quest'ottica, il volume si propone come strumento per gli studenti dei Corsi di Laurea in terapia occupazionale ma anche per i professionisti già avviati alla pratica clinica.
br. Chi sono le persone altamente sensibili? E le persone empatiche? Costituiscono un'esigua minoranza oppure sono una parte consistente della nostra società? E perché la psicologia ne parla così poco? Chi ha queste caratteristiche ha anche gli strumenti giusti per far valere le proprie qualità? Può evitare le trappole della psicopatologia e vivere una vita felice? Per rispondere a queste domande occorre sfatare un mito. La cultura psichiatrica e una buona parte di quella psicoterapeutica sono viziate da una narrazione ambigua, secondo la quale la sofferenza psichica dipenderebbe da un deficit, individuato ora in un gene difettoso, ora in traumi precoci poco o per niente reversibili. Questa narrazione è falsa e la realtà che Nicola Ghezzani descrive è tutt'altra: gran parte della sofferenza psichica non nasce da un deficit, bensì da un plus, cioè da iperfunzioni mentali male adattate all'ambiente. Quindi la sensibilità, l'empatia, la creatività, quando misconosciute e boicottate da famiglia e società, portano l'individuo a subire danni e conflitti, fino a sviluppare sintomi e sofferenze psicopatologiche. Obiettivo del libro è raccontare questa nuova visione della psicologia e restituire ascolto e dignità al mondo sommerso delle grandi anime sensibili e delle persone empatiche.
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza". Volume nella sua brossura originale, sovraccoperta editoriale, 400 pagine con bibliografia ed indice analitico in chiusura. Condizione del libro: come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il volume illustra il valore di cura dell'esperienza umana della terapia, in cui il terapeuta si libera della sua uniforme professionale, per sintonizzarsi con aree di sofferenza profonda portate in terapia da persone e famiglie in difficoltà. I suoi strumenti sono le parole quanto l'ascolto e il linguaggio del corpo e del movimento, che diventano veicoli di trasformazione quando il suo mondo interiore si incontra con quello di chi lo ha scelto come fonte di aiuto. La ricerca di autenticità si concretizza in un dono reciproco di verità, in cui l'essenza di ciascuno si incontra con quella degli altri, rompendo le barriere dei ruoli. La cura coinvolgerà dunque l'intera famiglia in un processo trasformativo.
br. "I consigli di questo libro - scrive Irvin Yalom nell'introduzione al volume - sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove". La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l'argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l'esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari "compagni di viaggio" anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l'abilità di narratore al rigore dello studioso, l'autore di "Le lacrime di Nietzsche" racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. Guidato dalla passione per il compito" e messi da parte i consigli che gli suscitavano "meno entusiasmo", Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea.
br. La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l'argomento proprio di questo libro, ma in una maniera così originale che l'esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l'abilità di narratore al rigore dello studioso, l'autore di Le lacrime di Nietzsche racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. «Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa». Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapista ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapista.
br. C'è un luogo dove la vita nascente è contigua alla morte: la Terapia Intensiva Neonatale. In questo limbo tra non-vita e non-morte, saturo di sofferenza, emozioni, affetti, sono esposti a profonde lacerazioni sia i genitori dei neonati ricoverati, tormentati dal timore della perdita, sia i curanti, chiamati a integrare la spinta istintiva a salvare a tutti i costi ¡ piccoli pazienti con la necessità di valutare fino in fondo quale sia il loro bene. Il dilemma con cui l'equipe si confronta è decidere se iniziare e continuare i trattamenti intensivi o mettere in atto forme di desistenza terapeutica - astensione, sospensione - volte a favorire la qualità della vita, piuttosto che la sua durata, in neonati con patologie severe e a evoluzione invalidante, o con prognosi infausta. In un contesto così angoscioso e problematico, decidere ciò che è appropriato sotto il profilo etico-clinico implica il dare voce a madri e padri e diritto di cittadinanza ai vissuti, ai dubbi, alle incertezze di medici e infermieri, che una cultura sanitaria finalizzata solo all'operatività e all'emergenza estromette dalla formazione protocollare: Per consentire a tutti i soggetti coinvolti di elaborare la quotidiana esperienza di liminalità che si trovano a condividere, la psicoterapeuta Lucia Aite alcuni anni fa ha promosso l'avvio, presso il Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, di una pratica innovativa unica: in Europa: i periodici «incontri a più voci» tra operatori e genitori, con il contributo di un bioeticista. L'efficacia del metodo dialogico che contempera sentire e pensare è testimoniata dai casi qui narrati, commentati da figure diverse, come bioeticisti, filosofi, psicologi.
br. Un adolescente subisce un grave lutto: perde la madre, malata di cancro. Eppure aveva pregato per la sua guarigione in ogni modo a lui noto. Gli rimane una ferita che non si rimargina: qualche anno dopo, ormai brillante universitario, mille dubbi si affollano nella sua mente: se avrà fatto male a comportarsi in certi modi, anche quotidiani; se Dio possa essere arrabbiato con lui per qualche motivo; se possa aver commesso qualunque tipo di sbaglio. Con i dubbi iniziano anche i rituali protettivi: controlla e ripassa mentalmente il proprio operato fino allo sfinimento; ripete gesti, pensieri, orazioni obbligandosi a tenere massimamente desta l'attenzione. Più cerca di rassicurarsi, più sorgono nuovi dubbi, via via più subdoli, angoscianti e difficili da tenere sotto controllo. Il ragazzo cade nella patologia mentale grave: si tratta di un Disturbo Ossessivo Compulsivo. Dapprima cerca di contrastarlo con le proprie forze, poi chiede aiuto medico e alla psicoterapia cognitivo comportamentale. Il ragazzo combatte, cade, si rialza, più volte. Oggi è un uomo di successo, sano e professionalmente affermato. La storia di tale percorso è in questo libro, vero e proprio inside out di una vicenda umana di caduta e di risurrezione. Una lettura utile ed istruttiva per chi, come il protagonista, sia vittima di tale disturbo, ma anche per le persone vicine che vogliano saperne di più e per il terapeuta interessato ad una intelligente e raffinata lettura dall'interno di questo complesso fenomeno psichico.
brossura Lo sviluppo di modelli d'intervento cognitivo-comportamentale mirati al Disturbo Bipolare risale all'inizio degli anni' 90. I pazienti furono ben lieti di poter aggiungere la terapia cognitiva al piano farmacologico in atto e il feedback verbale e scritto di vari pazienti indicava che il modello li faceva sentire più forti, che regnava un'atmosfera di collaborazione tra terapeuta e paziente e che le abilità di auto aiuto erano state insegnate in un modo graduale e facile da apprendere. Questo manuale di trattamento è stato appositamente sviluppato per insegnare questo modello.
Jean-Claude Polack e Danielle Sivadon-Sabourin Il diritto alla follia. , Feltrinelli 1977, Buono (Good) . <br> <br> flessibile <br> 248<br>
In-8° pp.188, asportato il frontespizio. Bross. edit. ill.