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In 8, pp. 24. Br. rifatta. Lettera di Boccaccio a Petrarca, cui segue la risposta di quest'ultimo, a testimonianza del rapporto d'amicizia fra i due scrittori. Pubblicato da Antonio Meneghello in occasione delle nozze Mutinelli-Cromer.
Volume in 8° legato in mezza pelle, sguardie, occhiello, frontespizio, III, 263 pp.. L'Autore fu membro della commissione preposta alla correzione del Decamerone quale uscì nel 1573, in quell'occasione scrisse la presente opera, edita per la prima volta a Firenze nel 1574. Questa correzione si risolse in un'arbitraria manomissione del capolavoro boccaccesco e fu molto severamente giudicata dai posteri. Quarta edizione, ampliata con note e postille. Esemplare in belle condizioni, mende non rilevanti, di scarsa reperibilità.
In-16 gr. (mm. 188x125), bross. orig. azzurra, pp. (4),27,(5). "Edizione originale". Cfr. Parenti “Rarità bibl. dell’800”,V, p. 261-262. Esempl. intonso, ben conservato.
In-8°, pp. 54, (2), brossura editoriale con titolo in rosso e nero e piccola vignetta. 3 illustrazioni n.t. Dedica a stampa a Giuseppe De Blasiis. Perfetto esemplare entro velina. Prima edizione in volume a sé, estratto dall'"Archivio storico per le provincie napoletane", vol. XXXVI, 1911, con alcuni ritocchi ed aggiunte. Conferenza tenuta alla Società Napoletana di Storia Patria nell'assemblea generale dei soci la sera del 30 marzo 1911. In questo celebre studio il Croce ricostruì magistralmente lo sfondo e la sostanza storica di una delle più note novelle del "Decameron", sviscerandone al contempo l'essenza artistica. La conferenza confluì poi nelle "Storie e leggende napoletane". Borsari, 820. Cione, 128. Italiano
pp. 171 + XVI tavole a colori e 48 figure in nero fuori testo, cm 24x17, brossura, Scritture e Libri del Medioevo, 13. Nuovo.
In 16, pp. 51 + (1b). Dedica autogr. del traduttore al p. ant. Lieve mancanza all'ang. est. del p. ant. Intonso. Br. ed. polverosa con titolo entro cornicetta tipografica rossa. Fa parte della collana 'Biblioteca varia' diretta da G. L. Passerini. Saggio critico di un'opera minore di Boccaccio, Il corbaccio, opera satirica in volgare scritta poco dopo il Decameron. Secondo l'A., Boccaccio la scrisse 'sotto l'impressione di un'emozione assai viva, in uno di quei momenti in cui il novelliere, in preda alla collera, si lasciava trasportare, senza ragionare, dalla foga dei suoi sentimenti'. Traversari, 'Bibliografia boccaccesca', p. 157.
In 16, pp. 164 + (4). Intonso. Br. ed. Raccolta di saggi: Due visioni predantesche; Le Barbaricine nella Divina Commedia; Un codice inedito di Dante; Pel testo delle Rime del Boccaccio; Rime volgari e latine del sec. XV; Gli amori del Quattromani; Zibaldoni del sec. XVI, Un epigone del Machiavelli; I cantori di Lepanto; Di un poeta fidenziano; L'ultimo idillio del Leopardi, etc...
Estratto originale dalla rivista ginnasiale dell'anno 1857
8° carton. edit. voll. 2, pp. compl. VI-980. Coll. "Chloe Beihefte zum Daphnis". Stato di nuovo.
8°, pp.64, cop. muta con invio autogr. del conte Leonardo Trissino, a cui il Gamba aveva dedicato l'op. Fogli chiusi. Lievi fioriture e aloni. L'epistola del Boccaccio era stata pubblicata nel 1723 a Firenze, ma il Gamba aveva trovato una versione migliore in un cod. della Marciana e l'aveva pubblicata in Milano, 1829 (cfr.Gamba 215). Sebastiano Ciampi e il Todeschini avevano dubitato del-l'originalità e il Gamba aveva risposto: "Mi acqueto alle ragioni de' miei dotti amici, Ciampi e Todeschini, che l'opera sia falsamente attribuita al Boccaccio, bastando la confessione che volendo io pubblicare un testo di lingua adoperato dagli Accad. della Crusca, valsi a darlo più emendato della ediz. fiorentina 1725 (sic) dagli Accademici adoperata", e pubblicava, dedicandola al Trissino, questa Opinione del Todeschini, coi dubbi sulla falsità del testo. [Gamba 215-nota].
in-16, pp. 28, broch. edit. Ottimo esemplare, a fogli ancora chiusi, brossura in perfetto stato.. .
cm. 17 x 24, 286 pp. con 18 ill. f.t. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi Inglese 595 gr. 286 p.
Cm. 22, pp. xvii (1), 1244 (4). Leg. edit. in piena tela con titoli impressi in oro su tassello al dorso, sovracoperta e custodia editoriale in cartoncino. Ottimo stato di conservazione. A cura di Enrico Bianchi, Carlo Salinari, Natalino Sapegno. Collana "La letteratura italiana. Storia e testi", volume 8 .
Cm. 22, pp. xvii (1), 1244 (4). Leg. edit. in piena tela con sovracoperta e custodia. Dorso della sovracoperta un po' scurito, peraltro ottimo stato di conservazione. A cura di Enrico Bianchi, Carlo Salinari, Natalino Sapegno. Collana "La letteratura italiana. Storia e testi", volume 8 .
Cm. 24,5, pp. xii, 264. Bross. orig. Piccoli difetti esterni, peraltro ben conservato,. marginoso ed a fogli chiusi.
Cm. 19, pp. xii, 271 (3). Bross. orig. Buona conservazione. Volume primo, unico pubblicato. Non comune.
Cm. 18, pp. x, 290 (2). Bross. orig. ornata (controfondata). ben conservato.
ill., br. Il volume vuole dimostrare che Boccaccio senza la Francia - una Francia in primo luogo "napoletana e "angioina"- non sarebbe Boccaccio, quello che ci è noto. I motivi che percorrono opera e poetica boccacciana sarebbero senz'altro del tutto diversi. Ma la Francia senza Boccaccio, almeno la sua letteratura, avrebbe anch'essa assunto una fisionomia differente. Ciò che viene dapprima in mente, ovviamente, riguarda il genere della novella, che avrebbe preso tutt'altro corso, la novella così come Boccaccio la "inventa" nel "Decameron" , dove ne elabora la prassi teorica.
Glossario. Indice analitico dei nomi propri e delle cose notabili, dei destinatari. Ampiamente annotato. In ottimo stato
ill. Questa monografia ha come oggetto di analisi la presenza del Decameron nel Novecento e nel secondo Ottocento. Il proposito è quello di indagare il ruolo del capolavoro di Boccaccio, come pure la funzione di quello che, a buon diritto, può essere chiamato il "personaggio Boccaccio", lungo il XX secolo, e sino ai nostri giorni. Per far ciò Marco Bardini esplora e discute molte di quelle opere d'invenzione (non soltanto letterarie, ma altresì filmiche, teatrali e musicali, in prima battuta; nonché i prodotti delle industrie culturali, sino alle prassi della controcultura e delle subculture, inclusi gli oggetti e le merci) che al Certaldese e alla sua opera maggiore si rifanno, o dichiarano, più o meno apertamente, di collegarsi. Il volume si apre con un repertorio di trecento schede. Esso registra un copioso numero di riscritture "boccacciane", disposte in ordine cronologico dal 1849 a oggi. Sorta di praticabile galleria d'ingresso, l'archivio fornisce una prima descrizione del selezionato materiale di cui questa monografia intende trattare. Quindi, nella sezione centrale del libro si ragiona di tali riscritture - e di molto altro - secondo un'ottica tematico-culturale che prevede l'esame dei testi. E a conclusione, l'ultima parte raduna, oltre alle bibliografie, un'articolata serie di indici (dei nomi, delle novelle, dei personaggi, dei titoli, dei luoghi), che intendono dotare il lettore di un'ulteriore e più agevole porta di accesso alla monografia stessa.
Firenze, Olschki, 1983, 8vo (cm. 25,5 x 18) brossura, pp. 450 (Biblioteca dell'«Archivum Romanicum» - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 179) . Intonso, stato di nuovo.
cm. 17 x 24, 200 pp. Fondazione Giorgio Cini - Civilt? veneziana - Saggi 679 gr. 200 p.
Due volumi di cm. 23, pp. 475 (1); 531 (1). Con tavole f.t. Legatura in piena tela editoriale, dorsi con ricchi fregi e titoli in oro. Ottima conservazione. A cura di Natalino Sapegno.
AA.VV La tradizione Boccaccesca. , Fratelli Fabbri 1977, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne lievemente ingiallite Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 218<br>
In 16o, pp. (LXXXVI) 272, pergamena. Solo tomo I. Minimi segni a matita. Minime macchie n. t. Interessante edizione ottocentesca della prima Cantica della Divina Commedia). Ottimo (2996/DANTE - DIVINA COMMEDIA - BOCCACCIO)