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Paris, Editions D'Artrey, 1967, in-8, br., pp. (79) complessive.
Il libro esplora, nell’opera di Céline, le risonanze del trauma originario dell’autore: quello della Grande Guerra. È l’esperienza biografica che segna la sua vita; ed è il tema da cui prende le mosse il suo capolavoro, Viaggio al termine della notte. Troppo spesso, però, la critica si è limitata a sottolineare il carattere autobiografico della prima parte del Voyage, senza studiarne le strategie narrative o dar conto delle motivazioni ideologiche. In realtà, le ambientazioni notturne, i numerosi anacronismi, i riferimenti (espliciti o impliciti) alla grande tradizione del romanzo bellico dell’Ottocento rispondono a un preciso disegno compositivo. Il disperato pacifismo di Céline è ciò che emerge da questo disegno e per capirne le profonde radici culturali è necessario prima di tutto interpretare correttamente Casse-Pipe, l’incompiuto romanzo di caserma che offre una chiave inedita per accedere all’universo immaginario dello scrittore. Sotto questa nuova luce le pagine del Voyage dedicate alla guerra, se lette con attenzione, propongono una visionaria, dissacrante riflessione su erotismo e istinto di morte, eroismo e immaginazione, qui per la prima volta viene studiata analiticamente, in tutte le sue inquietanti implicazioni. Autori: Pierluigi Pellini.
Mm 120x210 Collana "La zattera" - Brossura originale con copertina figurata a colori, 271 pagine. "Gli articoli raccolti in questo libro apparecchiano un dossier vasto quanto sorprendente, nel quale, pur ricorrendo frequentemente la stroncatura - un'arte oggi assai poco praticata, che Bonura sapeva rendere con sferzante ironia - non mancano gli esercizi di ammirazione, né le ammissioni di lealtà e valore pur in un contesto di aperto dissenso. Una lezione di "critica militante" esemplare e rara in questa società dove, anche e più che mai fra scrittori, vige il "politicamente corretto". Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma derll'ordine.
fort volume in-8, 476 pp., illlustrations, biblio, 2 index, broché Couverturedéfraichie, ex-libris et annotations en page de titre. [SO-2]
Mm 125x195 Collana "Minima" - Brossura editoriale di 97 pagine, copertina illustrata a colori, etichetta di biblioteca dismessa in apertura, peraltro libro pari al nuovo. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Un volume broché de format in 8° de 194 pp; couverture illustrée Bel état. Voir photo.
in-8, broché, couv. Très bel exemplaire. [GA-AT] Contient (e.a.) : Louis-Ferdinand Céline : Rigodon - Michel Butor : Les incertitudes de Psyché - Alain Bosquet : Les Pavés, etc.
Cagliari, Istituto di Lingue e letterature straniere dell'Università degli Studi, 1979, in-8, br., pp. (118). Estratto.
br. Fino a che punto uno scrittore può odiarne un altro, che pure non ha mai incontrato di persona? Lo scontro tra Céline e Proust (o, meglio, la battaglia di Céline contro Proust) è l'esempio più lampante di una contrapposizione da un lato distruttrice, dall'altro produttrice. «Proust e Céline: ecco la mia inesauribile felicità di lettore»: così scrisse Lévi-Strauss in uno dei primi accostamenti tra questi grandi nomi della narrativa francese del Novecento. Ebreo, omosessuale, frequentatore dell'alta società parigina il primo; figlio di piccoli commercianti, cattolico e antisemita, solitario e omofobo il secondo. Più che di un duello, sarebbe corretto parlare di un'«aggressione postuma». Céline, infatti, esordì dieci anni dopo la morte dell'autore della "Recherche" e la sua intransigenza, espressa in una scrittura spesso astiosa e in cerca di un bersaglio, raggiunge l'apice quando è rivolta verso il connazionale. Tuttavia sono molti i tratti che li accomunano, a partire dalla centralità dello stile, passando poi per il nichilismo, l'ipocondria, il «gran rifiuto» che entrambi ricevettero dall'editore Gallimard. In una cavalcata leggera e disinvolta attraverso le loro opere, Valerio Magrelli ci mostra come i due autori entrano in collisione, e arriva a sorprenderci con un finale inaspettato.
br. Pubblicato in Francia nel 1966, questo lavoro dello scrittore, editore e agitatore culturale Dominique de Roux ha contribuito in maniera determinante a far sì che le visioni e l'opera di Louis-Ferdinand Céline non venissero seppellite con lui alla sua morte. De Roux, all'epoca appena trentunenne, contribuì a togliere lo scrittore dall'oblio nel quale era stato relegato dopo la sua scomparsa e a legittimarlo letterariamente, suscitando l'inizio di una discussione critica che ancora oggi non accenna a fermarsi. Un saggio critico-letterario, un omaggio a Céline, una profonda e sofferta riflessione sullo stato della letteratura e sul conformismo degli intellettuali. "La morte di Céline" è un flusso di coscienza che ci permette non solo di scandagliare a fondo l'anima dello scrittore, veggente e narratore dell'Apocalisse, ma anche di fissare il nostro sguardo nell'abisso del XX secolo, che continua a proiettare le sue luci e le sue ombre sul nostro tempo e oltre. Con una prefazione di Marc Laudelout e uno scritto di Stenio Solinas.
grand in-8°, 128 pages, broche, couv. Bel exemplaire, complet de sa bande pub. [MI-11] CELINE - DALI - BATAILLE - RIMBAUD - JOYCE
formato 20X12,5. Brossura editoriale con alette pagine132. . Prima edizione Archinto. Bella copia come nuova
Firenze, Tipografia Arcivescovile, 1911, in-16, br. editoriale, pp. (2), 152, (2). Biografia della poetessa cattolica Céline Renard, conosciuta collo pseudonimo di Marie Jenna.Prima edizione italiana (la francese è del 1908).
ill., br. Il Louis-Ferdinand Céline di Pol Vandromme, scrittore e giornalista belga, nonché critico letterario e polemista politico, fu pubblicato in Francia nel 1963. A distanza di più di mezzo secolo il libro conserva intatte la lucidità d'analisi e l'acutezza nel mettere a fuoco l'importanza e il valore di Céline quale maggior innovatore del linguaggio romanzesco del Novecento, portandolo su vette vertiginose, senza mai, da parte di Vandromme, cedere a facili e abusati giudizi morali, anche quando affronta approfonditamente la produzione più controversa e fuori da ogni compromesso dei pamphlet. Nuova edizione con una nuova prefazione dell'autore e apparato iconografico.
PENDRAGON 1997 174 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO Questo libro è il primo a nome di Guido Neri perché in vita questo grande studioso non aveva mai raccolto la sua produzione critica. L’operazione è ora stata resa possibile dai curatori come omaggio a chi tanto ha fatto per diffondere in Italia i grandi nomi della letteratura francese del Novecento. Gli scritti di Neri, personaggio stimato ed amato nell’ambiente accademico e letterario, sono apparsi solo come prefazione alle edizioni italiane di autori francesi. Questi libri sono ora introvabili - perché usciti di catalogo – mentre i saggi introduttivi sono molto ricercati per la loro attualità e chiarezza. Per questo motivo la pubblicazione di Esperienze francesi, strenuamente voluta dai curatori del volume, risulta quanto mai preziosa e attesa.
Cagliari, Litografia Aldo Trois, 1980, in-8, br., pp. 95. (Pubblicazione dell'Istituto di Lingue e letterature straniere della Facoltà di Magistero dell'Università di Cagliari).
brossura Le polemiche politiche che hanno coinvolto Céline in merito ai pamphlet e le varie accuse di collaborazionismo con i tedeschi, più volte mosse contro di lui, hanno spinto a domandarsi quali siano stati i rapporti fra Céline e la Germania, Céline e i tedeschi, e che tipo di ricezione ebbe la sua opera in Germania fra il 1933 e il 1945. Finora però critici e studiosi non hanno tenuto granché conto di questi fattori lanciando a volte acriticamente gli attacchi. Molti di questi attacchi, però, si basano su supposizioni non sostenute dai fatti, su riferimenti a opere o a carteggi che alla prima verifica non reggono rivelando grossolani errori o tesi precostituite. In Céline e la Germania Alain de Benoist, profondo conoscitore dello scrittore e della sua opera, traccia un quadro completo dei rapporti con la Germania e con il Terzo Reich dimostrando tutta la falsità delle accuse di collaborazionismo.
ril. Libro di infinita ed esasperata rabbia nei confronti degli ebrei, "Bagatelle per un massacro" (1938) sollevò in Francia critiche ed entusiasmi, che questo libro documenta nei passaggi più rilevanti. Qualche anno dopo l'atroce constatazione: ciò che Céline augurava agli ebrei si era puntualmente verificato nella Germania nazista. Letti retrospettivamente le "Bagatelle" e le reazioni dei critici segnano un passaggio decisivo nella cultura francese. Céline riassume in quel velenoso pamphlet secoli di pregiudizio antisemita proiettandolo nello spazio di un potente immaginario polemico, in realtà utilizzabile, e in parte utilizzato, all'occorrenza per qualsiasi causa. Molti, a sinistra, pensavano, dopo "Viaggio al termine della notte" (1932), di poter piegare la forza del linguaggio di questo scrittore ai propri fini politici. Con "Bagatelle" la delusione e il rammarico. Ma anche a destra l'appoggio al pamphlet è sempre accompagnato da distinguo e puntualizzazioni. La sua forza espressiva deve essere confinata a una funzione retorica, gli argomenti contro gli ebrei dovevano avere ben altro sostegno. Eppure, la storia della Shoah ha testimoniato che tutti quei distinguo non valevano nulla di fronte alla realtà dello sterminio nazista. Di "Bagatelle" se ne torna a parlare in Italia nel 1981, quando l'immagine dello scrittore ormai riconosciuto tra i più importanti per stile e linguaggio, si completa con la traduzione dell'urticante pamphlet. Quasi dimenticato in Francia, non viene accolto nei volumi della collezione Pléiade (anche per volontà della vedova di Céline, che non vuole fomentare l'odio verso di lui), l'editore Guanda lo traduce integralmente dopo la prima edizione del 1938, ampiamente censurata dal fascismo. Un dibattito, breve ma intenso, ridisegna i confini di ciò che è permesso e ciò che è proibito. Un anticipo sostanzioso di quello che si andava definendo come politically correct.
Mm 215x270 Collana "Di là dal fiume, tra gli alberi" - Volume nella sua brossura originale, x-109 pagine. Traduzione di Paola Capriolo, introduzione di Stenio Solinas. Una etichetta di biblioteca privata dismessa e leggere tracce d'uso, ma copia in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 125x195 Collana "Minima". Volume nella sua brossura originale,158 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. «Sono chiuso dentro una macchina, io, senza che nessuno mi abbia detto dove va. Ma lei è fuori. La vede guizzare, la macchina. È informato meglio di me sulla direzione che prende, posto che ci sia una direzione». Così si esprimeva Céline, durante un'intervista rilasciata nell'ottobre del 1933. Appena un anno era trascorso dall'apparizione, emozionante e minacciosa, di 'Viaggio al termine della notte', e Céline era ormai un personaggio pubblico, il misterioso dottore dagli occhi bellissimi e azzurri, dal passato avventuroso e inquietante, che aveva lanciato, come scrisse il critico letterario del «Berliner Tageblatt», «una bomba contro l'intero edificio della nostra umanità». Le pagine qui riunite, nate dalla sollecitazione degli eventi contemporanei, consentono di seguire il movimento dei pensieri, dei sentimenti, dei furori di Céline fra gli anni dell'esordio e la fine dei Cinquanta, con in mezzo la terribile esperienza della guerra, della prigionia e dell'esilio: non solo interviste, ma anche interventi polemici, lettere, presentazioni, conferenze che illuminano, in un sorprendente confronto, le opere maggiori, dai bellissimi romanzi agli spregiudicati e ossessivi pamphlets, di uno dei più significativi e più discussi scrittori del nostro secolo. Testi riuniti da Jean-Pierre Dauphin E Henri Godard.
AUTOUR DE CELINE. I LIEUX
Lausanne, l'Age d'homme, 1979. In-8 broché, 268 pp.-8 pp. d'illustrations. Un tampon sur la page de garde.couverture un peu défraichie.
In-8° pp. 109, con 8 foto f.t. Bross. edit. Ottimo stato, tiratura di 1000 esemplari.