105 166 résultats
195153192Tirage à 210 exemplaires, un des 38 exemplaires sur Vélin de Rives, contenant l'original d'un bandeau, et une suite des vingt hors-texte et in-texte numérotés de 21 à 58 (n° 56), signé par Yves Brayer et Paul Claudel, 1 vol. grand in-4 reliure plein maroquin bordeaux sous étui, dos et plat mosaïqué, reliure signée de B. Lamolle, Les Editions Coulouma, Paris, 1951, 247 pp. avec la suite en couleurs des 20 in-texte et hors-texte, accompagnée de la décomposition des couleurs d'un des bois
Tirage à 210 exemplaires, un des 38 exemplaires sur Vélin de Rives, contenant l'original d'un bandeau, et une suite des vingt hors-texte et in-texte numérotés de 21 à 58 (n° 56), signé par Yves Brayer et Paul Claudel, 1 vol. grand in-4 reliure plein maroquin bordeaux sous étui, dos et plat mosaïqué, reliure signée de B. Lamolle, Les Editions Coulouma, Paris, 1951, 247 pp. avec la suite en couleurs des 20 in-texte et hors-texte, accompagnée de la décomposition des couleurs d'un des bois Bon exemplaire du second papier (après 20 hollande), signé par Paul Claudel et Yves Brayer, bien complet de l'aquarelle originale d'un bandeau, par Yves Brayer. Bon état (dos lég. passé, rares et très lég. rouss. essentiellement sur tranche, étui frotté, très bon état par ailleurs) pour cet ouvrage relié de manière originale, dans un style abstrait et naïf. Français
In Fiorenza, Appresso i Giunti, 1566. Pp. 86 + una carta bianca. Il Gelli fu accusato dal Grazzini di aver rubato la commedia al Machiavelli, cosa in parte confermata dal nipote di questi. (unito:) Messer Agnolo Firenzuola. I Lucidi Comedia di Messer Agnolo Firenzuola Fiorentino. In Firenze, Appresso i Giunti, 1552. Carte 44, marca tipografica in fine. I Lucidi furono rappresentati a Fointainbleau, dinanzi al Re Enrico II, nel Natale del 1554. Due commedie legate in un volume in 8vo (cm. 15,2); pergamena coeva. Axs
Prima edizione italiana. CON DEDICA Esemplare pregiato da invio autografo dell’autore vergato di traverso sulla prima carta «all’amico carissimo Alvise Manfroni ! FT Marinetti»; come usuale, con segni del tempo alla copertina (in particolare distacco fermato alla prima cerniera e minute lacerazioni ricomposte al dorso, scurito), ma in più che buone condizioni complessive. Traduzione di «Le Roi Bombance», a cura di Decio Cinti. Molto rara in questa prima edizione, fu seguita da una ristampa con copertina identica ma su carta meno pregiata nel 1920, e da una nuova edizione targata Garzanti nel 1944. Il mese di pubblicazione è desunto dallo spazio dedicato al volume sul quindicinale napoletano «Proarte» (4.1, 20 giugno), riportato da D’Ambrosio (Nuove verità crudeli, p. 286 nota 22). Cammarota, Marinetti, 26
Edizione originale. Più che buon esemplare (piccole mancanze non deturpanti al dorso fessurato; contenuti strappi e fioriture alla brossura; piega leggera al piatto posteriore; leggera gora d’umidità alla testa delle carte; fisiologiche bruniture, molto leggere). Secondo romanzo dell’autore ma primo pubblicato in volume («L’esclusa» appare su «La Tribuna» nel 1901, in volume solo nel 1908). «Il turno» — «centrato su uno dei grandi temi pirandelliani, il caso-caos» (Simona Costa, voce DBI) — è una delle opere pirandelliane più ripubblicate già all’epoca, con anche una traduzione spagnola nel 1920. Fu messo in cinema nel 1981 da Tonino Cervi.
in-8, pp. 48, caratt, corsivo, due capilettera istoriati, impresa tipografica dei Giunti sul titolo ed altra piccola in fine. Legatura moderna mezza pergamena. Dedica di Jacopo Giunti a Giovanvittorio Soderini. Pregevole edizione (la prima 1525) di questa breve tragedia in cinque atti, in endecasillabi sciolti, la prima, cronologicamente, delle tragedie moderne classicheggianti; deriva la materia da Paolo Diacono ed in parte ricalca "Antigone" di Sofocle. Il Rucellai (Firenze 1475 - Roma 1525) fu letterato (suo il noto poema didascalico "Le Api"), figlio di Bernardo, che istituì i celebri Orti Oricellari, e di Nannina de' Medici, sorella di Lorenzo il Magnifico. Ottimo esempl.. Decia-Delfiol I, n. 395. Gamba 1625, note. Regenstein e Clubb registrano altre ediz..
Milano, L’Eroica, 1922. PRIMA edizione con le firme di A. Sartorio e di Ettore Cozzani. In 4to grande (cm. 31); copertina originale con titolo e grande fregio dentro ad un cerchio; pp. 219, (13); centinaia di bellissime incisioni in nero, con tavole illustrative del testo, testatine, capilettera, cartigli e finalini. Tiratura limitata di 1333 esemplari numerati stampati nell'Officina Fratelli Magnani di Pescia. Il libro è considerato l'opera principale di Sartorio; Sibilla si rifa' alla leggenda medioevale di Lionello e Sibilla: lui Cavaliere di Santa Romana Chiesa, lei maga incantatrice, abitante degli inferi. Una parte delle splendide illustrazioni, elaborate dal Sartorio nell'arco di un decennio, videro la luce su L'Eroica tra il 1913 e il '14. Cozzani ne segnalò la particolarità tecnica, trattandosi di incisioni su zinco anziché su legno, col metodo dell'incisione in rilievo ad effetto xilografico. Di grande effetto il risultato grafico e pittorico complessivo, degno testimone della maturità artistica del Sartorio. Axs
Volume inerente l’omonima mostra realizzata dall'assessorato alla cultura del Comune di Roma, presso il museo napoleonico di Roma dal 13 giugno al 30 settembre 1989. Copertina leggermente stanca agli angoli e alle estremità del dorso. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine, lievemente ingiallite, così come i tagli. Numero pagine 175. USATO
Volume n. 21 della collezione di teatro diretta da Paolo Grassi e Gerardo Guerrieri, II edizione. Introduzione di Gigi Lunari, traduzione di Ettore Gaipa e Gigi Lunari. Brossura in cartoncino, illustrata in copertina, con piccole abrasioni in particolare al dorso. tagli e pagine molto ingialliti; quest'ultime salde, con ampio margine. Numero pagine 111. USATO
18827158Paris Ateliers de reproductions artistiques 1882
[500 Raro Teatro](cm.16) Bella e solida piena pergamena con unghie, metà 700. Tassello in oro al dorso. -cc.4nn., cc.160, cc.24nn. Elegante carattere corsivo. Dedica a Gio. gaddi. preziosa edizione originale bella e rara, come la definiscono quasi tutti i bibliografi. L'Autore: "Poeta lirico fiorentino di raro ingegno, morto a Salerno esule dalla patria in età di 28 anni nel 1527 con sospetto di veleno propinatogli per cagione di donna. Claudio Tolomei esalta la traduzione del IV libro dell'Eneide, ed il Varchi sostiene avere nella "Tullia" sorpassati tutti gli altri tragici, tanto nella leggiadra quanto nell'ornato della parola." (Ranieri- Biscia). Ed ancora Poggiali dice:"La tragedia del Martelli passa per una delle principali che si abbiano in nostra lingua". Esemplare ben completo del IV di Virgilio in fine che manca in molte copie; queste hanno invece in fine due pagine di errata ( Graesse e Razzolini). Per notizie sull'Autore vedi: Negri "Scrittori fiorentini" 1722 p. 363 e Cinelli - Calvoli "Biblioteca volante" 1734 vol. III 281. Qualche carta con lievissima fioritura peraltro esemplare molto bello, fresco e assai nitido impresso su ottima carta. *Camerini n°254; *Gamba 641; *Razzolini 223; *Poggiali I n°445; *Bertolini 758; *Ranieri - Biscia n°1161; *Graesse IV 420; * Brunet III 1478; *BM. STC.419; *Adams M. 679. [f.82] Libro
Cm. 25,5, pp. (12) 115 (9). Frontespizio in rosso e nero con vignetta centrale e 85 tavole fuori testo e poste in fine. Legatura coeva in piena pergamena con titoli in oro al dorso. Rade e leggere fioriture, esemplare genuino e ben conservato. Celebre classico in materia in cui si documenta l'origine dell'interpretazione e dell'adattamento alla funzione scenica dei personaggi con l'uso delle varie maschere. Cfr. Cicognara, 1653.
28310London : s.n. 1865. Programme small octavo 178 x 120 mm 4 pp; embossed decorative borders front with lithographed view of the Royal Princess's Theatre centre pages with full cast list and detailed 'Programme of Scenery'; Act III which is titled 'Life in Australia' and is set on the goldfields includes the scenes 'Log Hut in Australia' and 'A Ravine' where the plot centres around 'The Great Nugget'; rear side with advertisement for Rimmel's Perfumes; in superb condition. The English dramatist and novelist Charles Reade 1814-1884 wrote several successful plays in the 1850s. It is never too late to mend : a matter of fact romance 1856 was his first novel and it too was quickly adapted for the stage. Largely based on his earlier play Gold 1853 which was set on the Australian goldfields Never too late to mend is a melodrama that also makes a damning attack on the harsh and abusive English penal system. It was first performed in 1858 and its popularity with English audiences gave it some longevity with productions still being staged in the 1880s. The first performance of Never too late to mend at the Royal Princess's Theatre in London's Soho was on 4 October 1865. This undated programme records ""last night but ten"" suggesting it was likely to have been printed during November 1865. The production starred Mr. Gaston Murray Mr. George Melville and Mr. A. B. Tapping. Numerous examples of broadside playbills and advertisements for Never too late to mend for various productions staged between 1858 and 1883 are held in Australian libraries. However Trove locates no programme for any production of the play making this extremely well preserved example - printed by the theatre and purchased by a patron who witnessed the play - a rare and significant survivor.  unknown
120681aafA Rotterdam, M D CC XXX., (1730), in-8vo, 4 ff. (titre - personnages - l’idée du sujet + 1 f. blanche) + 274 p. + 4 ff. (2 ff. d'errata: fautes a corr. - autres fautes + 2 ff. blanches), reliure pleine veau, dos richement orné or, coins touchés, pages de gardes d’origine, tranches rouges.
1908167304N.p.: N.p. 1908. Vintage postcard photograph of the Unique Theatre an early nickelodeon theatre circa 1908.<br /> <br /> Although there were ironically multiple Unique Theatres during the nickelodeon era the theatre in the photograph on offer is likely the Unique of Ontario founded in 1908 at 8 Market Square in Hamilton. The Unique would go on to be renamed the Little Theatre in 1925 and the New Princess Theatre in 1927 before closing in 1932. <br /> <br /> 3.5 x 5.75 inches. Very Good plus in a white mat. N.p. unknown
18761063Lincoln Ne 1876. About very good. Broadside 24.5 x 10 inches. Old fold lines. Some wear and soiling small loss near top left and lower right edges. Announcing the fourth appearance of the Lincoln Thespians on the evening of June 29 1876 performing Enoch Arden and a vaudeville play entitled The Loan of a Lover. The performance will benefit the library and reading room and feature a much improved acting troupe: "owing to their increased facilities and some valuable additions in the way of excellent amateur talent they will present to the citizens of Lincoln a better entertainment than ever before." Admission is fifty cents reservable at J.H. Harley's Drug Store. The bottom third of the sheet lists the actors for each play with their character roles. A striking broadside and unrecorded in OCLC. A rare and interesting piece of Western Americana. unknown books
1968138257N.p.: N.p. 1968. Collection of three single weight and one double weight vintage photographs and an original program from the 1968 premiere of The Living Theatre's experimental theatre piece "Paradise Now" performed on July 24 at a Carmelite cloister as part of the 22nd Avignon Festival in Avignon France. <br/><br/>Three of the photographs with stamps of the Gamma photo agency or photographers on the verso two with holograph annotations regarding the production on the verso. <br/><br/>The program published by Walter Swennen contains the text of "Let Us Talk about Counterrevolution" from the play in both French and English. <br/><br/>After a dispute with the IRS led to the closing of their New York City theater in 1963 Julian Beck and Judith Malina moved The Living Theatre to Europe where they toured almost exclusively refining the group's vision of improvisational collaborative and participatory leftist theatre. In 1968 they debuted what would become their signature piece "Paradise Now" at the Avignon Festival where at the conclusion of the piece both performers and audience members took to the streets in a combination demonstration and parade that caused controversy among the residents of the town. <br/><br/>Program: 4.25 x 10.5 inches 30 pages saddle stapled in wrappers. Near Fine. <br/><br/>Photographs: Variously sized between 7.75 x 5.75 inches and 12 x 7.75 inches. Near Fine. N.p. unknown books
193850026Signed: The Todd Press. Very Good. 1938. First Edition. Paperback. Softcover in black spine on blue wraps with gilt paste down plate - Mercury Theatre clean general shelf wear. First edition. SIGNED and inscribed by Orson Welles in ink on copyright page "For Sid With all good wishes. " Sid is Sidney Solow a fellow moviemaker 1910-1984 who won an Academy Award in 1965 for the design and development of the versatile Automatic 35mm Composite Color Printer via Consolidated Film Industries and a Medal of Commendation in 1978 for his outstanding service to the film industry. Book is clean and crisp; slight separation at very top of hinge. Illustrated throughout with small drawings. From the estate of Sidney Solow. Free of any markings not ex-library. ; 61 pages; Signed by Author . The Todd Press paperback
In-folio, 129p. Edition de luxe au tirage limité à 370 exemplaires numérotés. Celui-ci un des 195 exemplaires sur Chiffon Mandeures. Illustré de compositions à la gouache réalisées par Georges Braque, réparties en 10 hors-texte, 4 doubles planches et un cul-de-lampe. Ces planches ont été mises en couleurs à la main par l'atelier d'art L'Ibis. Exemplaire à l'état de neuf.
In-4, 268p. Edition limitée à 313 exemplaires illustrés de 6 eaux-fortes originales de Michel Ciry. Celui-ci est un des 31 exemplaires de tete sur Auvergne pur chiffon à la main, comprenant une suite des gravures sur Berzélius, une épreuve de deux gravures non retenues et une eau-forte signée (portrait de l'auteur). Menus frottements à l'étui, sinon très bel exemplaire.
1756383711756 7 volumes in-12 (166 x 98 mm), plein veau porphyre de l'époque, dos à 5 nerfs guillochés or, ornés de compartiments fleuronnés et cloisonnés, plats encadrés de triples filets dorés, filet sur les coupes, pièces de titre et de tomaison de maroquin bordeaux, tranches rouges. Paris, Lambert, 1756.
7 volumes in-12 (166 x 98 mm), plein veau porphyre de l'époque, dos à 5 nerfs guillochés or, ornés de compartiments fleuronnés et cloisonnés, plats encadrés de triples filets dorés, filet sur les coupes, pièces de titre et de tomaison de maroquin bordeaux, tranches rouges. Edition originale de ce dictionnaire alphabétique du théâtre qui couvre les XVIe (dès 1552), XVIIe et XVIIIe siècles. Le volume VII est entièrement consacré à des corrections et additions. Réalisé en grande partie par le dramaturge et historien du théâtre François Parfaict sur la base de sources imprimées, mais aussi d’archives et de manuscrits jusqu’alors inexploités, le dictionnaire a été édité et continué après la mort de l’auteur, en 1753, par son frère Claude, aidé de Quentin Godin d’Abguerbe qui assura l’édition du texte. Articles détaillés sur pièces, auteurs, théâtres, troupes, acteurs, compositeurs de musique, danseurs, décorateurs, etc. Pour l’anecdote, Voltaire a fourni au dictionnaire l’article qui le concerne. Une des sources fondamentales pour l’histoire du spectacle vivant en France sous l’ancien régime. (Soleinne, 'Bibliothèque dramatique', V, I, n° 286). Quelques minimes défauts à quelques mors. Bel exemplaire, très frais, très bien relié à l’époque.
52765Livourne chez Thomas Masi et 1774-1775 12 volumes in-12, bradel vlin, titre de louvrage en capitales pousses or sur le dos dans un petit encadrement de filets et roulettes dors; doublures de papier ancien, tranches lisses marbres.Collection complte de ce rpertoire de pices de thtre franais qui runit notamment des Suvres de Beaumarchais, Diderot, Dorat, La Harpe, Marmontel, Voltaire, etc. Chaque volume comprend in fine une table des pices contenues.
11 volumi in 16 (cm 12 x 17,5), pp. 64 + 96 + 87; 77 + 63 + (1b) + (4 )+ 103 + (4); 70 + 74 + (2) + 77 + (1); 80 + 92 + 95 + (1); 80 + 114 + 66 + (2); 76 + 94 + 32; 82 + 84 + 59 + (1); 50 + 90 + 72 + 47 + (1); 119 + (1) + 72 + 112; 91 + (1b) + 84 + 81 + (1); 77 + (1b) + 64 + 74 + 42 + (2). Alcuni fogli uniformemente bruniti, alcuni testi stampati su carte azzurrine leggermente colorate. Gora al margine inferiore di tre-quattro di fogli del VI volume. Solida legatura coeva in mezza pelle con qualche abrasione della carta ai tagli dei piatti. Raccolta quasi completa (manca il primo volume del 1816) per un totale di 11 volumi (su 12) di questa collana di drammi teatrali, comprendente sia commedie che tragedie (alcune tradotte dal francese), stampata a Torino tra il 1816 e il 1821. Tra gli autori o traduttori: Filippo Casari; Bernardo Bellini, Luigi Andrioli, Teodoro Accio, Zinelli, Giacinto Ravelli, Tartarini, Francesco Antonio Avelloni, L. B. Picard, Gio. Carlo Cosenza, Camillo Sacchi, Filippo Merlo, Giacinto Andra', ecc... Ogni volume si apre con una dedica ad un celebre attore del tempo fra i quali: Salvatore Fabbrichesi, Anna Pellandi, Luigi Vestri, Gaetana Goldoni, De Marini, Gabriella Nencini. Molto rara a trovarsi nella sua quasi interezza (alcune bibliografie citano peraltro solo i primi volumi), si inserisce in quel filone di raccolte drammaturgiche che si proponevano di fornire nuovi testi di autori italiani, o in traduzione dal francese, per le compagnie dell'epoca. Fra le altre raccolte del tempo, nate con la medesima funzione, 'Il teatro moderno applaudito', la 'Biblioteca teatrale italiana e straniera', la 'Biblioteca ebdomadaria teatrale', ecc... Tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, il repertorio teatrale si basava essenzialmente sulla tragedia di derivazione alfieriana e postalfieriana, sul dramma storico, il melodramma ridotto in versi sciolti per irrobustire il repertorio tragico, le commedie di intrigo e sentimento importate dalla Francia e dalla Germania, le commedie di carattere sul modello goldoniano, oltre alla residua presenza delle maschere della commedia dell'arte.
In Vinegia, presso Domenico Cavalcalupo, 1585. Da carta 14 Prologo de “Gli Ingannati dell’Intronati”, elenco dei Recitatori della Commedia poi segue la commedia. In 8vo (cm. 15), mezza pelle dell’Ottocento a 5 nervi con titolo in oro al dorso; carte 69 + 3 con la “Canzon nella morte di una civetta”. Gli "Intronati", accademia fondata nel 1525 da intellettuali appartenenti alla nobiltà e alla borghesia ricca ("cittadini di reggimento"), prima soprattutto con intenti letterari e mondani, ma presto con una notevole partecipazione alla vita teatrale cittadina. Autori-attori dilettanti, gli Intronati prendono le distanze dall'attualità politica - salva la solita componente satirica antispagnola - e financo, elegantemente, da ogni ambizione di successo personale, per cui le loro produzioni rimangono spesso anonime, frutto di una straordinaria concordia di intenti e raffinata comunanza di cultura. Dopo una festa allegorica, Il sacrificio, in cui gli accademici avevano bruciato i ricordi delle proprie donne per liberarsi dalla soggezione di Amore, in tre giorni essi composero nel 1531 una commedia dedicata alle dame senesi per impetrarne il perdono, Gli Ingannati. La favola è ambientata a Modena, e non mancano, per esempio nel colorito diverbio fra due osti per attirare dei nuovi clienti nei loro rispettivi alberghi, accenni alla realtà ambientale, locale e italiana. La trama riesce a fondere armoniosamente, come in un repertorio drammatizzato, quasi tutte le situazioni canoniche del teatro comico classico e rinascimentale. Gli Ingannati si impongono alla nostra ammirazione come lavoro originale, sia per il rilievo di certi personaggi - la giovanissima, schietta e coraggiosa Lelia che fugge dal convento e viene a Modena in panni maschili alla riconquista dell'uomo amato - sia e soprattutto per la perfezione con cui suspense e colpi di scena si susseguono da una scena all'altra. Se le commedie di Aretino possono suggerire un confronto con la novellistica cinquecentesca, qui si sarebbe tentati invece di parlare di avvincente "romanzo", un genere che allora non esisteva: e l'interesse e la fluidità dell'azione sono tanto più notevoli, se si pensa che il testo fu composto in pochissimo tempo e non da un drammaturgo professionista, ma collettivamente da un gruppo di letterati dilettanti. Ad assicurare il pieno successo dell'impresa dovette esserci comunque un coordinatore e, diremmo oggi, un regista. Tale funzione fu assunta da uno degli accademici più giovani (che probabilmente fu anche tra i principali autori), Alessandro Piccolomini, detto lo Stordito, non ancora assurto alla celebrità che gli verrà dagli studi filosofici e dall'insegnamento padovano, ma già primeggiante fra gli Intronati per il prestigio della famiglia, il fascino della persona e l'ingegno. Axs