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M., Imprenta Nacional, 1839, 2 tomos, plena piel de época con tejuelo, 21,5 x 14 cm., XVIII + 397 págs. = 276 + CIII págs. + 2 h.
in 8°, 21 cm, rilegatura coeva in mezza pergamena, titolo in oro su tassello al dorso, piatti marmorizzati; p. 232, vignetta al frontespizio, iniziale decorata
Features: Let's stop Exalting Jerks - Marya Mannes suggests we knock our shabby idols off their pedestals; page 13/14 loose but present; The Genial Pope - John XXIII - busily making and breaking Church traditions - nice color photos; Struggle Inside the Supreme Court - gravely divided, yet exerting more influence on the country than ever, nine justices are near a showdown; Golden Voice of the Senate - Everett McKinley Dirksen dazzles Capital Hill with the elegance of his florid rhetoric and the flexibility of his political posture; Parents who Beat Children - a tragic increase in child abuse is prompting a hunt for ways to detect these sick adults; The Kind of Gal I Am (Part 2 of 3) - Rosalind Russell; Beautiful colour centerfold for the 1963 Pontiac Tempest; Nice color centerfold of the 1963 Mercury Comet; 3 nice color pages of 1963 Buick car ads; How to Succeed in Jail - status-seeking prisoners follow a code of morality which separates 'good thieves' from the bad; Cool Coach of the Horned Frogs - Abe Martin has made T.C.U. a football killer; My Bout with Gout - a baffling and chronic malady; Furious Foe of Traffic Jams - Henry Barnes is New York City's Traffic Commissioner. Average wear. A sound copy. Book
<span style="font-style: normal;">2 parti in 1 tomo in-8° (cm. 14,2), genuina legatura coeva in piena pergamena floscia (lievi tracce d'usura); cc. [8] 36, [8] 164 [8] in buono stato, tracce d'uso e antica firma al primo frontespizio, antica nota manoscritta alla c.17; lievissime fioriture sparse, sporadici segni d'uso. Edizione originale dello studio </span><i>De arte dicendi</i> di Ludovico Carbone, umanista di Costacciaro (Perugia), sulle tavole di retorica del gesuita Cipriano Suarez. Cfr. E. Puletti. Ludovico Carbone da Costacciaro. Vita, pensiero ed opere. Accademia dei Romiti 2013. Buon esemplare.
Marco Fabio Quintiliano (c. 35-100 d.C.) tutore della famiglia di Domiziano, ci ha lasciato solo questo scritto sull'arte oratoria e retorica. Solida rilegatura in mezza pelle. Opere ben conservate con qualche normale fioritura sparsa. Edizione ottocentesca stampata a Londra non comune
Volume in 8° legatura coeva in pergamena con ali, titolo calligrafico al dorso, al verso del piatto diverse annotazioni a pennino e scheda dattiloscritta incollata, sguardie, antiporta incisa (personaggio che sfoglia un libro in una biblioteca), frontespizio, 10 cc. non numerate, 544 pp.. Un prontuario utilissimo per intelligere la latinità classica e quella medievale, un apporto non indifferente per studiosi e ricercatori. I verbi latini sezionati ed espletati al meglio con esempi e frasario derivato. Assolutamente poco comune, eccezionalmente fresco per la carta secentesca germanica, qualche sottolineatura a pennino nel testo, qualche lievissima e piccola arrossatura. Notevole, importante.
Quattro voll. in 16° gr., pp. 437-(3), 406-(2), 470-(7), 376-(5). Leg. in cartonato seppia coevo con etichetta ai dorsi con tit. manoscritti. Lievi tracce del tempo e d'uso sui piatti, con leggere bruniture sulle carte interne. Vignetta ai frontespizi.
in 8°, 21 cm, rilegatura coeva in mezza pergamena, titolo in oro su tassello al dorso; pp. 232, vignetta al frontespizio, iniziale decorata
In 8, pp. (12) + 352 + (6) + 320; (4) + 328. Tre parti consecutive in un unico volume rilegato in p. pg. coeva. Alcune carte si presentano leggermente brunite, nel complesso buon esemplare di questa raccolta di orazioni ciceroniane tradotte da Lodovico Dolce. Opera completa 'Con questo tomo [il terzo] si da' compimento ad una Edizione delle Orazioni Ciceroniane volgarizzate tanto piu' sigolare, quanto che l'attenzione del Librajo Storti ha faputo renderla sopra quella famosa del Giolito dell'anno 1562 piu' arricchita d' Aggiunte, e di nuovi adornamenti. Le Aggiunte consistono in due Orazioni di Cicerone, le quali non furono tradotte dal Dolce, e si leggono in fine di quefla terza Parte...' (Novelle della repubblica delle lettere, p. 282).
Edizione: Terza edizione . Pagine: XXXII+480 . Illustrazioni: In frontespizio putto trasportante corona di alloro, a pg. XII impressione recante figura di donna che suona la cetra. . Formato: 16° . Rilegatura: Cartonato in pergamena coeva. . Stato: Buono . Caratteristiche: Solo parte prima.Segni di tarlo nel bordo interno delle prime 9 pagine della prefazione, perdita però di qualche lettera nelle prime righe di esse. .
In 8, pp. XXIV + 692. Tagli marezzati. Legatura in mezza pelle ottocentesca con qualche abrasione al dorso. Sporadiche bruniture alle carte. Edizione originale e unica di quest'opera di Platina (1670-1743), frate minore conventuale, dedicata alla retorica. Alcuni capitoli riguardano: Della controversia oratoria e dello stato suo; Dell'utilita' e necessita' degli stati oratori; Dello stato conghietturale; Dello stato definitivo.
2 volumes in-8, demi-veau blond de l'époque, dos lisses ornés d'un décor romantique en long de fers rocaille dorés et à froid, titres et tomaisons dorés, palettes en tête et pied, tranches jaspées, vj, 580 p. et (6), 644 p., fac-similé de lettre dépliant et portrait frontispice gravé. Edition originale de deuxième tirage. Recueil de 69 discours prononcés par Benjamin Constant entre 1819 et 1827, précédés d'un avant-propos de l'auteur. "Ces discours où brillent partout l'esprit et l'intelligence de Constant, où il affirme ses principes et ses idées politiques, où il lutte de toutes les forces de son talent contre l'arbitraire, pour le triomphe de la liberté, constituent une des oeuvres importantes de Constant" (A. Roulin in B. Constant, 'Oeuvres', éd. de la Pléiade). (Courtney, E2/2). Des rousseurs plus soutenues à certains feuillets. Exemplaire dans une jolie reliure romantique.
In-12, pp. XX,140, (4) con un antiporta inciso. Brochure originale a stampa. L'autore compose in questa raccolta ventidue lettere di carattere morale e pedagogico, indirizzate a suo figlio, studente all'Università di Torino. Tutte le ventidue epistole sono composte nella forma del lipogramma, ovvero per artificio retorico, si omettono tutte le parole in cui compare una determinata lettera o sillaba. Il padre scrisse ogni missiva senza usare una lettera dell'alfabeto. Nella prefazione l'autore avverte che "coi fogli che vi dirigerò nel corso di questi otto mesi, vi presenterò pochi precetti, e consigli sul modo, che voi con sode risoluzioni, e fermi proponimenti dovete render utili e giocondi i vostri momenti, sempre contento dell'opere vostre; ed in questo modo difficilmente obblierete i molti doveri". Ottimo esemplare nella sua brossura d'origine con bordure, a pieni margine con barbe, qualche piccola orecchia ai margini. Curioso e non comune; delizioso, nella sua ingenuità grafica l'incisione in antiporta firmato da C.A. Musante . . .
Barcelona, por Carlos Gibert y Tutó, 1776, 21 x 15 cm., pergamino, 10 h. + 590 págs. (Único tomo publicado).
In-12, plein veau marbré de l'époque, dos lisse orné de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièce de titre de maroquin bordeaux (petit accroc à la coif. sup.), 392, (4) p. Première édition collective de ce recueil qui contient les essais de grammaire de Dangeau (du début à la page 243) suivi du "Journal de l'Académie françoise" (Choisy) – "Des participes actifs" (Mezeray) – "Lettre de M. Huet (...) à M. Charpentier" – "Lettre de Monsieur Patru à Monsieur Charpentier" – "Des participes passifs" (d'Olivet). (Brunet, 4988). Bel exemplaire.
In-12°, (3cc), 7-233pp, illustrazioni, legatura in pergamena, nervi, buone condizioni, emblema del Re Sole Luigi XIV al frontespizio, 27 emblemi Charles de La Rue (3 agosto 1643, Parigi - 27 maggio 1725, Parigi), noto in latino come Carolus Ruaeus, fu uno dei grandi oratori della Compagnia di Gesù in Francia nel diciassettesimo secolo. Entrò nel noviziato il 7 settembre 1659, ed essendo successivamente professore di lettere e retorica, attirò l'attenzione mentre era ancora giovane da una poesia sulle vittorie di Luigi XIV. Pierre Corneille lo tradusse e lo offrì al re, dicendo che il suo lavoro non eguagliava l'originale del giovane gesuita. Ha scritto diverse tragedie, pubblicato un'edizione di Virgilio e scritto diverse poesie latine. Dopo aver più volte rifiutato di permettergli di andare in Canada, i suoi superiori lo assegnarono alla predicazione; come oratore era molto ammirato dalla corte e dal re. Le sue orazioni funebri sui duchi di Borgogna e del Lussemburgo e quelle su Jacques-Bénigne Bossuet, i suoi sermoni su "Les Calamités publiques" e "The Dying Sinner" sono stati considerati capolavori dai più grandi maestri. Ha predicato missioni tra i protestanti della Linguadoca per tre anni. Era un religioso molto virtuoso e durante i suoi ultimi anni sopportò coraggiosamente grandi infermità. In-12 °, (3cc), 7-233pp, illustrations, vellum binding, bands, good condition, emblem of the Sun King Louis XIV on the title page. 27 emblems. Charles de La Rue (3 August 1643, Paris – 27 May 1725, Paris), known in Latin as Carolus Ruaeus, was one of the great orators of the Society of Jesus in France in the seventeenth century. He entered the novitiate on 7 September 1659, and being afterwards professor of the humanities and rhetoric, he attracted attention while still young by a poem on the victories of Louis XIV. Pierre Corneille translated it and offered it to the king, saying that his work did not equal the original of the young Jesuit. He wrote several tragedies, published an edition of Virgil, and wrote several Latin poems. After having several times refused to permit him to go to Canada, his superiors assigned him to preaching; as an orator he was much admired by the court and the king. His funeral orations on the Dukes of Burgundy and Luxemburg, and that on Jacques-Bénigne Bossuet, his sermons on "Les Calamités publiques" and "The Dying Sinner" have been regarded as masterpieces by the greatest masters. He preached missions among the Protestants of Languedoc for three years. He was a most virtuous religious, and during his last years endured courageously great infirmities.
In -4°, pp. 16. Mezzo marocchino e carta marmorizzata. Quest’orazione funebre, pubblicata dal rettore dell’Università di Firenze, potrebbe essere materiale didattico o di esame. La colonna di testo, insolitamente stretta e decentrata, lascia un ampio margine per le note. Provenienza Feltrinelli.
in 4°, 24 cm, ril. coeva in pelle, tit. e fregi in oro al dorso, (46), 449, (21). alcune iniziali decorate, testo in greco e latino. 2 note di possesso al risguardo datate 1785 e 1831
In 4° (18,9x13,5 cm); due tomi in un volume: (8), 253, (1) pp. e (8), 215, (1) pp. Legatura ottocentesca in mezza-pergamena con autore e titoli impressi su fascetta in pelle al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Frontespizio della prima opera con bella marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso, tutta la figura entro medaglione riccamente decorato. Al frontespizio della seconda opera marca tipografica di Meietti in cornice figurata con immagine di due galli, di cui uno becca chicchi di granturco, al centro la pianta con le pannocchie e motto "non comedetis fruges mendacii". In ultima carta marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso. Nota bibliografica manoscritta alla prima carta bianca. Quarta edizione della prima opera, ma prima a presentare le “lettioni in difesa della tragedia” comprendenti vari scritti di Speroni in difesa del suo lavoro e contro il ''Giudizio'' del Cavalcanti ed il ''Prologo in persona di Venere'' e prima edizione della seconda opera. Sperone Speroni (Padova, 1500 – Padova, 1588) fu un celebre scrittore, commediografo e filosofo padovano. Membro dell'Accademia degli Infiammati fu grande amico di Torquato Tasso che si affidò a lui per la revisione della “Gerusalemme liberata”. Insieme al Trissino, fu una delle figure più importanti del classicismo cinquecentesco anche se in modo ancor più estremo. Ad esempio, Speroni criticava il Trissino perché aveva tratto il soggetto della sua Sofonisba da fatti storici, invece che dalla mitologia. La prima opera qui presentata è una delle sue più celebri opere, la tragedia Canace. Uscita una prima volta nel 1546, di nuovo stampata nel 1550 e riedita nel 1566, l’opera ebbe subito grande successo, tanto da influenzare in modo molto marcato la produzione tragica della seconda metà del XVI° secolo. Nonostante il successo dell’opera, lo scritto incontrò una forte critica da parte di alcuni letterati, primo fra tutti Bartolomeo Cavalcanti come sottolinea anche il Gamba, 1654: "Edizione arricchita da varie composizioni e soprattutto dalla difesa che lo Speroni compose per la propria tragedia criticata da Bartolomeo Cavalcanti." Scrive così Pierr-Louis Ginguené, riferendosi alla Canace nella sua “Histoire littéraire d'Italie” «L'une des tragédies qui fit alors le plus de bruit fut la Canace du savant Sperone Speroni (1500-1588). (...) Il se répandit des copies de la Canace dans l'Italie entière ; il s'en fit bientôt des éditions pseudonymes et fautives dont le Speroni se plaignit inutilement. Avant même qu'elle eut acquis cette publicité, on avait fait courir en manuscrit un jugement sur la Tragédie de Canace et Macare, dans lequel l'ouvrage et l'auteur étaient durement critiqués, et quant à l'invention et quant au style. Le Speroni, qui avait d'abord méprisé ce Jugement, le voyant ensuite imprimé se mit à rédiger une Apologie, qu'il n'acheva cependant pas (...) Ceux qui en ont le plus approuvé le style y louent surtout une aisance et une certaine délicatesse ignorées jusqu'alors dans la poésie dramatique. Ils pensent que la Canace peut avoir, en cela, servi de modèle au Tasse dans son Aminta, et au Guarini dans son Pastor fido.». La seconda opera, in prima edizione, pubblicata solo postuma, contiene diverse orazioni di Speroni rivolte ad alcuni celebri personaggi del cinquecento ed considerato come uno dei massimi esempi dell’eccelsa arte oratoria di Speroni che sviluppò e portò a compimento l’oratoria rinascimentale. Il volume contiene: Al Re Filippo di Spagna; Al Re Antonio di Navarra della Pace col Re di Francia; In morte di Giulia Varrana Duchessa di Urbino; Al Principe di Venezia Luigi Mocenigo, nella sua creazione; In morte del cardinal pietro Bembo; A Giacopo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; A Girolamo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; Contra le Cortigiane; A gli Accademici Infiammati di Padova quando fu suo Principe. Qualche live macchiolina di foxing e brunitura (nella seconda opera) in poche pagine ed ininfluenti, dovute alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Per la prima opera: Gamba 1654; Allacci 159; Salvioli 620; BMC 636; Adams A-1564; Fontanini, Bibliot. eloquenza ital. I, p. 470. Per la seconda opera: Graesse VI 466; Adams S 1574; Gamba 931; Razzolini 323; Poggiadi I p. 369.
Marbled boards. Attractive set. Gilt tooled designs to boards and spine. 5 Raised bands to spine. Marbled endpapers and textblock. Rubbing to boards. Some edgeworn Corners. Foxing and browning through pages. Bookplates of William Eustace Bevan to front inner covers. Still very attractive set. Vol. 1 & 2: front board almost detached. Cracks along front joint. Vol. 1: Former owner's name in ink to ffep. Vol 4: front board detached, rear board almost detached. ; 1798-1834 v1: (1798) lxxxvi, 628 v2: (1803) viii, 652, v3: (1808) xii, 646, [2], v4: (1816) xviii, 718 ; 4 Volume Set; Vol. 1/4/2022; 8vo 8" - 9" tall
In 8° (cm 10 x 16,5), cartonatura settecentesca, pp (4), 288 per la prima parte; 354, (2) per la seconda. Due frontespizi con impresa tipografica (mani che stringono un caduceo, cornucopie, Pegaso); titolo ("Aristotelous technes rhetorikes biblia 3") e testo su due colonne, greco e latino, nel primo volume; schemi esplicativi con parentesi graffe nel testo; collazione identica a quella dell'edizione Hanoviae, Typis Wechelianis, apud Cl. Marnium & Haeredes Johannis Aubrii, del 1606. Esemplare in buone condizioni, uniformi bruniture, pallide gore, note ms coeve, ex-libris ms al frontespizio: "Heym, d. 12 Xbr. 1768, ex auctione publ.". Il Riccoboni (1541-'99) fu insegnante di Eloquenza a Padova per 25 anni. Mentre la prima parte è costituita dalla traduzione del Riccoboni con testo originale a fronte, la seconda è commento in latino dello stesso, nonchè degli umanisti citati nel titolo. Nessun esemplare censito in SBN, uno in COPAC.
In-12, pleine basane d'époque, dos à 5 nerfs orné de compartiments fleuronnés, pièce de titre de maroquin rouge, roulette dorée sur les coupes, roulette intérieure (reliure frottée, pet. accrocs aux coins), (1) f., (6), 281 p., (18) p. d'index des livres cités, table et privilège. Edition originale. "Divisé en cinq parties : ‘Doutes sur les mots - sur les phrases - sur la construction - sur la netteté - sur ce qui regarde l’exactitude du style’. Il s’agit de relever des emplois dans des textes des bons auteurs, de vérifier ce qu’en disent les contemporains, de rechercher dans l’usage des formes attestées" (Claude Cortier, 'Les qualités de la langue française d’après les grammairiens contemporains de Fénelon', D.H.F. [En ligne], 30 | 2003. "Défendant les positions de Vaugelas en s'affranchissant cependant des aspects didactiques et pesants, Bouhours devint, à la suite de cet ouvrage, le plus connu des mondains défenseurs du bel usage qui contribuèrent à épurer la langue française" (C. Biet). Voltaire l'inclut dans son 'Temple du goût'. (Kerviler, ‘Bibliographie raisonnée de l'Académie française’, n°351. Sommervogel, 'Anonymes', 241). Bon exemplaire.
Prefazione: Giovanbattista Caro; Biagio Schiavo . Edizione: Seconda edizione (la prima fu del 1570) . Pagine: 257 . Illustrazioni: Al frontespizio stemma calcografico . Formato: 16° . Rilegatura: Cartonato in pelle marrone con dorso abbellisto da scritte e fregi in oro e sette nervature . Stato: Buono . Caratteristiche: Piatti con graffiature alla pelle, interno freco e privo di bruniture. Foto disponibili . Note epoca: MDCCXXXII
In-12, plein veau fauve glacé de l’époque, dos à nerfs orné de compartiments fleuronnés, double filet d’encadrement doré sur les plats, roulette intérieure, tranches dorées, xvi, 464 p., vignettes et culs-de-lampe. Belle impression donnée par Joseph-Gérard Barbou de cette traduction de référence par Jean-Jacques de Barrett (1717-1792). "Un bon texte, des notes rédigées avec une habile concision et, de plus, une impression soignée, ont assuré le succès de cette édition" (Brunet, II, 12). (Paul Ducourtieux, "Les Barbou imprimeurs", n°278. France littéraire, II, 203). Bel exemplaire, très bien relié à l'époque.
A Paris, chez Jean Baptiste Coignard, 1716. In-12 de (1) f., 175-(3) pp., veau havane granité, dos à nerfs richement orné de motifs dorés, pièce de titre de maroquin rouge. (Reliure de l'époque). Edition originale. Une coiffe et coins un peu émoussés. Bon exemplaire.