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brossura Il libro è una raccolta di modi di dire in dialetto veneto, in gran parte ancora in uso, vere e proprie immagini linguistiche che rievocano, con precisi dettagli, quel mondo da cui si estraggono gli aspetti più significativi della tradizione. L'autrice ha raccolto circa cinquecento voci attinte dal suo vocabolario personale e familiare e le ha analizzate accompagnandole con esempi concreti nel tentativo di conservare un patrimonio che appartiene a una regione, il Veneto, che a lungo è rimasto attaccato alle mille sfaccettature delle varietà linguistiche locali, tramandate di generazione in generazione. Il tutto vuole essere una testimonianza di un parlato ancora vivo, con impronte indelebili del passato; è il segno di una società in continua evoluzione, sospesa fra ieri e oggi, di cui il linguaggio rimane l'esempio più evidente, più facilmente riconoscibile e descrivibile. Con una prefazione di Gianna Marcato.
in-12, 255 pages, qq illustr., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-1]
br. Ogni lingua ha una diversa prospettiva per interpretare il mondo, e dunque delle parole uniche, che non esistono in nessun'altra, che non si possono tradurre direttamente. Queste gemme fioriscono ancor di più nei dialetti, e "Mai pe iabbu", se tradurre non si può, prova a raccontarne alcune del Salento. "Bbampare, iundulu, fazza Ddiu, malesciana, squariare...": di oltre 40 vocaboli ed espressioni si dà il significato, l'etimo, il modo in cui usarli, i proverbi, le citazioni. E alcune interpretazioni personali di personaggi pubblici salentini: Alessandro Barbano, Davide Barletti, Cesko degli Après La Classe, Antonio Errico, Elisabetta Liguori, Cataldo Motta, Paolo Perrone, Antonio Prete, Livio Romano, gli Scemifreddi, Simona Toma, Edoardo Winspeare. Se sono la semplificazione e l'omologazione a trionfare nel mondo globalizzato, allora vale il "Lost in translation": bisogna perdere qualcosa per ritrovarsi.
ill., br. ...Un'antica sapienza contadina - ancora viva tra gli anziani di questa terra - che l'autore ha raccolto e trascritto in questo libro, evitando note e fonetiche ortodosse, infarcite di incomprensibili segni diacritici, spesso poco leggibili ai più. Per una migliore fruibilità, l'autore ha scelto di condurre una trattazione condita di aneddoti e di sano umorismo, che ha sempre ritenuto "il sale della vita".
ill., br. Non occorre essere bergamaschi purosangue per immergersi nella lettura di questo libretto. Basta non assumere un assurdo atteggiamento di sufficienza nei confronti della cultura popolare, dalla quale tutti proveniamo e nella quale affondano saldamente le nostre radici. Basta rendersi conto delle enormi risorse espressive del dialetto, sorto millecinquecento anni fa sulla dissoluzione del latino imperiale, parlato in modo diverso da una zona all'altra della Penisola a seconda dei sostrati linguistici. Come già in una recente opera, intitolata "Bergamascando", si sono adunate qui più di cinquecento locuzioni tipiche del bergamasco, alcune ormai cadute in disuso ma ben attestate dalla letteratura dei secoli passati, altre tuttora presenti e vive nel quotidiano linguaggio comune. Spontaneamente fiorite sulle labbra della nostra gente, tali locuzioni appaiono ispirate da una schiettezza sorgiva, non di rado manifestata da sentimenti che, vestendo di volta in volta i panni della parodia e del paradosso, trasvolano dall'arguzia all'ironia, giungendo a sfiorare la satira e il sarcasmo.
in-8°, 205 pages, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA-4]
in-8°, 235 pages, illustre hors texte N/B, broche, couverture illustree plastifiee à rabats. Bel exemplaire. [NV-1][AZ-6]
in-16, broché. Bel exemplaire. [BU-1]
br. Come si caratterizza, nell'Italia contemporanea, il rapporto fra italiano e dialetto? Quanto hanno influito e influiscono l'uno sull'altro? Il libro risponde a queste domande esaminando italiano e dialetto nella prospettiva del contatto linguistico. All'esposizione delle possibilità di impiego dei due codici nella conversazione segue l'illustrazione delle loro modalità di influenza reciproca, nella cornice dei fenomeni di prestito e calco. Chiude il volume uno sguardo d'insieme sulle manifestazioni del contatto in ambito italoromanzo.
br. I dialetti non sono forme degradate dell'italiano, ma sistemi linguistici in sé compiuti. Questo libro ne ricostruisce la storia, ne evidenzia la straordinaria ricchezza e sottolinea l'intreccio vivo che lega l'italiano alle altre varietà linguistiche del nostro Paese.
ill., br. I modi di dire sono capaci di tradurre concetti e pensieri in espressioni verbali, facilitando un'intesa fra chi parla e chi ascolta. Spesso dietro un modo di dire c'era e c'è una storia che va raccontata per capire meglio il significato e, al tempo stesso, esaltare la capacità di sintesi del dialetto. Da un fatto, più o meno importante, nasce un modo di dire che entra nel linguaggio comune. Motti e detti milanesi: quando una semplice frase può creare curiosità e simpatia. E come non citare le eccellenze gastronomiche milanesi? La cucina milanese è poco ricordata se non quei pochi piatti da tutti conosciuti, e invece è ricca di gustose sorprese che vanno riscoperte e rivalutate.
br. "Maredè, maredè..." è un testo di natura polimorfa, che coniuga saggismo d'autore, gusto affabulatorio e passione filologica. Un "mordace zibaldone" di riflessioni linguistiche e un ricchissimo thesaurus di voci e fraseologie, in cui Meneghello indaga la vitalità dell'espressione dialettale, tra memoria collettiva e autobiografica. A essere individuato nelle peculiarità delle sue parlate e del suo patrimonio lessicale è un microcosmo provinciale - il Vicentino -, che sa essere anche specola privilegiata da cui osservare questioni di portata più vasta. Come convivono lingue e dialetti? Come può lo scritto mimare la forza dell'oralità? Qual è la grammatica di un dialetto? Questi Sondaggi esplorano ogni minima varietà dell'" idioma-vita" in cui una comunità si riconosce ed esprime; e lo fanno con la verve stilistica e la sottile ironia che sempre contraddistinguono la scrittura meneghelliana, anche qui capace di compenetrare alto e basso, tra divertiti cozzi di registro e raffinati intarsi plurilinguistici.
in-8, 531 pp., illustrations hors texte N/B, broche, couverture illustree à rabats. Bon etat. [AZ-16]
grand in-8°, 271 pages, illustre in-texte N/B, et sepia, broche, couverture illustree. Qq. traces de mouillures au dos et au 2e plat sinon bel exemplaire. [33/XN2] Les mauvais garçons - Leurs aventures, leur langage - Des Coquillards aux blousons noirs: des siècles de truanderie.
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290371 is assigned to the Paperback version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 13.34 x 21.59 cms Vol:-
in-8°, 255 pages, broche, couverture illustree plastifiee. À letat de neuf. [CA32-3] Avec, en annexe : L’argot des drogues de synthèse.
Editions du Dauphin, 1967. In-12 relié pleine toile verte de 427 pages. Bon état
Cartonn?. 248 pages. L?g?rement d?fra?chi.
brossura Quando si tratta di dialetti, ci rendiamo conto che non c'è una sola Toscana, ma ne esistono diverse, ognuna con il suo patrimonio di usanze e tradizioni. È su questa idea che si basa il nuovo "Vocabolario" di Alessandro Bencistà, uno dei più attivi studiosi di lingue e tradizioni popolari. Il dizionario riporta migliaia di voci, da "abbacare" a "zuppa", utilizzate nelle diverse zone della regione, spiegandone il significato e indicandone la provenienza. Le citazioni da opere celebri della letteratura, della musica e del folklore ci aiutano a comprendere il senso di alcune espressioni. Questo nuovo lavoro di Bencistà parte dal vernacolo fiorentino, considerando Firenze il centro motore di una lingua che fin dal Trecento si è rapidamente estesa a tutto il territorio regionale e poi nazionale. La scelta delle voci è un viaggio nella memoria che nasce da una profonda conoscenza del mondo in cui siamo cresciuti, insieme ai contadini e alle massaie: un mondo di cui conserviamo ancora viva non solo l'immagine, ma anche le amicizie, gli affetti e i ricordi. Frequentando la poesia estemporanea, i canti folcloristici, il teatro, le parlate di aree come la Lunigiana o la Valdichiana, consultando oltre trenta dizionari già esistenti, l'autore ha realizzato un ampio compendio di vocaboli e colorite espressioni che non dobbiamo dimenticare.
ill., br. In questo lavoro l'autore offre un quadro il più possibile completo della grammatica del dialetto veronese, con una particolare attenzione agli aspetti fonologici e morfologici. Ampio spazio è dedicato all'uso vivo della lingua, cioè ai modi di dire che caratterizzano la parlata quotidiana. Completano il lavoro un dizionario essenziale veronese-italiano e italiano-veronese.
br. Quattro classici di un'eccentrica e tutta italiana modernità. Il palermitano Meli, il milanese Porta, il romano Belli, il napoletano Di Giacomo optando per il dialetto attuano diversamente e prodigiosamente la conversione del popolare nel poetico. Situazioni, personaggi e ambienti non fanno folclore, fanno teatro e racconto e anche musica. La loro poesia è frutto di un'ars poetica coscientemente perseguita e per questo si tramanda oltre che con la lettura e l'ascolto con un esercizio assiduo di interpretazione, come per tutti i classici.
ill., ril. Le parole del dialetto dimenticate. 226 parole del dialetto e del gergo in un libro che viaggia tra canzoni, immagini, ricordi e presente che si intreccia con il passato di quel borgo diventato città e poi metropoli.