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Attaboys, Gorgers, Night-Hawks and Widos, the street argot of the past is every bit as colourful and irreverent as todays hip hop and bling. Slang has always aroused strong opinions, but whether you agree with Alan Bennett that there is something suspect about those in the vanguard of slang or with John Galsworthy that it is vigorous and apt, this fascinating new compendium unveils a wealth of information about the fads and peccadilloes of bygone days. What does it say, for instance, about the English that they once had over 100 terms for gin, including Stark Naked, Stinkious, and Wind? Always inventive, frequently hilarious and occasionally utterly outrageous slang is an exuberant celebration of the comic possibilities of everyday life. From Monday Mice to Marriage Music, Wiffle-Woffles to Bummaree, dip into the pages of Bingo Boys and Poodle-Fakers and discover the rough and rumbustious delights of Shakespeare's man of fire-new words, fashions own knight: the ever-changing underworld of the English language.117p. illus. decorated endpapers Book
Book is in excellent condition with yellow & brown patterned boards, brown cloth spine; gilt spine lettering & decoration; pictorial end papers; color illustrations. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Previous owner's name or sticker in front section of the book. Slipcase has worn and torn edges. 209 pages. Illustrators include Robert Cruickshank. James Gillray and Thomas Rowlandson. Contents include: James Figg, Jack Broughton, Tom Johnson, Daniel Mendoza, John Jackson, Joe Ward, Jem Belcher, Henry Pearce, John Gulley, Bill Biggons, George Maddox, Tom Molineaux, Tom Oliver's Black, Bill Richmond, Tom Cribb et al.
Ex-library book with the usual stamps and markings. Spots on buckram cloth cover. Oblong format: 9 5/8"w x 7 3/8"h. "Brave Johnny O'Hare would be just another boaster routed by something routine except that this is set ""way down there/ In the upside-down land/ of koala bear"" where ""dingoes howl and crocodiles lie/ In warm deep pools/ Under summer sky"" and ""the kookaburra in the tall gum tree/ Laughs and hoots, 'Ha, ho, hee, hee'."" And where brave Johnny O'hare scoffs at tales ""of the Bunyip there."" [Kirkus Review]
In-8 (192 x 123 mm), demi-chagrin rouge, dos lisse orné de double filet et petits fers dorés, titre doré en long (rel. signée L. Hauser), 37 p., (1) f. blanc. Edition originale, rare, de ce réquisitoire d'une extrême violence des "Dames de la Halle", harengères, poissardes et marchandes de Paris, contre la vie chère, la noblesse et le pouvoir en place, les fermiers généraux et la fiscalité, le clergé, l'état de délabrement des hôpitaux, la spéculation, la corruption des magistrats... De longs passages sont consacrés à dénoncer la prostitution, à décrire le malheur des jeunes filles abandonnées à leur sort et jetées sur les trottoirs parisiens par la misère et l'avidité d'individus sans scrupules. "Epicentre de la politique révolutionnaire", les "Dames de la Halle" ont été à l’origine de la marche sur Versailles, les 5 et 6 octobre 1789, événement qui fit basculer la Révolution. Les autrices précisent, en tête du pamphlet (p. 3 et 4), qu'il aurait été rédigé à leur demande et diffusé par "M. Josse, écrivain à la pointe Saint-Eustache"; écrivain public, celui-ci prenait également en charge les comptes et la correspondance des "Dames de la Halle & des marchés de Paris", signataires de cet écrit. L'authenticité de ce texte a été récemment confirmée. Il est cité par les études spécialisées, aussi bien à propos de l’intervention des femmes à la veille des États Généraux que du langage populaire, des parisianismes et de l'argot de la période. (S. Blanc, 'Les femmes et la Révolution française', p.8. Tourneux, I, 978). Petites restaurations de papier au titre sans perte de texte. Quelques rousseurs éparses. Bon exemplaire.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
ill., br. Ennio Italo Rao convinto che le lingue siano i mattoni delle civiltà, studia la lingua parlata nel territorio, analizzandone tutte le sfumature e le coloriture. Da una tale analisi ne viene fuori un interessante studio sui vocaboli, sui costrutti sintattici, sulle regole grammaticali e sui detti del luogo che di esso sono manifestazione. Nella disamina di questi elementi, il lettore entra in contatto con un mondo bucolico e "genuino", distante dalla forte globalizzazione linguistica nell'ultimo secolo accentuata dall'operato dei mezzi di comunicazione di massa. In particolare, il lettore del luogo scopre di essere il "madrelingua" di una lingua antica, fondamentalmente latina, ma al contempo greca, francese, castigliana, catalana, araba, provenzale, normanna. Egli apprende che la lingua non è il solo mezzo con cui scambiarsi idee, informazioni e opinioni, ma rappresenta il modo di essere dell'uomo, il riassunto "parlato" della vita di decine di generazioni.
In-8, 271p. Le Paris des mauvais garçons: Villon, Cartouche, Vidocq, Lacenaire, etc... Avec de nombreuses illustrations dans et hors texte. Bande de lancement conservée.
grand in-8°, 271 pages, illustre in-texte N/B, et sepia, broche, couverture illustree. Qq. traces de mouillures au dos et au 2e plat sinon bel exemplaire. [33/XN2] Les mauvais garçons - Leurs aventures, leur langage - Des Coquillards aux blousons noirs: des siècles de truanderie.
In-8, 301p. Edition originale numérotée 1/25 exemplaires de tete sur vergé fin filigrané de ce roman argotique de la "Madone des clochards".
brossura Il volume "Così si dice(va) a Castelluccio" parla del dialetto di un piccolo paese della provincia di Salerno: Castelluccio Cosentino distante 38 Km da Eboli, "ove Cristo si è fermato", attraverso proverbi, detti e modi di dire, tradotti e commentati dall'autore. Questo lavoro presenta una vera e propria grammatica, probabilmente la prima mai pubblicata nella zona degli Alburni, costituita da uno studio attento dei suoni e da una rassegna breve, ma dettagliata, accompagnata da esempi delle caratteristiche morfosintattiche e lessicali del dialetto parlato negli Alburni. La prefazione dell'opera è a cura di Giuseppe Di Palma, il quale sottolinea l'approccio "metodologico" dell'autore nella sua ricerca: "tentativo importante quello dell'Autore perché in queste forme proverbiali, giunte fino a noi quasi sempre attraverso la tradizione orale, è possibile cogliere il modo di pensare, la saggezza antica di questa gente."
2 volumes In-8, 207-207p. Edition définitive. Le volume I porte une mention de 9e mille, le volume II ne comporte pas de mention. Illustrés de nombreux dessins en noir de Steinlen. Bon exemplaire.
Un volume de format petit in 4° (12x18,5cm); de 208 pp.; sur vélin fort , papier jauni; très nombreuses illustrations dans le texte par Steinlen; reliure de l'époque en demi chagrin ébène; dos à 5 nerfs orné de fleurons dorés; titre doré; date en pied; tête dorée. Couverture conservée. Mention de 22e mille. Quelques rousseurs dans le texte; sinon reliure parfaitement exécutée et en parfait état. Exemplaire séduisant. Voir les photos.
324pp.with ills., 22cm., 3rd ed., softcover, G, G72531
ill., br. Questo libro, con un fine esclusivamente divulgativo e non tecnico, si prefigge la volontà e la passione di trasmettere e far conoscere la realtà dialettale del piccolo borgo di Vagli Sopra. Nonostante il declino dei dialetti a partire dalla seconda metà del novecento, la loro esistenza continua a rappresentare tuttora un inestinguibile patrimonio storico, culturale e sociale. Questo testo non aspira ad essere null'altro che un breve e basilare approfondimento del dialetto Vaglino osservandone gli aspetti storici e linguistici a qualunque livello (fonologico, morfologico, sintattico etc) in aggiunta ad alcune osservazioni linguistiche ritenute dall'autore di rilevante interesse ed importanza per il lettore. Il fine unico ed ultimo dell'autore è quello di "lasciar traccia" di questo idioma alle future generazioni, nonché la tutela e la custodia di questo singolare ed atipico dialetto cui lo stesso scrivente è parlante nativo.
Volume in lingua inglese; seconda sezione. Sovraccoperta illustrata e minimamente ingiallita dal tempo con abrasioni e piccoli strappi ai margini e leggere tracce di usura da sfregamento ai piatti. Piccolo segno a matita alla controguardia anteriore e pagine minimamente ingiallite dal tempo dal testo a due colonne con rare e piccole illustrazioni in nero. Numero pagine 766. USATO
In-12, 192p. Nouvelle édition. Précédé d'une histoire de l'argot par Clément Casciani. Couverture légèrement tachée.
in 24° br. pp.192
Paris, A Charles 1894. In-8 relié demi-chagrin vert, dos à nerfs, fleurons ert pièce de titre. XXIII + 336 pages. Bon exemplaire.
Larousse, 1990. Fort In-8 relié cartonnage bleu éditeur de 763 pages. Très bon état.
français In-12 de (3)-140 pp.; broché de l'éditeur. Réédition de l'édition de 1883.
Paris, Editions du Dauphin 1956. In-12 broché de 254 pages. Couverture illustrée.