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Editions du Dauphin, 1967. In-12 relié pleine toile verte de 427 pages. Bon état
Editions du Dauphin 1953, In-12 broché de 297 pages. Trés bon état.
in-12, 304 pp., broche, couverture illustree Bel exemplaire. [MI-4]
Cartonn?. 763 pages. 15 x 23,5 cm.
Larousse 1977, In-12 broché, 256 pages. Bon état
in-12, 255 pages, qq illustr., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [DV-1]
Volume in 4° piccolo legato in mezza pelle (piccola mancanza alla cuffia superiore), titolo al dorso, sguardie marmorate, occhiello, frontespizio, 236 pp., vignette silografiche nel testo. Lo slang parigino, la parlata del popolo e (perché no?) della malavita o meglio di quella zona grigia che ne delimita i confini. Curiosissimo ed interessantissimo prontuario arricchito da una piacevole e stuzzicante iconografia. Raro a reperirsi, in bello stato.
Dernière refonte "complètement refait[e] par l'auteur" du "dictionnaire universel" (de 1856) de Maurice LA CHATRE (1814-1900), éditeur militant plusieurs fois condamné pour ses publications, qui le présente comme "une oeuvre de propagande démocratique et sociale", "une oeuvre de combat destinée à détruire la superstition qui, un siècle après Voltaire, Rousseau, d'Holbach, Diderot et d'Alembert, nous étreint encore, pieuvre gigantesque, de ses innombrables tentacules"; avec la collaboration de rédacteurs socialistes ou anarchistes, d'André GIRARD, Edouard-Auguste SPOLL, Hector FRANCE, Jean GRAVE, "etc"; dans le 4è volume, un "Dictionnaire de la langue verte - Archaïsmes - Néologismes - Locutions étrangères - Patois" par l'écrivain Hector FRANCE (1837-1908); lettre-préface de l'écrivain Léon CLADEL (1835-1892) à Maurice LA CHATRE; texte sur 3 colonnes; 8 cartes couleurs doubles pages hors texte, vignettes (dont bandeaux, le 1er étant un portrait de l'auteur), lettrines. Exemplaire bien complet en 5 volumes: 1/ A-C; 2/ D-L; 3/ M-S; 4/ T-Z + "Dictionnaire de la langue verte [...]"; 5/ "Appendice". Français
br. Lingua e linguistica, letteratura italiana a dialogo con quella straniera, didattica delle lingue. Questi gli argomenti trattati nel volume a cura di Elena Pîrvu, docente di italiano all'Università di Craiova, e frutto dell'importante convegno internazionale che si è svolto nella città romena tra il 20 e il 21 settembre del 2013. A discutere del ruolo del discorso e della cultura nella lingua e nella letteratura italiana, numerosi docenti provenienti da molte parti del mondo, specie dell'est Europa: Albania, Bulgaria, Polonia, Serbia, Slovacchia, Ungheria e Romania ma anche Spagna, Finlandia, Italia e Camerun. Oggi i risultati della due giorni di studi sono pubblicati in un'importante edizione, composta in tutto da sessantasei saggi che approfondiscono sotto differenti punti di vista e prospettive alcune tematiche strutturali della linguistica, della letteratura italiana, della comparatistica e della didattica delle lingue. Il linguaggio burocratico, il mutamento del lessico politico, l'evoluzione del linguaggio giuridico, l'uso dei pronomi di cortesia (in italiano e romeno), il fenomeno degli italianismi nel lessico economico romeno, la traduzione come processo translinguistico, l'italiano nella comunicazione scientifico-accademica, il linguaggio giovanile, sono alcuni dei temi che compongono la sezione di analisi linguistica.
br. Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.
br. Comparando per affinità logiche e foniche una serie imponente di termini della Corsica, della Sardegna e della Sicilia, l'autore rimette con forza, al centro della discussione, la questione del Mediterraneo e degli scambi linguistici che da sempre lo hanno caratterizzato. Prefazione di Gian Carlo Tusceri. Con un intervento di Quintino Mossa. Contributi di: Piero Bardanzellu, Jacques Fusina, Fabritziu Dettori.
br. Questo dizionario sentimentale esibisce la destrezza da giocoliere del suo autore che lancia parole, le fa volteggiare e le riacchiappa come fossero cerchi o clave, passando dall'una all'altra senza attendere che gli si facciano domande. Per Gaetano Basile l'ironia è spontanea come uno starnuto.
In-4, 258p. Edition originale de ce recueil de chroniques parues dans le "Jura Libre" de 1954 à 1958. Illustré de dessins dans et hors texte de Paul Bovée. En frontispice portrait photographique de l'auteur. Avec un avant-propos de Roland Béguelin et un hommage de Jean Buhler. Un des 100 exemplaires de luxe accompagnés d'une eau-forte originale de Paul Bovée. Nom de possesseur en 2e de couverture, tranche légèrement piquée, sinon très bon exemplaire.
ill., br. ...Un'antica sapienza contadina - ancora viva tra gli anziani di questa terra - che l'autore ha raccolto e trascritto in questo libro, evitando note e fonetiche ortodosse, infarcite di incomprensibili segni diacritici, spesso poco leggibili ai più. Per una migliore fruibilità, l'autore ha scelto di condurre una trattazione condita di aneddoti e di sano umorismo, che ha sempre ritenuto "il sale della vita".
Chez l'auteur. 1954. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. convenable. Mors fendus. Intérieur acceptable. 254 pages. Lexique du langage populaire. Termes d'argot et la langue verte.
ill., br. In questo lavoro l'autore offre un quadro il più possibile completo della grammatica del dialetto veronese, con una particolare attenzione agli aspetti fonologici e morfologici. Ampio spazio è dedicato all'uso vivo della lingua, cioè ai modi di dire che caratterizzano la parlata quotidiana. Completano il lavoro un dizionario essenziale veronese-italiano e italiano-veronese.
20 pages. Contents: Autumn and Winter Toilettes; The Care of a French-flat kitchen; Small Selfishnesses; Women and emN - the winter school of slang; Family living on $500 a year - part XLII; New York Fashions - French dresses, French toilettes in wool; skirts and draperies, basques and drimmings, polonaises, prevailing colors, carriage costumes; Personal; Galloon for trimming hats and bonnets; Bulgarian wedding ceremonies; An English Hospital - with illustrations; Paston Carew - Millionaire and Miser - continued; Paris Fashion; Nice centerfold illustration "Winter Wrappings"; Mrs. Beardsley; The Woodlanders - continued; How to Judge a Horse; The Maldives Islands; humor. Above-average wear. Pattern included. Book
Harrap London and Paris 1980. In-8 broché de 299 + 255 pages. Bon état
br. Un gergo fa riferimento a termini, espressioni, modi di parlare convenzionali utilizzati da specifici gruppi di persone (generazionali, sociali o professionali, ecc.) con scopi diversi, talvolta anche per proteggere la propria identità. Il libro tratta dei numerosi gerghi italiani, di cui vengono illustrati le caratteristiche, gli usi e le funzioni, le modalità di formazione e il rapporto che essi intrattengono con II dialetto e la lingua che ne sono alla base.
Oversize. 505 p., illus. Hardcover Very good condition good
brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.