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In-8 (Cm 24 x 17), pp. 54 brossura editoriale. Collana Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni 286-287-288 Settembre-Ottobre-Novembre 1999 serie D (Semiotica letteraria: Mitologia e folklore; poetica). OTTIMO - Borges, ovvero i labirinti dell'immanenza - Il libro di sabbia. Una lettur degli incipit - Borges e la sovversione del racconto poliziesco
Se affrontiamo la comunicazione nell'internet 2.0 dal punto di vista della prossemica (la disciplina che ha per oggetto la gestione del corpo e delle distanze durante la comunicazione) giungiamo a un paradosso: a dispetto della lontananza reciproca e dell'isolamento fisico siamo tutti, in realtà, schiacciati e intrappolati in uno stesso spazio ridotto (per quanto multidimensionale e definito per ognuno dal proprio particolare punto d'accesso), e inesorabilmente esposti allo sguardo (e all'azione) altrui. L’impiego di un modello prossemico consente due operazioni interessanti: anzitutto, permette di vedere come la comunicazione e l’attività sociale non siano solo localizzate, ma localizzanti (cioè creano luoghi); in secondo luogo, porta a riconoscere come l’interazione virtuale comporti tutti gli elementi di una prossemica stretta, senza averne i contrappesi. Il testo è diviso in tre parti: spazi, branchi, segni. Autori: Emanuele Fadda.
br. Se affrontiamo la comunicazione nell'internet 2.0 dal punto di vista della prossemica (la disciplina che ha per oggetto la gestione del corpo e delle distanze durante la comunicazione) giungiamo a un paradosso: a dispetto della lontananza reciproca e dell'isolamento fisico siamo tutti, in realtà, schiacciati e intrappolati in uno stesso spazio ridotto (per quanto multidimensionale e definito per ognuno dal proprio particolare punto d'accesso), e inesorabilmente esposti allo sguardo (e all'azione) altrui. L'impiego di un modello prossemico consente due operazioni interessanti: anzitutto, permette di vedere come la comunicazione e l'attività sociale non siano solo localizzate, ma localizzanti (cioè creano luoghi); in secondo luogo, porta a riconoscere come l'interazione virtuale comporti tutti gli elementi di una prossemica stretta, senza averne i contrappesi. Il testo è diviso in tre parti: spazi, branchi, segni.
br. "Tutta la realtà che possiamo" mette in campo saperi diversi ed eterogenei per ripensare il rapporto tra realtà e finzione che è all'origine di ogni esperienza del senso. L'esigenza di questo ripensamento viene dalle riflessioni imposte dal ruolo sempre più marcato che le strutture prettamente finzionali del linguaggio delle marche e dell'immaginario mediatico, tipiche del capitalismo maturo, hanno assunto sia nell'impatto sulla realtà, sia nelle dinamiche che guidano la stessa produzione culturale. Si pensi alla pervasività dei messaggi comunicazionali che condizionano non solo i comportamenti d'acquisto, ma anche le stesse abitudini di pensiero, alla commistione sempre più stretta tra marketing e cultura, all'erosione dei confini tra reale e virtuale nei fenomeni di rimediazione o nell'epidemia informativa del Web, dove il successo di un trending topic non dipende dall'autorevolezza della voce ma dal suo portato di divulgazione, che rende pressoché irrilevanti l'autore, il referente esterno e persino l'oggetto stesso dei suoi contenuti. In questo senso, il libro si rivolge a chiunque sia arrivato a occuparsi di media, marketing e marche a partire da una formazione umanistica, utilizzando per studio o professione gli strumenti concettuali che i saperi occidentali, dalla filosofia alla semiotica, alla sociologia, ci hanno messo a disposizione. Postfazione di Serena Feloj.
Autori: Mohamed Bernoussi.
br. Umberto Eco ha raggiunto fama mondiale come romanziere, intellettuale pubblico, esperto di filosofia medievale, semiologo e studioso di letteratura, arte, storia. Ma, prima di tutto questo, è stato un grande maestro, all'università e fuori. Claudio Paolucci del professor Umberto Eco è stato uno degli ultimi allievi e suo collaboratore all'Università di Bologna. Ma, prima di tutto questo, è stato un ragazzo che nel 1997 si presenta al ricevimento docenti per mettere in dubbio alcune idee di 'Kant e l'ornitorinco'. "Quel professore, che era incidentalmente l'intellettuale italiano più famoso del mondo, passò ore e ore a discutere con un ragazzo di ventiquattro anni con un look che lo disturbava moltissimo". I pilastri del lavoro di Eco sono stati per decenni l'amore per i dubbi e la fiducia nella negoziazione, l'attitudine a gettare ponti tra idee, persone e istituzioni diverse, l'ironia e il riso come test dell'ordine esistente, ma anche la limpida vocazione alla didattica e alla ricerca. In questo libro, Paolucci tenta una prima ricognizione dell'eredità (filosofica, pubblica, umana e intellettuale) di Umberto Eco, mostrando le strette relazioni interne tra le sue differenti attività: la teoria semiotica e la pratica di romanziere, l'analisi dei mass media e l'amore per il Medioevo, il gusto per la barzelletta e la serietà con cui prendeva il suo lavoro di professore.
16°, mm 205x145, pp. 168, (4), brossura editoriale a due colori, titoli al piatto e al dorso, ottimo esemplare, ex-libris al contropiatto. Seconda edizione, 1100 esemplari, nostro n.711.
a cura di Bruno Latour, introduzione di Paolo Fabbri
br. Questo volume raccoglie una serie di conversazioni attorno al fenomeno della glossolalia, sviluppate da Michel de Certeau in dialogo con Paolo Fabbri e William Samarin. È il settembre del 1977 quando i tre studiosi si ritrovano a Roma per preparare i loro interventi in vista del seminario che avrà luogo l'anno successivo al Centro Internazionale di Semiotica di Urbino. Tale materiale, destinato inizialmente alla pubblicazione e rimasto fino a oggi inedito, viene per la prima volta riunito in un volume che prende il titolo dal saggio "Utopies Vocales, Glossolalies" in cui, qualche anno più tardi, De Certeau avrebbe rielaborato alcuni dei temi già presenti nei dialoghi del '77. "La presenza di Michel de Certeau in Italia", costante e attiva fino al 1982, oltre ad aver lasciato tracce di diverso tipo, dà conto di una fitta trama di connessioni tra l'Italia e la cultura contemporanea, soprattutto di area francese.
br. Questo volume raccoglie una serie di conversazioni attorno al fenomeno della glossolalia, sviluppate da Michel de Certeau in dialogo con Paolo Fabbri e William Samarin. È il settembre del 1977 quando i tre studiosi si ritrovano a Roma per preparare i loro interventi in vista del seminario che avrà luogo l'anno successivo al Centro Internazionale di Semiotica di Urbino. Tale materiale, destinato inizialmente alla pubblicazione e rimasto fino a oggi inedito, viene per la prima volta riunito in un volume che prende il titolo dal saggio "Utopies Vocales, Glossolalies" in cui, qualche anno più tardi, De Certeau avrebbe rielaborato alcuni dei temi già presenti nei dialoghi del '77. "La presenza di Michel de Certeau in Italia", costante e attiva fino al 1982, oltre ad aver lasciato tracce di diverso tipo, dà conto di una fitta trama di connessioni tra l'Italia e la cultura contemporanea, soprattutto di area francese.
1986100138490MANEY PUBL 1986 98 pages 15 2x1x22cm. 1986. Broché. 98 pages.
19713107840Hildesheim & New York: Georg Olms 1971. (6), 632 Seiten. Als Typoskript gedruckt. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
brossura L'autore analizza il rapporto che intercorre tra il marketing, i linguaggi pubblicitari e le sfere di dominio inerenti internet e le neuroscienze, secondo un'ottica di tipo semiotico, utilizzando cioè tale disciplina come "lente di ingrandimento" per l'analisi delle tematiche e delle problematiche legate agli specifici linguaggi settoriali delle comunicazioni finalizzate alla vendita di un bene e servizio in relazione alle nuove scoperte neuro scientifiche e all'uso della Rete e del web 2.0. La semiotica viene utilizzata come strumento atto a decodificare e decostruire gli specifici linguaggi settoriali utilizzati nel campo del marketing ed in quello della pubblicità al fine di comprenderne dall'interno le strutture soggiacenti e il loro funzionamento. Essendo, il marketing e la pubblicità, due sfere dell'umano che hanno una forte influenza da un punto di vista sociale e culturale, la semiotica si rivelerà un potente mezzo per lo studio e la comprensione di meccanismi di significazione: ciò permetterà di comprendere in modo più profondo alcune importanti dinamiche sociali contemporanee.
br. La società attiva forme più o meno esplicite di violenza, esprimendo paradigmi sessuali, economici, giuridici e religiosi, nelle arti figurative, nei social network, con le politiche finanziarie, ecc.: tutti gli strumenti che regolano il patto sociale. Condannare o tollerare la violenza è inutile perché la violenza è lo strumento principale con cui si ordina e si sovverte la società. Possiamo però capire la violenza e recuperare i suoi significati costruttivi, iniziando dal nostro modo di vivere in famiglia e di agire nelle istituzioni pubbliche.
LIGUORI 2008 280 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME IN OTTIME ED ECCELLENTISSIME CONDIZIONI Ci stiamo dirigendo verso forme di conflitto assai diverse da quelle cui la modernità ci aveva abituati. E gli attuali conflitti identitari, in particolar modo, le lotte per il riconoscimento, sollecitano una immaginazione “negoziale” in grado di andare oltre le tradizionali categorie politiche e sociali.Il libro di Germano Scurti elabora nuovi risvolti problematici che emergono assumendo il riconoscimento come concetto fondativo dell’identità e del legame sociale e mettendolo in relazione ai mutamenti della “geografia situazionale” della vita sociale così come affiorano da un’analisi storico-critica del concetto di visibilità, ovvero dei processi produttivi e riproduttivi che si svolgono nel contesto pratico della vita sociale, appunto nei media come territorio della vita quotidiana. L’iperrealtà della tesi della “fine della storia” (Fukuyama) ha negli ultimi anni amplificato l’urto tra l’Occidente e il resto del mondo, chiamando in causa nuove forme del conflitto. Ci stiamo dirigendo in effetti verso forme di conflitto assai diverse da quelle cui la modernità ci aveva abituati. E gli attuali conflitti identitari, in particolar modo, sollecitano una immaginazione “negoziale” in grado di andare oltre le tradizionali categorie politiche e sociali.
2012 n° 9 : visualisation et mathematisation. Revue de semiotique visuelle. Brossura
15502Seuil, Le Robert, 2004 - Fort et pondéreux In-4°, reliure à la manière d'un dictionnaire, solide cartonnage blanc sobrement titré et élégant, XIII-1531 pages, très sérieux travail de révision lexicographiques, importantes annexexes in fine ( 1417-1523 ), dictionnaire raisonné.
In-8 (Cm 24 x 17), pp. 49 brossura editoriale. Collana Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni 303-304-305 Aprile, Maggio, Giugno 2000 serie F (Semiotiche visive e audio-visive). OTTIMO - Esquisse di una teologia della voce in Grecia antica - Voci in Paradiso - Voci animali e animalità della voce - La voce lacaniana: desiderio, appello, angoscia.
Mm 140x220 Collection "Guides Repères". Nouvelle édition. Brossura editoriale di 191 pagine. Esemplare in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
AA.VV. VS - Versus quaderni di studi semiotici (maggio-dicembre 1983). , Bompiani 1984, Copertina flessibile sporca e con segni d'uso ai margini; Tagli bruniti; Pagine ingiallite. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 222<br>
OTTIMO STATO
OTTIMO STATO
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