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vii + 373pp.with ills., 24cm., previous owner's name on front endpaper, hardcover (cloth), VG
69pp., 23cm., Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung der Doktorwürde bei der Hohen Philosophischen Fakultät der Rheinischen Friedrich Wilhelms-Universität zu Bonn), stamp at verso of title page, text is clean and bright, F113062
ALFREDO GUIDA AGE 1998 FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. "L’inverno epocale", una ’’radicale critica ecologica del presente’’, ma anche molto di più. Un appello alla ’’svolta’’, pensata al di là degli schemi semplicistici e riduttivi del ’’cambio di paradigma’’, un richiamo a quel ’’ripensamento’’ radicale che può sottrarci alla crisi, a quella ecologica in senso stretto, ma anche e soprattutto alla crisi della modernità in generale, che è pur sempre ecologica, ma in un senso esteso, in quanto crisi dell’abitare, perdita della terra. L’inverno, in tal prospettiva, è l’immagine della mancanza e della estraneità, quel congelamento macchinale del linguaggio, ridotto a mero vettore di ideologie ed istruzioni tecniche, che va superato nel ’’riaccordo’’ col mondo delle cose e delle parole. La svolta è dunque ricerca di una consonanza, un’apertura che si trattiene dal prendere possesso, rispettosa e premurosa nei confronti del mondo che le corrisponde in un dialogo essenziale, privo di hybris e sereno. Hanspeter Padrutt, nato nel 1939 a Zurigo, dove lavora come psichiatra e psicoterapeuta, è fautore dell’impostazione fenomenologica in psicologia, quell'analisi esistenziale, di cui è uno dei maggiori rappresentanti. Oltre a ’L’inverno epocale’, suo primo libro, è apparso nel 1992 ’Eppur si muove. Parmenide nell'inverno epocale’, opera dedicata al poema del filosofo di Elea a partire dalla prospettiva estremamente attuale inaugurata nel presente testo. Hanspeter Padrutt, nato nel 1939 a Zurigo, dove lavora come psichiatra e psicoterapeuta, è fautore dell’impostazione fenomenologica in psicologia, quell'analisi esistenziale, di cui è uno dei maggiori rappresentanti. Oltre a ’L’inverno epocale’, suo primo libro, è apparso nel 1992 ’Eppur si muove. Parmenide nell'inverno epocale’, opera dedicata al poema del filosofo di Elea a partire dalla prospettiva estremamente attuale inaugurata nel presente testo. Indice Introduzione I. Manca ai verdi una visione del mondo? II. L’incalzante macchinocrazia III. Il canto dell’inverno epocale IV. Winston Smith ed il fiore dell’evento V. Un prato è un prato VI. Quando il verde vuole sbocciare Una postfazione dopo 14 anni Indice dei nomi Parole e frasi comuni acidi nucleici addirittura allora animale ascolta atomica biologia bisogno calcolo Cartesio caso certo chiaramente cibernetica cielo computer comune concetto connessione dell'essere dell'evoluzione dell'im-posizione dell'inverno epocale dell'uomo depressione divenutodominio ecologica energia Erich Fromm esempio esso evoluzionista fenomenologia filosofia fiori fìsica fondamentale fondo Franz Schubert Friedrich Nietzsche Fromm fronte Goethe hybris Karl Marx Konrad Lorenz L'incalzante L'Inverno epocale l'uomo lascia Lied macchina macchinocrazia maniera Martin Heidegger Marx meccanica meccanica quantistica mente misura moderno mondiale natura nazionalsocialismo neolingua nucleare nuovo oggi parla parlò Zarathustraparola pensare pensiero Platone poesia posizione possiamo possibile potrebbe prato principio proprio psicologia rationale rebbe riaccordo riduzione rimane Rudolf Steiner sarebbe scienza sedia pieghevole Segnavia senso siamo significa signor H singolo soggettivismosoggetto stella cadente storia struttura strutture dissipative suono sviluppo svolta tecnica teoria terra umano uomini vedere verso il linguaggio VIAGGIO INVERNALE viandante viene visione del mondo visione-del-mondo vivente
Bologna, Il Mulino, 1965, in-8, brossura editoriale, pp. XXVI, 402, [2]. "Saggi", 50. Ottime condizioni.
240pp., dans la série "Publications de la Faculté des Lettres de l'Université de Strasbourg" Fasc.68, 26cm., brochure originale, pages toujours non coupées, bon état, F18861
xx + 526pp., 23cm., br.orig., qqs.rousseurs (texte toujours très bien lisible), bon état, T82779
br. Raccogliendo per la prima volta le recensioni giornalistiche agli scritti leibniziani apparse sugli "Acta Eruditorum" di Lipsia, uno dei primi periodici scientifici europei, il volume si presenta come un'inedita introduzione antologica al pensiero filosofico e scientifico di G. W. Leibniz, vale a dire un filo nel labirinto dei saperi e delle controversie che animarono la sua straordinaria biografia intellettuale. Favorito dall'anonimato oltreché dalla complicità di un allievo fidato (C. Wolff), il filosofo di Hannover ha avuto in più occasioni l'esigenza di tornare sui propri passi; se nell'autorecensione viene meno il riferimento a un interlocutore, degno di encomio o di biasimo, allora si è trovato al cospetto di sé medesimo, riflesso dall'opera. I documenti che compongono Leibniz allo specchio non solo chiariscono dunque una lucida strategia di divulgazione delle idee nella République des Lettres, ma - in virtù della traboccante ricchezza dei problemi affrontati (dalla logica combinatoria alla farmacopea, dal diritto naturale alla geogonia, dalla storia istituzionale del Sacro Romano Impero all'impianto apologetico della teodicea), rendono anche piena giustizia alla vocazione enciclopedica del pensiero leibniziano, in parte tradita dalla storiografia più influente.
ricco di illustrazioni, 380 pagg in ottimo stato, con copertina leggermente macchiata Brossura
br. Nella teoria della conoscenza di Leibniz, la percezione corrisponde alla pura sensibilità ed è apprensione oscura, incosciente dei dati, al contrario l'appercezione è la coscienza delle percezioni che ci permette di passare gradualmente dall'oscurità alla chiarezza dell'intelletto. Nel fluire del tempo della nostra esistenza, sperimentiamo una molteplicità di percezioni, a volte poco intense, da sfuggire alla piena coscienza e consapevolezza del nostro io: vi è un continuo dinamismo tra ciò che è oscuro, potenziale, inconscio e l'orizzonte di una conoscenza che progressivamente acquisirà un senso e un significato più chiaro, profondo, autentico, cosciente, consapevole. Le nostre percezioni sono accompagnate da un processo soggettivo-riflessivo-cognitivo: l'appercezione è il fondamento ultimo della coscienza e dell'io. Questo significato viene ripreso e rielaborato da Kant che definisce l'appercezione pura quell'io penso che «deve poter accompagnare tutte le nostre rappresentazioni», costituendo l'unità pura, originaria, sintetica dell'appercezione trascendentale.
Prefazione di Carlo De Frede LIGUORI 1990 356 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO Genoveffa Palumbo Genoveffa Palumbo Professore a contratto presso l´Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha fatto parte del direttivo della Società Italiana delle Storiche e della commissione ministeriale su Genere, generazione e culture delle differenze. Per i nostri tipi ha pubblicato un libro sui catechismi e le immagini dei peccati (Speculum peccatorum, 1990). Tra i suoi ultimi lavori una ricerca compiuta per la Rai-Eri (Giubileo Giubilei, 1999) che ha ricevuto la menzione speciale al premio internazionale Ostia. Carlo De Frede Carlo De Frede, già professore di storia moderna nell´Università “l´Orientale”, ha dedicato la massima parte delle sue ricerche a Napoli, sua città natale, conosciuta per assiduo e scientifico studio e partecipazione emotiva alla sua vita passata e presente. Ha pubblicato con la Casa Editrice Liguori un libro su Galeazzo di Tarsia (1991) e un altro su Il Decumano Maggiore (2005), che è la rappresentazione storica della più importante strada di Napoli dall´antichità al secolo XVII. Tra le altre sue pubblicazioni: Religiosità e cultura nell´Italia del Cinquecento (1999) e Cristianità e Islam tra la fine del Medio Evo e gli inizi dell´Età Moderna (2002).
A cura di: G. Auletta EDITORI RIUNITI 1997 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, TIMBRO "E. R." AI TAGLI BASSI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PARI AL NUOVO Genevieve Rodis Lewis, professore emerito della Sorbona, si è dedicata, a partire da L'inconscient et le cartéstanisme (1950), allo studio della personalità e del pensiero di Cartesio, indagandone in particolare la metafisica, la morale e l'antropologia. Questa biografia rappresenta un approdo senza dubbio definitivo nello studio de Cartesio uomo e pensatore. Cartesio visse gran parte della sua vita in disparte, spesso all'estero, fuggendo gli inconvenienti di una popolarità che lo disturbava. Ripercorrendone le vicende biografiche - dagli anni di collegio all'arruolamento nell'esercito olandese, dalle vicissitudini sentimentali alla scoperta della matematica, ai rapporti con i grandi del suo tempo. Geneviève Rodis-Lewis ci restituisce tutto il fascino e la complessità dell'umo che ha lasciato in eredità ai moderni l'unificazione delle scienze attraverso il metodo, di colui che. come riconobbe Hegel ha ripreso interamente le cose dall'inizio.
Mm 135x195 Collana "Il pensiero moderno"; introduzione e note di Augusto Guzzo ed appendice di due Lettere Filosofiche inedite. Brossura editoriale di pagine xii +312. Volume in discrete condizioni, con firma in fondo all'indice; copertina sfilacciata. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
pp. 321, cm 18x11, brossura, I Filosofi.
Classici della filosofia moderna VIII, II
Classici della filosofia moderna XVII
Mm 175x255 Volume di pp. 727, cartonato rigido, con 34 figure in bianco e nero nel testo. Proceedings of the third conference of the international society for the study of time Alpach-Austria. Ex-libris al contropiatto anteriore, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 175x255 Volume di pp. 286, cartonato rigido, con 26 figure in bianco e nero nel testo. Papers from the Fourth Conference of the international Society for the Study of time, Alpbach-Austria. Ex-libris al contropiatto anteriore, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 110x220 Collana "Le Génie du Philosophie". Brossura originale, 103 pagine. Testo in lingua francese - french text. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 130x200 Brossura editoriale di pagine 399. Volume in discrete condizioni, presenta scritte e sottolineature a matita che non pregiudicano la lettura. Le pagine del sommario hanno bordi sfilacciati. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Con i suoi studi sulle lingue storico-naturali e sui linguaggi artificiali, Leibniz è tra i filosofi che più hanno segnato la storia del pensiero linguistico. Ma come si articolano questi molteplici interessi nel sistema della filosofia leibniziana? Il volume propone una chiave di lettura unitaria: rileggere i testi di Leibniz sui segni e sul linguaggio a partire dalla sua teoria della conoscenza, e precisamente dalla nozione di pensiero cieco o simbolico. Presenti nell'opera del filosofo fin dai primi scritti, le riflessioni sulla cogitatio caeca, che usa parole e segni al posto di idee, rappresentano per molti aspetti una svolta rispetto al modo in cui tradizionalmente era concepito il rapporto tra pensiero e linguaggio. Si tenta qui di ricostruire i lineamenti di questa teoria, mettendone in luce la presenza, più o meno nascosta, in ambiti speculativi apparentemente molto distanti: dalle prove dell'esistenza di Dio agli interrogativi morali, dalla costituzione degli oggetti materiali al problema della certezza e della fondazione del sapere. Matteo Favaretti Camjosampiero (Venezia 1974) ha studiato filosofia all'Università di Venezia, dove sta ora terminando il dottorato di ricerca. È autore di interventi su Locke, Leibniz e Wolff. I suoi interessi sono rivolti alla riflessione filosofica sul linguaggio tra Seicento e Settecento.
234pp., cart. (spine in cloth), 23cm., in the series "Beiträge zur ökumenischen Theologie" vol. 11, Very good, R63532
In 8°, br. edit., pp. 286,(2); coll. "Storia universale della filosofia 11"; lieve brunitura ma copia molto buona, molti fogli ancora chiusi. (LU015) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Milano, Fratelli Bocca 1946, 287pp., in the series "Storia universale della filosofia" Vol.11, good condition, F20976
br. Consacrato a Leibniz, ma dedicato a investigare i più diversi aspetti della cultura barocca, dall'estetica alla metafisica, dal costume alla pittura, questo libro cerca di definire, attraverso la metafora della "piega", il costituirsi dell'anima e dell'esperienza moderna. La piega ha sempre caratterizzato l'arte, ma caratteristico del Barocco è replicarla all'infinito. Se la filosofia di Leibniz è filosofia barocca per eccellenza è perché in essa tutto si spiega, si dispiega, si ripiega. Per scoprire l'essenza del neobarocco moderno Deleuze segue la storia della piega infinita in tutte le manifestazioni artistiche: nella poesia di Mallarmé, nel romanzo di Proust, nell'opera di Michaux, nella pittura di Hantaï.
69pp., br.orig., 23cm., petit coin détaché de la couvert., extrait de la "Revue belge et étrangère", cachet sur br., non coupé, F63500