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br. Henri Bergson concepiva l'insegnamento come un tutt'uno con l'elaborazione delle sue opere. Il corso tenuto al Collège de France nel 1902-1903, tradotto interamente in italiano, era dedicato al concetto di tempo nella storia della filosofia. In queste lezioni Bergson si confronta con Platone, Aristotele, Plotino, Galileo, Descartes, Spinoza, Leibniz, Newton e Kant. Nel cuore della metafisica occidentale il filosofo francese intravede una fondamentale negazione del tempo, impropriamente considerato come imitazione e riduzione di un'originaria eternità, inattingibile nell'immediato e esperibile solo per il tramite di un apparato simbolico. Alla luce di questa paradossale "falsa partenza" del pensiero occidentale, Bergson indica nella storia della metafisica la costante riproposizione dei suoi errori fondativi; ma vi intravede anche l'inesorabile cammino concettuale che, progressivamente, riconduce il tempo alla sua natura psicologica, quella della durata. Prefazione di Rocco Ronchi e postfazione di Camille Riquier.
br. Henri Bergson concepiva l'insegnamento come un tutt'uno con l'elaborazione delle sue opere. Il corso tenuto al Collège de France nel 1902-1903, tradotto interamente in italiano, era dedicato al concetto di tempo nella storia della filosofia. In queste lezioni Bergson si confronta con Platone, Aristotele, Plotino, Galileo, Descartes, Spinoza, Leibniz, Newton e Kant. Nel cuore della metafisica occidentale il filosofo francese intravede una fondamentale negazione del tempo, impropriamente considerato come imitazione e riduzione di un'originaria eternità, inattingibile nell'immediato e esperibile solo per il tramite di un apparato simbolico. Alla luce di questa paradossale "falsa partenza" del pensiero occidentale, Bergson indica nella storia della metafisica la costante riproposizione dei suoi errori fondativi; ma vi intravede anche l'inesorabile cammino concettuale che, progressivamente, riconduce il tempo alla sua natura psicologica, quella della durata. Prefazione di Rocco Ronchi e postfazione di Camille Riquier.
ill. Il Saggio è rivolto alla domanda metafisica: domanda sul senso, sul valore, sulla razionalità ultima della vita. E tuttavia come tentare una risposta se non andando a fondo nella struttura stessa del domandare? Con questo motivo a ritroso, Bontadini si colloca ad un tempo nell'alveo del pensiero moderno e ne riconosce il punto metodologico di rigore: l'attenzione all'orizzonte della coscienza, quale primalità indubitabile del pensiero, costituisce in definitiva la via per una fondazione metodologica della stessa domanda sull'essere.
brossura L'Introduzione alla metafisica ha una posizione centrale nello svolgimento del pensiero di Heidegger, giacché è il primo documento ampio e organico della "svolta" seguita a Essere e tempo e riprende e sviluppa quel compito di una "distruzione della storia dell'ontologia" di cui Essere e tempo aveva parlato. E proprio nello sforzo di recuperare i termini originari del problema dell'essere di là dal suo presentarsi in formule cristallizzate, solo apparentemente "ovvie", Heidegger incontra in tutta la sua portata l'importanza del linguaggio, che costituisce il tema essenziale delle sue opere più recenti. Questo testo ha dunque l'intento di rimettere in questione le categorie base che da secoli costituiscono lo sfondo comune della filosofia occidentale partendo dalla stessa grammatica ed etimologia della parola "essere". La storia di questa parola, lungi dall'essere solo un campo di indagini specialistiche senza effettivi riflessi pratici, coincide per Heidegger con il destino stesso del nostro mondo, quello della "civiltà occidentale" allargatasi ormai a coprire l'intero pianeta. Un'opera decisiva per la comprensione del significato del pensiero heideggeriano e, in generale, degli sviluppi ontologici dell'esistenzialismo.
br. I legami della filosofia con il teatro sono antichi e profondi. Risalgono all'origine stessa della prima forma di lògos occidentale, nella Grecia antica: il dià-logos platonico. La parola greca théatron ha una radice molto chiara, dal verbo theàomai «guardare», «contemplare», che la avvicina alla filosofia in quanto «teoria» del mondo. Théatron è il luogo dell'ammirazione, da cui il termine theorìa, parola chiave della filosofia: contemplazione della mente, considerazione, meditazione, studio, riflessione sulle cose della vita. Il teatro e la teoria (filosofica) hanno una radice linguistica comune, una radice che è, in primo luogo, antropologica. Di tutte le arti, l'arte drammatica è infatti quella più mescolata con la trama, anzi con l'intrigo della vita umana. È vita in azione, messa sotto gli occhi dell'uomo che così si contempla e afferra il senso del proprio agire, del proprio patire, del proprio godere, del proprio essere. In questo libro s'indagano le varie commistioni tra il mimetismo teatrale, il teatro come forma d'arte primordiale e la riflessione filosofica che ne ha fatto un uso costante e originale, anzitutto in epoca moderna.
EDITORI RIUNITI 1992 XIV-179 PP. SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE ABRASIONE (COME DA FOTO), VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
21110Milano, Università cattolica del sadro cuore, Vita e pensiero, 1994. In-8 (220x160mm) broché, 291 p. Quelques petites marques au crayon à papier, facilement effaçables. Très bon état général.
LA CITTà DEL SOLE 1998 244 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
La Città del Sole 1997 208 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Interpretazioni fenomenologiche di Aristotele è il titolo di uno schizzo programmatico, noto anche come Natorp-Bericht, scritto nel 1922 da Martin Heidegger nella prospettiva di una convocazione come professore ordinario, prima all'università di Marburgo e poi di Gottinga. Il testo, disperso durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato ritrovato e pubblicato, la prima volta, nel centenario della nascita del suo autore, nel 1989. La traduzione qui presentata è realizzata sulla base dell'edizione critica del tiposcritto di Heidegger, nel frattempo ritrovato presso l'archivio di Marbach, dove è conservato il Nachlass dell'autore. Seguendo il filo conduttore della problematica originaria dell'effettività, lo schizzo rappresenta una prima sintesi di quel percorso di pensiero in vista della determinazione dell'idea di filosofia, avviato nelle lezioni universitarie del primo periodo friburghese (1919-1923) e offre - secondo le parole stesse dell'autore - «un contributo ad una storia dell'ontologia e della logica» attraverso un'interpretazione fenomenologica del pensiero di Aristotele. Martin Heidegger (1889-1976) ha insegnato a Friburgo e a Marburgo. Attraverso la ripresa della questione dell'essere", ha sottoposto a radicale interrogazione l'intera tradizione filosofica dell'Occidente, contribuendo alla determinazione della filosofia come fenomenologia, come ermeneutica e come ontologia. La sua opera più nota è Essere e Tempo (1927), ma l''edizione completa dei suoi scritti, avviata già nel 1975, prevede uno sviluppo complessivo di 102 volumi. Questa edizione del commento di Martin Heidegger alla filosofia di Aristotele presenta differenze rilevanti con l'edizione pubblicata nel 1989 ed è arricchita dall'introduzione di Anna Pia Ruoppo. Si tratta di un testo offerto allo studioso di filosofia teoretica perché in esso il filosofo tedesco realizzò una prima, ma già precisa, sintesi della problematica originaria dell'effettività, successivamente approfondita nelle lezioni universitarie del primo periodo friburghese (1919-1923). This year's comment of Martin Heidegger to the philosophy of Aristotle presents significant differences with the edition published in 1989 and is enriched by the introduction of Yida Rajmohan. This is a text to be offered to the scholar of theoretical philosophy because the German philosopher made a first, but precise, summaries of original issue of effectiveness, then deepened in University lectures of the first Canton (1919-1923). Descrizione bibliografica Titolo: Interpretazioni fenomenologiche di Aristotele. Elaborazione per le facoltà filosofiche di Marburgo e di Gottinga (1922) Titolo originale: Phänomenologische Interpretationen zu Aristoteles: Einführung in die phänomenologische Forschung Autore: Martin Heidegger Cura e traduzione dal tedesco di: Anna Pia Ruoppo Postfazione all'edizione tedesca di: Gunther Neumann Con un saggio di: Günter Figal Editore: Napoli: Alfredo Guida, Dicembre 2005 Lunghezza: 155 pagine; 17 cm ISBN: 887188972X, 9788871889726 Collana: Segnavia Soggetti: Filosofia Antica, Filologia, Metafisica, Fenomenologia, Ontologia, Ermeneutica, Opere generali, Aristotele, Socrate, Lezioni universitarie, Corsi, Seminari, Critica, Interpretazione, Novecento, Logica, Nietzsche, Metafisica, Vattimo, Differenza, Nous Praktikos, Franco Volpi, Coscienza, Temporalità, Esistenzialismo ontologico e fenomenologico, Fenomenologia, Husserl, Friburgo, Jaspers, Von der mannigfachen Bedeutung des Seienden nach Aristoteles, Essere e tempo, Scetticismo, Philosophy, Phänomenologische Interpretation ausgewählter Abhandlungen des Aristoteles zu Ontologie und Logik, Anzeige der hermeneutischen Situation, Natorp-Bericht, Lutero, Luther, Ermeneutica, Platone, Parmenide, Wahrsein und Dasein, Aristoteles, Ethica Nicomachea, Scritti giovanili, Metaphysik, Metaphysics, Difference, Conscience, Relativismus, Erkenntnistheorie, Sorgen, Skeptizismus, Welt, Erkenntnistheorie, Explikation, Lebens, Faktizität, Ancient Philosophy, Philology, Socrates, Ontology, Temporality, Ontological and phenomenological existentialism, Phenomenology, Fogli sparsi, Appunti, Scattered sheets, Notes, Libri Vintage fuori catalogo, Saggi, Out of print Books, Essays, Corsi friburghesi 1928–1944, Umgehen, Auslegen, Gottinga, Fisica, Hans-George Gadamer, Scritto teologico giovanile, Göttingen, Riferimento, Consultazione, Liberi rari, Collezionismo, Studi filosofici, Reference, Consultation, Rare Freedoms, Collecting, Philosophical Studies Parole e frasi comuni Aristotele autentico base carattere essere caratterizza chiarificazione compimento comprensione compreso concetto concreta conoscenza critica custodia decisivo effettività interpretazione determinato direzione diverso domanda effettiva ermeneutica esplicito Etica evidenza fenomenologica filosofia Gadamer generale Husserl Integrazione scritta interpretazione ente oggetto lettera logica mano margine manoscritto Marburgo misura momento mondo motilità motivi movimento Natorp oggetto ontologica opóvnois originaria passato pensiero percepire pratica presente principio problematica pubblicazione puro radicale regione relazione ricerca riferimento sapere scritta seguito senso sguardo significato situazione storia storico struttura tematico temporalizzazione tendenza teologia teoretico testo Tiposcritto Misch tradizione umana
br. Emmanuele Morandi ha sempre creduto e testimoniato che la dimensione più autentica della ricerca filosofica è quella di una comunità che si raccoglie attorno ai "problemi" che fondano i saperi: alla luce di ciò, si comprende il senso dei suoi sforzi tesi a generare assieme ad altri delle "comunità" che resistessero allo scorrere corrosivo del tempo, e al susseguirsi frenetico delle altre cose "da fare". Mai persuaso da un'idea che esaurisce il ruolo dell'intellettuale identificandolo con l'individuo "produttore" di saperi - "misurato" e "valutato" attraverso logiche amministrative e tecnocratiche, e sulla base delle soluzioni o dei "risultati" che è in grado di fornire - Emmanuele ha sempre cercato piuttosto di ricreare il proprio "spazio pubblico" e il proprio "raggio di azione" come monastero in cui la povertà di mezzi fosse compensata dal ritrovato legame tra "conoscenza" ed "amicizia". Questo volume, che coinvolge molti degli amici e delle amiche incontrati lungo il suo cammino, va quindi letto tanto nella dimensione dell'affettuoso ricordo, quanto nella prospettiva dei differenti legami di amicizia che, proseguendo il dialogo con Emmanuele, ascoltano, vivono e testimoniano un amore per il sapere capace di ardere senza temere nulla, in grado di rivestire di sé luoghi, persone e relazioni.
ill., br. La comprensione della necessità di un ritorno al vincolo del mistero che, in fondo, è riconsiderazione della configurazione della ragione in forma di risposta a un appello - e per questo incapace di un'autentica sovranità - costituisce il filo conduttore di tutto il testo. La minuziosa disamina degli snodi fondamentali del testo narrativo di Hoffmann fa tutt'uno con la successiva parte che costituisce il volume, e nella quale il venire alla luce della falsa autonomia moderna trova la sua fondazione filosofica attraverso un interessante, e lucido, rimando tra le posizioni di Heidegger, Girard e Maritain. Si potrebbe quasi giungere ad affermare che Bigini utilizza la continua triangolazione di questi tre autori come una chiave interpretativa basilare capace di mostrare non solo la verità del testo hoffmaniano in contrapposizione ad alcune precedenti interpretazioni, ma anche il suo dispiegarsi nella forma di una critica che è possibile comprendere solo attraverso la comparazione tra le due possibili dinamiche esistenziali - una fondativa e l'altra degenerativa - della trascendenza e dell'autonoma immanenza.
br. Giordano Bruno arriva a Londra nella primavera del 1583. Al termine della sua esperienza inglese, in meno di tre anni, scrive e pubblica un numero impressionante di volumi: tra il 1584 e il 1585 vengono infatti dati alle stampe La Cena de le Ceneri, il De la Causa, principio et Uno, il De l'infinito, Universo et Mondi, lo Spaccio de la Bestia trionfante, la Cabala del cavallo Pegaseo e il De gl'heroicì furori. Sono i Dialoghi metafisici che, come giustamente è stato detto, rappresentano degli "autentici capolavori del pensiero europeo". E sono le dottrine cosmologico-metafisiche e religiose lì esposte che costeranno a Giordanno Bruno l'arresto, la carcerazione e il rogo. È una filosofia dell'infinito portata all'estremo, cui fa eco un utilizzo altrettanto spregiudicato della magia naturalis, sia a livello teoretico sia pratico.
br. L'indagine si rivolge inizialmente alla filosofia di Martin Heidegger e porta alla luce la profonda contraddittorietà della sua base teoretica. Si interroga allora sul fondamento del successo di tale pensiero, che benché gravato dalla contraddizione è tra i più studiati e seguiti del novecento. Da qui l'ampliamento della ricerca e il suo rivolgersi alla direzione fondamentale della filosofia contemporanea, alla sua essenza e alle sue radici, che affondano nel modo in cui la filosofia da Platone in poi ha concepito l'ente quale sintesi tra la determinazione (ciò che) e il suo essere (è). Rilevando che la concezione dell'ente come diveniente presuppone da ultimo che la determinazione (ciò-che) in sintesi con l'essere consista in una struttura o unità relazionale dinamica di momenti, l'indagine mette a nudo la logica che pensa l'ente come essenzialmente diveniente - in questo libro definita "separante" - e risponde a questioni di grande rilievo teoretico: come mai la determinazione separata dall'essere non è riconosciuta come nulla e perciò come autocontraddizione di essente-niente? E come mai il problema del nulla assoluto viene sostanzialmente accantonato fino a Hegel incluso per ripresentarsi potentemente all'interno del pensiero (filosofico e non) contemporaneo?
br. Questa raccolta si propone di restituire i tratti storico-culturali e teorici dell'opera di Husserl attraverso tre percorsi che ricalcano i principali momenti della carriera cinquantennale del filosofo tedesco. Nel periodo di Halle cerca, e trova, un'impostazione nuova e originale di pensiero, quella fenomenologica, capace di evitare sia lo psicologismo sia il logicismo; a Gottinga elabora il metodo della riduzione fenomenologica e dell'intuizione d'essenza, e tenta la costruzione di un'ontologia fenomenologica del mondo; mentre a Friburgo approfondisce il tema della temporalità e affronta il problema della struttura del mondo-della-vita e della teleologia della storia. Un itinerario grazie al quale si vede come Husserl persegua il proprio ideale - quello della fenomenologia, cioè della filosofia come scienza rigorosa -, ne elabori il programma e cerchi di realizzarlo, ma anche lo approfondisca e lo difenda, sia pure paradossalmente, come un valore quando, convinto di aver posto un vero inizio, lo vede radicalmente minacciato nell'esistenza storica.
br. Da sempre l'umanità ha inventato rappresentazioni di Dei. Ma l'invenzione non è mai solo un prodotto della fantasia. L'inventare è sempre anche un trovare. Persino le più improbabili invenzioni sono costruite con spezzoni di ciò che si è trovato nell'esperienza effettiva. Che cosa c'è nella stessa esperienza che spinge a concepire qualcosa di "trascendente" che in teoria dovrebbe essere il contrario dell'esperienza? Questo libro delinea una prospettiva ispirata dall'insegnamento di Husserl e di Merleau-Ponty, ma anche di Hegel, di Deleuze e di Pareyson: autori certo non omologabili fra loro ma che in vario modo inducono a pensare il "trascendente" quale proprietà essenziale dell'esperienza, e non come l'"al di fuori" di essa. Giacché l'esperienza è il vissuto del tempo: essa riguarda gli eventi, che non sono semplici fatti perché l'apparire in superficie del fatto lascia trasparire uno sfondo inesauribile il cui spessore dipende dall'intenzione dell'osservatore di andarci a fondo. Il vissuto - in trasparenza - dello sfondo compreso nell'evento, la percezione della sua proprietà "trascendente", suscita la costruzione di immagini che diventano, fra l'altro, le invenzioni di Dio. L'esperienza dell'evento è l'origine non religiosa della religione.
traduzione di Giampiero Posani LIGUORI 1978 144 PP. FONDO DI MGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
1995100137844Cornell University Press 1995 277 pages 15 2x22 7x2cm. 1995. Broché. 277 pages.
199649139ABStuttgart, Berlin, Köln, Verlag W. Kohlhammer, 1996. 24 cm, 212 Seiten, kartoniert. Kanten leicht berieben, gut erhalten. Münchener philosophische Studien, Neue Folge, Band 12.
19648268CBReinbek bei Hamburg, Rowohlt Verlag (= Rowohlt-Paperback 40), 1964. 8°, 198 S. mit Rundumblauschnitt, illustr. original Kartonage (Paperback), deutsche Erstausgabe untere Ecke des Einbanddeckels mit Knickspur, Einband minimal berieben und nachgedunkelt, sonst schönes, sauberes Exemplar (Re08)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, FIORITURE, LIEVE BRUNITURA. MAI SFOGLIATO. RARO. Per l'intelligenza del pensiero orteghiano qui analizzato nella dimensione storico-filosofica nel tentativo di dar forma orteghiana e sistematica al suo itinerario culturale-circostanziale è fondamentale considerare l'idea della filosofia, incentrata nell'originale teoria della ragion vitale e storica. La filosofia, nel periodo giovanile, è intesa come ricerca rigorosamente scientifica sull'universo della cultura; nella riflessione antropologica si configura come indagine sull'uomo, animale fantastico e ideologico tecnologico; nella svolta «ontologica» perviene alla fondazione della realtà radicale della vita umana circostanziale in opposizione sia all'idealismo, sia al realismo; per approdare, infine, a quel «radicalismo» in cui si nega, alla luce della ragion storica, la presenza di strutture permanenti nell'uomo, con la conseguente fine della metafisica e del conoscere logico razionale, senza che ciò comporti, però, estremismi mistico-irrazionalistici. Pur con queste diverse prospettive, Ortega tuttavia costantemente sottolinea come l'occupazione filosofica-drammatica e ludica ad un tempo, non diversamente dalla vita umana è un'idea o sistema di «idee» create dal l'uomo, allorché non sono più vigenti determinate «credenze» per vivere, cioè, per sapere a che cosa attenersi in modo certo e sicuro in una determinata congiuntura storico-sociale. L'indagine sulla realtà della vita comporta inevitabilmente una riforma della filosofia e del pensare, poiché la ragion vitale e storica presuppone: un nuovo approccio epistemologico-ermeneutico incentrato sulla verità come verità vitale e prospettiva una diversa concezione antropologica - per cui l'uomo non è natura, né animale razionale, ma è biografia e storia in perenne divenire; un'ontologia dinamica - che rifiuta la metafisica classica ed eleatica dell'essere come identità statica e sostanza; allo scopo di interpretare la propria circostanza e salvarsi in essa. Armando Savignano, docente di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo, ha dedicato le sue ricerche alla filosofia morale ed alla filosofia della religione. Tra i suoi scritti ricordiamo: Psicologismo e giudizio filosofico in M. Heidegger, X. Zubiri, J. Maréchal, La Garangola, Padova 1976, J. Maréchal. Filosofo della religione, Benucci, Perugia 1978; H. Bremond. Preghiera-poesia e filosofia della religione, Benucci, Perugia 1980. Ha curato, infine: J. Ortega Y Gasset, Idee per una storia della filosofia, Sansoni, Firenze 1983. Informazioni bibliografiche Titolo: José Ortega y Gasset: la ragion vitale e storica Autore: Armando Savignano Editore: Firenze: Sansoni, 1984 Descrizione fisica: 262 pagine; 21 cm Collana: Nuovi saggi Soggetti: Ortega y Gasset, José, Filosofia spagnola, Pensiero orteghiano, Cultura, Epistemologia, Ontologia, De Unamuno, Ideologia tedesca, Relazioni, Spagna, Esistenzialismo, Critica, Idealismo, Dilthey, Materialismo storico, Dinamica storica, Sociale, Politica spagnola, Rapporto minoranze-masse, Antropologia, Logica, Radicalismo, Pedagogia, Utopia, Vita umana, Husserl, Heidegger, Meditazioni, Saggi filosofici, Libri Vintage fuori catalogo, Storia, Storicismo, Storiografia, Metafisica, Ideologie politiche, Missione dell'università, Novecento, Spanish Philosophy, Thought, Culture, Epistemology, Ontology, German Ideology, Relations, Spain, Existentialism, Criticism, Idealism, Dilthey, Historical Materialism, Historical, Social Dynamics, Spanish Politics, Minority Relationship- masses, Anthropology, Logic, Radicalism, Pedagogy, Human life, Meditations, Philosophical essays, Vintage books out of print, History, Historicism, Historiography, Metaphysics, Political ideologies, University mission, Twentieth century Parole e frasi comuni autenticità base biologica CALIFORNIA carattere circostanza concetto coscienza credenze critica cultura essere differenza dinamica filosofo spagnolo fondamentale forma funzione generazione Heidegger idee individuale individui influsso intellettuale interpretazione uomo libertà LIBRARY logica luce Madrid Marías masse metafisica metodo minoranze momento mondo morale natura opera ORRINGER passato pensare pensiero personale politica pone posizione possa possibilità potere presente progetto pura ragion storica vitale rapporto razionalismo reale realtà radicale ricerca riferimento riflessione rigorosamente scienza scritti secolo senso sentimento sistema sociale società soggetto spirito storia struttura superare tema teoria termine tesi umana Unamuno universale UNIVERSITY verità visione vivere
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Tra etica ed estetica Autore: Francesco Gallo Editore: Palermo: Arnaldo Lombardi, 2000 Lunghezza: 152 pagine; 20 cm ISBN: 8872600928, 9788872600924 Collana: Volume 3 di Percorsi Soggetti: Filosofia, Estetica, Etica, Metafisica, Ontologia, Saggi, Critica, Società, Arte contemporanea, Intellettuali, Artisti, Spettacolo, Capitalismo, Merce, Forma, Servitù, Città, Moda, Gusto, Opere, Architettura, Letteratura, Cultura, Barthes, Crisi, Bello, Bene, Originalità, Riproducibilità, Produzione materiale, Sapere, Avanguardie, Tecnica, Sociologia, Ricerca artistica, Progettualità, Creatività, Liberalismo, Ideologie politiche, Dogmatismo, Antropologia, Bisogni, Valori, Bibliografia, Libri Vintage, Fuori catalogo, Ortega Y Gasset, Foucault, Marcuse, Mumford, Levy, Taylor, Levy-Strauss, Argan, Banchi Bandinelli, Benedetto Croce, Cesare Brandi, Braudel, Derrida, Dorfles, Della Volpe, Autonomia, Philosophy, Aesthetics, Ethics, Metaphysics, Ontology, Essays, Criticism, Society, Contemporary Art, Intellectuals, Artists, Entertainment, Capitalism, Merchandise, Form, Servitude, City, Fashion, Taste, Works, Architecture, Literature, Culture, Crisis, Beautiful, Good, Originality, Reproducibility, Material production, Knowledge, Avant-garde, Technique, Sociology, Artistic research, Planning, Creativity, Liberalism, Political Ideologies, Dogmatism, Anthropology, Needs, Values, Bibliography, Books out of print, Autonomy
br. Questo libro raccoglie in un testo unico le lettere d'introduzione - le Epistole proemiali - che Giordano Bruno dispose quale premessa ai propri dialoghi italiani. Tramite queste lettere il pensatore nolano intendeva fornire una chiave di lettura e di spiegazione facilitata al complesso materiale teoretico, che avrebbe successivamente sviluppato ed esposto nella propria opera filosofica. Volumi di difficile comprensione - come la "Cena de le Ceneri"; "De la Causa, Principio e Uno"; "De l'Infinito, Universo e mondi"; "Spaccio de la Bestia trionfante"; "Cabala del Cavallo pegaseo"; "De gli Eroici Furori" - avrebbero così trovato una guida per una corretta interpretazione. La presente raccolta delle lettere introduttive ai testi bruniani, cerca di tracciare - dopo uno studio preliminare dell'intero corpus dei Dialoghi Italiani - una linea interpretativa unitaria, di analisi e commento, fornendo in tal modo quella guida auspicata e cercata dallo stesso filosofo nolano.
br. Questo libro raccoglie in un testo unico le lettere d'introduzione - le Epistole proemiali - che Giordano Bruno dispose quale premessa ai propri dialoghi italiani. Tramite queste lettere il pensatore nolano intendeva fornire una chiave di lettura e di spiegazione facilitata al complesso materiale teoretico, che avrebbe successivamente sviluppato ed esposto nella propria opera filosofica. Volumi di difficile comprensione - come la "Cena de le Ceneri"; "De la Causa, Principio e Uno"; "De l'Infinito, Universo e mondi"; "Spaccio de la Bestia trionfante"; "Cabala del Cavallo pegaseo"; "De gli Eroici Furori" - avrebbero così trovato una guida per una corretta interpretazione. La presente raccolta delle lettere introduttive ai testi bruniani, cerca di tracciare - dopo uno studio preliminare dell'intero corpus dei Dialoghi Italiani - una linea interpretativa unitaria, di analisi e commento, fornendo in tal modo quella guida auspicata e cercata dallo stesso filosofo nolano.