585 résultats
brossura In questo volume, tradotto qui integralmente nella sua versione definitiva (1967), Löwith perviene agli esiti più maturi del suo confronto con la modernità. Cosa devono tornare a essere il mondo e l'uomo, dopo la «caduta di Dio» consumatasi nella coscienza moderna? È rispetto a questa ineludibile domanda che emerge l'incapacità della filosofia moderna, da Cartesio e Kant fino a Hegel e al nichilismo di Stirner, di emanciparsi effettivamente dal creazionismo e dall'antropocentrismo di ascendenza biblica. La concezione meccanicistica del mondo e le moderne «metafisiche della soggettività» smarriscono l'autentica sostanza religiosa della fede nel Dio sovrannaturale e creatore della tradizione, ma non sanno ripristinare la nozione di natura. Precipitano anzi l'uomo cristiano-moderno in un mondo divenuto ormai estraneo e privo di senso: in un esilio o nichilismo cosmico che riguarda non solo l'idealismo di Fichte o il disprezzo per la natura di Hegel, ma anche le filosofie di Husserl, Heidegger e Sartre.
200846700Leipzig; Evangelische Verlagsanstalt, 2008. IX, 320 S. Gr.-8°(=22,5-25cm), Broschiert
br. Questo libro parla di quasi niente. Di un quasi-niente che riguarda ogni essere umano e che, aduso com'è al (diabolico?) camuffamento, ci giunge qui celato sotto la doppia maschera del morbo più celebre della storia e della finzione letteraria, che di quel morbo fa metafora, canto, fabula. Le voci antiche e recentissime (da McCarthy a Lucrezio, a Camus, a Poe, a Leopardi...) che si susseguono e si richiamano "in eco" da queste pagine sono altrettante declinazioni di un'unica domanda, che è poi il quesito fondamentale di ogni filosofia: perché? Perché siamo al mondo, se dobbiamo morire? Specie se la morte può arrivare nella forma di una catastrofica, immotivata e noncurante malattia che appare e scompare senza senso alcuno. Una malattia che uccide, ma che può far di peggio, lasciando le sue vittime "solo" vive, nude e private di qualunque parvenza di civile umanità. Perché anche l'umanità può rivelarsi una maschera. Siamo qui per scontare una colpa? Magari solo quella di essere? È un'ipotesi amara, che però lascia spazio alla speranza, alla scintilla divina che scopre un senso possibile nel cuore stesso del non-senso. Oppure non c'è alcun destino e nessuna colpa? La natura è una macchina demente, il cielo è vuoto, e il niente la vince sul quasi-niente.
br. Qual è la specificità dell'uomo, quale il rapporto che in lui intercorre tra l'appartenenza al mondo naturale e il suo carattere di essere libero? In che modo la sua stessa natura accoglie il germe di una fondamentale fondazione etica? E come si pone ciò in relazione con le questioni ultime del pensiero, i principi più alti e addirittura con la possibilità di pensare Dio? Recuperando e rielaborando contributi precedenti, Hans Jonas raccoglie in questo volume queste tre direttrici fondamentali del proprio pensiero e le armonizza organicamente, offrendo una consapevole riproposizione dei temi fondamentali della sua filosofia. Un vero e proprio testamento filosofico, in cui l'autore sembra voler lasciare ai lettori il sunto essenziale di un percorso lungo una vita. Il tentativo estremo di offrire una rinnovata comprensione ontologica dell'uomo quale solida base per riaffermare con forza crescente il nostro dovere di farci carico del destino e del mondo cui apparteniamo.
br. Nell'attuale dibattito filosofico il tema della rinascita dell'ontologia è molto presente. Troppo spesso prescinde però da un'esigenza basilare nella determinazione di un'ontologia: esprimere con chiarezza i modi in cui gli esseri umani pensano il proprio mondo. E questo il denominatore comune dei capitoli di questo volume, ciascuno dei quali applica tale esigenza basilare a un diverso ambito conoscitivo. E si tratta anche del fondamento dell'architettura della conoscenza, ossia della disciplina che consente di spiegare e giustificare la scelta di una determinata modellazione ontologica.
br. Obiettivo di questo saggio è quello di porre l'attenzione sui grandi paradigmi del nuovo millennio, valutando attentamente quanto ci è stato tramandato dagli scienziati negli ultimi secoli. Partendo dall'assunto che esiste una sola domanda a cui non possiamo dare ancora una risposta concreta, ovvero "perché esiste qualcosa anziché il nulla?", tutto il resto, in epoca moderna può essere interpretato in una chiave sempre più fisicalista: alle teorie ormai consolidate (anche se ancora di difficile interpretazione), come quelle che riguardano la meccanica quantistica e la relatività, se ne affiancano di nuove come quelle sull'informazione, sull'origine dello spazio-tempo e su altri enigmatici aspetti cosmologici. Il libro passa quindi in rassegna vari ambiti della conoscenza: filosofico, biologico, fisico e teologico, al fine di esaminare quanto fin qui abbiamo appreso, e soprattutto quanto tutto ciò influirà sulla nostra vita e sulle nostre coscienze nell'immediato futuro.
br. Gli studi sulla metafora sono diventati sempre più raffinati: si è abbandonata definitivamente la posizione aristotelica e classicistica che vedeva nella metafora un semplice tropo ornamentale e sostitutivo, e si è iniziato a studiarla dal punto di vista cognitivo, come forma di interpretazione del reale, e non come semplice panneggio o finzione (più o meno mimetica) di esso. Proprio sulle potenzialità gnoseologiche e sul grado di conoscibilità veicolato dalla metafora è in corso uno dei dibattiti più interessanti, che coinvolge svariate discipline, molteplice essendo la prospettiva da intraprendere, linguistica, semiotica, storico-linguistica. Un discorso particolarmente fruttuoso fornisce lo studio della metafora religiosa, nella quale si affrontano dialetticamente i problemi della dicibilità, dei limiti "ontologici" della effabilità, e i problemi di una possibile conoscenza determinata dal mezzo metaforico - in modo particolare lo studio della metafora religiosa in ambito medievale, in una cultura sensibile alla riflessione teologica e morale, tesa a esplorare i nessi tra realtà ed espressione, e convinta che le parole possano incidere direttamente sulle cose, sulla storia.
br. La critica moderna alla metafisica tradizionale, da Kant in poi, è connessa con il problema del realismo, del quale si occupano le filosofie moderne, e con il pregiudizio che la metafisica parlerebbe del reale in modo ingenuo, senza riflessione sulle condizioni conoscitive dell'uomo. In verità, però, la metafisica (delle tradizioni platonica e aristotelico-tomista) è accompagnata da importanti riflessioni epistemologiche, ignote a Kant. Il suo trascendentalismo rilascia in eredità il problema della "cosa in sè". Questo e altri problemi occupano i pensatori moderni e contemporanei nei vari indirizzi dopo Kant (neokantismo, positivismo, realismo critico, filosofia analitica ed altri). Dinnanzi a tale situazione conflittuale la metafisica tradizionale guadagna una inaspettata attualità nel risolvere i problemi moderni e nel correggere il pregiudizio su di essa.
br. Pubblicate per la prima volta a Salamanca nel 1597, le "Disputazioni metafisiche" del gesuita spagnolo Suárez sono un'opera che ha fatto "epoca". È stato uno dei più celebri teologi del Siglo de Oro a tentare, per la prima volta, un trattato autonomo di "Metafisica", non concepito più come commento al testo di Aristotele, secondo l'usanza medievale, ma come fondazione di una disciplina autonoma e sistematica. Le Disputazioni possono essere considerate come l'ultima summa del pensiero scolastico, lì dove - in un estremo tentativo di sintesi della linea tomista e di quella scotista - si delinea quell"'ontologia" che fornirà il lessico concettuale di riferimento per i filosofi moderni, da Descartes, Spinoza e Leibniz sino a Wolff, Kant e Hegel. Non a caso questo testo ha avuto una diffusione straordinaria non solo nelle Università cattoliche ma anche in quelle protestanti del XVII e del XVIII secolo; ha attraversato silenziosamente tutto l'Ottocento ed è riemerso infine con grande risalto nella critica filosofica novecentesca. Dell'immensa mole delle 54 Disputazioni vengono tradotte qui le prime tre: esse si presentano come una vera e propria "introduzione alla metafisica", riguardo alla natura, all'oggetto e al metodo di questa scienza. Il testo è preceduto da un'introduzione del curatore e seguito da una nutrita serie di apparati: le note al testo, l'elenco dettagliato delle fonti, un lessico di parole chiave, l'indice completo di tutte le Disputazioni e un'esauriente bibliografia.
brossura I saggi che compongono "Dalla metafisica all'antropologia" articolano e sviluppano il nucleo tematico principale della riflessione di Ernst Tugendhat in questi ultimi anni: la descrizione delle esperienze e delle azioni specificamente umane a partire dal fatto che l'umano è quel vivente segnato in modo radicale dal linguaggio proposizionale. Termini singolari, deissi, possibilità di esprimersi e di riflettere a partire da enunciati assertori o imperativi, diventano, in questi saggi, gli strumenti per comprendere la peculiarità del modo in cui l'essere umano esperisce se stesso, la propria esistenza temporale, i suoi desideri. Particolare attenzione viene dedicata a tre costellazioni tematiche da sempre centrali nella riflessione di Tugendhat: l'esperienza morale, l'esperienza mistica e l'esperienza religiosa.
A CURA DI Fulvio Tessitore GUIDA MICROMEGAS 1990 368 PP. FONDO DI MAGAZZINO: VOLUME IN PERFETTO STATO, PARI AL NUOVO. Parole e frasi comuni allievi allora alsaziano amici Archivisti avevamo avrebbe Berlino Bethmann Biedermeier Bismarck bisogno Boyen c'era casa chiamata città colleghi Costituzione Dahlem Delbruck destino dinanzi divenire docente dovetti ebbi elettorale erano eravamo Erich Marcks Facoltà fece Federico Federico il Grande figlio fondo Friburgo Germania germanistica ginnasio giorno giovane Goethe guerra mondiale Harz Hintze Historische Zeitschrift Hohenfinow idee infatti insieme interesse interiore intorno Karlsruhe Kiihlmann Koser Krauske Lamprecht lavoro lezioni lotta maggiore Max Lehmann Max Weber Meinecke membri mente moglie momento mondo Naumann nuovo oggi parlare parole particolare passato patria personale piccolo politica popolo poteva problema professore profonda proprio Prussia Prussia orientale Ranke ricordo rivoluzione di novembre Salzwedel sarebbe Scharnhorst Scheveningen scienza secolo XIX sembrava semestre seminario sentire sera sociale Spahn spesso spirito spirituale stava storia storico Strasburgo studentesca studenti studi studioso Sybel tardi tedesca tratto Treitschke Troeltsch
brossura Il problema dell'empatia, un'opera di alto valore scientifico, viene qui presentata per la prima volta in lingua italiana. Posto ai confini tra filosofia e psicologia, questo studio mostra come si possa esperire la coscienza altrui, per giungere alla comprensione delle persone con cui entriamo in rapporto.
In-8° (24,7 x 17,5 cm) pp. VII, (3), 524, (3), copertina editoriale. Qualche normale traccia d'uso e del tempo alla copertina. Per il resto, ben conservato, intonso. Indice / Table des matières / Contents: Rudolf Allers, The Product (Remarks on the Metaphysics of Human Creativity). Marian Arnold, Nature and Perfectionism. Heraldo Barbuy, Ombre et lumière de la nature. Agustin Basave, Filosofía integral del hombre (dialéctica de la situación humana). Robert E. Bass, Order in Nature. Ferdinand Bergenthal, Wie ist das Wort möglich? Grundzüge einer Metaphysik des Wortes. Raffaele Borsari, Scienza della natura e realtà. Nicolaas Brunt, Freiheit als Voraussetzung des Zeitbewusstseins. Mario Bunge, On the Connections among Levels. Manuel Gonzalo Casas, El ser, la presencia y el valor. Renato Cirell Czerna, Alcune osservazioni sulla «dialettica di implicanza e compresenza». Aurel David, L'homme, l'univers et les bien. José Echeverría, Naturaleza, historia y vida personal. Giorgio Facchi, Metaphysics and Physics of Nature. Paul Feldkeller, Die Philosophie der Intelligenz als Kategorie der Welt. Ralph T. Flewelling, Some Implications of Scientific Discovery. Elisabeth von Flotow, Über die Bedingungen der Relativität von Urteilen. Jacques G. Fonteneau, Science, philosophie, réalité et humanité. Emanuele Gennaro, La natura come caos. Manuel Granell, El hombre y su libertad creadora de ser. Thomas Greenwood, Perfectibilité des lois naturelles. Hans E. Hengstenberg, Personalität und Individualität (ihre Schlüsselstellung in der Anthropologie). Igor Hrušovský, Structure et qualité. Gaston Isaye, Science de la nature et métaphysique réflexive. Jacobo Kogan, Las dos esencias de lo humano. Gustav Köhler, Die Grenzen der Philosophie. Veljko Korac, Liberté humaine et nécessité naturelle. Jan B. Kozàc, Contextualism. Julius Kraft, Der anthropologische Naturalismus und seine Schranken. Angèle Kremer-Marietti, De certains modes de l'Être. Ivor Leclerc, The Analysis of «Act». Armand Lowinger, Is there Philosophy? Narcyz £ubnicki, Praxisme et postulativisme comme moyens de conférer le caractère scientifique aux problèmes métaphysiques. Robert Mac Gowan, The New Organicism. Italo Mancini, Il paradosso dell'ontologia. Mateo Andres Martin, Reflexiones sobre el ser. Masao Matsumoto, Scholastic Ontology and Philosophy of History. Takiyettin Mengüsoglu, Die Frage nach der Natur des Menschen (Gedanken zu einer ontologisch fundierten Anthropologie). Franciszka Merlan, Sich verantwortendes Antworten. Vincenzo Miano, Il fondamento del problema. Gianfranco Morra, La filosofia come inimproponibile impossibilità. Siegfried Müller-Markus, Das Reich der Physik. Mario Nicolodi, Polarità e presenzialità. Karlo Oedingen, Die Transzendenz der Wahrheit. Elena Orozco, La negación. Jeanne Parain-Vial, Nature et possibilité d'une communication immédiate. Roberto Pavese, Io e Non-Io, uomo e natura. Oscar Philippe, L'espace sans dimension. Filippo Piemontese, Filosofia ascetica e filosofia mondana. Ismael Quiles, Doble aspecto de la experiencia metafisica. Théodore Quoniam, L'humanisme des jardins. Rudolf Richter, Die Ordnung der Welt. Ladislav Rieger, L'être et le temps. H. Robbers, Continuité et discontinuité dans la conception philosophique de l'être. Juan Roig Gironella, El ente y el ser. Délio Nobre Santos, Pensée réflexive et ordre des raisons. Jeanne Schuhler, De quelques aspects du paysage dans ses rapports avec la philosophie. Amadeo Silva Tarouca, Die Krise der Naturphilosophie zwischen Existenz und Wissenschaft. Anatol von Spakovsky, Determinism, Indeterminism and Cosmic Nothing. Axel Stern, Metaphysics and Physics. Eleutheria Stern, The Proclamation of Metaphysics. Peter I. Valeskaln, The Utilization of the Biological Laws in the Interest of Society. José Vasconcelos, El hombre y la diversidad de la naturaleza (apuntes sobre los eones). Angel Vassallo, El hombre y el ser (sobre el método de la metafisica). José Villaseñor, Sistemática y problemática. Thrassyboulos Vlissidis, A Theory of the Universe by Induction from the Phenomena to the Principles. Aloys Wenzl, Die metaphysische Problematik von heute. Ernst Zawischa, Über die Anwendung naturwissenschaftlicher Kategorien auf die Geschichte und über deren immanentes Prinzip.
1980193486E Typographeo Clarendoniano Oxford, E Typographeo Clarendoniano, vers 1980. In-12 pleine reliure éditeur sous jaquette de 312 pages. Très bon état
in-8°, 347 pp., broche, couv.- Bel exemplaire. [PH-5]
1935190195Paris Félix Alcan Paris, Éditions du Libraire Félix Alcan, 1935. In-8 broché de 540 pages. Rides en dos, bordures de la couverture et coiffe supérieure légèrement gondolés. Bel exemplaire
EDISUD SALERNO 2003 358 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO. La ragione postmoderna legge il presente in funzione di 2 distinte caratteristiche: 1.il presente è la stagione del frammento e della molteplicità dei punti di vista; 2. il presente è la stagione del postmoderno, l'epoca che viene dopo il moderno, oltre le ideologie e i miti che hanno caratterizzato il pensiero dell'Occidente, generando spesso totalitarismi e violenze.
20180Neuchatel, La Baconnière, Langages, 1974. In-8 (210x140mm) broché, 193 p. Quelques petites marques au crayon de papier (très facilement effaçables). Très bon état général.
2015191839Gallimard Gallimard, 2015. In-8 broché (22,5 x 14 cm) de 252 pages. Collection "Bibliothèque de philosophie". Traduit de l'allemand par Pascal David. Ce volume rassemble le cours professé par Heidegger au semestre de hiver 1941, ainsi qu'un séminaire du semestre d'été de la même année. Heidegger y propose une interprétation renouvelée du traité de Schelling sur la liberté humaine (1809), qu'il considère comme le « cur de toute la métaphysique de l'Occident ». L'analyse se concentre sur la distinction entre « fond » et « existence », explorant la solidarité entre la liberté et le mal. C'est également un texte crucial où Heidegger clarifie sa propre conception de l'existence par rapport à celles de Kierkegaard et Jaspers. L'ouvrage est complété par des notes et des annexes facilitant la compréhension des références contextuelles de l'auteur. Comme il est d'usage dans cette collection chez Gallimard à cette période, l'ouvrage ne comporte pas de jaquette. Très bon état
2009506339Wilhelm Fink Verlag, Paderborn 2009. 18,5 x 12 cm. Originaltaschenbuck mit rotem illustriertem Umschlag. 127 Seiten mit einem Diagramm. Gutes Exemplar.
in-8°, 250 pp., broche, couv. Bel exemplaire. [TX-4]
Mm 170x240 Brossura editoriale di pagine XIII-373, timbro al piatto anteriore. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
47497Puf.1963.In-8 br.237 p. Etat correct.
1981191922Vrin Librairie Philosophique J. Vrin, 1981. In-8 broché (21,5 x 13,5 cm) de 220 pages. Collection "Bibliothèque d'histoire de la philosophie". Deuxième édition (l'édition originale date de 1975). Jean-Luc Marion s'attache à l'interprétation des Regulae ad directionem ingenii. Il démontre que l'épistémologie cartésienne ne se construit pas seulement par une méthode, mais par la mise en uvre d'une ontologie restée implicite une "ontologie grise" qui se substitue subrepticement à l'ontologie d'Aristote. En analysant les concepts de mesure, d'ordre et de nature simple, l'auteur met en lumière la rupture métaphysique radicale opérée par Descartes dès ses premiers écrits. Premier et dernier feuillets un peu jauni.