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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che mima una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l'impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo globale. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l'autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un'articolata ricostruzione dell'itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente fedele al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l'uomo totale, l'uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l'ermeneutica critica lukácciana, l'equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l'immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l'autore non rinuncia a verificare di volta in volta l'irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell'opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un'operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e peculiare costante in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo' di ragione interna l'opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ragione stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell'operato di György Lukács. Tattica e etica, «fermezza e flessibilità», per l'appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell'esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l'asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell'antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l'autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ragione etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell'uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – si dà, si impone a titolo di superamento d'ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. È in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l'«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l'andamento ideologico, l'ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l'autore riconosce il valore d'insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l'eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. È qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un'autentica consapevolezza democratica. Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács filosofo autonomo Autore: Tibor Szabó (Thibor Szabo) Prefazione di: Lelio La Porta Appendice: György Lukács: Testamento politico, tradotto da: Antonio Infranca Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2005 Edizione, 2, Seconda Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 311 pagine; 23 cm ISBN: 8882922987, 9788882922986 Collana: Volume 117 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Esistenzialismo, Positivismo, Marxismo, Saggistica, Critica, Novecento, Pensiero filosofico, Opere generali, 1885-1971, Ricerca sociologica, Estetica, Ungheria, Protomarxismo, Anni Venti, Bucharin, Merleau-Ponty, Simone de Beauvoir, Sartre, Conversazioni, Ontologia, Umanesimo esistenzialista, Realismo, Espressionismo, Avanguardie letterarie, Distruzione della ragione, Teorie, Heidegger, Antropologia, Stalinismo, Dogmatismo, Scuola di Budapest, Ideologie, Morale, Antonio Gramsci, Testamento politico, Totalitarismo, Democrazia, Bibliografia, filozófus, Politikai filozófiája, Lukács és a modernitás. Lukács az európai gondolkodás történetében, Philosophy, Existentialism, Positivism, Marxism, Essays, Criticism, Twentieth Century, Philosophical Thinking, General Works, Sociological Research, Aesthetics, Hungary, Protomarxism, Twenties, Conversations, Ontology, existentialist Humanism, Realism, Expressionism, Literary Avant-gardes, Destruction of Reason, Theories, Anthropology, Stalinism, Dogmatism, Budapest School, Ideologies, Morals, Political Testament, Totalitarianism, Democracy, Bibliography, Libri Vintage Fuori catalogo, Avanguardie, Russia, unione Sovietica, Bolscevismo, Bucharin, Anni Venti, Estetica, Dogmatismo, Ideologie politiche, Scritti giovanili, Democrazia, Concezione dell'uomo, Scuola di Budapest, Rosa Luxemburg, Imre Nagy, Rakosi, Kadar, Romania, Rudas, Partito comunista, Bela Fogarasi, Fascismo, Thomas Mann, Kafka, Musil, Joyce, Weimar, Stalin, Out of print books, Avant-gardes, Bolshevism, Twenties, Aesthetics, Dogmatism, Political ideologies, Youth writings, Democracy, Man's conception, Communist Party, Fascism
EDITORI RIUNITI 1998. Lievi segni del tempo, leggera ondulazione della quarta di copertina, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, LIEVI TRACCE DI UMIDO. PREMESSA: Questo libro si caratterizza per una provocazione: nonostante l'assenza completa di rimandi espliciti a Duns Scoto nelle opere di Hegel, e sebbene le Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie dedichino al dottore sottile soltanto poche righe, Scoto rappresenterebbe un interlocutore di rilievo nella elaborazione della Lehre vom Sein (1832). La Wissenschaft der Logik viene costruita, come dichiara Hegel nella «Avvertenza» della Lehre vom Begriff, sulla base di alcuni materiali della storia del pensiero, dei quali essa intende operare la riconfigurazione dialettico speculativa. Per quanto concerne in particolare la rielaborazione della ontologia tradizionale, a cui Hegel procede nella Lehre vom Sein e nella Lehre vom Wesen, egli afferma che i lavori anteriori sui quali potersi appoggiare al fine di rinvenire un filo conduttore per la trattazione speculativa non sono numerosi. L'ipotesi che avanzo in questo libro è che di questi materiali della storia dell'ontologia facciano parte, per quanto concerne l'edificazione della Lehre vom Sein, anche i trattati di Duns Scoto, sebbene essi non siano espressamente richiamati. Certamente, già Étienne Gilson ne L'être et l'essence (1948; II ed. francese 1962; III ed. 1994) ha evidenziato la possibilità di una connessione tra la logica di Hegel e l'ontologia di Duns Scoto. ... Descrizione bibliografica Titolo: Hegel e Duns Scoto: prospettive ontologiche a confronto Autore: Antonio Incenzo Editore: Napoli: La Città del Sole, Luglio 2004 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 273 pagine; 21 cm ISBN: 8882923088, 9788882923082 Collana: Volume 14 di Studi sul pensiero di Hegel Soggetti: Filosofia, Medioevo, Saggi, Ontologia, Volresungen, Teologia Scolastica, Hegel, Anselmo, Duns Scoto, Pensiero filosofico, Conoscenza, Opere, Ente, Erdman, Ordinatio, Determinazione, Bibliografia, Dottor Sottile, Doctor Subtilis, Quidditas, Quaestiones, Opus Oxoniense, Philosophie der Geschichte, Lehre Vom Sein, Vom Wesen, Vom Begriff, Qualità, Quantità, Incomunicabilità, Negazione, Confronti, Aristotele, Metafisica, Philosophy, Middle Ages, Essays, Ontology, Volresungen, Scholastic Theology, Thought, Knowledge, Works, Organization, Determination, Bibliography, Quality, Quantity, Incommunicability, Negation, Comparisons, Aristotle, Metaphysics, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggistica, Dasein, J.E. Herdmann, Lehre vom Sein, Identità, Incomunicabilità, Dottor Sottile, Vorlesungen, Leibniz, Geschichte, Maier, Maritain, Kraus, Conti, Damiata, Manno, Marchesi, Books Out of Print, Non-fiction, Identity, Incommunicability
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO; MACCHIETTE/INGIALLIMENTO DELLA COPERTINA. RARO. Questa edizione, destinata agli amici dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e curata da Bibliopolis - edizioni di filosofia e scienze, è stata impressa in 1000 esemplari su carta della cartiera del Varone. La stampa è stata eseguita dall'Istituto Grafico Italiano. Napoli, gennaio 1980 INTRODUZIONE. La conferenza su Hegel e l'ermeneutica che Gadamer ha tenuto il 22 aprile 1978 nell'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli e che viene ora pubblicata insieme alle pagine in cui Gadamer ha poi raccolto i risultati della successiva discussione, presenta notevoli aspetti di interesse per delineare gli ultimi sviluppi del suo pensiero e, al tempo stesso, meglio individuarne alcune dimensioni fondamentali come il confronto con i greci e con Hegel e il rapporto con Heidegger. Descrizione bibliografica Titolo: Hegel e l'ermeneutica Titolo originale: Philosophie und Hermeneutik Autore: Hans-Georg Gadamer Introduzione di: Valerio Verra Traduzione di: Giuseppe Dolei ed Enzo Tota Editore: Napoli: Bibliopolis 1980 Lunghezza: 69 pagine; 24 cm Soggetti: Filosofia, Libri rari, Seminari, Lezioni, Conferenze, Corsi, Ermeneutica, Pensiero ermeneutico, Ontologia, Critica, Interpretazione, Verità, Comprensione, Problematica gadameriana, Gianni Vattimo, Pensiero debole, Martin Heidegger, Dialettica, Platone, Hegel, Collezionismo, Saggistica, Filosofia Greca, Cultura tedesca contemporanea, Anni Settanta, Studi filosofici, Pensiero greco, Estetica, Coscienza storica, Fenomenologia, Storicismo, Metodo, Autopresentazione, Aristotele, Kant, Whitehead, Wittgenstein, Wahrheit und Methode, Die Idee Guten zwischen Plato und Aristoteles, Hermeneutischer Zirkel, Dasein, Linguaggio, Idealismo tedesco, Griechische Philosophie, Essere, Metafisica, Scritti critici, Autocoscienza, Logica hegeliana, Spirito storico, Romanticismo, Heidelberg, Lettere, Husserl, Ancient Greek masters, Hermeneutical Studies, Absolute Spirit, Essere e tempo, Assoluto, Forza, Comprensione, Percezione, Mondo capovolto, Wissenschaft der Logik, Parmenide, Natura, Presocratici, Eraclito, Socrate, Scienza moderna, Schelling, Kierkegaard, Nietzsche, Marx, Kojève, Sartre, Ambivalenza, Pensiero hegeliano, Eredità, Religione, Cristianesimo, Esistenza, Spirito assoluto, Sein Und Zeit, Holderlin, Phanomenologie, Fenomenologia trascendentale, Fattualità, Logos, Storia Salvezza, Greci, Heilsgeschichte, Dilthey, Droysen, Ranke, Novecento, Confronti, Contrapposizioni, Sapere assoluto, Mondo antico, Libri Vintage Fuori catalogo, Philosophy, Rare books, Seminars, Lectures, Conferences, Courses, Hermeneutics, Hermeneutic thinking, Ontology, Criticism, Interpretation, Truth, Understanding, Gadamerian problematic, Weak thought, Dialectic, Collecting, Non-fiction, Greek philosophy, Contemporary German culture, Years Seventy, Philosophical studies, Aesthetics, Historical consciousness, Phenomenology, Historicism, Method, Self-presentation, Language, German idealism, Metaphysics, Critical writings, Self-awareness, Hegelian logic, Historical spirit, Romanticism, Letters, Being and time, Strength, Understanding, Perception, Upside down world, Parmenides, Nature, Presocratics, Heraclitus, Socrates, Modern science, Ambivalence, Hegelian thought, Heritage, Religion, Christianity, Existence, Absolute spirit, Transcendental phenomenology, Factuality, History of Salvation, Greeks, Twentieth century, Comparisons, Contrasts, Absolute Knowledge, Ancient World, Books Out of print
PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE PUF 1968 345 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA (MACCHIA DI LUCE AL MARGINE ESTERNO, COME DA FOTO), PER IL RESTO PERFETTO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
brossura "Heidegger e la metafisica" (1950) costituisce il tentativo di mostrare come "la filosofia di Heidegger, nella sua essenza, renda possibile il sapere metafisico" e come "il problema fondamentale di Heidegger sia quello di una radicale costruzione del sapere metafisico". "Note sul problematicismo italiano" (1948), forma il terreno su cui era maturato il saggio heideggeriano. Impliciti in entrambi gli scritti sono da un lato un riconoscimento di Gentile e Heidegger come punti di riferimento essenziali del pensiero nel nostro secolo, dall'altro l'individuazione dei tratti che li accomunano, non meno importanti delle radicali divergenze. In una lunga Avvertenza, Severino ha voluto chiarire il senso di vari passaggi del suo iter, visti con gli occhi di oggi.
GUIDA 2006 209 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Questo libro si interroga intorno ad alcuni luoghi fondamentali della tradizione filosofica, saggiando la possibilità di analizzarne le perduranti aporie e di scorgere lo spazio della loro nascosta provenienza. Come filo conduttore della ricerca, sono stati individuati i brevi ma densissimi scritti teoretici composti da Hölderlin nel corso della sua tormentata esperienza poetico-pensante e anzitutto il frammento giovanile conosciuto con il titolo di Urteil und Sein - "Giudizio ed Essere". Dai pensieri dell'ex allievo dello Stift di Tubinga emergono le questioni fondamentali su cui, in continuo confronto anzitutto con la tradizione platonica e neoplatonica, quasi ossessivamente insisteranno le molteplici voci dell'idealismo tedesco. E per questo che nei vari passaggi del libro - cercando di seguire l'andamento intrinseco del pensiero - vengono chiamati in causa il progetto fichtiano d'una dottrina della scienza, così come i primi tentativi teoretici compiuti dal giovane Schelling. Ma è al confronto con l'itinerario speculativo hegeliano che sono dedicate le pagine centrali del lavoro. La profonda radicalità della posizione hölderliniana non fu forse compresa da nessuno nel suo tempo, ed è ancora oggi capace di schiudere inattesi scenari interpretativi. Il suo senso appare ben condensato nell'espressione dell'Uno in se stesso diviso, al punto d'incrocio fra arte e pensiero. Tra gli scopi della ricerca emerge così anche la proposta di intrecciare le tensioni irrisolte che abitano lo spazio della filosofia all'esperienza poetica di Hölderlin, individuandone l'esito estremo nelle sue traduzioni e nella sua 'abissale' lettura del dramma tragico. Ernesto Forcellino ha perfezionato i suoi studi presso la Albert Ludwigs Universität di Freiburg im Breisgau conseguito il dottorato di ricerca a Napoli, presso la "Scuola Europea di Studi Avanzati'. Attualmente collabora con la cattedra di Filosofia Teoretica dell'Università degli Studi di Salerno. Si occupa in prevalenza della filosofia tedesca fra Ottocento e Novecento. Suoi saggi sono apparsi in vari volumi e riviste filosofiche. Soggetti: Filosofia politica, Hegel, Fichte, Intuizione, ESSERE, ONTOLOGIA, PANE, VINO, DIALETTICA KANT, GERMANIA, BENJAMIN, HEIDEGGER, DIFFERENZA ONTOLOGICA Parole e frasi comuni alcuna all'essere all'interno allora altrimenti aporia appunto assolutamente autocoscienza circolo cominciamento concetto condizione contenuto contraddizione coscienza costituisce dacché davvero dell'identità dell'Io determinatezza determinazione dialettica differenza dire dottrina della scienza Edipo Eraclito esso F.W.J. SCHELLING f1gura Fichte filosofia fondamento forma Friedrich Holderlin G.W.F. HEGEL giudizio giunge hegeliana HÒL Holderlin hrsg identità immanenteimmediatezza immediato incondizionato indeterminato indiviso infatti inizio inscritta insieme insomma intrinseca intuizione intellettuale invero J.C.F. HÒLDERLIN Kant l'assoluto l'essere assoluto l'identità l'intero l'Io logica logos medesi medesimo mediante mediato mediazione misura molteplicità movimento nega negativo negazione non-essere Non-Io noumeno nulla Parmenide partizione originaria pensiero pertanto piuttosto Platone possibile posto potrà presenza presupposizione presupposto dell'intero principio proposizione proprio puro quest'ultimo ragione rapporto relazione resta riflessione riflessiva rispetto risulta sapere scienza semplice senso separazione Seyn sillogismo disgiuntivo Sofocle soggetto e oggetto soltanto sottrae speculativo tale traci tragico Urtheil verità VINCENZO VITIELLO VITIELLO
br. "Les differenti modes d'existence" (1943) è un agile trattatela di ontologia in cui si intende porre il problema dei «modi d'esistenza» della realtà e dell'opera d'arte. Souriau, che si schiera apertamente a favore di un «pluralismo esistenziale» (e cioè di un'ontologia stratificata, "a livelli"), conta quattro modi «intensivi» d'esistenza: l'esistenza fisica, l'esistenza fenomenica, l'esistenza reica (o «cosale») e l'esistenza trascendente (o «sovraesistenza»). Ma nella sua singolare classificazione, che fa di questo testo una sorta di unicum nell'estetica del Novecento, c'è spazio per tutte le sfumature dell'essere: il divenire, il possibile, il virtuale, l'evento... in una tavola generale dei modi che è - e deve rimanere - costitutivamente aperta. Per lasciare spazio al nuovo, all'impensato.
LA CITTà DEL SOLE 1999 268 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO.
brossura Il linguaggio, quando si rivolge all'Assoluto, va incontro a una sfida impossibile. Perché l'Assoluto pare destinato a vanificare ogni volontà di com-prendere, di afferrare (Begriff, cioè concetto, deriva appunto da greifen: afferrare) ciò che per definizione pare sciolto da ogni legame, libero da ogni vincolo (ab-solutus). Eppure questa sfida impossibile da sempre affascina l'uomo e lo chiama a un compito estremo, quello appunto di realizzare l'irrealizzabile. Così la partita, che nasce innanzitutto in ambito teorico e speculativo, attraversa l'intero ambito religioso, sapienziale o propriamente mistico fino a raggiunge territori inconsueti e meno battuti, tra i quali quelli dell'immagine, della musica, delle pratiche devozionali estreme. Il presente volume offre un'ampia panoramica relativa a questa ricca gamma di tematiche, che svaria dalla più raffi nata e rigorosa speculazione filosofica occidentale all'intensa meditazione teologico-religiosa fino alle profondità della dimensione sapienziale e antropologica, dove la voce dell'Oriente si fa presente e assume tutto il significato che le compete in un mondo ormai anche culturalmente in via di unificazione. Il libro, che è il risultato di una ricerca pluriennale e al quale hanno contribuito alcuni tra i più autorevoli studiosi dei vari campi di ricerca, non ha una tesi da proporre - come sarebbe possibile, del resto, una cosa del genere oggi, su un tema di questo genere? - però è in grado di offrire una vastissima gamma di stimoli, di riflessioni e di proposte interpretative, alla quale il lettore può attingere conformemente alla propria sensibilità e ai propri interessi.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Da sempre il progresso in filosofia è stato segnato da discepoli che imitano i maestri finché non sviluppano, col loro aiuto, una propria originalità, che li porta a criticarli e nei casi migliori a superarli. "Si ripaga male un maestro" dice Zarathustra “se si resta sempre e solo l'allievo". Nel trattare, nelle prime sei sezioni di questo libro, i sin goli autori a cui esse sono dedicate, ma poi anche quelli compresi nella Miscellanea, Sossio Giametta, pensatore trasversale, non si perde in esposizioni e commenti pedissequi, ma rileva il lavoro dei suoi maestri e lo continua, proponendo soluzioni originali. Dunque, lungi dall'essere una raccolta di divagazioni, questo libro è un contributo alla soluzione di problemi secolari della filosofia. SOSSIO GIAMETTA è nato a Frattamaggiore (Napoli) 1929. Vive a Bruxelles. Ha tradotto la maggior parte delle opere di Nietzsche e opere di Schopenhauer, Spinoza, Cesare, Goethe, Hegel, Freud ecc. Ha pubblicato libri di saggi filosofici e di critica letteraria e un libro di narrativa, Madonna con bambina e altri racconti morali. INTRODUZIONE Basta amare, odiare, desiderare, sentire in genere, - e subito sopravvengono in noi lo spirito e la forza del sogno, e noi saliamo, con gli occhi aperti e con freddezza verso ogni pericolo, per le vie più pericolose, su su fino ai tetti e alle torri della fantasia, e senza provare alcuna vertigine, come fossimo nati per arrampicarci - noi sonnambuli diurni! Noi artisti! Noi nasconditori della naturalità! Noi lunatici e pazzi di Dio! NIETZSCHE I pazzi di Dio sono, secondo Wilhelm Weischedel, i filosofi tutti, perché la loro ricerca ha sempre per oggetto Dio, che lo si affermi o lo si neghi. Conformemente a ciò, Weischedel progettò una Teologia filosofica nell'età del nichilismo: per raccontare «la storia dell'ascesa e del tramonto della teologia filosofica e verificare se all'ombra del nichilismo sia ancora possibile una concezione di Dio unicamente fondata sulla ragione finita dell'uomo». Così recita la quarta di copertina di Il Dio dei filosofi, che di tale teologia fa parte. Nell'articolo su questo libro (pag. 495 sg.) si spiega che i filosofi sono, in realtà, pazzi del mondo. Perché la loro ricerca, come la loro passione, comincia e finisce nel mondo, da cui essi originano, a cui appartengono in toto e che solo sta loro a cuore. Sono vita che vuole vita, mondo che vuole mondo. Cioè sono pazzi di se stessi, perché nel mondo proiettano se stessi e in se stessi proiettano il mondo. Se indagano il mondo, è per conoscersi e accrescersi: all'infinito e per l'eternità; giacché il titanismo nell'uomo è, in primo luogo, soltanto naturale. S'inganna allora Weischedel? Solo in via immediata. Esplorando il mondo, che cosa trovano i filosofi? «Dopo la sentenza di Nietzsche sulla morte di Dio [...], lo spettro imbarazzante del Nulla: il nichilismo» (ibidem). Ci sono voluti millenni per arrivarci, ma questo era l'approdo fatale della ricerca filosofica basata sulla natura. È vero che la natura è il portato dei sensi, lo spettacolo... Indice Croce e Gentile Gentile e Croce (e Pintor) Il volo di Icaro Il Breviario di estetica Teoria e storia della storiografia Vite di avventure, di fede e di passione Storie e leggende napoletane Croce e von Ranke Nuovi saggi di estetica II Croce di Giuseppe Galasso Il carattere della filosofia moderna Croce e i suoi maestri (Indagini su Hegel e schiarimenti filosofici) Croce e l'Enea virgiliano Croce e le Elegie romane Sull'autonomia o dipendenza delle opere dal contesto di origine e sulla riforma crociana della storia della letteratura e dell'arte PARTE SECONDA SPIGOLATURE HEIDEGGERIANE Il problema dell'essere. Concetti fondamentali della metafisica (mondo, finitezza, solitudine) Sul Nietzsche di Heidegger La Lettera sull' «umanismo» L'essenza della verità Contributi alla filosofia Che cosa ha detto Heidegger Les liaisons heideggeriennes. (Considerazioni sulla storia d'amore di Martin Heidegger e Hannah Arendt) PARTE TERZA SOLIDO E DURO: SCHOPENHAUER Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente 1. Due concezioni della ragione 2. Dove Schopenhauer ha ragione 3. Dove no 4. Il concetto scientifico e quello filosofico 5. La funzione della filosofia 6. Due anime 7. Francesizzante 8. Il dramma della conoscenza 9. Esaltazione dell'intelletto 10. Al di là della conoscenza 11. Risultati I due problemi fondamentali dell'etica I Colloqui Storia di una traduzione PARTE QUARTA L'ETERNO NIETZSCHE Cinque causeries 1. Lou Salomé 2. Louise Ott 3. Wagner 4. Gli amici 5. La pazzia Nietzsche e Schopenhauer 1. Il chiasma 2. L'autodifesa di Schopenhauer 3. Le critiche di Nietzsche 4. L'aforisma 99 della Gaia scienza 5. Conclusione Nietzsche e l'illuminismo 1. Due illuminismi e due tipi di illuministi 2. Il vero illuminismo 3. È Nietzsche un illuminista? 4. Non illuminista, ma... 5. Neosofista con base poetica 6. L'azione di Nietzsche 7. Gesta prometeica 8. Il rovescio della medaglia Nietzsche come principale rappresentante della crisi europea 1. Giano bifronte 2. La questione della responsabilità 3. Il nichilismo come fenomeno storico 4. Fascismo, comunismo e volontà di potenza 5. Il nichilismo come filosofema 6. Il moralista-poeta Che cosa porteremo di Nietzsche nel terzo millennio Il Nietzsche di Lou Salomé Una scienza gaia ma non troppo Marx, Nietzsche e Weber all'attacco degli ideali ascetici Il Centenario di Nietzsche PARTE QUINTA PAREYSON: NON L'ESSERE MA LA LIBERTÀ Sull'Ontologia della libertà. La sofferenza e il male La lezione di congedo Ricordo di Luigi Pareyson PARTE SESTA CESARE: IL GENIO PIÙ GRANDE DIVINUM INGENIUM: a proposito di un'interpretazione di Luciano Canfora PARTE SETTIMA MISCELLANEA Montaigne nel quarto centenario della morte Bruno, la falena dello spirito Cartesio 1. I trattati scientifici 2. Le opere filosofiche Spinoza: Etica e politica Berkeley: Opere filosofiche Kant: La Critica del giudizio Hamann: Ritorna il Mago del Nord Schleiermacher: Sulla traduzione Hegel: Le filosofie del diritto Schelling 1. Il dramma 2. Gli aforismi sulla filosofia della natura 3. La filosofia della mitologia Wilhelm von Humboldt: Il linguaggio Leopardi riabilitato Wilamowitz: La filologia è una cosa grande Spengler: La profezia misconosciuta Löwith: Il nichilismo europeo Jünger 1. L'apertura degli archivi 2. Cento anni Gehlen: L'uomo: la sua natura e il suo posto nel mondo La scienza 1. La fine della scienza 2. L'essere e il divenire 3. Scienza e letteratura Weischedel: I pazzi di Dio Nolte: La guerra civile europea Colli 1. L'incontro 2. L'Enciclopedia di autori classici 3. Gli eroici furori ...e Montinari 1. Fratelli nemici 2. Il granduca di Weimar 3. Interpretazioni naziste Colletti: Fine della filosofia? Sini: Immagini di verità Torno: Quel che resta di Dio Montano: Il progresso in filosofia Sgalambro: La morte del sole Berti 1. Le ragioni di Aristotele 2. Le vie della ragione Abbagnano: Tutto l'oggettivo diventa soggettivo, anzi convenzionale Plotino: La grandiosa sintesi della filosofia greca Descrizione bibliografica Titolo: I pazzi di Dio. Croce, Heidegger, Schopenhauer, Nietzsche e altri Autore: Sossio Giametta Editore: Napoli: La Città del Sole, Marzo 2008 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Edizione: Seconda, accresciuta Lunghezza: 664 pagine; 23 cm ISBN: 8882923789, 9788882923785; 8882921883, 9788882921880 Collana: Volume 125 di Il pensiero e la Storia Soggetti: Filosofia contemporanea, Libri universitari, Umanistica, Critica, Interpretazione, Pensiero filosofico, Metafisica, Benedetto Croce, Martin Heidegger, Arthur Schopenhauer, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Luigi Pareyson, Eternità, Libertà, Ontologia, Collection of already published essays, Ewigkeit, Freiheit, Ontologie, Philosophie, Vernunft, Uber die vierfache Wurzel des Satzes vom zureichenden Grunde, Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente, Ottocento, Novecento, Giorgio Colli, Mazzino Montinari, Traduzioni, Storia, Idealismo, Teologia, Scienze, Pazzi di Dio, Nazismo, Ideologie politiche, Letteratura, Nichilismo, Linguaggio, Mitologia, Estetica, Colloqui, Ragione, Pazzia, Aforismi, Aristotele, Plotino, Descartes, Diritto, Natura, Linguaggio, Dramma, Sofferenza, Libertà, Tragedia, Volontà, Potenza, Superomismo, Fascismo, Comunismo, Crisi europea, Politica, Nemico, Etica, Opere generali, Opere filosofiche, Filologia, Profezie, Libri Vintage Fuori catalogo, Studi filosofici, Solitudine, Conoscenza, Intelletto, Illuminismo, Poetica, Icaro, Prometeo, Leggende napoletane, Napoli, Modernità, Arte, Morte, Anima, Interpretazioni filosofiche, Speculazione, Chiesa, Thomas Mann, Germania, Italia, Freud, Zarathustra, Aurora, Gaia scienza, Umano, Troppo umano, Leverkuhn, Goethe, Cristianesimo, Franco Volpi, Vattimo, Deleuze, Foucault, Lyotard, Marcuse, Francia, Artistik, Friburgo, Wagner, Genealogia della morale, Umberto Galimberti, Hegel, Platone, Saggi, Recensioni, Articoli, Libri rari, Collezionismo, Contemporary Philosophy, University Books, Humanities, Criticism, Interpretation, Philosophical Thought, Metaphysics, Eternity, Freedom, Ontology, On the Fourfold Root of the Principle of Sufficient Reason, Nineteenth and Twentieth Century, Translations, History, Idealism, Theology, Sciences, Mad About God, Nazism, Political ideologies, Literature, Nihilism, Language, Mythology, Aesthetics, Conversations, Reason, Madness, Aphorisms, Aristotle, Plotinus, Law, Nature, Language, Drama, Suffering, Freedom, Tragedy, Will, Power, Superomism, Fascism, Communism, European crisis, Politics, Enemy, Ethics, General works, Philosophical works, Philology, Prophecies, Out of print books, Philosophical studies, Loneliness, Knowledge, Intellect, Enlightenment, Poetics, Icarus, Prometheus, Neapolitan legends, Naples, Modernity, Art, Death, Soul, Philosophical interpretations, Speculation, Church, Germany, Italy, Gay science, Human, Too human, Christianity, France, Freiburg, The genealogy of morality, Plato, Essays, Reviews, Articles, Rare Books, Collectibles
br. È singolare come nei suoi ultimi anni, subito dopo un'opera capitale per comprendere il nostro tempo come II Regno della Quantità, Guénon abbia voluto dedicare un libro a una questione matematica quale il calcolo infinitesimale, introdotto da Leibniz e poi diventato un pilastro della scienza moderna. Ma evidentemente riteneva che qui fossero in gioco problemi di altissima rilevanza. Tralasciando gli aspetti pratici connessi al calcolo matematico per lui "del tutto privi di interesse", come più volte ribadisce -, Guénon si concentra sui princìpi che dovrebbero costituire il fondamento di ogni sapere particolare, e chiarisce nozioni che in realtà, in quanto passibili di essere trasposte analogicamente e di acquisire anche una valenza metafisica, attraversano l'intera sua opera, riaffiorando innumerevoli volte: dal significato della serie dei numeri, dell'unità e dello zero alle fondamentali differenze fra l'"infinito" propriamente detto e l'"indefinito", fra la parte e il tutto, fra il continuo e il discontinuo, fra la quantità e la qualità. Riferendosi agli scritti e al carteggio di Leibniz, Guénon mostra come le difficoltà concettuali affrontate da Leibniz e dai matematici che dopo di lui si cimentarono con l'idea dell'infinito discendano dall'abbandono di quel rigore intellettuale proprio del pensiero metafisico - il quale, rispetto alla mera indagine empirica e razionale cui sono confinate le scienze moderne, rappresenta un "passaggio al limite". Con una nota di Paolo Zellini.
Biblioteca di cultura filosofica 10 - Dedica - Prefazione - Premessa - Capitoli: I.- XVIII. - Bibliografia - Indice analitico - Indice dei nomi 1 21,5x15,5 cm., in brossura, pp. 451 (2), non refilate, prima edizione italiana, leggere abrasioni margini esterni con piccole mamcanze agli angoli, margini prime pagine un po' fragili, normali segni del tempo, pi? accentuati in esterno, buon esemplare.
br. L'occasione della stesura del trattato viene suggerita ad Immanuel Kant da Emanuel Swedenborg, uno svedese suo contemporaneo che, tra il 1749 e il 1758, pubblica un'opera intitolata Arcana coelestia, in cui sostiene di essere in contatto diretto con il mondo degli spiriti e le anime dei defunti. Lo scritto di Kant, nato come risposta alle sollecitazioni di molti intellettuali che chiedevano una sua opinione in proposito, lasciò tutti spaesati e venne reputato destabilizzante e ambiguo perché non si comprese se egli sostenesse o meno l'immortalità dell'anima. Scopo di questo pamphlet antimetafisico è infatti quello di mostrare, con una provocante vena ironica, quanto incapace sia la natura dell'uomo di conoscere lo spirito e tutto quel mondo immateriale che lo circonda. Kant inizia così a porre i primi paletti ai limiti conoscitivi della ragione umana, che saranno poi rinsaldati nella futura dottrina della "Dialettica trascendentale".
La Città del Sole 1997 208 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
A CURA DI RITA MESSORI PRESENTAZIONE DI HUGO SCHMALE, INTRODUZIONE DI RITA MESSORI LA CITTà DEL SOLE 2002 243 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PARI AL NUOVO. Contiene parte degli atti dei Colloqui zurighesi. Il colloquio come evento, frutto degli incontri zurighesi a carattere seminariale avvenuti a partire dal 1977 con colleghi appartenenti a diversi settori disciplinari, emerge in modo esplicito il senso che la pluralità delle forme espressive in generale e il dialeghesthai in particolare riveste per Grassi. I dialoghi platonici offrono l’occasione di pensare all'atto linguistico in modo nuovo: nel dialogo si realizza un colloquio. Il filosofo è mosso dal convincimento che occorre distinguere il dialogo dal colloquio, al fine di ritrovare il senso autentico di un dialogo non ridotto a monologo scientifico. Soggetti: Filosofia, Saggi, Umanesimo, Meditazioni, Semiotica, Scritti, Colloquio, Semiotik, Gespräch, Einleitung, Monologo, Dialogo, Evento semiotico, Conoscenza, Tragedia, Commedia, Concetti filosofici, Erasmo, Follia, Linguaggio, Identità, Metafora, Nietzsche, Parola, Ungaretti, Heidegger, Idealismo tedesco, Pensiero metaforico, Romanticismo, Critica, Jacob Bohme, Mitologia, Cultura, Vico, Dramma, Prometeo, Rinascimento, Arbeit, Lavoro, Platone, Marx, Storicismo, Storicità, Lichtung, Parousia, Poiesis, Praxis, Hegel, Novalis, Natura, Piacere, Anspruch, Ursprung, Appello, Impulso, deutscher Philosophie, Kunst und Mythos, Humanismus und Marxismus, Parola metaforica, Edizione critica, Zürich Discourses, Retorica, Classical rhetoric, Renaissance Philosophy, Thought, Poetry, Metafisica, Arbeit und Gelassenheit: Zwei Grundformen des Umgangs mit Natur. Zürcher Gespräche, Erfahrung, Mathieu, Metapherein, Studi in memoria, Philosophy, Essays, Humanism, Meditations, Semiotics, Writings, Colloquium, Monologue, Dialogue, Semiotic Event, Knowledge, Tragedy, Comedy, Philosophical Concepts, Erasmus, Language, Identity, Metaphor, Word, German Idealism, Metaphorical Thinking, Romance, Criticism, Mythology, Culture, Drama, Prometheus, Renaissance, Work, Plato, Historicism, Historicity, Nature, Pleasure, Appeal, Impulse, Metaphorical Word, Critical Edition, Rhetoric, Metaphysics, Studies in Memory
br. Il concetto dell'angoscia (1844), insieme a La malattia mortale, Aut-aut e Timore e tremore, è una delle opere capitali di Søren Kierkegaard (1813-1855). Come tutte le sue opere maggiori, anche questa viene pubblicata con uno pseudonimo: Vigilius Haufniensis; ossia "colui che vigila ad Haufnia", l'antico nome di Copenaghen. Per Kierkegaard nell'esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile. Ma proprio l'infinità e l'indeterminatezza delle possibilità fanno sentire all'uomo la sua impotenza. Si manifesta così l'angoscia, in cui l'esistenza si rivela come possibilità, come rischio dello scacco, del fallimento, dell'insignificanza totale, del nulla. L'angoscia accompagna costantemente l'esistenza dell'uomo, vi è essenzialmente connessa, ed è la prima tappa nel lungo e drammatico cammino verso la scelta religiosa, come incertezza angosciosa e sublime vissuta nel rapporto decisivo del singolo con Dio.
br. I saggi qui riuniti, apparsi originariamente in riviste oggi di difficile reperimento, coprono un arco temporale che abbraccia l'intero periodo creativo di Guénon, dal 1909 al 1950. La visione metafisica di Guénon appare già compiuta fin dal primo saggio sul Demiurgo - pubblicato a ventitré anni -, in cui egli affronta il millenario quesito "unde malum?", rispondendo con la disinvoltura e la meticolosità di chi svolga una dimostrazione di ciò che dovrebbe risultare a tutti ovvio, o perlomeno facilmente desumibile da alcune nozioni universali di immediata evidenza, quali l'infinito, l'essere e il non-essere, il manifestato e il non-manifestato, l'unità e la molteplicità. E fedele a quella visione, incentrata sugli assiomi che nelle civiltà tradizionali definiscono l'ordine del mondo e il percorso iniziatico di realizzazione spirituale, Guénon nei quarant'anni successivi si adopera instancabilmente a rettificare le confusioni di pensiero e le aberrazioni terminologiche che vede diffondersi nel mondo moderno, chiarificando con puntiglio i rapporti fra monoteismo e angelologia, il significato delle idee platoniche, la distinzione fra spirito e intelletto, le valenze metafisiche della produzione dei numeri e della notazione matematica.
br. «Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano. Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l'infinito» scrive Leopardi. Il termine tuttavia non rientra fra quelli maggiormente frequentati dai filosofi, i quali prediligono piuttosto avverbi pacifici e rassicuranti, come quelli che rimarcano o confutano la certezza. Attraverso un ripensamento inedito e coinvolgente del pensiero di Dio da Cartesio a Cacciari, il saggio verifica invece la presenza di un "forse" (ermeneutico, anfibologico e congetturale) al di sotto di ogni costruzione razionalistica e porta allo scoperto il momento di libertà latente in ogni atto metafisico.
br. Il pensiero di Arthur Schopenhauer (1788-1860) ha catturato nel tempo l'interesse non solo di filosofi di professione, ma anche di illustri musicisti, scrittori, artisti e persino scienziati. In questo libro vengono analizzati i quaderni che Schopenhauer ha redatto dai 16 ai 26 anni: essi documentano tutte le fasi della sua precoce ricerca filosofica, intrapresa con la passione giovanile per l'avventura e la sfida, ma anche con la serietà radicale che caratterizza ogni autentico pensatore. Gli anni in cui il giovane Schopenhauer cerca di decifrare "l'enigma del mondo" appartengono a una stagione eccezionalmente ricca e, forse, ineguagliata della speculazione filosofica europea. Registrando la lunga e complessa gestazione del suo pensiero, questi manoscritti esibiscono anche ciò che Schopenhauer ha voluto "occultare" nelle opere a stampa - e ciò vale sia per i debiti intellettuali nei confronti degli autori a lui contemporanei, sia per alcuni tratti cruciali del suo sistema che, se esplicitati, rendono possibile comprendere l'origine e il significato di alcune rilevanti aporie del sistema stesso, altrimenti inspiegabili.
br. Il pensiero di Arthur Schopenhauer (1788-1860) ha catturato nel tempo l'interesse non solo di filosofi di professione, ma anche di illustri musicisti, scrittori, artisti e persino scienziati. In questo libro vengono analizzati i quaderni che Schopenhauer ha redatto dai 16 ai 26 anni: essi documentano tutte le fasi della sua precoce ricerca filosofica, intrapresa con la passione giovanile per l'avventura e la sfida, ma anche con la serietà radicale che caratterizza ogni autentico pensatore. Gli anni in cui il giovane Schopenhauer cerca di decifrare "l'enigma del mondo" appartengono a una stagione eccezionalmente ricca e, forse, ineguagliata della speculazione filosofica europea. Registrando la lunga e complessa gestazione del suo pensiero, questi manoscritti esibiscono anche ciò che Schopenhauer ha voluto "occultare" nelle opere a stampa - e ciò vale sia per i debiti intellettuali nei confronti degli autori a lui contemporanei, sia per alcuni tratti cruciali del suo sistema che, se esplicitati, rendono possibile comprendere l'origine e il significato di alcune rilevanti aporie del sistema stesso, altrimenti inspiegabili.
GUIDA 2007 384 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. C'è ancora qualcosa da dire sull'argomento "ontologico". La cosiddetta "liquidazione" kantiana suscita sempre più insofferenza e, per quanto sia ormai un luogo comune della filosofia accademica, è ormai a buon punto per essere a sua volta liquidata. Essa non si riferisce che ad una forma "pervertita" dell'argomento stesso, in rapporto alla quale neppure è del tutto ineccepibile. Si tratta, dunque, di riportare alla luce il senso provocatorio e paradossale dell'argomento nella sua forma prima, che, rompendo gli argini e le barriere artificiali del raziocinio, spinge la mente ad aprirsi all'evidenza stessa della realtà e a riconoscere la profonda semplicità del mistero. Niente altro che un Koan! Anzi, il Koan dei Koan per il pensiero ad una dimensione dell'Occidente moderno. Antonio Luiso nasce a Napoli nel 1956. Ha frequentato il Liceo Ginnasio A. Genovesi nel capoluogo partenopeo. Si è laureato in Filosofia al l'Università degli Studi Federico II, con una tesi dal titolo: L'idea di Dio in W. Pannenberg. Dal 1989 insegna Storia e Filosofia nei licei statali di Napoli. Attualmente è in servizio presso il Liceo L.B. Alberti. Ha pubblicato nel 2000 per la Casa editrice D'Auria un testo dal titolo Piccolo con certo metafisico, contenente una lettera a Massimo Cacciari.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Il rapporto tra Heidegger e Rilke si articola su un gioco di specchi obliqui che riflettono l'opacità di una resistenza che spinge il lettore a sfumare e a mettere in ombra intrecci tra il suo pensiero e la lirica del poeta praghese. Questo elemento di complessità spinge l'autrice a sottoporre a un'analisi critica posizioni interpretative già consolidate: una critica guidata dalla convinzione che sia possibile individuare nuove prospettive e chiavi di lettura. Informazioni bibliografiche Titolo: Il linguaggio del tempo: su Heidegger e Rilke Autore: Simona Venezia Prefazione di: Eugenio Mazzarella Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2007 Collana: Volume 21 di Filosofia e sapere storico ISBN: 8860423384, 9788860423382 Lunghezza: 389 pagine, 23 cm Soggetti: Filosofia, Rainer Maria Rilke, Martin Heidegger, Concetto del tempo, Pensiero filosofico, Pensare, Poetare, Poetica, Poesia, Holderlin, Svolta, Linguaggio, Novecento, Cultura, Senso, Significato, Beitrage zur Philosophie, Critica letteraria, Storia, Silenzio, Nietzsche, Volontà di potenza, Zarathustra, Die Elegie der Kreatur: Das Offen, Bezug, Mortem Abschied, Weltinnenraum, Perdita, Gelassenheit, Tempo, Utopia, Ritorno, Idealismo tedesco, Nichilismo, Metafisica, Ontico, Superuomo, Umanesimo, Dasein, Ubermensch, Oltreuomo, Geworfenheit, Pietro Chiodi, Gianni Vattimo, Pareyson, Libri fuori catalogo, Philosophy, Concept of time, Philosophical thought, Thinking, Poetry, Poetics, Poetry, Turning, Language, Twentieth century, Culture, Sense, Meaning, Literary criticism, History, Silence, Will power, Return, German idealism, Nihilism, Metaphysics, Superman, Humanism, Books out of print, Sonetti a Orfeo, Elegie duinesi, Duineser Elegien, Elegie, Die Sonette an Orpheus, Ermeneutica, Ontologia, Sonnets to Orpheus, Duino Elegies, Elegies, Hermeneutics, Ontology
GUIDO OLDRINI A CURA DI IL MARXISMO DELLA MATURITà DI LUKACS INTERVENTI DI CESARE CASES, ISTVAN HERMANN, GUIDO OLDRINI, SEFAN MORAVSKI, MIKOLS ALMASI, ISTVAN FEHéR, NICOLAE TERTULIAN, PRISMI 1983, 225 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO. Chi vada sfogliando la saggistica italiana - ma non italiana soltanto - su Lukacs ne riceve in genere l'una o l'altra di queste impressioni: o che storicamente non esista se non il Lukacs giovane, l'autore (premarxista) della Storia del dramma moderno, dei saggi apparsi col titolo L'anima e le forme, dei lavori estetici di Heidelberg, della Teoria del romanzo, e quello (protomarxista) di Storia e coscienza di classe; oppure che ci sia bensì in lui anche un'ulteriore fase storica di sviluppo, ma che essa, lungi dal segnarne la maturità, ne segni piuttosto l'irreversibile decadenza e involuzione. Entrambe queste impressioni sono, a nostro giudizio, sbagliate. Non solo perché di fatto esiste, dopo Storia e coscienza di classe, un secondo (o terzo) periodo dell'attività di Lukacs, il suo periodo di attività matura; ma perché, una volta caduti in lui i pregiudizi idealistici di quel libro, egli è in grado di elaborare e portare a chiarezza sistematica una varietà molto più ricca di categorie: dapprima, a partire dagli anni '30, sul terreno della teoria della letteratura, poi con riferimento anche ad altre oggettivazioni sociali di grado superiore, ad altre - e sempre più vaste - sfere categoriali della struttura della realtà oggettiva (estetica, etica, ontologia dell'essere sociale ecc.). Misconoscere o sottovalutare l'importanza della elaborazione di questo gruppo di problemi è smarrire l'asse centrale della maturazione creativa e della più specifica originalità del pensiero di Lukacs: proprio quanto gli assicura una netta e decisa superiorità rispetto al marxismo di un Korsch o di un Bloch (anche per via dello stretto legame da lui costantemente mantenuto con i problemi e le lotte del movimento operaio organizzato). Se Lukacs non si riduce a essere soltanto quel «weberiano critico» che pare a molti, se egli è qualcosa più che non un semplice precursore della sociologia della conoscenza» o anche della «teoria critica della società», ciò lo si deve proprio al fatto che egli va con la maturità oltre le analisi, pur geniali, del suo capolavoro giovanile. Indice L'uomo buono di Cesare Cases L'itinerario intellettuale di Lukacs dopo "Storia e coscienza di classe" di Istvan Hermann Le basi teoretiche del Lukacs della maturità di Guido Oldrini L'evoluzione della teoria lukacsiana matura dell'estetica di Stefan Morawski La prospettiva ontologica di Lukacs di Miklos Almasi Lukacs e Sartre, due itinerari filosofici a confronto di Istvan István Feher Appunti su Lukacs, Adorno e filosofia classica tedesca di Nicolae Tertulian. Parole e frasi comuni Adorno analisi Anna Seghers artistica base Bloch borghese Brecht Budapest carattere categoria complesso concetto concezione del mondo concreto confronti contraddizioni coscienza di classe costituisce Critica della ragione dell'arte dell'estetica dell'Ontologia dell'uomo determinazioni Ernst Bloch esso estetica fascismo fenomeni Fichte filosofia fondamentale fondo forma generale Georg Lukàcs giovane Hegel hegeliana Ibid ideologica individuale infatti intellettuale Kant l'essere l'estetica l'Ontologia lavoro Lenin letteraria letteratura Lifsic Literaturnyj kritik lukacsiana Marx Marx e Engels marxiana marxismo metodo metodologica mimesis natura Nicolai Hartmann nuovo oggettiva oggettivazione ontologica pensiero periodo politica di Fronte posizione possibilità prassi principio problema processo proprio punto questione ragione dialettica rapporti razionale reale realismo realtà rispetto risultati rivoluzionario romanzo saggio Sartre sartriana Schelling scritti scrittori senso sfera società soggetto-oggetto identico soltanto stalinismo Storia e coscienza storico storico-sociale struttura sviluppo tale tedesca teleologica tendenza teoria Teoria del romanzo teorico Thomas Mann totalità trad umana ungherese valore Soggetti: Filosofia, György Lukács, Saggi, Le basi teoretiche, Marxism and Form, Philosophy, Essays, Adorno, alienazione, astratto, Balzac, Don Chisciotte, Dostoevskij, dramma, Engels, epica, Estetica, Flaubert, Goethe, Grecia, Hegel, idealismo, ideologie, James, Joyce, Kafka, Kant, Lassalle, Lenin, modernismo, narrazione, reificazione, ricordo, rispecchiamento, Sartre, simbolismo, soggettività, Sollen, Sontag, spazio, Steiner, Tempo, romanzo, Tolstoj, Utopia, Wesen, Zola, Ontologie: Hermeneutik der Faktizität, Relativer und absoluter Idealismus, Theologische Jugendschriften, Communism, Hungary, 1885-1971, Novecento, Ermeneutica, Ontologia
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Chi vada sfogliando la saggistica italiana - ma non italiana soltanto - su Lukacs ne riceve in genere l'una o l'altra di queste impressioni: o che storicamente non esista se non il Lukacs giovane, l'autore (premarxista) della Storia del dramma moderno, dei saggi apparsi col titolo L'anima e le forme, dei lavori estetici di Heidelberg, della Teoria del romanzo, e quello (protomarxista) di Storia e coscienza di classe; oppure che ci sia bensì in lui anche un'ulteriore fase storica di sviluppo, ma che essa, lungi dal segnarne la maturità, ne segni piuttosto l'irreversibile decadenza e involuzione. Entrambe queste impressioni sono, a nostro giudizio, sbagliate. Non solo perché di fatto esiste, dopo Storia e coscienza di classe, un secondo (o terzo) periodo dell'attività di Lukacs, il suo periodo di attività matura; ma perché, una volta caduti in lui i pregiudizi idealistici di quel libro, egli è in grado di elaborare e portare a chiarezza sistematica una varietà molto più ricca di categorie: dapprima, a partire dagli anni '30, sul terreno della teoria della letteratura, poi con riferimento anche ad altre oggettivazioni sociali di grado superiore, ad altre - e sempre più vaste - sfere categoriali della struttura della realtà oggettiva (estetica, etica, ontologia dell'essere sociale ecc.). Misconoscere o sottovalutare l'importanza della elaborazione di questo gruppo di problemi è smarrire l'asse centrale della maturazione creativa e della più specifica originalità del pensiero di Lukacs: proprio quanto gli assicura una netta e decisa superiorità rispetto al marxismo di un Korsch o di un Bloch (anche per via dello stretto legame da lui costantemente mantenuto con i problemi e le lotte del movimento operaio organizzato). Se Lukacs non si riduce a essere soltanto quel «weberiano critico» che pare a molti, se egli è qualcosa più che non un semplice precursore della sociologia della conoscenza» o anche della «teoria critica della società», ciò lo si deve proprio al fatto che egli va con la maturità oltre le analisi, pur geniali, del suo capolavoro giovanile. Descrizione bibliografica Titolo: Il marxismo della maturità di Lukács Autore: Miklós Almási, Cesare Cases, I. Hermann, G. Oldrini, S. Morawski, I. Fehér, N. Tertulian. Curatore: Guido Oldrini Editore: Napoli: Prismi, Novembre 1983 Lunghezza: 228 pagine; 24 cm ISBN: 8870650081, 9788870650082 Collana: Volume 2 di Astrea. Orizzonti della cultura contemporanea Soggetti: Filosofia, Interpretazione, Critica, György Lukács, Saggi critici, Le basi teoretiche, Marxism and Form, Philosophy, Adorno, Alienazione, Astratto, Balzac, Don Chisciotte, Dostoevskij, Dramma, Engels, Epica, Estetica, Flaubert, Goethe, Grecia, Hegel, Idealismo, Ideologia, James, Joyce, Kafka, Kant, Lassalle, Lenin, Opere giovanili, Capitale, Teorie economiche, Lotta di classe, Modernismo, Narrazione, Reificazione, Ricordo, Rispecchiamento, Sartre, Simbolismo, Soggettività, Sollen, Sontag, Spazio, Steiner, Tempo, Romanzo, Tolstoj, Utopia, Wesen, Zola, Ontologie: Hermeneutik der Faktizität, Relativer und absoluter Idealismus, Theologische Jugendschriften, Communism, Hungary, 1885-1971, Novecento, Ermeneutica, Morawski, Berlino, Germania, Traduzioni, Jaworska, Ontologia, Letteratura critica, Influenze culturali, Gioventù, Philosophy, Interpretation, Criticism, Critical essays, Theoretical bases, Alienation, Abstract, Don Quixote, Drama, Epic, Aesthetics, Greece, Idealism, Ideology, Early works, Capital, Economic theories, Class struggle, Modernism, Narration, Reification, Memory, Mirroring, Symbolism, Subjectivity, Space, Time, Novel, Twentieth century, Hermeneutics, Berlin, Germany, Translations, Ontology, Critical literature, Cultural influences, Youth Indice L'uomo buono di Cesare Cases L'itinerario intellettuale di Lukacs dopo "Storia e coscienza di classe" di Istvan Hermann Le basi teoretiche del Lukacs della maturità di Guido Oldrini L'evoluzione della teoria lukacsiana matura dell'estetica di Stefan Morawski La prospettiva ontologica di Lukacs di Miklos Almasi Lukacs e Sartre, due itinerari filosofici a confronto di Istvan István Feher Appunti su Lukacs, Adorno e filosofia classica tedesca di Nicolae Tertulian. Parole e frasi comuni Adorno analisi Anna Seghers artistica base Bloch borghese Brecht Budapest carattere categoria complesso concetto concezione mondo concreto confronti contraddizioni coscienza di classe Critica della ragione arte estetica Ontologia uomo determinazioni Ernst Bloch estetica fascismo fenomeni Fichte filosofia fondo forma generale Georg Lukàcs giovane Hegel hegeliana ideologica individuale intellettuale Kant essere estetica lavoro Lenin letteraria letteratura Lifsic Literaturnyj kritik lukacsiana Marx Engels marxiana marxismo metodo metodologica mimesis natura Nicolai Hartmann oggettiva oggettivazione ontologica pensiero periodo politica Fronte posizione possibilità prassi principio problema processo questione ragione dialettica rapporti razionale reale realismo realtà risultati rivoluzionario saggio Sartre sartriana Schelling scritti scrittori senso sfera società soggetto-oggetto identico stalinismo Storia coscienza storico storico-sociale struttura sviluppo tedesca teleologica tendenza Teoria del romanzo teorico Thomas Mann totalità umana ungherese valore