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brossura Essere finito e Essere eterno è ormai annoverato tra i classici della filosofia del nostro secolo. L'analisi di Husserl ha comportato un richiamo dell'attenzione sul tema dell'essenza che non contrasta con una ripresa dei temi classici: così inserendosi nel solco della tradizione metafisica di tipo Aristotelico-tomista, la Stein propone un originale incontro con le analisi fenomenologiche, originate da un 'impostazione chiaramente diversa. Dall'analisi dell'essere reale ed essenziale all'Essere assoluto e di nuovo all'essere singolare, seguendo una linea di sviluppo parabolica, si dipana una ricerca lucida e aperta, che chiama in causa pressoché tutte le principali questioni filosofiche in riferimento alle tappe della storia del pensiero. Ne nasce una sorta di Summa legata da una rielaborazione personale, che non si avvale di un procedimento "deduttivo" bensì "ostensivo" e che, soprattutto, non presume mai di dire la parola definitiva. L'esigenza di una filosofia cristiana, l'utilizzazione del metodo fenomenologico e la rilettura del tema dell'essere, soprattutto in riferimento alla speculazione medievale, rendono l'opera di Edith Stein interessante e attuale, testimoniando altresì un 'indagine aperta, coerente e libera, ma non per questo priva di certezze e di principi dai quali muovere, nell'intento costante di restare fedele a un' analisi autenticamente filosofica e a una verità accolta come dono.
Atti del convegno (Napoli, 2-4 dicembre 2004) LIGUORI 2010. FONDO DI MAGAZZINO, PARI AL NUOVO. Il tema dei rapporti tra etica e progresso è stato affrontato privilegiando in particolare due ambiti cronologici: l'età moderna e i secoli XIX e XX. La filosofia dei lumi - e in particolare il pensiero illuministico francese - è risultato il momento privilegiato, anche se non esclusivo, per indagare i rapporti tra etica e progresso in relazione alle dispute sulla morale naturale e sulla tolleranza, così come in riferimento ai nessi tra antropologia ed etica. La concezione illuministica del progresso risulta inoltre, per le reazioni e i dibattiti suscitati, un ineludibile punto di riferimento per le discussioni filosofiche successive, comprese quelle novecentesche. Il volume raccoglie gli atti di un convegno internazionale organizzato a Napoli nei giorni 2 - 4 dicembre 2004 presso il Dipartimento di Filosofia e Politica dell´Università degli Studi di Napoli “L´Orientale” in collaborazione con l´Université de Bourgogne (Dijon) e l´Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Il tema dei rapporti tra etica e progresso – ma insieme anche quello delle antinomie che l´idea di progresso ha prodotto – è stato affrontato privilegiando in particolare due ambiti cronologici: l´età moderna – e al suo interno il pensiero dell´Illuminismo – e i secoli XIX e XX. La filosofia dei lumi – e in particolare il pensiero illuministico francese – è risultato il momento privilegiato, anche se non esclusivo, per indagare i rapporti tra etica e progresso vuoi in relazione alle dispute sulla morale naturale e sulla tolleranza, vuoi in riferimento ai nessi tra antropologia e etica. La concezione illuministica del progresso risulta inoltre, per le reazioni e i dibattiti suscitati, un ineludibile punto di riferimento per le discussioni filosofiche successive, comprese quelle novecentesche. Saggi di: Lorenzo Bianchi, Valeria Chiore, Caterina de Caprio, Maria Donzelli, Jean Ferrari, Letizia Gai, Giuseppe Landolfi Petrone, Mariassunta Picardi, Georges Pieri, Marco Platania, Roland Quillot, Paolo Quintili, Giulio Raio Parole e frasi comuni Aby Warburg Alvaro Antropologia arts Auguste Comte autres avait Bachelard Bestimmung des Menschen bien c'est Calas Cassirer choses Comte Corbin critica cultura d'une dell'uomo deux développement Dictionnaire philosophique Diderot Discours droiteffet Encyclopédie epistemologica état été etica être Fable faire fait faut filosofia Filosofia Islamica fisico fois Foucault Guèbres historique hommes humaine Jean-Jacques Rousseau Kant KGS VII l'Esprit l'histoire l'hommel'humanité l'on l'uomo Lettres Lévi-Strauss libertà Littré lois mais Mandeville Marco Platania metafisica Mettrie mœurs mondo Montesquieu morale n'est natura naturelle Paris pensée pensiero perfectibilité perfection peut point politicapolitique positivismo premier problema progresso proprio qu'elle qu'il qu'on qu'un ragione raison rapport reinen religione Rousseau Sandro Botticelli Science Universelle sciences scientifica scienza senso seulement siècle sociale società sociétésSohrawardi Sorel Spalding storia temps tolérance tolleranza tout Traité Trattato sulla tolleranza Troglodytes trouve umana Vernunft vertu vices virtù voir Voltaire Warburg XVIII secolo
br. In questo saggio sono presentati i concetti e le nozioni fondamentali di una teoria metafisica denominata eventualisino. L'eventualismo concerne il reale nella sua interezza e ogni alcunché accertato, considerato o supposto come esistente. La metafisica eventuale considera l'intero reale e i suoi costituenti come enti dinamico-eventuali che sono in continuo cambiamento: il reale è caratterizzato da enti e da processualità che generano alcunché e la loro trasformazione. La metafisica eventuale sostiene che il carattere ontico primario di ogni alcunché è di essere eventuale: esso è quello che è ma anche quello che potrebbe essere: eventuale è quel qualcosa di un alcunché che non è effettivamente realizzato, ma potrebbe esserlo. La metafisica eventuale considera il reale e gli alcunché onticamente esistenti indipendentemente da un soggetto che accerti la loro esistenza.
GUIDA 1999 158 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Edmund Husserl e Wilhelm Dilthey: due figure centrali dello scenario filosofico contemporaneo, sostenitori di due posizioni - quella fenomenologica e quella storicistica - solo apparentemente distanti fra loro. Con un’ermeneutica testuale particolarmente circoscritta, questo libro mette a confronto i due pensatori in forma immanente, sintetica e non-storiografica, sostenendo la tesi che la questione della storia non sia secondaria in Husserl e che la prospettiva fenomenologica non si estranea a Dilthey. Molti interpreti hanno ritenuto che il problema della storia non abbia trovato posto nella fenomenologia husserliana, perché la sua presenza avrebbe scardinato la struttura eidetico-trascendentale. Renato Cristin chiarisce qui questo equivoco che, insieme ad alcuni malintesi della critica, è di ostacolo a una più precisa comprensione del pensiero di Husserl. Al tempo stesso viene mostrato viene mostrato come Dilthey, nel legame con la critica kantiana della ragione e nel ’’principio di fenomenicità’’, utilizzi, nella sua ultima fase, alcuni elementi caratteristici del mondo fenomenologico. Renato Cristin (1958) è docente di Ermeneutica filosofica all’Università di Trieste. Ha curato l’edizione italiana di opere di Husserl, Heidegger, Gadamer. Ha inoltre pubblicato: ’Heidegger e Leibniz’ (Milano 1990); ’Phänomenologie in Italien’ (Würzburg 1995); ’Europa al plurale. Filosofia e politica per l’unità europea’ (Venezia 1997); ’Razón y subjetividad. Después del postmoderno’ (Buenos Aires 1998); ’La fenomenologia e l’Europa’ (Napoli 1998); ’Fenomenologia’ (Milano 1999) Indice: Premessa: Gli equivoci dell’interpretazione Fenomeno storia I. SCenario II. La critica di Husserl allo storicismo - Storia e filosofia rigorosa - Relativismo come relazionismo III. L’esperienza della storicità. La nozione di Erlebnis tra principio di fenomenicità e coscienza trascendentale - Heidegger. La piega ontologica della storicità - La psicologia e il principio di fenomenicità - L’Erlebnis e la storia IV. Il mondo-della-vita come mondo storico - L’intersoggettività come fenomeno della comprensione storica - Il mondo-della-vita come oggetto della comprensione fenomenologica - a) Il mondo come vita e come storia - b) Dilthey: vita e mondo storico - c) La storicità come orizzonte fluente Appendice - E. Husserl, Lettera a Dietrich Mahnke del 26 dicembre 1927 - E. Husserl, Per un confronto con Dilthey - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 3 agosto 1929 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 16 novembre 1930 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 27 novembre 1930 - E. Husserl, Riflessione sul nostro metodo di considerare la storia Indice dei nomi Parole e frasi comuni base comprendere comprensione comunità concetto concettuale concezione conoscenza coscienza costituisce critica della ragione Dasein definire dell'esistenza dell'esperienza dell'essere Den Haag Dilthey diltheyana Edmund Husserl eidetica Erlebnis ermeneutico esperienze viventi esplicitamente essenze essenziale fattuale fenome fenomenologia trascendentale filosofia flusso fondamentale fondazione fondo Gadamer Heidegger Husserl Husserliana vol Ibid Ideen individuale infatti intenzionale interpretazione intersoggettiva intesa Kant Krisis l'Erlebnis l'esperienza Lebenswelt Leibniz Lettera Mahnke Meditazioni cartesiane menologia metafìsica metodo fenomenologico metodologica Misch monade mondo storico mondo-della-vita nomenologica nozione nuovo ontologica pertanto Phanomenologie Plan der Fortsetzung posizione possiamo possibilità principio di fenomenicità problema proprio prospettiva psichica psicologia punto di vista radicale ragione storica rapporto rappresenta realizza realtà relativismo relatività relazione Ricerche logiche rienza riflessione ruolo scientifica scienza rigorosa scienza storica scienze dello spirito senso serliana significa sione soggettività trascendentale soltanto spirituale storia storico-ermeneutico struttura sviluppo teleologia tematica temporale teoria trad universale viene Weltanschauung Yorck
GIANNINI 2008. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Due cercatori di terre: due naufraghi o due esploratori condannati a confutare con le loro evidenze le obiezioni di geografi guidati solo da abitudini di esperienza e di pensiero. Questo potrebbe significare intendere Kant e Husserl come variazioni filosofiche delle vesti strappate di Robinson Crusoe.
Bompiani 1961 115 PP. COPERTINA DI BRUNO MUNARI SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Due correnti filosofiche, l'esistenzialismo e la fenomenologia hanno profondamente influenzato, negli ultimi decenni, gli studi psichiatrici. A opera di Ludwig Binswanger e altri studiosi si è andata delineando quella corrente conosciuta sotto il nome di Dasein Analyse, analisi esistenziale", che già ha dato sorprendenti risultati in campo clinico e ha permesso importanti acquisizioni teoretiche. Il metodo di indagine di Husserl, gli approfondimenti dei comportamenti umani dovuti a Sartre e Heidegger, vengono ora impiegati dallo psichiatra per capire meglio la situazione del paziente, e il libro di Van den Berg ci dà un resoconto affascinante, semplice, umano e nel contempo rigoroso di questo modo di avvicinamento ». Nel volume di Van den Berg fenomenologia ed esistenzialismo concorrono all'opera di rivoluzionamento della psichiatria tradizionale. Attraverso esempi concreti, esperienze cliniche, quello che poteva sembrare una problematica arida ed astratta si rivela come uno strumento vitale in diretto contatto coi nostri problemi quotidiani. PREFAZIONE Chi esamini attentamente le pubblicazioni psicologiche, psicopatologiche e psicoterapeutiche degli ultimi dieci o vent'anni, avrà agio di osservare che nell'ambito di tali scienze sono avvenuti notevoli cambiamenti; le vecchie idee assumono nuova importanza oppure scompaiono, le idee nuove acquistano gran peso in un breve periodo di tempo. La fenomenologia è una scienza ancora abbastanza giovane, che tra l'altro si propone lo scopo di spiegare tutti questi mutamenti e nello stesso tempo di trarre le conseguenze dalle idee formatesi durante l'esame di essi. È curioso osservare che questi studi sembrano condurre a una nuova psicologia, a una nuova psicopatologia, e nello stesso tempo a una nuova e più profonda comprensione della natura della psicoterapia. È mia intenzione fare un quadro fedele, se pur sommario, di queste nuove prospettive e dei risultati sinora osservabili. Di proposito ho preso le mosse da un esempio psicoterapeutico assai semplice. Anche la successiva illustrazione delle nuove teorie si giova, fin dove è possibile, di semplici eventi psicologici, osservati nella vita quotidiana o nei gabinetti di consultazione degli psichiatri. Spero di essere riuscito cosí a dare un'esposizione semplice e chiara. Finora sulla fenomenologia esistono pubblicazioni sparse, di regola altamente teoriche e perciò di difficile lettura. Utrecht, Olanda
FILOSOFI AMERICANI CONTEMPORANEI INTRODUZIONE DI ENZO PACI BOMPIANI 1939 343 PP. SEGNI DEL TEMPO, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CON ANCORA L'ACETATO EDITORIALE DI SOVRACCOPERTA.
MIMESIS 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. L'espressione "marxismo analitico" o "marxismo della scelta razionale" definisce un insieme di autori che cerca un nuovo approccio ai concetti fondamentali del materialismo storico, quali sfruttamento, classe, lotta di classe, agire collettivo, usando gli strumenti e le tecniche della scienza sociale analitica contemporanea. Questa corrente mostra un'esigenza di chiarezza e rigore non comuni nella tradizione marxista. È data grande importanza all'esatto significato dei concetti e al processo di deduzione attraverso il quale si arriva a determinate conclusioni. Gli esponenti più rappresentativi, presi in considerazione in questo lavoro, sono Jon Elster, Gerald A. Cohen e John Roemer.
ill., br. La comprensione della necessità di un ritorno al vincolo del mistero che, in fondo, è riconsiderazione della configurazione della ragione in forma di risposta a un appello - e per questo incapace di un'autentica sovranità - costituisce il filo conduttore di tutto il testo. La minuziosa disamina degli snodi fondamentali del testo narrativo di Hoffmann fa tutt'uno con la successiva parte che costituisce il volume, e nella quale il venire alla luce della falsa autonomia moderna trova la sua fondazione filosofica attraverso un interessante, e lucido, rimando tra le posizioni di Heidegger, Girard e Maritain. Si potrebbe quasi giungere ad affermare che Bigini utilizza la continua triangolazione di questi tre autori come una chiave interpretativa basilare capace di mostrare non solo la verità del testo hoffmaniano in contrapposizione ad alcune precedenti interpretazioni, ma anche il suo dispiegarsi nella forma di una critica che è possibile comprendere solo attraverso la comparazione tra le due possibili dinamiche esistenziali - una fondativa e l'altra degenerativa - della trascendenza e dell'autonoma immanenza.
brossura La filosofia della natura è antica quanto la filosofia stessa ed è da sempre legata alla ricerca scientifica della natura: scienza e filosofia hanno d'altronde un obiettivo comune, comprendere la natura. Scopo di questo libro è fornire una panoramica della filosofia della natura contemporanea, partendo dalla filosofia naturale di Newton per poi considerare la teoria dei campi insieme alla fisica della relatività, per arrivare alla fisica quantistica. Prefazione di Mauro Dorato.
br. Com'è possibile pensare oggi l'esperienza religiosa? E soprattutto quale utilità può avere questa riflessione per evitare le conseguenze degli atteggiamenti fondamentalistici e dell'indifferenza nei confronti di un possibile interesse religioso? La filosofia delle religioni risponde a queste domande in maniera rigorosa e non ideologicamente prevenuta: come appunto accade in questo libro, che approfondisce la filosofia delle religioni nei suoi vari aspetti e mostra in che modo essa interagisca con le tendenze culturali della propria epoca.
GUIDA 1979 149 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni asserire asserzioni asserzioni logicamente asserzioni-base base causalità certo circostanza condizioni confutazioni congetture conoscenza constatare contraddizione convinzione credenza critica decidere decisioni descrizione determinato dialettica dire dualismo effetti Engels ENRICO BELLONE epistemologico evento falsificata falsificazione falsificazionista filosofia Giordano Bruno giustificazione Hegel idealtipica implica implicherebbe logicamente individui induttiva Infatti ingegneria sociale interpretare invece istituzioni sociali l'idea LAKATOS leggi normative logica Logik der Forschung Marx marxismo Max Weber mente metodo metodologia modus tollens mondo morale naturali Nicola Badaloni norme nozione nuova obiettivo oggetto olisti osservare percezione pianificazione politica razionale Popper dice popperiana possibile possono potrebbe principio di non-contraddizione problema problema della demarcazione processo proposizioni proprio prospettiva prova punto di vista ragioni reale regole rispetto risultato scientifica scienze sociali scopo selettivi preconcetti sembra senso significa sistema sociale a spizzico sociologia specifico spiegare spiegazione storia storicistica storiografia struttura sviluppo tale tecnologico teoria teorico termini tesi tiva Tizio uomini validità valore vista preconcetti
In 8 (21x13) Brossura; pp 143; ottimo
GUIDA 2004 197 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO. L’intento di questo studio è quello di provare a pensare, attraverso la ’’novità’’ introdotta sullo scenario filosofico contemporaneo dalla ’’filosofia della religione ebraica’’, la dissoluzione dell’ontologia racchiusa nella formulazione levinasiana dell’’altrimenti dall’essere’’. Il volume, partendo dalle diverse articolazioni del pensiero ebraico così come si è sviluppato e rimodulato in terra d’America, si concentra in un serrato confronto con la filosofia della religione di Hegel. Questi, infatti, sancendo tra religione e filosofia un rapporto di inclusione della prima nella seconda, ha ’’inaugurato’’ un modo di filosofare in cui non c’è più spazio per il senso e, quindi, per l’etica, aprendo così la strada ad alcune declinazioni novecentesche fondate sul primato dell’’essere in generale’’ quale trionfo del Neutro. Viceversa, la ’’novità’’ rappresentata dalla ’’filosofia della religione ebraica’’ - riapertura dello spazio della Trascendenza, recupero integrale della singolarità quale tensione all’etico - consente, in alcuni dei suoi maggiori rappresentanti (Heschel, Soloveitchick, Fackenheim), non solo la ’’rottura’’ definitiva con la filosofia hegeliana e la dissoluzione, quindi, di quell’’’impersonale’’, che, seguendo le imprese ’’antiumane’’ del XX secolo, ha decretato la crisi irreversibile dell’Umanesimo occidentale, ma anche la possibilità di un ’’nuovo inizio’’ per la stessa filosofia. Gianluca Giannini (Napoli, 1973) svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia ’’A. Aliotta’’ dell’Università di Napoli ’’Federico II’. Tra i suoi scritti si possono qui ricordare: ’Abraham Joshua Heschel: l’identità ebraica di fronte alla sfida della Sho’ah’ (1998); ’Pietro Piovani a vent’anni dalla morte’ (2000); ’Etica e religione in Abraham Joshua Heschel. Lineamenti di una filosofia dell’ebraismo’ (2001); la cura e la traduzione di M. Hess, ’Roma e Gerusalemme. L’ultima questione nazionale’ (2002); ’Lèvinas e la cultura del XX secolo’, a cura di P. Amodio, G. Giannini, G. Lissa (2003); ’Abraham Joshua Heschels Philosophie des Judentums’ (2003); ’Auschwitz. L’eccesso del male’, a cura di P. Amodio, G. Giannini, G. Lissa (2004). Parole e frasi comuni Abraham Joshua Heschel alcuni all'ebraismo americana annota appunto assoluta Auschwitz Borowitz Buber Chaim Potok chassidismo concetto considerazioni costituisce cultura cura definitiva dell'essere dell'uomo difatti dire dispositivo diventa ebrai ebraico-americana ebraismo ebrei in America ebreo-americano Emmanuel Lévinas etica e religione Fackenheim fede filoso filosofìa della religione filosofìa ebraica fondo Franz Rosenzweig g.w.f. HegeL giudaismo Glazer halakha Hegelhegeliana Heidegger Hertzberg Heschel Ibid immigrati infatti interpretazione Israele Jewish Thought Judaism l'ebraismo americano l'essere l'etica l'uomo Lévinas maniera moderna mondo movimento New York nordamerica nordamericano nuovo pensiero ontologiaortodosso pagine particolar modo citata pensatore pensiero ebraico contemporaneo percorso persino Philip Roth possibile problema problematica proposito proprio prospettiva rabbino ragione realtà relazione reli religione ebraica religiosa riformatore rispetto risposta rivela romanzo Rosenzweig Rubenstein Samuelson sembra senso significa significato sistema Soloveitchick sostanzialmente special guisa specificità spirito storia storico sviluppo Talmud termini Terza Diaspora Torah trad trascendenza ulteriore verità XX secoloYiddish
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Informazioni bibliografiche Titolo: Filosofia, religione e pensiero ebraico: dibattito e prospettive dal Nordamerica Collana: Volume 5 di Judaica Autore: Gianluca Giannini Editore: Napoli: Guida Editori, 2004 ISBN: 8871887794, 9788871887791 Lunghezza: 197 pagine, 22 cm Soggetti: Ebraismo, Filosofia, Religione ebraica, Ontologia, Hegel, Levinas, Neutro, Trascendenza, Abraham Joshua Heschel, Joseph B. Soloveitchick, Emil L. Fackenheim, Diaspora, Halakha Parole e frasi comuni Abraham Joshua Heschel ebraismo americana assoluta Auschwitz Borowitz Buber Chaim Potok chassidismo concetto considerazioni cultura cura definitiva essere uomo dispositivo diventa ebraico-americana ebrei America ebreo-americano Emmanuel Lévinas etica religione Fackenheim fede filoso Franz Rosenzweig g.w.f. Hegel giudaismo Glazer halakha hegeliana Heidegger Hertzberg Heschel Ibid immigrati infatti interpretazione Israele Jewish Thought Judaism etica Lévinas maniera moderna mondo movimento New York nord-america nordamericano nuovo pensiero ontologia ortodosso pagine particolar modo citata pensatore pensiero ebraico contemporaneo percorso Philip Roth possibile problema problematica proposito prospettiva rabbino ragione realtà relazione religione ebraica religiosa riformatore rispetto risposta rivela romanzo Rosenzweig Rubenstein Samuelson senso significato sistema Soloveitchick sostanzialmente specificità spirito storia storico sviluppo Talmud termini Terza Diaspora Torah trascendenza ulteriore verità XX secolo Yiddish
br. I legami della filosofia con il teatro sono antichi e profondi. Risalgono all'origine stessa della prima forma di lògos occidentale, nella Grecia antica: il dià-logos platonico. La parola greca théatron ha una radice molto chiara, dal verbo theàomai «guardare», «contemplare», che la avvicina alla filosofia in quanto «teoria» del mondo. Théatron è il luogo dell'ammirazione, da cui il termine theorìa, parola chiave della filosofia: contemplazione della mente, considerazione, meditazione, studio, riflessione sulle cose della vita. Il teatro e la teoria (filosofica) hanno una radice linguistica comune, una radice che è, in primo luogo, antropologica. Di tutte le arti, l'arte drammatica è infatti quella più mescolata con la trama, anzi con l'intrigo della vita umana. È vita in azione, messa sotto gli occhi dell'uomo che così si contempla e afferra il senso del proprio agire, del proprio patire, del proprio godere, del proprio essere. In questo libro s'indagano le varie commistioni tra il mimetismo teatrale, il teatro come forma d'arte primordiale e la riflessione filosofica che ne ha fatto un uso costante e originale, anzitutto in epoca moderna.
Mm 110x180 Biblioteca Essenziale. Brossura editoriale con alette, pp. 189, sottolineature a matita in 3-4 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Obiettivo di questo saggio è quello di porre l'attenzione sui grandi paradigmi del nuovo millennio, valutando attentamente quanto ci è stato tramandato dagli scienziati negli ultimi secoli. Partendo dall'assunto che esiste una sola domanda a cui non possiamo dare ancora una risposta concreta, ovvero "perché esiste qualcosa anziché il nulla?", tutto il resto, in epoca moderna può essere interpretato in una chiave sempre più fisicalista: alle teorie ormai consolidate (anche se ancora di difficile interpretazione), come quelle che riguardano la meccanica quantistica e la relatività, se ne affiancano di nuove come quelle sull'informazione, sull'origine dello spazio-tempo e su altri enigmatici aspetti cosmologici. Il libro passa quindi in rassegna vari ambiti della conoscenza: filosofico, biologico, fisico e teologico, al fine di esaminare quanto fin qui abbiamo appreso, e soprattutto quanto tutto ciò influirà sulla nostra vita e sulle nostre coscienze nell'immediato futuro.
LA CITTà DEL SOLE 1994 TRADUZIONE DI FELICE GAMBIN 228 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PERFETTO, INTONSO, MAI SFOGLIATO. Ernesto Mayz Vallenilla Saltar a: navegación, búsqueda Ernesto Mayz Vallenilla (Maracaibo, 3 de septiembre de 1925) es un filósofo venezolano. Estudió bachillerato en el Liceo de Aplicación, el Liceo Fermín Toro y se graduó de bachiller en el Liceo Andrés Bello, todos ellos en la ciudad de Caracas. Se graduó en filosofía y literatura en la Universidad Central de Venezuela en la Primera Promoción de la Facultad de Filosofía y Letras en el año 1950 donde obtuvo luego su doctorado en Filosofía. Estudió en las Universidades de Göttingen, Friburgo y Múnich, llegando a ser alumno de Martin Heidegger. Fue profesor de la Universidad Central de Venezuela y rector fundador de la Universidad Simón Bolivar. De esta última casa de estudios, Ernesto Mayz Vallenilla es el autor de la letra de su himno (Canción del Nuevo Mundo), con música de Alberto Grau. Son notables sus teorías sobre la razón técnica que se muestran en su libro Esbozo de una crítica de la razón técnica de 1974.1 En 2001 la Sociedad Argentina de Filosofía consideró a Mayz Vallenilla como el más destacado filosofo Latinoamericano del siglo veinte. Trabajos La idea de la estructura psíquica en Dilthey. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1949. Formas e ideales de la enseñanza universitaria en Alemania. Caracas: Asociación Cultural Humboldt, 1953. Síntomas de crisis en la ciencia contemporánea. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1954. Examen de nuestra conciencia cultural. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1955. La enseñanza de la filosofía en Venezuela. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1955. Fenomenología del Conocimiento (Tesis Doctoral). Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1956. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1976. Universidad, ciencia y técnica. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1956. De las generaciones. Caracas: Imprenta Vargas, 1957. Universidad y humanismo. Caracas: Imprenta Vargas, 1957. El problema de América (Apuntes para una filosofía americana). Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1957. Universidad, pueblo y saber. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1958. El problema de América. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1959. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1969. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1992. La formación del profesorado universitario. Mérida: Universidad de Los Andes, 1959. Ontología del Conocimiento. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1960. El problema de la Nada en Kant. Madrid: Editorial Revista de Occidente, 1965. Caracas: Monte Ávila Editores Latinoamericana, 1992. (in German Pfüllingen: Verlag Günther Neske, 1974). In French (Paris: L’Harmattan, 2000). Del hombre y su alienación. Caracas: Instituto Nacional de Cultura y Bellas Artes, 1966. Caracas: Monte Ávila Editores, 1969. De la universidad y su teoría. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1967. Diagnóstico de la universidad. Caracas: Editorial Arte, 1968. Universität und Menschenbild. Dortmund: Departamento de Sociología de la Universidad de Münster, 1968. Sentidos y objetivos de la enseñanza superior. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1970. La crisis universitaria y nuestro tiempo. Caracas: Universidad Central de Venezuela, 1970. Hacia un nuevo humanismo. Caracas: Universidad Católica Andrés Bello, 1970. Arquetipos e ideales de la educación. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1971. La universidad y el futuro. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1972. La universidad en el mundo tecnológico. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1972. Técnica y humanismo. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1972. Examen de la universidad. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1973. Esbozo de una crítica de la Razón Técnica. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1974. Mensaje del Rector a la Primera Promoción. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1974. La pregunta por el hombre. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1974. Hombre y naturaleza. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1975. Misión de la universidad latinoamericana. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1976. Latinoamérica en la encrucijada de la técnica. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1976. ¿Es el poder del hombre i-limitado? Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1977. Técnica y libertad. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1978. Democracia y tecnocracia. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1979. El dominio del poder. Barcelona: Ariel, 1982. San Juan de Puerto Rico: Universidad de Puerto Rico, 1999. Ratio Technica. Caracas: Monte Ávila Editores, 1983. El ocaso de las universidades. Caracas: Monte Ávila Editores, 1984. Caracas: Monte Ávila Editores, 1991. Caracas: Universidad Simón Bolívar/Cátedra Unesco de Filosofía, 2001. In Italian (Naples: Istituto per gli Studi Filosofici, 1996). El sueño del futuro. Caracas: Editorial Ateneo de Caracas, 1984. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1989. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1993. Pasión y rigor de una utopía. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 1989. Caracas: Equinoccio (Universidad Simón Bolívar), 2000. Fundamentos de la meta-técnica. Caracas: Monte Ávila Editores, 1990. Barcelona: Gedisa, 1993. In Italian Naples: Istituto per gli Studi Filosofici, 1994. In French Paris: L’Harmattan, 1997. In German Berlin: Verlag Peter Lang, 2002. In Portuguese Lisboa: Edições Colibri, 2004. Abismo y caos. Caracas: Universidad Simón Bolívar, 1991. Invitación al pensar del siglo XXI. Caracas: Monte Ávila Editores Latinoamericana, 1998. Travesías del pensar. Caracas: IESALC-URSHLAC/Cátedra UNESCO de Filosofía, 1999. The Foundations Of Meta-technics, Translated by Carl Mitcham, University Press of America, 2004. ISBN 0-7618-2905-9
SAGGI DI FRANCO FERRARI, ENRICO NUZZO, GIULIO D'ONOFRIO, GIUSEPPE CACCIATORE, LUIGI RUGGIU, JAVIER SAN MARTIN, LA CITTà DEL SOLE 2008 307 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, MAI SFOGLIATO.
brossura Il "Tractatus logico-philosophicus" di Wittgenstein attribuisce una forma ad entità a prima vista disparate: gli oggetti semplici; la realtà nel suo complesso; le proposizioni. In questo libro, Giorgio Lando pone la teoria della forma al centro delle tesi metafisiche e semantiche del giovane Wittgenstein. A partire da questa intuizione, molti temi spesso discussi isolatamente dagli interpreti possono essere interpretati in modo unitario e coerente: la "soluzione" del problema di Bradley sulle relazioni; il cosidetto "pensiero fondamentale", secondo cui la logica dei fatti non può avere rappresentanti; le ragioni della composizionalità semantica; i vincoli sulla natura degli oggetti semplici. Questa ricostruzione mostra che la crescente tendenza a considerare Wittgenstein come una figura irriducibilmente peculiare o come un ironista dedito solo a denunciare le insensatezze della metafisica è fuori strada: il Tractatus può essere utilmente analizzato e criticato con gli strumenti teorici della metafisica analitica contemporanea. Il volume contiene una prefazione di Pasquale Frascolla.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «Il filo conduttore di una filosofia del futuro». Toni Negri Gilles Deleuze moriva il 4 novembre 1995. In quegli stessi giorni, durante uno degli scioperi più lunghi che la Francia ricordi, sui muri di una università occupata compariva la scritta: «Deleuze è morto, tutto è possibile». Un ventennio è trascorso, durante il quale l’opera di questo straordinario filosofo si è andata affermando. Tra specialisti e lettori. Tra questi studiosi c’è Michael Hardt. Il quale, prima di diventare il coautore di rinomanza internazionale di Impero (insieme a Toni Negri), ha pubblicato la prima monografia di lingua inglese dedicata a Gilles Deleuze. Per una generazione di militanti, ricercatori e filosofi cresciuta a cavallo tra i due secoli, Deleuze sarebbe diventato l’autore che più ha contribuito all'uscita. dalla dialettica e dai vicoli ciechi della teoria e della prassi novecentesca. Michael Hardt è uno di loro: attraverso Deleuze e il lento, illuminante apprendistato nella sua filosofia, ne ha ricavato le premesse per un pensiero politico e filosofico attuale e potente. Un pensiero della gioia che oggi ci aiuta a costruire il presente e a pensare il futuro, nel quale tutto è ancora possibile. Descrizione bibliografica Titolo: Gilles Deleuze: un apprendistato in filosofia Titolo originale: Gilles Deleuze: An Apprenticeship in Philosophy Autore: Michael Hardt Curatore: Girolamo De Michele Traduzione di: Cecilia Savi Editore: Roma: DeriveApprodi, 2016 Lunghezza: 264 pagine; 21 cm ISBN: 8865481390, 9788865481394 Collana: OPERAVIVA Soggetti: Affezioni, Filosofia, Società, Scienze sociali, Stoicismo, Etica, Logica, Gioia, Dialettica, Post-strutturalismo, Interpretazione, Divenire, Ontologia Bergsoniana, Negatività, Lavoro, Schiavo, Schiavitù, Volontà di potenza, Operaio, Potere, Critica totale, Pathos, Essere, Pratica Spinoziana, Speculazione, Saggi, Costituzione, Affermazione, Stato, Movimenti sociali, Sostanza, Philosophy, History, Surveys, Modern, Logica del Senso, Differenza e Ripetizione, Marxismo, Felix Guattari, Michel Foucault, Deterritorializzazione, Empirismo, Soggettività Parole e frasi comuni absolute Infinite abstract actual adequate idea affirmation Althusser Antonio Negri assemblage attack attributes Bergson study Bergsonian body causa sui causality claims notion conatus conception constitution interpretation reading Deleuze's thought Deleuzian Descartes determination dialectic differences of nature Dionysus Duns Scotus dynamic efficient epistemological essence eternal return Ethics expression Expressionism force foundation Hegel Hegelian history Houlgate immanent intellect internal Jean Wahl joyful passion master-slave dialectic materialist multiplicity negation Nietzsche Nietzschean objectivist ontological movement ontological parallelism opposition passive affections perspective Platonic political positive poststructuralism power to exist practice principle production proposition question distinction recognize relationship Scholastic Science of Logic singularity slave social Spinoza Spinozian substance synthesis theoretical theory critique tradition univocity workers Michael Hardt (1960) è professore alla Duke University. Allievo di Frederic Jameson, insieme a Toni Negri è autore dei tre volumi: Impero, Moltitudine, Comune (tutti editi per Rizzoli).
GHIBLI 2001, FONDO DI MAGAZZINO ALLO STATO DI NUOVO. Il libro ha cercato uno spazio differente e insolito per la nostra scrittura. La memoria diventa il tessuto nel quale dottrine filosofiche, estetiche, casi politici, forme dell'arte appaiono nell'orizzonte dell'esperienza e della sensibilità. La pagina è dominata dalla figura del tempo: personaggi e pensieri sono visibili in un intreccio di narrativo e teorico tramite una contaminazione di generi letterari. Analisi e ricordo, critica ed emozione appartengono alla medesima pagina. L'autore è solo uno specchio dei suoi dintorni amati in tempi diversi della vita: frammenti di un'autobiografia che è sempre sottesa ma che non c'è mai. Banfi, Sereni, Segre, Musatti, Treccani, Sini e gli altri personaggi del libro appaiono tramite differenti occasioni narrative, variazioni tematiche della sinfonia di un tempo e di uno spazio della nostra cultura. Fulvio Papi, nato a Trieste, vive a Milano e a Stresa. Figura originale della 'scuola di Milano', ha interpretato i classici della filosofia (Bruno, Kant, Hegel, Marx), ha percorso le linee essenziali della filosofia contemporanea e un antico sentiero politico. Nell'ultimo decennio, in controtendenza rispetto al nichilismo filosofico attuale, ha elaborato un disegno interno al fare filosofico come scrittura che configura spazi di mondo e orizzonti di senso. I documenti più prossimi di questo tracciato sono: Il sogno filosofico della storia. Interpretazioni sull'opera di Marx, Milano 1994; Philosophia imago mundi, Comano 1994; La passione della realtà, Milano 1998; Racconti della ragione, Milano 1998; Filosofia e architettura, Como-Pavia 2000. Per i nostri tipi ha pubblicato Lezioni sulla Scienza della logica di Hegel. Dal 1965 ha insegnato filosofia teoretica, estetica ed epistemologia all'Università di Pavia. Professore visitatore al Politecnico di Milano, allo Iulm e in altre università, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Corrente, vice presidente della Casa della cultura, dirige la rivista filosofica "Oltrecorrente". In questo libro dialoga con le sue figure della memoria, dell'intelligenza, dell'affetto.
br. Guénon in quest'opera ha esposto la sua visione dei vari livelli di realtà che si giustappongono nella totalità dell'esistenza. A ciascuno di questi livelli corrisponde uno "stato" e lo "stato" umano vi apparirà come "uno stato della manifestazione" accanto a tanti altri. La visione tradizionale, propria di Guénon, rivela in queste pagine l'impalcatura metafisica che la sorregge: un'impalcatura ancora una volta in piena consonanza con la dottrina vedantica, che fra tutte le forme della tradizione sembra essere stata per Guénon la più capace di esporre discorsivamente tale ordine di verità.
prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.