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COME NUOVO
192320560Paris, société d'édition "les belles lettres", 1923. In-8°, 86 double pp., intérieur frais (rares petits défauts). Br. (dos cassé, petite déch. marginale en 1ère de couv., manque la 4ème de couv.).
192320560Paris, société d'édition "les belles lettres", 1923. In-8°, 86 double pp., intérieur frais (rares petits défauts). Br. (dos cassé, petite déch. marginale en 1ère de couv., manque la 4ème de couv.).
<p>22 cm, rilegatura editoriale cartonata con titolo al piatto e dorso, p. 260. Con testo a fronte, versioni e introduzione di Francesco Tentori Montalto. Collana diretta da Giancarlo Vigorelli. Dedica alla prima carta. Complessivamente assai ben conservato.</p>
2000500317179Le Cherche-midi Editeur 2000 196 pages in8. 2000. Broché. 196 pages. L'Excavatrice est un roman sous forme de journal où le narrateur affirme n'avoir 'rien à dire' tout en questionnant le sens de l'existence. L'image centrale de l'excavatrice dressée dans le 'chantier' de la vie symbolise une force ambivalente qui pourrait broyer ou délivrer laissant le narrateur dans le doute
69640Arché Arché, Cahiers de l'Unicorne, 1978, 22 p., in-8, broché, bon état.
Brossura filo refe, n. 131 di collana, prefaz. A. Anedda, volume di seconda mano con conservazione prossima allo stato del nuovo, copertina illustrata da composizione grafica, con minime tracce da manipolazione e sfregamento, conservazione interna ottima, ossidati i tagli. N. pag. 98. USATO
br. "Tutte le cose che sono, sono buone, e quel male, di cui cercavo da dove fosse, non è sostanza, perché se fosse sostanza, sarebbe bene", afferma Agostino nelle Confessioni nel rifiutare la dottrina manichea in precedenza abbracciata, in questo modo rivendicando, con il nesso buono-sostanza, la piena conoscibilità del mondo. La creazione - "il mondo non era, dove sarebbe stato creato, prima che fosse creato, affinché fosse" - è né più, né meno la libertà, la quale apre con ciò il tempo: "senza variazione dei moti i tempi non sono". Cosicché se la libertà è l'irruzione del nuovo non determinato da nessuna concatenazione e solo essa irruzione origina la storia, quale conoscibilità umana è possibile del mondo e della storia? Prima ancora, quale spazio si apre alla libertà, dunque all'attività creatrice umana, oltre la residuale volontà negativa di omettere il bene? Che cosa di utile ci consegna, quella mossa metafisica?
br. Un volume a due voci: quella di Massimo Donà e quella di Gaetano Rametta - due filosofi che tornano a fare i conti con Fichte per riconsiderare in toto il modo in cui la filosofia s'è declinata nel corso del Novecento. A partire da Fichte, cioè, per ripensare categorie intorno alle quali s'è disegnata l'intera vicenda Occidente. Un tentativo coraggioso, volto a ripensare anzitutto il rapporto "essere-divenire", di là dalle stanche e spesso "apparenti" contrapposizioni che hanno visto schierarsi su fronti contrapposti i cosiddetti filosofi dell'essere e i cosiddetti filosofi del divenire. Di là dall'idea ormai consolidata secondo cui la metafisica avrebbe fatto definitivamente i conti con la questione dell'essere, liberando e consegnando la scena dell'esperienza a un divenire del tutto arbitrario, contingente e casuale. Un volume che, peraltro, nel ridisegnare ex novo il rapporto tra queste due architravi della concettualità filosofica, giunge da ultimo anche a una radicale ridefinizione del concetto di non-contraddizione. Finendo per svincolarlo dal tocco pietrificante dell'elenchos - con cui, sino a Emanuele Severino, si è sempre preteso di garantirne la solidità.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
201900394Paris, Librairie delagrave , 1965 ; in-12, 210 pp., br.
10756Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 108 pp. Très bon état.
10756Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 108 pp. Très bon état.
10757Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 110 pp. Très bon état.
10757Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 110 pp. Très bon état.
10758Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 128 pp. Très bon état.
10758Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 128 pp. Très bon état.
10759Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., de 116 à 272 pp. Très bon état.
10759Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., de 116 à 272 pp. Très bon état.
10765Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 131 pp. Très bon état.
10765Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 131 pp. Très bon état.
10766Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 132 pp. Très bon état.
10766Belgique, éditions Ousia. In-8°, Br., 132 pp. Très bon état.
20053396Editions de l'Olivier 2005 407 pages in8. 2005. Broché jaquette. 407 pages. Le roman suit Rose une orpheline de 18 ans qui entre au service de la famille Mitwisser des intellectuels juifs berlinois contraints de fuir le nazisme et réfugiés à Albany (USA) en 1935. L'œuvre explore les thèmes du déracinement de l'exil de la folie et de la quête identitaire à travers des personnages fragiles et incandescents