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Catalogo di mostra, Acqui Terme, Palazzo Liceo Saracco, 19 luglio - 14 settembre 1997. A cura di Maurizio Fagiolo dell'Arco. Con tavole a colori e illustrazioni in bianco e nero . 8vo. pp. 144. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo di mostra, Milano, Galleria Gian Ferrari, 25 ottobre - 1 dicembre 1986. Testi di Giovanni Testori e Jean Clair. Con 35 ill. in nero e a colori. Testi in italiano/francese . 8vo. pp. 52. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo della mostra, Galleria d'Arte Sacerdoti, Milano 2001. Prefazione di Ippolito Edmondo Ferrario. Numerose tavole a colori seguite da una breve antologia degli scritti . 8vo. pp. 58. . Perfetto (Mint). . . .
Catalogo di mostra, Gallerie Civiche d'Arte Moderna Palazzo dei Diamanti, 30 Giugno - 6 Ottobre 1985. Con 458 tavole in nero e a colori. Testo di Giovanna Dalla Chiesa. Antologia di scritti di De Chirico, biografia, elenco delle opere . 8vo. pp. 338. . Ottimo (Fine). . . .
Acquaforte e bulino. Tiratura: 60 es. su carta a mano + X es. su carta Giappone + alcune p.d.a. (alcuni es. colorati a mano dall'Artista) Firma e numerazione a matita. Stampata da Giorgio Upiglio, Milano. Esemplare 27/60. cm 24,5x34,7 (Foglio 50x60). pp.. . Ottimo (Fine). . Tiratura: 60 + X + alcune p.d.a. .
Con 16 tavole fuori testo di cui 8 a colori . 8vo. pp. 280. . Molto buono (Very Good). Sovracoperta sciupata (Worn, soiled and chipped dust jacket). Seconda edizione di molto ampliata. .
1 Vol. In-4 t.edit.,titi. oro al piatto e al dorso.Cof. t. edit.decor pag. 229 centinaia di ill. PROG 7277 CATT_ATT 43
In 16, leg. in pergamena, pp. 344.Foglio di sguardia sia ant. che post. sciolto, buone condizioni.Luogo di pubblicazione ParisEditore Les Librairies AssociesAnno pubblicazione 1802Materia/Argomento Filosofia, Metafisica
brossura
Napoli, G. Rossi, 1802, in-16, pergamena coeva, pp. VIII, 272. Bruniture.
NEAPOLI, MANFREDIANA, 1792. In 16°: pp. VII + 272 in barbe. Br. muta coeva. Bruniture, aloni di vecchia umidità.
br. Che cos'è la distanza? Cosa significa sentire la distanza? Domande diventate di strettissima attualità soprattutto oggi, al tempo della pandemia, nel momento in cui tutti dobbiamo imparare a gestirla. Questo lavoro si propone di far emergere, attraverso un originale percorso che va dall'antica Grecia all'odierna società mass-mediatica, il segreto connubio che esiste, nella società occidentale, tra l'atto di fare distanza e i processi di costituzione delle identità. Analizzando l'evoluzione del concetto, da una distanza metafisica che separa in modo assoluto il soggetto che fa esperienza dall'oggetto conosciuto, si arriverà a segnalare la possibilità di una distanza differente che è anche un'esperienza estetica del mondo. Questa distanza descrive un dinamismo strategico, che oscilla tra audacia e attesa, attraverso cui le risorse dell'estetica tentano di realizzare una breccia, una differenza, nell'orizzonte omogeneo della comunicazione
Catalogo della mostra organizzata dalla fondazione Giorgio e Isa De Chirico nell'anniversario della morte dell'autore. presso il Palazzo Aragonese di Taranto nel 1998; brossurato; ill. tavole a colori; pp. 303; ottimo
Grandi Opere, nuova edizione riveduta e ampliata - Dedica - Introduzione alla prima edizione - Introduzione alla nuova edizione - 1. Alle origini: il futurismo - 2. Da metafisica a Novecento - 3. L'architettura sospesa - 4. Critica e storia dell' architettura - Indice dei nomi - In sopraccoperta: Mario Sironi, Periferia, 1922, part. 1 24x16,5 cm., in brossura telata, sopraccoperta illustrata, pp. XVIII (2), 396, 203 illustrazioni in bianconero, nel testo, in italiano, buone condizioni. Dal futurismo al razionalismo, da metafisica a Novecento, da Boccioni a De Chirico, da "Domus" a "Casabella": i movimenti, le idee, i protagonisti di una nuova architettura di segno europeo, in una attenta ricostruzione dell'arte e della cultura italiane tra le due guerre.
br. In questo libro di Antonio De Simone, come si può leggere, nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica "da un lato, mira in generale a isolare un piano dell'arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall'altro, il 'problema' dell'arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere" (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull'arte è immanente a tutta l'opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un'interpretazione "estetica" del suo pensiero e/o dell'"estetismo" del suo metodo: una questione (ancora "aperta" e discussa) che - a livello storiografico - non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell'estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l'arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell'originale congiunzione che intreccia Simmel e l'estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l'estetico in Simmel e Simmel nell'estetico.
br. In questo libro di Antonio De Simone, come si può leggere, nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica "da un lato, mira in generale a isolare un piano dell'arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall'altro, il 'problema' dell'arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere" (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull'arte è immanente a tutta l'opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un'interpretazione "estetica" del suo pensiero e/o dell'"estetismo" del suo metodo: una questione (ancora "aperta" e discussa) che - a livello storiografico - non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell'estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l'arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell'originale congiunzione che intreccia Simmel e l'estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l'estetico in Simmel e Simmel nell'estetico.
in-12, 140 pp., broché. Bel exemplaire. [CA30-6]
Mm 220x290 Collana "Storia dell'arte in Italia" - Volume rilegato in tela marrone, sovraccoperta originale, 241 pagine con numerose illustrazioni a colori e in nero. Esemplare in ottime condizioni, solo il dorso risulta un poco scolorito causa luce. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Padova, Cedam - Casa Edit. Dott. A. Milani, 1941, in-8, br. editoriale, pp. (2), 227. (1). Esemplare intonso, autografato dall'autore. Minimi difetti alla coperta. Collana di filosofia e storia della filosofia "Problemi d'Oggi", n. 6. Prima edizione.
br. Giuliano Della Pergola, pittore e sociologo urbano, in "Il Brutto e il Bello", La figura sociale dell'artista tratta di quello stimolo che sprona ogni artista a scrivere, a dipingere, a ballare, a scolpire. Prendendo le mosse da un saggio di W. Kandinsky in questo libro si discute sulla natura dello stimolo artistico e dell'inevitabile esposizione al Brutto che l'artista, più di altri, avverte come un'incessante minaccia. Nella dialettica tra il Brutto e il Bello si scoprirà, ben oltre le apparenze estetiche, che l'artista delega alla propria ricerca formale una risposta a quesiti morali più ampi, quali come vivere bene, come bene morire, come sopportare la condizione di marginalità imposta dalla ricerca artistica, come riuscire a rifiutare il successo e il danaro per garantire alla propria ricerca estetica la supremazia interiore sul resto. È una lettura del fenomeno artistico molto distante da altre impostazioni teoriche tese a sottolineare nell'artista solo un uomo dotato di qualità particolari, e non invece un soggetto che è più vulnerabile, più sensibile di altri all'invadenza di quel che c'è di volgare attorno a lui, e quindi anche più esposto al dolore.
ill., ril. Abbraccia l'antica filosofia giapponese del Wabi Sabi e apprezza l'imperfetto, l'effimero, l'incompleto. Scopri la bellezza e l'armonia nell'incompiuto, nel fugace, nel modesto e nelle cose semplici della vita. Impara a sospendere il giudizio e a vedere le cose in maniera diversa.
brossura La rottura del patto mimetico, basato sulla corrispondenza fra io e mondo, fra visione e rappresentazione, prende avvio irreversibilmente con il Romanticismo. La riflessione sul sublime riprende in questo momento; nell'Arte, non più imitazione del mondo naturale, né creazione o invenzione del Bello, si sancisce il definitivo superamento dell'imitazione del dato reale. Derivato da sub-limine, il sublime indica qualcosa di altissimo, che sta sopra l'architrave della soglia di casa (limen), ma anche, considerando la diversa accezione di sub-limo, ciò che sta sotto il fango, il profondo e l'abissale. Mai lo sguardo che accompagna l'esperienza del sublime sarà immobile rispetto all'orizzonte. Il testo si sviluppa entro questi due termini: da una parte le immagini, fra gli altri, di Friedrich e Goya che, da differenti punti di vista, indagano fino al limite estremo il paesaggio e gli abissi dell'anima; dall'altra il percorso intrapreso da Kandinskij a Malevic, che, dal superamento del visibile, condurrà verso l'invisibile e l'infigurabile. Entrambi i poli del sublime, l'Altissimo e l'Abisso, raccontano in tal modo, anche se da ambiti distinti, la crisi irreversibile del soggetto e della ragione classica.
291 p. Worn DJ. 12mo. **PRICE JUST REDUCED! OCC17