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brossura Sono qui raccolti saggi scritti negli ultimi tempi, ma che riflettono interessi vivi da sempre nella vita culturale dell'autore: "L'idiota" di Dostoevskij, "Il processo" di Kafka visto nel suo confronto con l'omonimo film di Orson Welles; le problematiche emerse dalla riflessione sulla Shoah; i tratti grotteschi e utopici presenti nell'universo verdiano. Nell'ultima parte sono stati affrontati il tema della comprensione e del religioso nel pensiero di Antonio Banfi e, all'interno della Scuola di Milano da lui fondata, per brevi tratti si sono prese in considerazione le figure di Vittorio Sereni, di Giulio Preti e di Ermanno Migliorini. Soprattutto si è concentrata l'attenzione sulla personalità di Antonia Pozzi, vista in alcune sue poesie (tra cui "Don Chisciotte") e nei suoi travagliati rapporti col mondo banfiano.
br. Il libro si apre con tre brevi capitoli, che riprendono alcune tematiche costanti del pensiero dell'autore: le radici della cultura nella vita dei soggetti, la comprensione delle cose nella loro complessità, l'ascolto, una scrittura che si confronti con la violenza, ma non per ciò dimentichi il suo essere non indebolimento, ma incremento di vita. A questo va annesso anche il capitolo su Franz Kafka, che permette di riflettere, tra l'altro, sul "nuovo" come categoria estetica. Raccolti sotto il titolo "Totalitarismi e scritture" sono i capitoli dedicati a Vasilij Grossman, Ludwig Englert, Imre Kertész, che sono stati costretti a misurarsi col negativo del secolo scorso, e col terrore che lo ha percorso. Con ciò si collega idealmente il capitolo finale del libro, "Salonicco". Fungono da intermezzo due brevi capitoli dedicati a incontri occasionali, nella fattispecie musicali, non lontani tuttavia da temi di fondo del libro. Non scissa dalle precedenti è la parte concernente rappresentanti della cultura milanese quali Dino Formaggio, Fulvio Papi, Guido D. Neri, Emilio Renzi; e Alfredo Civita, in dialogo con Eugenio Borgna.
Catalogo della 486 mostra del Naviglio, 7-27 ottobre 1967. Cenni biografici a cura di Angelica Savinio. 7 illustrazioni e 10 fotografie in nero . 8vo. pp. 12. . Molto buono (Very Good). . . .
Catalogo, Roma, Galleria Nazionale d'Art Moderna, 7 - 31 luglio 1967. Introduzione di Palma Bucarelli e 44 tavole in bianco e nero. Biografia dell'artista . 8vo. pp. 30. . Molto buono (Very Good). . . .
A cura di Alessandro Tinterri . 16mo. pp. 358. . Ottimo (Fine). . . .
Mostra bio-biblio-grafica di Alberto Savinio. Catalogo a cura di Cristina Nuzzi. Testi di Maurizio Calvesi, Vanni Scheiwiller, Lara Vinca Masini, Vanni Bramante, Sergio Zoppi, Daniele Lombardi, Mario Verdone. Catalgo delle opere. Antologia critica. Con illustrazioni in bianco e nero e a colori e alcune fotografie . 8vo. pp. 218. . Ottimo (Fine). . . .
In 4, pp. 28 con 3 tavv. n. t. (due disegni di Savinio e 1 ms. in fac simile). Br. ed. Lievissimo danno al d. Edizione originale di questo racconto illustrato da due disegni di Savinio. Rara pubblicazione. Asor Rosa, Diz. letteratura novecento, p.499.
Catalogo della mostra tenutasi presso la Galleria Spazio Immagine, Milano 22 aprile - 15 giugno 1988. Testi di Vittorio Sgarbi, Eugenio Basmanti, Luca Coppola, Loretta Cammarella Falsitta. Illustrazioni a colori e in bianco e nero. Biografia, Bibliografia . 8vo. pp. 108. . Ottimo (Fine). . . .
Paris, Vrin, 1999, 8vo (cm. 21,5 x 13,5) brossura, pp. 289 (Bibliothèque des Textes Philosophique) . Stato di nuovo.
1990149310Paris, Praxis Lacour, 1990 Paris, Praxis Lacour, 1990. In-12 broché de 272 pages. Très bon état
Paris, Praxis Lacour, 1990. In-12 broché de 272 pages. Très bon état
19711075281971 Editions Sri Aurobindo Ashram - 1971 - In-8, broché, couverture à rabats - 254 p.
In-8 (cm. 21.40), brossura, con alette, pp. 319, (18). Prima edizione. Allo stato di nuovo (brand new copy).
br. Pensare l'arte come museo immaginario delle opere più amate e frequentate da Jean-Paul Sartre: dagli americani Hare e Calder, agli artisti da lui scoperti, come Wols, fino a Giacometti, Masson, Lapoujade e Rebeyrolle, ai quali era legato da profonda amicizia. Testimoni di questi rapporti restano i saggi raccolti nel presente volume, che offrono materiale indispensabile per ripercorrere le riflessioni di Sartre sull'arte figurativa, dai Mobiles di Calder, 1946, fino ai quadri di Rebeyrolle, 1970; essi inoltre sono indicatori della sua familiarità con le opere dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche: Picasso, Breton e il Surrealismo, senza dimenticare Klee e Van Gogh. Come suggerisce Michel Sicard, nell'introduzione, il costante riferimento a temi quali spazio, tempo e movimento, bellezza o modernità, rivelano le coordinate di un'estetica, mai scritta da Sartre. Questo volume raccoglie tutti insieme e in versione integrale, i lavori di Sartre sull'arte contemporanea.
198811585Paris, Louise Courteaux, coll. atlantéenne. 1988. In-8°, 154 pp., qqs fig. dans le texte en noir. Broché (couv. un peu us. (coin inf. du 4e de couv. plié), bon état intérieur).
198811585Paris, Louise Courteaux, coll. atlantéenne. 1988. In-8°, 154 pp., qqs fig. dans le texte en noir. Broché (couv. un peu us. (coin inf. du 4e de couv. plié), bon état intérieur).
in-12 carre, 132 pp., portrait, broche, couv. Bon etat (couv. leg us.). [CA-1] Cahiers mensuels de littérature et d'art publiés sous la direction de Gérard de Lacaze-Duthiers.
Mm 125x170 Edizione in 1000 esemplari numerati, il nostro è il n. 585. Collana "Arte Moderna Italiana" - Brossura editoriale, 19 pagine + 24 tavole in nero fuori testo. Dorso lievemente brunito, peraltro opera in buone/ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
114691901 Bibliothèque Chacornac broché, couverture rempliée, 270p. bon état.
FALZEA 2001, 280 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO.
br. Gli studi sulla metafora sono diventati sempre più raffinati: si è abbandonata definitivamente la posizione aristotelica e classicistica che vedeva nella metafora un semplice tropo ornamentale e sostitutivo, e si è iniziato a studiarla dal punto di vista cognitivo, come forma di interpretazione del reale, e non come semplice panneggio o finzione (più o meno mimetica) di esso. Proprio sulle potenzialità gnoseologiche e sul grado di conoscibilità veicolato dalla metafora è in corso uno dei dibattiti più interessanti, che coinvolge svariate discipline, molteplice essendo la prospettiva da intraprendere, linguistica, semiotica, storico-linguistica. Un discorso particolarmente fruttuoso fornisce lo studio della metafora religiosa, nella quale si affrontano dialetticamente i problemi della dicibilità, dei limiti "ontologici" della effabilità, e i problemi di una possibile conoscenza determinata dal mezzo metaforico - in modo particolare lo studio della metafora religiosa in ambito medievale, in una cultura sensibile alla riflessione teologica e morale, tesa a esplorare i nessi tra realtà ed espressione, e convinta che le parole possano incidere direttamente sulle cose, sulla storia.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
br. In questo breve scritto del 1904, che qui presentiamo in traduzione italiana, Santayana sintetizza mirabilmente la propria visione dell'estetica, che aveva già trovato un'ampia formulazione nel suo capolavoro giovanile, The Sense of Beauty (1896). Lungi dall'essere un ambito isolato da ogni altro fenomeno vitale e culturale e dall'essere irrigidita in una mera dottrina speciale, l'estetica - secondo Santayana - affonda le radici nella dimensione spontanea e immediata dell'intera esperienza, rivendicando così una sorta di primato dell'estetico, il primato cioè di quel senso dell'immediato, del non adulterato, dell'istante fatto dell'esperienza. Integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituire ad esse quella affermatività, quella forte vitalità del precategoriale dal quale sorgono: ecco forse l'obiettivo di fondo del pensiero estetico di Santayana. Il testo è preceduto da una introduzione che delinea il profilo intellettuale di Santayana ed è seguito da una postfazione che colloca e interpreta l'opera nell'insieme del suo pensiero.
br. George Santayana è autore di una vastissima produzione in lingua inglese poco conosciuta nel nostro Paese. Eppure, accanto a quella di John Dewey, la sua riflessione rappresenta una delle elaborazioni più significative della filosofia americana. La sua opera fondamentale, Il senso della bellezza, è divenuta un classico dell'estetica contemporanea. L'obiettivo di fondo del pensiero di Santayana è integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituendo a esse la forte vitalità da cui sorgono. La concezione estetica di Santayana, proprio in quanto privilegia la centralità della bellezza come esperienza vitale e si volge a indagare il modo in cui noi la percepiamo e il significato che a essa attribuiamo, costituisce una proposta di grande originalità e in stimolante sintonia con la ricerca odierna. Così Il senso della bellezza mantiene immutato il fascino di un classico, ed è difficile rimanere insensibili alla singolare lucidità della teoria del bello di Santayana e all'accattivante raffinatezza delle sue argomentazioni.
In-8° pp. XIi-798, legatura in mezza tela recente, conservata la bross. edit. Vecchie gore da unito in prevalenza sul taglio centrale inferiore.