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95471Oxonii - Oxford, E Typographeo Clarendoniano 1963, 190x125mm, XXII - 312pages, reliure d'éditeur. Très bel exemplaire.
116128Oxonii - Oxford, E Typographeo Clarendoniano 1963, 190x130mm, XXII - 312pages, reliure d'éditeur sous jaquette. Dos de la jaquette insolé et etiquette de cotation sur le bas de la page de garde supérieure, autrement bel exemplaire.
Spine lightly browned. Some minor wear to two corners of wraps. Former owner's name to ffep. ; ; Open Court Classics P61; 160 pages
198216844Oxford University Press, 1982. 250 Seiten 8°,OKart.
<p>18 cm, rilegatura in tela, titolo in oro al dorso, sovracop. illustrata; p. 388</p>
br. Rivista annuale di studi filosofici.
1855ROD0008067Auguste Vaton. 1855. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. défraîchie, Dos abîmé, Rousseurs. 390 pp., dos réparé avec un papier marron, mais le dos reste cassé - A réparer - 1 PHOTO DISPONIBLE.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
4911nouvelle édition revue et augmentée.In 12 carré broché, couverture rempliée,Faux-titre,portrait en frontispice, titre,352 pages,1 page(ouvrages du même auteur)Louis Rouart et fils éditeurs 1927.Exemplaire n°CLXXXV sur vergé d’Arches.(sur 300)très bon état
br. "Arte come esperienza" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del Novecento. In quest'opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell'arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l'esperienza in generale, individuato nell'estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell'uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell'arte e dell'estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l'impalcatura di un'antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull'esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell'attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico.
br. Tutte le culture hanno un'idea del bello e dell'arte, ma non tutte la elaborano in forma teorica consapevole ed esplicita. Il Medioevo - dopo secoli in cui è stato trattato solo come periodo buio e barbaro - è stato riscoperto come un'epoca ricca di riflessioni sulla bellezza, sul piacere estetico, sul gusto, sul bello naturale e artistico, sui rapporti tra l'arte e le altre attività umane. Questo volume racconta, in modo accessibile anche al lettore non specialista, le tappe di un dibattito che presenta aspetti drammatici e avvincenti. Ripercorrendo le riflessioni medievali sul bello, la misura, la proporzione, l'armonia, Eco ci permette di capire meglio la mentalità, il gusto, gli umori dell'uomo medievale - il filosofo, il religioso, ma anche il contadino comune, il fedele analfabeta, l'uomo della strada, che proprio attraverso il Bello arrivava a Dio.
br. Perché un volume sul rapporto arte e filosofia? Perché da sempre l'arte pone domande fondamentali alla filosofia. E perché da sempre la filosofia sa che, solo interrogando l'esperienza artistica, può far comprendere nella forma più adeguata e piena la ragione della volontà di verità; del bisogno, tipicamente umano, di sciogliere il mistero della vita, di carpirne i segreti. Le vicende dell'arte occidentale sono sempre state decisamente condizionate da prospettive essenzialmente filosofiche; e quasi sempre la filosofia ha riconosciuto proprio nella potenza della raffigurazione artistica il senso e dunque il destino stesso dell'epoca di volta in volta indagata. In questo lavoro l'autore cerca di ripercorrere le vicende di tale rapporto.
br. Tutta la produzione artistica ha sempre come punto di partenza l'incontro con un "segno", il quale si rivela fondamentale proprio perché ci costringe a pensare. Il costituirsi di una certa idea di gusto estetico ha finito per incarnarsi nel tipo sociale che edifica la propria identità prendendo parte agli eventi culturali con la stessa attenzione con cui si guardano le vetrine dei negozi. Questa è la diagnosi che viene ricostruita e contestata da Mario Autieri. Una possibile teoria del riconoscimento dell'oggetto artistico non deve per forza avere questo esito negativo, ma può invece legarsi a forme creative di ripetizione e a strategie di costruzione retorica, senza prescindere dalle basi materiali dell'arte stessa. Chiamando in causa pensatori come Adorno, Derrida, Merleau-Ponty e Benjamin, nonché personalità quali il regista Lars von Trier, gli architetti Koolhaas e Le Corbusier e i musicisti Reich e Glass, l'autore cerca di spiegare perché una particolare forma di ripetitività non è un impoverimento dell'arte, ma piuttosto il modo in cui la vecchia aura dell'opera d'arte si è posata su dimensioni prettamente sensibili, come la costruzione del mood degli ambienti.
br. Tutta la produzione artistica ha sempre come punto di partenza l'incontro con un "segno", il quale si rivela fondamentale proprio perché ci costringe a pensare. Il costituirsi di una certa idea di gusto estetico ha finito per incarnarsi nel tipo sociale che edifica la propria identità prendendo parte agli eventi culturali con la stessa attenzione con cui si guardano le vetrine dei negozi. Questa è la diagnosi che viene ricostruita e contestata da Mario Autieri. Una possibile teoria del riconoscimento dell'oggetto artistico non deve per forza avere questo esito negativo, ma può invece legarsi a forme creative di ripetizione e a strategie di costruzione retorica, senza prescindere dalle basi materiali dell'arte stessa. Chiamando in causa pensatori come Adorno, Derrida, Merleau-Ponty e Benjamin, nonché personalità quali il regista Lars von Trier, gli architetti Koolhaas e Le Corbusier e i musicisti Reich e Glass, l'autore cerca di spiegare perché una particolare forma di ripetitività non è un impoverimento dell'arte, ma piuttosto il modo in cui la vecchia aura dell'opera d'arte si è posata su dimensioni prettamente sensibili, come la costruzione del mood degli ambienti.
ill., br. Cos'è l'arte nella cultura giapponese? E in che modo si lega alle pratiche di pensiero che la ispirano e che da essa traggono nuova linfa? Questo libro ricostruisce il senso del gesto artistico nel Giappone moderno e contemporaneo, tra continuità e innovazione, tra persistenze della tradizione e contaminazioni con modelli occidentali. In un percorso attraverso discipline come l'architettura, il teatro-danza, le arti marziali, la calligrafia, l'autore fa emergere l'intreccio che mette in rapporto dialettico l'esperienza del gesto con quella dell'immagine e del corpo. Quest'ultimo sarà infine da intendersi come momento sorgivo di creazioni e trasformazioni, emergenza di uno sfondo originario e inoggettivabile che in ogni atto estetico trova l'occasione del suo accadere: l'atteggiamento promosso dall'attenzione estetica si converte così in una dimensione etica nei confronti del mondo, del sé, dell'altro.
ill., br. Cos'è l'arte nella cultura giapponese? E in che modo si lega alle pratiche di pensiero che la ispirano e che da essa traggono nuova linfa? Questo libro ricostruisce il senso del gesto artistico nel Giappone moderno e contemporaneo, tra continuità e innovazione, tra persistenze della tradizione e contaminazioni con modelli occidentali. In un percorso attraverso discipline come l'architettura, il teatro-danza, le arti marziali, la calligrafia, l'autore fa emergere l'intreccio che mette in rapporto dialettico l'esperienza del gesto con quella dell'immagine e del corpo. Quest'ultimo sarà infine da intendersi come momento sorgivo di creazioni e trasformazioni, emergenza di uno sfondo originario e inoggettivabile che in ogni atto estetico trova l'occasione del suo accadere: l'atteggiamento promosso dall'attenzione estetica si converte così in una dimensione etica nei confronti del mondo, del sé, dell'altro.
brossura
In 24, cm 7,5 x 10,5, pp. (10) compresa brossura, con illustrazioni fotografiche nel testo. Dedica autografa del pittore alla prima pagina 'un caro saluto dal tuo Savinio'. Edizione originale di questo catalogo in mini formato, con una presentazione di Raffaele Carrieri (Savinio o del mistero diurno), impreziosito dalla dedica del pittore e scrittore Alberto Savinio. Questa dell'aprile - maggio 1947 fu una mostra piuttosto importante lo scrittore - pittore, in cui vennero presentate opere come 'La mia famiglia', 'Orgoglio' ecc.
Mm 230x300 Traduzione del volume-catalogo pubblicato in occasione della mostra "Italian Art in the Twentieth Century", Royal Academy of Arts, Londra, 14 gennaio - 8 aprile 1989 a cura di Norman Rosenthal e Germano Celant. Volume rilegato in tela, sovraccoperta originale, 452 pagine profusamente illustrate in nero e a colori nel testo in lingua italiana. Copia in ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Tra le menti più brillanti del secolo dei lumi, coautore della grande "Enciclopedia", Diderot ha riflettuto profondamente sui temi dell'arte e dell'espressione, nel loro rapporto con la natura e il linguaggio. In questo libro sono raccolti i principali scritti che Diderot dedica a questi temi. Nella "Interpretazione della natura", che è il suo scritto filosofico di maggior impegno, si delinea la base organicista della sua filosofia, dove la natura è vista come una grande catena di cose che l'uomo interpreta e modifica. Su questa linea teorica vanno letti gli altri scritti presenti in questo volume, che costituiscono l'ossatura dell'originale percorso estetico diderotiano: le lunghe voci "Bello" e "Arte" della "Enciclopedia" e l'affascinante "Lettera sui sordomuti". Diderot parte qui da un linguaggio fisico, quello gestuale dei sordomuti, per mostrare come la lingua è sempre una questione di arte. Le parole dell'arte, i suoi gesti, la volontà antropologica di interpretare fabbrilmente la natura sono infatti in grado di rappresentare in modo diretto i sentimenti e i sogni, mostrando le pieghe qualitative che sono la trama del mondo. Sono la materia degli universi infiniti, multiformi e naturalmente ambigui che ciascun uomo serba dentro di sé.
. 8vo. pp. 116. . Ottimo (Fine). . Seconda edizione di 1100 es. numerati. . La prima edizione del volume fu pubblicata nel 1943
2001100146992Oxford University Press 2001 176 pages 14 4x1 6x21 6cm. 2001. Cartonné jaquette. 176 pages.
106663A Lyon, Chez Jean-Marie Bruyset, Librairie rue Mercière, au Soleil, 1756, 1 volume in-8 de 208x128 mm environ, 122 pages, demi basane vert olive, titres dorés sur dos lisse orné de frises dorées et fleurons à froid, tranches jaspées. Avec des figures dans le texte, certaines pleine page. Rousseurs légères, cuir et cartonnage frottés, mors internes fendus par endroits mais structure solide, page de titre restaurée, quelques notes manuscrites sur celle-ci, sinon bon état intérieur..
19196298Paris, Ernest Flammarion, 1919 ; in-12, broché ; (4) pp. , III pp. , 310 pp. , (2) pp. ; couverture orange imprimée.
Mm 150x210 Collana " Skira Paperbacks ". Brossura originale con sopracoperta figurata a colori, 383 pp. Libro in perfette condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
200311580Paris, Carnot, Orbis Enigma. 2003. In-8°, 187 pp., ill. en couleurs encartées Broché, bon état général.