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in-8, 251 p., fig. in-t., index, broche, couv. Bel exemplaire. [CA-1]
1962RO90000007EDITION 10/18 N°0008. 1962. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 188 pages. Plusieurs années d' édition disponibles. Couverture illustrée en couleur.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
195220596Paris, société d'édition "les belles lettres", 1952. In-8°, 74 pp., non coupé, intérieur frais (cachet de bibliothèque sur la p. de titre). Br. Bon état général.
195220596Paris, société d'édition "les belles lettres", 1952. In-8°, 74 pp., non coupé, intérieur frais (cachet de bibliothèque sur la p. de titre). Br. Bon état général.
Mm 140x210 Brossura editoriale di 341 pagine, etichetta di biblioteca privata dismessa e dedica in apertura, illustrazioni in nero nel testo, lievi gore all'ultimo foglio bianco e al contropiatto posteriore. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1889R320121126Imp E.Capiomont et cie. 1889. In-8. Broché. Etat passable, Livré sans Couverture, Dos abîmé, Quelques rousseurs. XVI + 304 pages - plats absents - ouvrage livré sans couverture - dos fendu - coiffes abîmées - quelques rousseurs sans conséquence sur la lecture - traces de mouillures en début d'ouvrage sans conséquence sur la lecture - pages de titre, de faux titre, de garde absentes ouvrage débutant à la page introduction.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
19271253851927 Simon Kra, Paris - 1927 - In-12 broché, couverture à rabats, frontispice - 196 pages
Mm 165x225 Brossura originale con copertina illustrata da Alberto Savinio a cui si deve anche la introduzione, dorso brunito dalla luce, 136 pagine senza numerazione con 12 tavole in nero di P. Fazzini, A. Pelkov, R. Guttuso, A. Savinio, L. Fini, G. De Chirico, R. Gazzera, L. Lepri, O. Tamburi, Scordia e C. Bellocchio. Dedica e firma dell'Autrice in apertura. Buona-ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Minor shelfwear. ; Elementa. Schriften Zur Philosophie Und Ihrer Problemgeschichte 35; 214 pages
Paul-Antoine Miquel Bergson ou l'immagination métaphysique. Paris, Kimé 2007 french, 164 CR.59 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, testo in francese 164 pagine circaCopertina come da foto
132 pages in excellent condiiton in every respect.
Paperback in very good condition. Light scoring to covers. Pages clean and unmarked. AD Clean Copy
20041256892004 Editions de Massanne - 2004 - In-8 broché, couverture illustrée - 153 pages
in-12 carre, 132 pp., portrait, broche, couv. Bon etat (couv. leg us.). [CA-1] Cahiers mensuels de littérature et d'art publiés sous la direction de Gérard de Lacaze-Duthiers.
In 4, pp. 28 con 3 tavv. n. t. (due disegni di Savinio e 1 ms. in fac simile). Br. ed. Lievissimo danno al d. Edizione originale di questo racconto illustrato da due disegni di Savinio. Rara pubblicazione. Asor Rosa, Diz. letteratura novecento, p.499.
158p. 12mo. Original full cloth binding. Scarce. OCC 1
38245Librairie Philosophique J. Vrin. 1990. In-8. Br. 253 p. Bon état. Ecritures en page de garde.
1990R100076918Librairie philosophique J.Vrin. 1990. In-8. Broché. Etat d'usage, Tâchée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 253 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
br. I temi della fruizione dell'opera d'arte e il suo ruolo all'interno della società sono non soltanto ancora attuali ma dotati di una centralità sempre maggiore, alla costante ricerca di risposte e chiarimenti. Dopo il tramonto delle estetiche "negative" e ascetiche, il ritorno al dato fruitivo appare ancora oggi una possibile fuoriuscita dalle sovrastrutture ideologiche e concettualiste che hanno interessato il mondo dell'estetica, della critica e dell'arte. Con questo agile trattato, Hans Robert Jauss seppe riportare l'attenzione sulle reali questioni che interessano il dato estetico, contribuendo in maniera decisiva alla riabilitazione delle categorie classiche sia aristoteliche sia kantiane, all'interno di una prospettiva che conferisce all'estetica un ruolo tutt'altro che secondario.
br. «C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'Etica; parlo dell'Infinito», così ha scritto J.L. Borges - e le sue parole stanno sulla soglia di questo libro, dove un matematico ha provato a ripercorrere, con eleganza, penetrazione e perspicuità, le vicende di questa categoria temibile, dalle origini greche sino alla ormai cronica «crisi dei fondamenti» del pensiero scientifico. Prima parola occidentale per designare l'infinito è l'ápeiron, il «senza limiti», quale appare già in Anassimandro. Ma l'infinito greco, dai Presocratici alla sistemazione aristotelica, proprio in quanto lo si riteneva un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene maneggiato con estrema cautela nei procedimenti del pensiero discorsivo. E si tratterà sempre, allora, di un infinito potenziale, concepito nel segno della «negazione» e della «privazione» (la stéresis di Aristotele). La contesa tra il finito e l'infinito appariva dunque come una delle forme della contesa ultima fra tutte: quella fra l'Uno e il Molteplice. Il numero, sinonimo di misura e armonia, valeva in essa da misterioso punto di mediazione fra il limite e l'illimitato. Dalla Grecia antica a oggi la sequenza delle metamorfosi dell'infinito sarà vertiginosa. Lo svilupparsi della matematica vi s'intreccia con radicali mutamenti nel modo di concepire la realtà cosmica e mentale dell'infinito. A poco a poco vedremo delinearsi quella che è la grande attrazione e tentazione del pensiero occidentale: l'infinito attuale, che i Greci avevano schivato e ora viene ad assumere un ruolo sempre più centrale. Nell'ultimo, bruciante tratto di questa storia, che va da Leibniz a Bolzano e a Cantor, assisteremo a sempre rinnovati tentativi di «indicare in modo esplicito l'infinito con 'qualcosa'», finché questo 'qualcosa' si rivelerà «suscettibile per di più di essere manipolato come segno tangibile della meccanica algebrica». Una soggiogante realtà cosmica si tramuta così in un esile segno sulla carta. Ma una volta giunti, con la teoria cantoriana del transfinito, alla fioritura di una specie inaudita della matematica, cominceranno immediatamente ad aprirsi le falle insidiose dei paradossi e delle antinomie, che metteranno in crisi i fondamenti stessi della scienza. Da questa crisi, in cui siamo ancora immersi, discenderanno le più rilevanti scoperte epistemologiche del nostro tempo. Zellini ha saputo raccontare queste trascinanti vicissitudini del pensiero unendo il rigore alla duttilità: ha seguito passo per passo l'evoluzione tecnica della nozione matematica di infinito e al tempo stesso l'ha riavvolta in quelle ricche speculazioni mitiche, teologiche, letterarie che da sempre l'hanno accompagnata. Così, in controcanto ai testi dei grandi matematici, incontreremo quelli di Musil e di Simone Weil, di san Tommaso e di Boezio, di Broch e di Florenskij. Dalla sconvolgente scoperta pitagorica dei numeri irrazionali allo horror infiniti che serpeggia in tutta l'antichità, dalle ardite teorizzazioni medioevali alla furia mistica di Bruno e di Cusano, dalle innovazioni scandalose (e fondatrici in rapporto alla scienza moderna) di Cartesio e di Leibniz sino all'abbagliante «paradiso» di Cantor (e alla subitanea cacciata da quel paradiso con la scoperta delle antinomie) e alle suggestioni attuali dell'«infinito aperto»: disparati, sorprendenti e nettamente disegnati sono i paesaggi speculativi che questo libro ci lascia attraversare. E Zellini ci farà da guida ogni volta con lucidità e passione, quasi fosse un odierno rappresentante di quel «Segretariato Terreno della Precisione e dell'Anima» che proponeva Ulrich nell'Uomo senza qualità.
br. Il "Breviario di estetica" di Benedetto Croce, pubblicato nel 1913, è un'opera in cui l'autore inserisce quattro lezioni attraverso le quali il filosofo riassume i tratti più importanti della sua concezione della poesia. Quattro lezioni, come si legge nell'Avvertenza dello stesso autore, che "potrebbero essere utili ai giovani che si volgono allo studio della poesia e, in generale, dell'arte; e forse anche entrare in loro servigio nelle scuole secondarie, come lettura di aiuto agli insegnamenti letterari e filosofici".
45668Parisiis, P. Lethielleux 1876, 180x115mm, 277 + 279 + 262pages, reliure demi-basane. Plats papier marbré. Titre doré au dos. Plat inférieur frotté, autrement bon état. Les trois volumes sont reliés ensemble.
8°, mz. tela coeva, pp. 238 - [2]. Naturale brunitura per il tipo di carta. Il mistero della vita; le ombre e le luci della vita; le armonie della vita; i valori spirituali della vita.