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19454980Paris, Hachette, 1945 ; in-8, broché ; 6 ff., 266 pp., couverture beige illustrée imprimée en vert et noir
br. Il volume sintetizza un complesso percorso triennale di ricerca sviluppato dal Conservatorio di Musica F.A. Bonporti di Trento, dall'Università degli Studi di Padova e dall'Istituto Universitario Sophia a opera di studiosi interessati alle relazioni che si generano attorno a un'opera artistica e, in particolare, musicale. Ogni artista, ogni musicista è immerso in una fitta rete di incontri e rimandi con intuizioni, culture, mondi: quali caratteristiche permettono a questa rete di non disorientarlo ma di promuoverne la faticosa ricerca della bellezza? Si è tentato di comprenderlo dall'esperienza, con ricchi approfondimenti interdisciplinari, attenti alla storia e alla contemporaneità, all'uso e all'interpretazione, ma soprattutto con momenti di confronto-lettura di opere che hanno segnato la storia della musica e della cultura, per sondarne ricchezze e profondità. Questo percorso ha confermato la convinzione che vi sia uno statuto relazionale in ogni verità, in ogni bellezza, in ogni autentica opera d'arte.
In appendice: Il problema di una teologia non - metafisica GUIDA 1983 256 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO
BUONE CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO. COPERTINA LISA, ANNERITA E CON MACCHIETTE; LIEVI SEGNI DEL TEMPO; PAGINE IN OTTIMO STATO. Informazioni bibliografiche Titolo: Critica del mito e ragione teologica: saggio su Rudolf Bultmann Collana: Volume 97 di Esperienze; Filosofia e sapere storico Autore: Francesco Donadio Editore: Napoli: Guida Editori, 1983 ISBN: 8870422208, 9788870422207 Lunghezza: 256 pagine; 22 cm Note: In appendice: Il problema di una teologia non-metafisica Soggetti: Filosofia, Teologia liberale, Cultura, Ermeneutica, Metafisica, Critica, Demitizzazione, Bultmann, Rudolf, 1884-1976, Linguaggio, Heidegger, Estetica, Dilthey, Erleben, Verstehen, Ausdruck, Interpretazione esistenziale, Epistemologia, Dialettica, Scientificità, Fenomenologia, Ontologia storica, Escatologia, Apocalittica, Storia, Esistenza, Yorck von Wartenburg, Bibliografia, Studi delle religioni, Hans Jonas, Teologi evangelici tedeschi, Luteranesimo
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. QUALCHE MACCHIETTA/FIORITURA, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: Critica del mito e ragione teologica: saggio su Rudolf Bultmann Collana: Volume 97 di Esperienze; Filosofia e sapere storico Autore: Francesco Donadio Editore: Napoli: Guida Editori, 1983 ISBN: 8870422208, 9788870422207 Lunghezza: 256 pagine; 22 cm Note: In appendice: Il problema di una teologia non-metafisica Soggetti: Filosofia, Teologia liberale, Cultura, Ermeneutica, Metafisica, Critica, Demitizzazione, Bultmann, Rudolf, 1884-1976, Linguaggio, Heidegger, Estetica, Dilthey, Erleben, Verstehen, Ausdruck, Interpretazione esistenziale, Epistemologia, Dialettica, Scientificità, Fenomenologia, Ontologia storica, Escatologia, Apocalittica, Storia, Esistenza, Yorck von Wartenburg, Bibliografia, Studi delle religioni, Hans Jonas, Teologi evangelici tedeschi, Luteranesimo, Germanistica, Spiritualità
2 volumi, cm. 22, br. edit., pag. XXIV, 334 (2); (4) da 335 a 700 (2). Ottimi esemplari. Interessante prefazione di Giovanni Gentile, co-autore della traduzione. Collana Classici della Filosofia Moderna.
br. Da secoli i filosofi considerano l'architettura una forma privilegiata di presenza, ovvero di materializzazione di un'idea: l'«ultima fortezza della metafisica», secondo la definizione che ne diede Jacques Derrida. Ma il lavoro degli architetti è anche pratica concreta, fatta di abilità tecniche, esperienza strategica, affabulazione, invenzione e conoscenza delle procedure. In questo libro due architetti e tre filosofi discutono sulle forme con cui i progetti di architettura possono avere efficacia sul mondo. Dal confronto emerge una ragione progettuale che riconosce la consistenza contingente dei propri fini, nonché la natura ibrida, al tempo stesso tecnica e sociale, dei propri mezzi. Testi di Alessandro Armando, Giovanni Durbiano, Maurizio Ferraris, Carlo Galli, Bruno Moroncini e un postscriptum di Tommaso Listo.
BOMPIANI 1987 TRADUZIONE DI GIORGIO COLLI 2 VOLUMI IN COFANETTO CARTONATO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUMI INTONSI, PERFETTI, MAI SFOGLIATI RISPETTIVAMENTE XXIV-393 E 394-911 PP. Immanuel Kant (1724-1804) è uno di quei pochi pensatori che dividono il tempo con la loro filosofia, tanto che dopo di lui si può parlare soltanto di una filosofia post-kantiana, anche qualora si trattasse di un pensiero anti-kantiano. E in particolare la "Critica della ragion pura" è una di quelle opere senza le quali non solo non capiremmo l'intera vicenda della filosofia moderna, ma mancheremmo di una chiave decisiva per introdurci alla problematica e al lessico del dibattito filosofico dall'Ottocento fino ai nostri giorni. In quest'opera Kant afferma che l'unica metafisica possibile è quella dell'esperienza, e che a sua volta l'esperienza è guidata dalle forme rigorosamente "a priori" dell'intelletto, cioè di un puro "io" pensante.
4853Traduit de l’allemand par Jules BARNI avec une introduction contenant l’analyse de cet ouvrage.2 tomes en 2 volumes in 8 pleine toile rouge à la bradel,reliure muette.Tome premier:Page de titre absente,remplacée par le premier plat de couverture,imprimé.Faux-titre,393 pages.Tome 2:Titre, 480 pages,non rogné,Germer Baillière libraire éditeur 1869. Nombreuses annotations et remarques au crayon de papier, principalement au tome 1.Très bon état d’ensemble.Edition originale de la traduction Jules BARNI Philosophe,député de la Somme.Il se consacra alors à la philosophie de Kant qu’il se donna pour mission, par ses ouvrages,d'introduire en France.Il publia des traductions de divers ouvrages du philosophe allemand, avec des analyses critiques très développées,où,parlant en son nom propre,il exprimait hautement ses espérances démocratiques.
1986R240120156PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE. 1986. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos plié, Intérieur frais. XXXI + 584 pages. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
A clean, unmarked book with a tight binding. Previous owner's name label inside. Tears on worn dust jacket. Full blue cloth boards. 480 pages.
ill., br. Nel corso degli ultimi trent'anni la rapida evoluzione delle tecnologie digitali ha determinato la comparsa di nuove tipologie di immagini e di nuovi dispositivi di visione, introducendo forme inedite di visualizzazione e di spettatorialità. A fronte di un panorama iconico e mediale in continua trasformazione, diventa sempre piú urgente elaborare una serie di concetti e di strumenti in grado di aiutarci a comprendere la dimensione culturale tecnicamente, socialmente e storicamente determinata - delle immagini e dello sguardo. Il volume ricostruisce innanzitutto le origini del concetto di "cultura visuale" e lo sviluppo di quell'ampio campo di studi che si è affermato a livello internazionale con i nomi di visual culture studies e Bildwissenschaft, determinando una vera e propria svolta iconica nelle scienze umane e sociali (e persino in settori rilevanti delle scienze naturali). Vengono quindi presentate le coordinate teoriche e metodologiche essenziali per affrontare un'analisi critica delle culture visuali del presente e del passato.
1934R260174386P. LETHIELLEUX. 1934. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Intérieur frais. 668 pages. Texte en latin. Dos fendu. Tampons de bibliothèque.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
1936874261936 Paris, Lethielleux, 1936, fort volume in 8° broché, 856 pages.
Volume degli anni '40 del '900 in stato discreto, coperta in cartoncino semimorbido, piatto inferiore mancante, diversi segni del tempo, tracce di fioritura sparsa, bruniture, macchia di colore su piatto anteriore, cerniera appena allentata, tagli e margini delle pagine un po' bruniti, pagine in buono stato, ultima guardia con becca e zona colorata a penna, cancellatura a penna su guardia, firma d'appartenenza su occhietto, pochi segni a matita al margine del testo. Unica traduzione autorizzata dal francese di Roberto Bartolozzi. IV volume della collana Il pensiero critico. I edizione. Numero pagine 296 USATO
In 8, cm. 24 x 27,5,5, pp. 255, con 15 illustrazioni in bianco e nero nel testo e 192 tavole a colori. Brossura editoriale illustrata con alette. Ottimo esemplare. Catalogo mostra Trieste, Civico Museo "Revoltella", Galleria d'Arte Moderna, 26 luglio - 20 ottobre 2002, con biografia degli artisti. In sommari: Surrealismo Padano di Vittorio Sgarbi, Catalogo delle opere in mostra; Elenco delle opere in mostra; biografie degli artisti.
br. L'esperienza interiore umanamente più scoscesa, ritenuta comunemente un eccesso aberrante al confine del patologico, fu scrutata da Elémire Zolla in quattro testi comparsi tra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso, all'insegna di una tesi che all'epoca suonò sconcertante: lo stato mistico inteso come apertura sorgiva e plenaria all'incontro col divino vissuto coi sensi e la coscienza potenziati all'unisono. L'estatico, il meditante, lo sciamano, chi manipola materie in modo alchemico e investiga le forze che reggono l'esistenza attraverso i segni del cielo, trova normale e per nulla aberrante l'approdo a un "oltre" interiore, a una patria spirituale quale che sia l'orizzonte di fede o agnostico in cui l'apertura epifanica avviene. Lo stato mistico come norma dell'uomo, Esoterismo e fede, Alchimia e meditazione taoiste e buddhiste e Il cielo scritto sono temi che Zolla scruta a partire dalla nuda, ripida evidenza che «ogni vita comporta un'invisibile interiorità che ne è la sostanza». L'abbagliante metafora del tamburo e del cembalo che intitola il libro deriva da un passo del polemista cristiano Giulio Firmico Materno (IV secolo) alle prese con la sua fiera condanna degli insani culti sacrificali pagani che invece di elargire salute e salvezza, come nel caso del mistero eucaristico cristiano, fomentano superstizioni e idolatrie criminose.
brossura I contributi raccolti in questo volume hanno come sfondo le recenti traduzioni in francese e in italiano del capolavoro di John Dewey "Arte come esperienza". Essi delineano percorsi interpretativi che ruotano attorno a temi che vanno dalla naturalizzazione dell'estetico alle politiche dell'arte. Viene così indagata l'evoluzione grazie alla quale le questioni che il pragmatismo di Peirce, James e Dewey ha introdotto in filosofia (non senza scuoterne le fondamenta e le abitudini) sono tornate ultimamente al centro dell'attenzione anche in contesti diversi per storia e dominanti intellettuali. Quali chiarimenti è lecito attendersi ancora oggi da un simile approccio al dominio dell'arte e della cultura, che sta vivendo profonde trasformazioni? Ispirarsi a Dewey significa ripristinare il senso autentico di un pragmatismo inteso come filosofia del cambiamento, cioè come prospettiva che mira a pensare e a incoraggiare il cambiamento soprattutto quando vigono circostanze in cui esso appare la risposta a emancipazioni necessarie, fonti di una visione e di condizioni più inclusive.
br. Pubblicato nel 1974, in pieno clima esistenzialistico, questo testo di Lévinas era stato elaborato ancor prima della guerra e scritto quasi interamente durante la prigionia in un campo di concentramento. È un controcanto a "Essere e tempo" di Heidegger, ma soprattutto la prima opera in cui Lévinas disegna i contorni di un suo pensiero autonomo e articolato, dopo i saggi su Husserl e su Heidegger degli anni Trenta, il breve scritto sull'«evasione» del 1935 e le prime riflessioni sull'ebraismo. Lévinas ha in seguito elaborato un pensiero dell'etica centrato sul rapporto con l'altro: pensiero della positiva erosione o corrosione dell'identità di fronte allo scandalo dell'altro che sopravviene, dell'infinito che intacca la totalità dell'essere.
Padova, Cedam - Casa Edit. Dott. A. Milani, 1941, in-8, br. editoriale, pp. (2), 227. (1). Esemplare intonso, autografato dall'autore. Minimi difetti alla coperta. Collana di filosofia e storia della filosofia "Problemi d'Oggi", n. 6. Prima edizione.
brossura I saggi che compongono "Dalla metafisica all'antropologia" articolano e sviluppano il nucleo tematico principale della riflessione di Ernst Tugendhat in questi ultimi anni: la descrizione delle esperienze e delle azioni specificamente umane a partire dal fatto che l'umano è quel vivente segnato in modo radicale dal linguaggio proposizionale. Termini singolari, deissi, possibilità di esprimersi e di riflettere a partire da enunciati assertori o imperativi, diventano, in questi saggi, gli strumenti per comprendere la peculiarità del modo in cui l'essere umano esperisce se stesso, la propria esistenza temporale, i suoi desideri. Particolare attenzione viene dedicata a tre costellazioni tematiche da sempre centrali nella riflessione di Tugendhat: l'esperienza morale, l'esperienza mistica e l'esperienza religiosa.
br. Recuperando la grande tradizione filosofica greca e cristiana, l'autore si confronta con il pensiero moderno e contemporaneo e si schiera "dalla parte della ragione", apertura positiva al reale e antidoto contro ogni tentazione nichilista. Fondamento della moralità e felicità è Dio: ogni tentativo di costruire l'etica individuale e sociale come se Dio non ci fosse è destinato al fallimento.
Mm 155x235 Volume nella sua brossura originale, viii-295 pagine ancora intonse. Una piccola etichetta di biblioteca privata dismessa in apertura, peraltro la copia è in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.