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1879RO40253237Librairie Germer-Bailière et Cie, Paris. 1879. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 190 pages. Etiquette de code sur la couverture.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
Librairie Germer-Bailière et Cie, Paris. 1879. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 190 pages. Etiquette de code sur la couverture. 'Bibliothèque de Philosophie contemporaine'. Pour servir d'Intro. à la Métaphysique d'Aristote.
1963100814Le Jas du Revest-Saint-Martin, Haute-Provence, Robert Morel, impr. Vitrant, à Villiers-le-Bel 1963 In-16 15 x 14 cm. Reliure éditeur toile rouge, titre noir sur le dos, premier plat orné d’une vignette contrecollée, 185 pp., annexe. Exemplaire en bon état.
172152716Chez Christophe David 1721 Septième édition, revue et augmentée. 4 tomes. In-12. Reliure de l’époque pleine basane brune, dos à 5 nerfs, caissons ornés de fers dorés, roulette dorée sur les coupes, tranches rouges. 44 + 24 + 552 - 615 + 9 - 22 + 555 + 4 + 11 - 5 + 5 + 652 + 2 pp. Ensemble en bon état d’usage.. 44 + 24 + 552 - 615 + 9 - 22 + 555 + 4 + 11 - 5 + 5 + 652 + 2 pages. Poids sans emballage : 1500 grammes. Tome I : Des sens ; De l’imagination - Tome II : De l’entendement ou de l’esprit pur ; Des inclinations ou des mouvements naturels de l’esprit ; Des passions - Tome III : De la méthode ; Des loix générales de la communication des mouvements, fondées sur l’expérience ; Réponse à monsieur Régis - Tome IV : éclaircissements.
198819461Paris, Fayard, corpus des oeuvres de philosophie en langue gfrançaise, 1988. Fort in-8°, 443 pp., intérieur frais (paraphe au stylo sur la p. de garde inf.). Reliure d'éditeur jaune clair titrées noir, dos titré noir (étiquette de prix au second plat). Bel exemplaire.
198819461Paris, Fayard, corpus des oeuvres de philosophie en langue gfrançaise, 1988. Fort in-8°, 443 pp., intérieur frais (paraphe au stylo sur la p. de garde inf.). Reliure d'éditeur jaune clair titrées noir, dos titré noir (étiquette de prix au second plat). Bel exemplaire.
1943RO20026072STOCK. 1943. In-8. Broché. Etat d'usage, Tâchée, Dos abîmé, Papier jauni. 320 pages. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
19657004Genève, Galerie Krugier, 1965. In-folio de 14 pages sous chemise gaufrée imprimée en deux tons.
1656F96168s.l. [London?], 1656 2 parts in one volume: [8],321,[i] + 152,34,[18] pp., "Editio tertia" (in fact this is the 4th edition ; 1st in Paris 1624, 2nd in London 1633, 3rd enlarged in 1645), contemporary full vellum bit soiled though in very good condition, 14cm., text in good condition but paper is somewhat browned on quite some pages, old inscription on second last blanco endpaper, good condition, rare, [Herbert of Cherbury, 1583-1648, religious philosopher and considered as "the father of English Deism", created with his major work "De Veritate" the first purely metaphysical treatise ever written by an Englishman. In "De Veritate" he states the 5 articles which became the charter of English Deism. "De causis errorum" deals with logical fallacies but was unfinished. Both works are clearly meant to be published together and are commonly so bound], F96168
2 parts in one volume: [8],321,[i] + 152,34,[18] pp., "Editio tertia" (in fact this is the 4th edition ; 1st in Paris 1624, 2nd in London 1633, 3rd enlarged in 1645), contemporary full vellum bit soiled though in very good condition, 14cm., text in good condition but paper is somewhat browned on quite some pages, old inscription on second last blanco endpaper, good condition, rare, [Herbert of Cherbury, 1583-1648, religious philosopher and considered as "the father of English Deism", created with his major work "De Veritate" the first purely metaphysical treatise ever written by an Englishman. In "De Veritate" he states the 5 articles which became the charter of English Deism. "De causis errorum" deals with logical fallacies but was unfinished. Both works are clearly meant to be published together and are commonly so bound], F96168
br. In queste dense pagine Emanuele Severino affronta in modo sintetico e straordinariamente significativo il tema della bellezza. Il bello viene definito come il grande rimedio per l'Occidente, rimedio contro la follia del credo nichilista nel divenire e quindi rimedio contro la morte. C'è ancora spazio, nell'estetica, per un'immagine potente che sappia guardare la morte e il nulla?
br. Questo libro è un pamphlet che polemizza apertamente contro una serie di assunti che riguardano tanto la cucina che la critica gastronomica. Una serie di assunti che vengono sottoposti a decostruzione per mostrarne la debolezza e, talvolta, l'ideologia sottesa. Per esempio: il presunto "progresso" della cucina; la validità di classifiche, classificazioni e standard qualitativi; l'assimilazione della critica alla recensione; il feticcio della competenza; il feticcio della progettazione; il ricorso confortante alla categoria di "emozione", e molti altri casi, trattati attraverso esempi di cucine, ristoranti, vini e "food circus" in generale.
Fascicolo in 8°, brossura originale muta, con dedica autografa dell'autore, frntespizio, 21 pp., biance finali. Originale ed approfondito saggio sul metodo della "armonia storica" nella metafisica, introdotto dal grande pensatore. Pubblicazione estratta da "Rivista Bolognese". In ottimo stato ed impreziosita dalla dedica autografa dell'autore.
br. «L'angoscia della caducità è il vero punto di partenza di Schiller. Nulla è più terribile della rappresentazione della morte, dell'impossibilità di fissare per sempre la pienezza dell'essere. «Anche il bello deve morire!» è la solenne esclamazione iniziale di una delle sue più compiute composizioni liriche, la «Nänie». E la morte è anche il tema ricorrente di questi tre saggi sul sublime e sul patetico. Privata di questa sua tragica dimensione, la cultura estetica rischia di diventare una cultura della menzogna, un occultamento della caducità dell'esistenza e delle sue forme. Il sublime deve quindi «accompagnarsi al bello», nel senso di esprimere la sua più profonda e tragica dimensione, rivelando il caos che si cela dietro l'armonia e la razionalità delle forme, l'orrore della caducità; mentre la cultura della mera bellezza è denunciata come mistificazione, come cultura della décadence. Il sentimento del sublime è dunque un gesto di rinuncia: di riconoscimento dei limiti della soggettività; ma è anche un gesto di utopia: di fondazione del proprio essere nel mondo. La tragicità dell'esistente, i limiti del sensibile (dell'intelletto) si rovesciano continuamente nel sentimento del sublime in valore, nella percezione dell'infinità della natura razionale dell'uomo.» (Dallo scritto di Luigi Reitani)
br. Le vicende comiche e grottesche di un militante trotskista argentino, condannato a morte dai suoi ex compagni di partito, con sentenza "da eseguirsi il giorno della rivoluzione". La folle avventura politica, esistenziale e nichilista dei membri dell'Armata rossa giapponese. La surreale compagnia di esaltati, anarchici, pazzoidi, bohémiens e filibustieri che si ritrova, negli anni Settanta, intorno alla redazione della rivista "Agaragar". Ma anche scrittori e artisti come Moravia e Pasolini, surrealisti e situazionisti. In questi testi autobiografici, né interamente veri, né interamente falsi, Perniola rivela le radici esistenziali della propria filosofia, mostrando la sua stretta connessione con alcune vicende storiche, politiche, culturali ed umane a lui contemporanee. Le storiette si rifanno da un lato al genere letterario, a metà tra il serio e il faceto, praticato dagli antichi filosofi cinici, dall'altro ai setsuwa dei monaci giapponesi e si basano sulla premessa buddhista della non sostanzialità dell'io, non meno che sul rifiuto di una narrativa ingenua e popolare, ignara del carattere enigmatico e paradossale della scrittura letteraria. La loro tonalità emozionale è un misto di terrore e di ironia, che unisce lo stile dell'avanguardia al distacco estetico, usando indifferentemente registri realistici e surrealistici in una combinazione che appartiene alla logica del simulacro.
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
Mm 155x210 Collana "Logosinopie". Brossura originale, 134 pagine. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
L'Editore a chi legge 1 16,5x10 cm., in brossura originale, pp. (2) 382 (2), non refilate, alcune ancora intonse, in italiano, piccole lacerazioni all'esterno, ma buon esemplare.
ZANOTTI FR. MARIADELLA FORZA DEI CORPI CHE CHIAMANO VIVALIBRI TRE.AL SIG.G.B.MORGAGNI.Bologna, Eredi C.Pisarri e G.F. Primodi1752. [Fig. Metafisica] (cm.23,5)Bella mz. pelle recente nervi, titolo e fregi oro al dorso.-pp. XX, 311, (1).Con 1 tavv.f.t. più volte ripiegata(la prima carta bianca come sguardia)EDIZIONE ORIGINALE"Zanotti (1692-1777) Leading Italian scientist, president of the celebrated institute of Bologna. He is the best know for this work which is, addressed to G.B. Morgagni and endeavours to clear up the famous dispute on kinetic energy between Newtonians and Leibnizians by attempting to reach more precise definitions of the questions involved"-RICCARDI II 658: "Raro.resta sempre di non comune interesse scientifico"-SOTHERAN I 5587: "Di argomento metafisico, senza assumere dalla geometria, ne dalla meccanica altro che le opinioni più note e più comuni".Magnifico esemplare su carta grave ampli margini e con barbe.-PARENTI 523;-GAMBA 2511;-COLOMBO p.83;-ROLLER E G.II 603;-BLAKE 498;-POGGENDORFF II 1393;-BERTOLINI: testi di lingua "pregiatissimo". Libro
(metafisica)[BONI CARLO.]Della Forza Dimostrativa degli Argomenti metafisici di Aristotile e S.Tommaso contro l'evoluzionismo ed errori moderni. Monza, Artigianelli, 1901, in 8, 44 pp, lunga dedica autografa dell'Autore, br. [Euro 18,00]
In 16, pp. XII + 380. In tre parti: cosmologia, teologia, antropologia. M. pl. coeva con fr. oro al d. Con danni al d.e agli angoli dei piatti. Piccoli fori di tarlo da pag. 53 a 74. Con qualche annotazione a matita da pag. 316 a 324. Piccola gora al frontespizio. Lievi fioriture. Terza ed. veneziana del famoso trattato apparso per la prima volta nel 1766. Il Genovesi (Castiglione 1712 - Napoli 1769) ebbe a Napoli la cattedra di economia politica (la prima fondata in Italia) e fu il primo ad usare la lingua italiana invece della latina nelle lezioni universitarie.
359 p. 12mo. 16 cm. Foxed. Contemporary full leather binding. (American) manuscript ownership of John Meyers. An important collection of German Christian mystical texts. This edition is very scarce, and especially more interesting for its American ownership. Jakob Boehme (or Böhme) [1575-1624], German religious mystic, a cobbler of Görlitz, in England also called Behmen. He was a student of the Bible and was influenced by Paracelsus. In his major works, De signatura rerum (The Signature of all Things) and Mysterium magnum, Boehme describes God as the abyss, the nothing and the all, the primordial depths from which the creative will struggles forth to find manifestation and self-consciousness. Evil is a result of the striving of single elements of Deity to become the whole; conflict ensues as man and nature strive to achieve God who, in himself, contains all antithetical principles. Boehme exerted a profound influence on the philosophies of Baader, Schelling, Hegel, and Schopenhauer. Boehme claimed divine revelation and had many followers in Germany and Holland. Societies of Behmenites were formed in England; many of them were later absorbed by the Quakers. QUITE SCARCE AND IMPORTANT. **PRICE JUST REDUCED! PA 011A. BEFORE ORDERING - PLEASE Email to RareBooks@POBox.com so that we can CONFIRM AVAILABILITY
19553134879Cordoba: Universidad de Cordoba, Instituto de Metafisica 1955. 42 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
In 8', br. ed. pp. 162, bruniture ai margini e al dorso della cop., interno in buono stato, ordinrie bruniture.