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brossura
br. L'esperienza estetica è sempre esperienza di una scelta e implica una valutazione che ci mette in gioco. Partendo da questo presupposto è possibile riallacciare i rapporti, da troppo tempo recisi, tra estetica e critica letteraria e artistica.
br. Guida alla lettura dell'"Estetica" di Hegel, uno dei massimi emblemi di storia ragionata delle forme del bello. All'introduzione - che contestualizza sul piano storico le lezioni hegeliane sull'estetica, ne analizza i principali nuclei tematici e ne approfondisce gli snodi concettuali - segue un'ampia scelta di brani, fra i più significativi e intensi, affiancati da un commento storico-critico e da un indice ragionato dei concetti fondamentali, con lo scopo di offrire una visione generale dell'opera e un'analisi della sua articolazione complessiva.
brossura
ril. L'"Estetica" è sicuramente l'opera più nota e più tradotta di Benedetto Croce, e ha segnato non solo in Italia ma nel mondo il pensiero estetico e, più in generale, filosofico del Novecento. Per la profondità di pensiero teorico e per la vasta influenza che ha esercitato, possiamo senz'altro definirla un classico della filosofia. Pubblicata in prima edizione nel 1902 e nella seconda nel 1904 presso l'editore Sandron di Palermo, l'Estetica faceva ingresso con la terza edizione nel 1908 nel Corpus laterziano delle opere disegnato dall'autore, e avrebbe avuto altre sei edizioni. L'"Estetica", sotto l'aspetto filosofico, è opera unica; tuttavia l'integrale riscrittura cui il filosofo sottopose l'intero testo per la terza edizione, ha comportato l'impossibilità di collazione dei testimoni ai fini dell'apparato e reso necessaria l'edizione di due testi distinti con a base, il primo, la redazione nona Laterza 1950, che rispecchia la volontà dell'autore, il secondo, la redazione seconda (Sandron 1904). Il terzo volume contiene la Nota al testo e l'Apparato critico. Con questa pubblicazione si completa nell'Edizione nazionale delle Opere di Croce la sezione "Filosofia dello spirito".
br. Il volume è il primo esauriente e dettagliato profilo dell'estetica contemporanea disponibile in lingua italiana. Destinato a docenti e studenti delle università e delle accademie, agli insegnanti e a un pubblico colto, si caratterizza per l'ampiezza dei temi affrontati e la ricchezza delle informazioni: dal pluralismo delle estetiche novecentesche agli scenari attuali, tra arti performative e cultura visuale. Insieme a un rinnovato affresco dell'estetica del Novecento nelle sue diverse articolazioni (dalle filosofie della crisi alla fenomenologia, dalla teoria critica al post-strutturalismo, dalle ontologie analitiche alle semiotiche dell'arte), il testo offre una mappa aggiornata del dibattito estetico- artistico contemporaneo: dalla Everyday Aesthetics alle estetiche ecologiche, dalle estetiche visuali e post-mediali al rapporto tra estetica, psicologia evoluzionistica e neuroscienze, dal nesso tra estetica e scienze umane alle grammatiche dei linguaggi artistici propri della contemporaneità. In sintesi: un libro indispensabile per orientarsi nel complesso panorama attuale dell'estetica e della filosofia dell'arte.
brossura Un manuale teorico-pratico sulla dimensione della luce come linea guida per accedere ai più alti valori dell'umanità: arte, etica, conoscenza, libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, in un viaggio esplorativo attraverso testi che analizzano varie sfaccettature del prisma artistico-labirintico di alcune costellazioni concettuali originatesi nel corso del pensiero e dell'arte contemporanea. Filosofi come Marx, György Lukács , Adorno, Derrida, artisti quali Bacon, Pistoletto, Garutti sono alcuni studiosi esaminati. È di straordinaria importanza il concetto che non vi è discontinuità tra l'operare antico (la pittura, che a qualcuno potrebbe sembrare anacronistico), e le "installazioni", la video arte, o qualsiasi altra perfomance, considerate tra le "tendenze" più moderne, così come esistono strettissime connessioni tra la luce, l'erotismo e l'alchimia, la cui repressione procede storicamente di pari passo con quella sessuale, in particolare in questo triste periodo, nel quale si producono contrazioni di vari diritti fondamentali dei cittadini.
br. "Estetica della partecipazione" - il titolo - come sottolinea più volte lo stesso Mauro Beltrami, è un contenuto rilevante del pensiero di Pavel Florenskij, il filosofo, e non solo, russo al quale è dedicato lo studio e su cui si sviluppa la ricerca appassionata dell'intellettuale italiano, e che va nella direzione di un coinvolgimento cognitivo del soggetto pensante, vale a dire che la conoscenza, la comprensione sono veramente tali solo se partecipati. Già tale assunto pone Florenskij in rottura con la tradizione filosofica occidentale dominante, basata su un quasi assoluto razionalismo. E la rottura si fa ancora più profonda se pensiamo allo sviluppo realizzato oggi dagli strumenti creatori delle cosiddette 'realtà virtuali', che allargano a dismisura distanze ed assenze invece che favorire partecipazioni, vicinanze e prossimità esistenziali, relazionali, culturali.
br. Calcare le scene della vita. Sentire le modulazioni della diversità. Includere e non escludere. Cogliere la bellezza del contrasto. Reclamare il diritto all'unità e alla differenziazione. Ricercare la puntualità condivisa. Disporre i petali della flessibilità. Celebrare la precarietà dell'intesa e abbracciare la complessità. Chiedere cornici di senso. Rendersi disponibili alla critica alternanza. Contrapporre principi estetici. Ascoltare la rigidità e le sue molteplici risonanze. Riflettere Echo. Riflettere Narciso. Una serie di tematiche indiscutibilmente umane in un piccolo saggio stravagante, pensato per istruire alla buona riuscita di una performance, che da critica esposizione di sé diventa anche nuovo addestramento alle relazioni d'aiuto. Una condotta utile agli artisti del cambiamento, perché possano realmente imparare a desiderarlo. Prefazione Carlo Sini.
br. Il libro ripercorre alcune tappe del pensiero di Wittgenstein per svelare la possibilità di un'estetica come riflessione sulle condizioni di senso dell'esperienza. La ricerca si concentra sul complesso rapporto tra l'unità dell'esperienza e la molteplicità dei fenomeni, cogliendo nella differenza tra senso e non-senso il 'luogo' in cui si istituisce la domanda sull'opera d'arte e sul suo apparire non solo visivo, ma anche uditivo. Proprio l'apparenza sembra diventare l'oggetto di una comprensione estetica che non rinuncia a mostrare il dovere del senso, in un piano su cui l'estetica incontra l'etica.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Perché ciò che non è stato detto è più importante di ciò che è stato detto? Come accade che ciò che si mostra in se stesso sia costantemente sotto i nostri occhi, in ciò che siamo e facciamo, e tuttavia resti inafferrabile come qualcosa che permane sul limite del dicibile? Questo libro ripercorre l'opera di Wittgenstein andando alla ricerca di un'estetica wittgensteiniana che riveli le condizioni di possibilità di un'esperienza sensata, la capacità di aprire un mondo in vista della sua organizzazione e costituzione linguistica e concettuale. Nello stesso tempo la ricerca svela l'ambiguità essenziale del pensiero di Wittgenstein: il fatto che il suo interrogare mostri l'unità implicita nelle differenze e insieme che le differenze siano tali proprio a partire da quest'unità implicita. All'interno di questo orizzonte la filosofia assume i caratteri dell'estetica ed eminentemente estetico diventa lo sforzo di comprensione che innerva le pagine più decisive del pensatore viennese. The book traces some of Wittgenstein's thought to reveal the possibility of an aesthetics as a reflection on the conditions of sense experience. The research focuses on the complex relationship between the unity of experience and the multiplicity of phenomena, grasping the difference between sense and non-sense the ' place ' where you set up the question about the artwork and its appearing not only Visual, but also hearing. Its appearance seems to become the object of an aesthetic understanding that does not give up to show the duty of sense, in a plane on which aesthetics meets ethics. Informazioni bibliografiche Titolo: Estetica e differenza in Wittgenstein: studi per un'estetica wittgensteiniana Collana: Volume 52 di Ricerche: Filosofia Autore: Leonardo V. Distaso Editore: Roma: Carocci, 1999 ISBN: 8843013548, 9788843013548 Lunghezza: 183 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia analitica, positivismo logico, Saggistica, Metafisica, Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, David Pinsent, Bertrand Russell, Ricerche filosofiche, Libri Vintage fuori catalogo, Critica, Studi filosofici, Estetica, Differenza, Logica, Linguaggio, Mente, Matematica, XX secolo, Circolo di Vienna, Epistemologia, Sinn, Bedeutung, Senso, Significato, Vero, Falso, Filosofi austriaci, Metodo, Ontologia, Rivoluzione, Pensiero, Opere generali, Bibliografia, Riferimento, Consultazione, Corrispondenza, Lettere, Conversazioni, Untersuchungen, Investigations, Philosophie der Psychologie, Psicologia, Analytical philosophy, logical positivism, Non-fiction, Metaphysics, Philosophical research, Non-printed books, Criticism, Philosophical studies, Aesthetics, Difference, Language, Mind, Mathematics, 20th century, Vienna Circle, Epistemology, Sense, Meaning, True, False, Philosophers Austrians, Method, Ontology, Revolution, Thought, General works, Bibliography, Reference, Consultation, Correspondence, Letters, Conversations, Psychology Indice "Vi insegnerò le differenze". Un'introduzione Bibliografia degli scritti di Wittgenstein Logica. Etica. Estetica Il "rimando corrispondente" L'eccedenza della tautologia La questione del solipsismo Il sentimento mistico e la svolta estetica del Tractatus Il carattere intransitivo del linguaggio Comprensione e questione estetica Riepilogo dell'autocritica al Tractatus Intransitività e autoreferenzialità nel/del linguaggio La nozione di "uso" e la totalità del linguaggio in genere Dall'interpretazione alla comprensione La comprensione estetica Il mostrarsi della capacità di sentire Relazione interna Aspettativa, intenzionalità e regola La nuova veste dell'ossimoro "dire-mostrare" Il "guardare attraverso" e la "comprensione estetica" Il "guardare attraverso" Comprendere e sentire Sul "vedere come" Posizione del problema Heidegger sulla questione e le ragioni di un confronto con Wittgenstein La posizione conclusiva di Wittgenstein Wittgenstein e la musica I rapporti di Wittgenstein con la musica Coerenza e comprensione: Schönberg e Webern (e Berg) Il principio estetico della comprensione in Wittgenstein L'ultima frase La frase ulteriore Il contenuto dell'ultima frase è il contenuto della frase ulteriore L'ultima frase è la frase ulteriore perché è istante. Parole e frasi comuni Anton Webern Blanchot Brahms chiarezza chiaro comprendere comprensione concettuale concezione condizione di possibilità condizioni verità Critica del Giudizio arte essere descrizione determinato dicibile espressione esprimere estetica fondamento forma logica frase di Wittgenstein Gargani gioco linguistico grammatica Heidegger ineffabile ambito ente ultima frase linguaggio comune mondo linguaggio genere metafisica morte musica musicale Nietzsche non-senso oggetto ontologico originaria parola particolare pensare pensiero perspicuità presente priva di senso problema proposizioni sensate questione raffigurazione rappresentazione regola relazione interna riferimento riflessione rimando corrispondente Schònberg sfondo sguardo significato sistema solipsismo spazio logico tautologia totalità Tractatus trascendentale vedere Verità metodo wittgensteiniana Wozzeck
br. La qualità estetica della geografia è suggerita sin dall'etimologia della parola stessa: il disegno della terra. Dei luoghi si possono dare immagini scientifiche, come la mappa, oppure immagini artistiche: dipinti e disegni, poesie sul paesaggio, forme di land art. Spesso la rappresentazione artistica e quella cartografica sono considerate contrapposte: l'una rifletterebbe il punto di vista soggettivo dell'artista, mentre l'altra sarebbe oggettiva e indiscutibile. L'obiettivo di questo libro è invece di ripercorrere le ragioni di un'alleanza tra estetica filosofica e geografia. Seguendo una linea interpretativa che, da Alexander von Humboldt e Carl Sauer, giunge fino alle teorie non rappresentazionaliste della geografia contemporanea, passando per autori come Martin Heidegger, Joachim Ritter, Rosario Assunto e Marc Augé, la geografia emerge infine come un terreno di incontro particolarmente felice tra arte e scienza.
br. Il volume raccoglie alcuni dei più importanti saggi estetici di Luigi Pareyson (1918-1991) scritti nel periodo compreso fra il 1950 e il 1971 e significativi per far luce sulla stretta relazione da lui indicata fra Estetica e metafisica. Scelti accuratamente, raccolti, e commentati da uno dei suoi allievi, sono qui editi in prima edizione, per meglio coglierne l'originaria forma di elaborazione e lo sviluppo all'interno dell'evoluzione del pensiero pareysoniano. Un'antologia rappresentativa di un paradigma filosofico capace di coniugare arte e filosofia, conoscenza e verità, interpretazione e trascendenza, e che avvicina alla proposta metafisica che Pareyson avanza rispetto ai dilemmi dell'uomo contemporaneo.
br. Del paesaggio si occupano ai giorni nostri molte discipline, dalla geografia all'ecologia, dall'architettura all'antropologia. Non c'è dubbio, però, che alla sua origine quella di paesaggio sia una nozione soprattutto "estetica", come sta del resto a dimostrare anche il linguaggio quotidiano: quando sentiamo parlare di paesaggio, pensiamo subito all'aspetto di un luogo, al suo essere bello, equilibrato, armonico o, viceversa, deturpato, disomogeneo, brutto. Questa antologia ripercorre le tappe salienti della discussione sul paesaggio condotta nella filosofia del Novecento, da Simmel a Ritter, da Rilke ad Assunto. Al tempo stesso, viene offerto un ampio panorama delle teorie più recenti, da quelle che riconducono il paesaggio reale alla pittura di paesaggio a quelle che lo equiparano all'ambiente fisico-naturale, da quelle che insistono sul suo carattere culturale a quelle che lo considerano una fonte di identificazione per le popolazioni che lo abitano.
br. "Bello!". Con questa esclamazione volentieri le persone esprimono la propria reazione di fronte a un quadro che le colpisce, a una melodia che le seduce, a un tramonto che le emoziona. E se non fosse "bello"? Se quel che le persone provano fosse piuttosto sublime, tragico, comico, grazioso o addirittura brutto? E quel che provano è la stessa esperienza di fronte alla natura e all'arte, nella vita di tutti i giorni e nei momenti invece dedicati alle opere? Contro il monopolio del bello a favore di una pluralità delle categorie che descrivono le molteplici qualità dell'esperienza estetica, contro la confusione tra estetica e teoria dell'arte e per una indagine rigorosa dei rispettivi ambiti si sono sollevate, agli inizi del Novecento, le voci di Max Dessoir e di altri teorici (Utitz, Wind, Panofskyl di quel movimento chiamato "Estetica e scienza generale dell'arte", che ha scritto un capitolo cruciale della cultura filosofica contemporanea.
br. Il volume ricostruisce in modo esaustivo i temi del dibattito in corso tra l'estetica filosofica, gli approcci scientifici all'estetica, le scienze cognitive. Rispetto a ciascun ambito discusso, attenzione, percezione, atteggiamento, immaginazione, creatività, finzione, narrazione, valutazione, giudizio, piacere, emozione, l'autore elabora un insieme coerente di proposte capace di favorire una piena integrazione tra le diverse prospettive in gioco.
ill., br. L'attività didattica e di apprendimento del corso è proposta all'interno di un ambiente digitale per lo studio, che ha l'obiettivo di completare il libro offrendo risorse didattiche fruibili in modo autonomo o per assegnazione del docente. Il codice presente sulla copertina di questo libro consente l'accesso per 18 mesi a MyLab, una piattaforma digitale interattiva specificamente pensata per accompagnare e verificare i progressi durante Io studio. MyLab offre la possibilità di accedere al manuale online: l'edizione digitale del testo arricchita da funzionalità che permettono di personalizzarne la fruizione, attivare la lettura audio digitalizzata, inserire segnalibri anche su tablet e smartphone.
brossura Il volume raccoglie una serie di studi incentrati sulle nuove prospettive della filosofia estetica scaturite dalla crisi del pensiero romantico. Il percorso viene suddiviso in una prima parte incentrata sul tema del mito e del pensiero utopico nella cultura occidentale, dalle origini greche sino alle riflessioni sulla musica elaborate nel Novecento. Nella seconda parte, attraverso alcune analisi dei linguaggi artistici propri della rappresentazione scenica, e in particolare nei casi paradigmatici della danza moderna e della figura di don Giovanni nella riflessione di Kierkegaard, si perviene alla proposta di un'estetica di tipo esistenziale, basata non più sulle idee tradizionali del "bello" e del "segno" ma su quelle del "possibile" e del "finito", emblema non più di verità ma di libertà, di apertura e rigenerazione continua.
br. Si sa che l'Italia è un paese estetico. Meno noto è che essa ha prodotto nel corso degli ultimi cinquant'anni un cospicuo numero di pensatori di alto livello che hanno portato un contributo originale e innovativo aprendo orizzonti inediti su che cosa è il bello e che cosa è l'arte. Tra questi i più noti sono Gillo Dorfles, Luigi Pareyson, Umberto Eco, Italo Calvino, Gianni Vattimo, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Guido Ceronetti. Ma non dovrebbero essere ignorati anche molti altri poco conosciuti come i filosofi Andrea Emo e Gianni Carchia, la femminista Carla Lonzi, e lo stilista Quirino Conti. Essi hanno ripensato in modo nuovo alcune categorie estetiche (armonia, ironia, sublime, tragico, arguzia, acutezza) che appartengono al patrimonio culturale plurisecolare della cultura italiana. Si sono confrontati con la realtà politica, sociale, antropologica del loro paese e hanno trovato nell'ambito dell'estetica soluzioni che suggeriscono stili di vita e modi di sentire capaci di aprire spazi di libertà e di autenticità.
br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.