1 705 résultats
5 tomi in 4 volumi, 16 cm, rilegatura coeva in pergamena rigida, titolo in oro al dorso, p. 223; 160; 384; 351; 228. Qualche brunitura e qualche traccia del tempo alle copertine
Quattro tomi in due volumi in 8° piccolo legati in mezza pelle, titolo ai dorsi, sguardie, occhielli, frontespizi, 394, 383, 348, 316 pp. Bell'edizione, corretta e ben impaginata delle opere saggistiche del professore universitario in Pavia massimo divulgatore del sensismo italiano. In bello stato, non comune.
un vol. in 8 cm. 18,2x11,4 pp. 192 leg.coeva p.pergam. rigida titolo calligrafico al dorso in ottimo stato di conservazione Genovési Antonio. - Filosofo ed economista (Castiglione, Salerno, 1713 - Napoli 1769). A Napoli dove, dopo aver indossato l'abito talare, si era recato nel 1738, ascoltò le ultime lezioni di G. Vico. Dal 1741 al 1745 insegnò metafisica all'univ. e poi etica fino al 1753. Ma la sua libertà nell'insegnamento e la pubblicazione della Metafisica (1743-47) lo avrebbero portato alla condanna per eresia se non fosse stato protetto da C. Galiani, prefetto degli studî. Egli continuava tuttavia a dimostrare ossequio per le dottrine della Chiesa, pur manifestandosi nella sostanza seguace dell'empirismo lockiano. Sono di questo periodo le sue opere filosofiche: Disciplinarum metaphysicarum elementa (1743; 2a ed. in it. 1766); Elementa artis logico-criticae (1745; 2a ed. in it. 1766). Dopo il 1754 si dedicò soprattutto all'economia, e partecipò attivamente all'azione rinnovatrice del governo. Ottenuta in quell'anno la prima cattedra di Economia pubblica, con le Lezioni di commercio (1765-67), G. gettò le basi della cosiddetta "scuola napoletana", proponendo una consistente revisione della politica economica dello stato napoletano basata su una fusione equilibrata di alcuni aspetti teorici del mercantilismo con elementi delle nuove correnti fisiocratiche e liberiste. Altre opere: Meditazioni filosofiche (1758); Lettere filosofiche (1759); Lettere accademiche (1764); Logica per li giovanetti (1766); Metafisica per li giovanetti (1766); Diceosina (1766; 2º libro, postumo, 1777).(Enc. Treccani)
22 cm, br. originale, p. vii, 195, manca l'ultima copertina
Napoli, da' torchi di Raffaello di Napoli, Vico S. Nicola a Nilo n. 16, 1829-1833, voll. 3 legati in 1, in-8, cartonatura coeva, pp. 115, [1] - 124 - 121, [3]. Lievi fioriture.
PUF. 1965. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 200 pages. Collection 'Lysis'.
VITA E PENSIERO 1977 280 PP. TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA E TALLONCINO DI CATALOGAZIONE ALL'ANTIPORTA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME MAI SFOGLIATO
No dust jacket. Slightly soiled full red cloth boards. Tight Japanese-stab binding. Black and white illustrations. 29 pages. 4 1/2"w x 6 5/8"h. Explanations of each of the signs of the Japanese zodiac, faced with black and white drawings. The Japanese zodiac has a cycle of 12 years unlike people of the West who divide their zodiac in a cycle of 12 months. Each year of the cycle has its own particular animal symbol whose roots of meaning, origin, and influence stretch back to ancient India and China. Printed on different colors of paper folded so each page is double.
A clean, unmarked copy with a tight binding. 340 pages.
[Siena?], [s.n.], 1761, manoscritto su carta, in-4 piccolo, cartonatura rustica coeva, carte [120]. Steso da due mani, in chiara grafia. Giuseppe Speri fu Curato di S. Quirico e insegnò filosofia e metafisica a S. Giorgio, il Seminario Arcivescovile di Siena. Manca la metà di una carta, con perdita del relativo testo,altrimenti ottime condizioni.
A clean, unmarked copy with a tight binding. 114 pages.
Sandoz et Fischbacher, Paris. 1876. In-12 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. partiel. décollorée. Dos frotté. Quelques rousseurs. 307 pages. Etiquette de code sur le dos. Conversations humoristiques et familières d'un malade avec la divinité.
br. In una celebre allegoria, Lisippo raffigura il Kairós - il dio del tempo debito - come un fanciullo alato che si posa su una sfera, mentre regge un rasoio su cui oscilla una bilancia. La sua contrazione muscolare tradisce lo sforzo di un equilibrio precario, prima di ripartire in volo. Kairós è infatti la contingenza propizia, il momento giusto eppure volatile, da cui origina ogni identità e fenomeno, inclusa la Mente e la Coscienza. Tale immagine introduce alla necessità non solo di ripensare il tempo, ma di accogliere nella nostra quotidianità una pluralità di tempi. Questo saggio ormai classico, pubblicato per la prima volta nel 1992, vanta numerose edizioni, anche in inglese e spagnolo, e viene ora presentato in una veste ampliata. Giacomo Marramao interroga un'intera tradizione di pensiero, dal tempo «icona dell'eternità» in Platone alla relatività di Einstein, dall'indeterminazione quantistica alla temporalità heideggeriana. Argomentazioni sofisticate ma cristalline criticano il gergo filosofico che oppone «autentico» a «inautentico», l'incommensurabilità della durata interiore alle misure standard del tempo spazializzato. La nuova domanda ontologica non è più quella dell'essere dell'ente, ma: come si situa il nostro tempo di vita nell'eternità di uno «straniante» cosmologico in cui, come affermano gli stessi fisici, «il tempo non esiste»? Una delle tesi dirompenti qui presentate è che il corrispettivo greco di Tempus è proprio Kairós, e non Chronos: il che comporta conseguenze filosofiche che si riflettono anche nel nostro vivere quotidiano. Questo pamphlet aiuta a comprendere i paradossi del tempo e la sindrome della fretta che funesta la nostra epoca, indicandoci possibili vie d'uscita. Non da ultimo esorta a metterci alla ricerca di una tempestività senza esitazione né precipitazione, che ci faccia cogliere e vivere appieno l'attimo.
br. Vengono qui tradotte in lingua italiana in forma integrale le lettere che Schiller inviò tra gennaio e febbraio 1793 all'amico Körner con l'intento di raccogliere e discutere le idee per il progettato dialogo "Kallias o della bellezza: opera che mai, però, vide la luce. Esse accompagnano il lettore nel tormentato e ambizioso progetto schilleriano di presentare "quel concetto oggettivo del bello, di cui Kant dispera". La loro lettura si presenta, altresì, come un'adeguata introduzione al saggio "Grazia e dignità", pubblicato nello stesso anno, nel quale Schiller del resto chiaramente allude al dialogo incompiuto, laddove parla di "un'analitica del bello". "Grazia e dignità" è nella fattispecie il primo, e decisivo, dei saggi di estetica di Schiller, che molto deve alle riflessioni esposte all'amico Körner. In esso Schiller si confronta con il pensiero di Kant, ripensando e sottoponendo a sviluppi definitivi sia la prospettiva estetica della "Critica della facoltà di giudizio" sia la morale kantiana. In "Grazia e dignità" confluiscono, per trovare nuove strade e nuove aperture, tanto l'esperienza teatrale e poetica quanto i giovanili studi medici di Schiller.
br. Concepito come prima parte del secondo volume (mai comparso) di 'Essere e tempo', questo scritto introduce - attraverso il confronto con Kant - al cuore della riflessione heideggeriana. In appendice il testo del celebre dibattito svoltosi nel 1929 fra Heidegger e Cassirer.
Book is in excellent condition with minor shelf wear only. Table of contents has a few check marks in pencil. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is iotherwise clean and free of marking of any kind.
ISBN : 2226000356. ALBIN MICHEL. 1974. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 313 pages
J. CHEVALIER L' habitude. Essai de métaphysique scientifique. Parigi, Boivin 1929 french, 256 CH79 Brossura editoriale volume in discrete condizioni, abrasioni agli angoli della copertina, segni di lettura sul dorso, pagine leggermente ingiallite e sfalzate, testo in francese 256 pagine circaCopertina come da foto
32 cm, cartone editoriale illustrato, titolo al piatto e dorso, sovracoperta illustrata; pp. 116, 64 tavole a colori e numerose illustrazioni in nero nel testo
ill., br. Un secolo fa, la bellezza era considerata quasi all'unanimità lo scopo supremo dell'arte e persino sinonimo d'eccellenza artistica. Tuttavia, oggi la bellezza è vista come un crimine estetico e gli artisti sono spesso messi all'indice dai critici se le loro opere sembrano mirare al bello.
Full Title: "L'ALBERT MODERNE; OU, NOUVEAUX SECRETS EPROUVES, ET LICITES, Recueillis D'Apres les Decouvertes les Plus Recentes. Les uns ayant pour objet de remedier a un grand nombre d'accidens qui interessent la sante: Les autres, quantitite de choses utiles a scavoir pour les differens besoins de la vie." pp. xxiv, 430. 12 mo. 18 cm. Attractive 18th century full leather binding. Chip at head repaired. Marbled edges. Marbled endpapers. Hardbound. Very good. A rare French medical and cooking text. Really worthy of further research. **PRICE JUST REDUCED! CLEO 2/1
br. L'idea generale alla base di questo libro (qui in una nuova edizione, completamente rinnovata, rielaborata e ampliata) consiste nel suggerire che ciò che va sotto i nomi di "gusto" e di "gastronomia" - secondo Brillat- Savarin, autore de La fisiologia del gusto, "tutto ciò che concerne l'essere umano in quanto si nutre" - può costituire materia di seria indagine filosofica e, in particolare, di esperienza estetica. Tuttavia, un'estetica gustativa può costituirsi solo a patto di impegnarsi in un percorso, insieme storico-critico e teorico, molto più complesso delle semplificazioni e lontano dalla retorica che spesso ammorbano oggi il discorso gastronomico. Questo studio offre, da un lato, una serie di analisi storico- critiche che legano l'esperienza gustativa all'estetica filosofica, attraverso confronti tematici con autori quali, tra molti altri, Hume, Gibson, Dewey, Ingold, Lévinas; dall'altro, esso propone alcune ipotesi teoriche per pensare l'esperienza gustativa secondo gli assi teorici dell'estetica relazionale, partecipativa ed ecologica. Una discussione ad ampio raggio che spazia dal problema della subordinazione filosofica del gusto fino a quello della sua riabilitazione, dalla questione della critica a quella della creatività della percezione gustativa e della cucina, dal rapporto tra arte e artigianato fino al vino, all'olfatto e all'ambivalenza del dolce come sapore e come sapere.
br. L'espandersi del virtuale nel tessuto della società contemporanea coinvolge ormai tutti i settori delle attività umane, in particolare quelli della comunicazione e dell'arte che, grazie all'impiego sempre più massiccio di nuove tecnologie, appaiono progressivamente rimodellati da una serie di nuovi utilizzi e derive. Questa condizione implica un'imprescindibile interrogazione sullo statuto ontologico dell'immagine virtuale. Se oggi l'intelligenza artificiale è ormai in grado di creare immagini fake perfettamente credibili, quali saranno nel prossimo futuro i ruoli e le prassi dell'artista e del comunicatore?
br. L'espandersi del virtuale nel tessuto della società contemporanea coinvolge ormai tutti i settori delle attività umane, in particolare quelli della comunicazione e dell'arte che, grazie all'impiego sempre più massiccio di nuove tecnologie, appaiono progressivamente rimodellati da una serie di nuovi utilizzi e derive. Questa condizione implica un'imprescindibile interrogazione sullo statuto ontologico dell'immagine virtuale. Se oggi l'intelligenza artificiale è ormai in grado di creare immagini fake perfettamente credibili, quali saranno nel prossimo futuro i ruoli e le prassi dell'artista e del comunicatore?