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23 tavole a colori. Premessa di Angelo Dragone . 8vo. pp. 352. . Perfetto (Mint). . Prima edizione (First Edition). . Raccolta di 24 saggi che offrono una interpretazione storico-critica di un secolo di pittura moderna, dal Liberty ai puntinisti francesi, ai divisionisti italiani e alla pittura metafisica. Sono compresi anche studi monografici su Matisse, Vlaminck, Derain, Braque, Carrà, Morandi, Severini, De Pisis, e molti altri.
Cm. 20,8, br. edit. con sovracop., pag. 156 (2). Interessante. Ottimo esemplare.
8°, br. edit., pp. 72.
16061233141606 A Paris, Chez Nicolas Buon - MDCVI (1606) - In-duodecimo, reliure postérieure plein cuir blond, dos à quatre nerfs, titre et fleurons dorés - 500 pages (manque aux feuilles formant les pages 5 et 6, correspondant au chapitre III "des concepts de l'intellect"
Reggio Calabria, Edizioni “Historica”, 1953, in-8, br., pp. 148, (2). Con invio autografo dell'autore.
Libro vissuto, pagine leggermente ingiallite
br. Il libro si apre con tre brevi capitoli, che riprendono alcune tematiche costanti del pensiero dell'autore: le radici della cultura nella vita dei soggetti, la comprensione delle cose nella loro complessità, l'ascolto, una scrittura che si confronti con la violenza, ma non per ciò dimentichi il suo essere non indebolimento, ma incremento di vita. A questo va annesso anche il capitolo su Franz Kafka, che permette di riflettere, tra l'altro, sul "nuovo" come categoria estetica. Raccolti sotto il titolo "Totalitarismi e scritture" sono i capitoli dedicati a Vasilij Grossman, Ludwig Englert, Imre Kertész, che sono stati costretti a misurarsi col negativo del secolo scorso, e col terrore che lo ha percorso. Con ciò si collega idealmente il capitolo finale del libro, "Salonicco". Fungono da intermezzo due brevi capitoli dedicati a incontri occasionali, nella fattispecie musicali, non lontani tuttavia da temi di fondo del libro. Non scissa dalle precedenti è la parte concernente rappresentanti della cultura milanese quali Dino Formaggio, Fulvio Papi, Guido D. Neri, Emilio Renzi; e Alfredo Civita, in dialogo con Eugenio Borgna.
A clean, unmarked copy with a tight binding. 143 pages. Slight edge wear.
In-8°, pp. 187, copertina editoriale. Indice: Praefatio. Epistemologia e sistematica. Il punto di partenza. La filosofia non ha infanzia; La logica è postuma; La dommaticità del "dubito" e dell'empirismo; Il Criticismo sistema libero; Verifica dell'Idea-Arché; Carenza fenomenologica; Poligenesi della filosofia; Del "libero sistema". Il sentimento. Soggetto e sentimento; Sentimento e sensazione; Passione e sensazione; "Chiarezza" del sentire; Complessità costitutiva del sentire; Mediazione e sentimento; Sentire e ricordare; Presenza del passato; Non c'è dialettica dei sentimenti; Ricordo e struttura; Il germe della mediazione; "Sentir di sentire"; Sentimento e intenzionalità; Numero e mediazione; Il senso è ragione; Le aporie del divenire; Il Concetto. L'Essere è orbitale; "Inefficienza" del giudizio; Aporeticità del giudizio; Pienezza del sentimento; Sentimento del Nulla e giudizio; Il sillogismo. La posizione della matematica. a) Logica della matematica. Il principio di coerenza; Verità e non-contraddizione; Coerenza e ragion sufficiente; Matematica analitica; Analisi in Dio. Sintesi nell'uomo?; Priorità dell'intuizione. b) Logica dell'infinito. Per una giurisprudenza della matematica. c) Validità della matematica. Di un presunto platonismo; Contrazione del nominalismo; Matematica "teologante"; Contrazione del realismo ingenuo; Il Tempo tra soggetto e ambiente. Il problema della scienza. Scienza e soggettività; Kant contestato; I problemi nuovi; Significato di casualità; Casualità come certezza; Immotivazione della certezza; Superamento (pratico) dell'opposizione (teorica); Casualità senza creazione; Morte della causa efficiente; Spazio e Tempo; La rappresentazione spaziale subatomica; Lo Spazio fisico infigurabile; L'osservabilità; Fenomenismo scettico; Il sillogismo della natura; Le antinomie vecchie e nuove; Per una biologia critica; La psicologia: prospettiva irreversibile; Del significato e della verificabilità. Primo discorso sulla metafisica.
In 8°; 5 tomi: 276 pp, 323, (1) pp., 312 pp., 330 pp., 268, (8) pp. Legature coeve in mezza-pelle chiara con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Prima, assai rara, edizione italiana completa (una prima edizione ridotta italiana uscì nel 1724) della più importante opera del celebre filosofo neoplatonico e teologo inglese, Ralph Cudworth (Aller, 1617 – Cambridge, 26 giugno 1688). Professore d'ebraico e rettore del Christ's College. Nel 1645 venne riconosciuto come leader del gruppo di filosofi denominati "platonici di Cambridge" che durante la Rivoluzione inglese si schierò con gli ideali repubblicani. Tale era la sua fama che lo stesso Cromwell era solito chiedere il suo giudizio nelle nomine universitarie. Nel 1678 pubblicò la sua opera più importnate “The True Intellectual System of the Universe: the first part, wherein all the reason and philosophy of atheism is confuted and its impossibility demonstrated”. Dell'opera uscì il solo primo tomo, si crede in quanto la pubblicazione delle altre parti venne abbandonata in seguito alle accesissime discussioni teologiche che seguirono. L'opera divenne il centro del pensiero spiritualista inglese che rifacendosi a Platone, sostiene che la conoscenza degli oggetti non proviene dagli oggetti stessi ma da esperienze già insite nella natura stessa degli spiriti che sono essi stessi un insieme di “essenze intellegibili” universalmente valide, rigettando però al contempo il dualismo cartesiano di pensiero (res cogitans) (coscienza) ed estensione (res extensa) andandolo a sostituire con i concetti i attività e passività. Il sistema filosofico di Cudworth si formalizza proprio nella sua opera principale “The true intellectual” dove l'autore applica la sua concezione filosofica ai principi di libertà e necessità arrivando a confutare tutte le filosofie atee che individuano il determinismo come base delle azioni umane. Nell'opera l'autore, attraverso la sua metafisica arriva a contrapporre il sistema dell'universo ideato dagli atei e quello copernicano. L'idea della traduzione dell'opera è di un geniale piccolo editore pavese, Defendente Sacchi, che nella prima metà del XIX° secolo, ebbe l'intuizione di tradurre alcune opere di metafisica, che avevano avuto grande successo all'estero ma che avevano incontrato un'accoglienza, perlomeno, tiepida in Italia, tanto da non venire nemmeno tradotte nella nostra lingua. Defendente Sacchi fu un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vide fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura”, forse la sua opera edita più importante, la collana era composta solo di 26 volumi. Seppur le traduzioni delle opere furono commissionate da Defendente a traduttori tutt'altro che professionali, l'impatto delle edizioni di Sacchi fu notevole tanto ad esempio, che la la sua edizione della Critica Kantiana portò il titolo ad essere inserito, per la prima volta, nell'Indice dei Libri Proibiti, decine anni dopo la prima edizione vera e propria dell'opera. La stampa dell'edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Opera assai rara.
Mm 130x210 Collana "Biblioteca Austriaca". Volume nella sua brossura originale con sovraccoperta, 117 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. L'indagine si rivolge inizialmente alla filosofia di Martin Heidegger e porta alla luce la profonda contraddittorietà della sua base teoretica. Si interroga allora sul fondamento del successo di tale pensiero, che benché gravato dalla contraddizione è tra i più studiati e seguiti del novecento. Da qui l'ampliamento della ricerca e il suo rivolgersi alla direzione fondamentale della filosofia contemporanea, alla sua essenza e alle sue radici, che affondano nel modo in cui la filosofia da Platone in poi ha concepito l'ente quale sintesi tra la determinazione (ciò che) e il suo essere (è). Rilevando che la concezione dell'ente come diveniente presuppone da ultimo che la determinazione (ciò-che) in sintesi con l'essere consista in una struttura o unità relazionale dinamica di momenti, l'indagine mette a nudo la logica che pensa l'ente come essenzialmente diveniente - in questo libro definita "separante" - e risponde a questioni di grande rilievo teoretico: come mai la determinazione separata dall'essere non è riconosciuta come nulla e perciò come autocontraddizione di essente-niente? E come mai il problema del nulla assoluto viene sostanzialmente accantonato fino a Hegel incluso per ripresentarsi potentemente all'interno del pensiero (filosofico e non) contemporaneo?
19735Paris - Bruxelles, PUF / Presses universitaires de Bruxelles, Travaux de la faculté de philosophie et lettres, 1968. In-8 (240x160mm) broché de 152 p. Quelques petites marques au crayon de papier (très facilement effaçables). Bon état général.
1820, 4 volumi in 2 tomi, 16 cm, ril. coeva in piena pelle, tit. in oro su tassello al dorso, p. 204; 194; 412; 176. Il nostro esemplare ha 2 volte il primo tomo e errori di impaginazione tra il primo e il secondo tomo, ma è completo. Macchia di inchiostro a una pagina
Book shows light wear to covers. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. 610 pages, contents include: Bestowal of shamanic powers, Recruiting of shamans in western and central Siberia, among the Tungus, the Buryat and Altaians, Initiation of Eskimo Shamans, Obtaining shamanic powers, Costume and drum, functions, Magical cures, Cosmology, Rituals, Healing, Techniques among the Semang, Sakai, Jakun, Andaman Islands, Nicobar, Mayasia, Sumatra, Borneo, Celebes, etc.
A clean, unmarked book with a tight binding. 176 pages. Includes CD.
br. Condurre una vita spirituale significa instaurare un dialogo sempre aperto con l'Assoluto, in queste pagine testimoniato mediante gli strumenti della dialettica negativa e attraverso un confronto serrato con la tradizione filosofica. La presente indagine, condotta sulla scorta della fenomenologia trascendentale, mira a proporre un nominalismo radicale sulla base del quale è stato possibile abbozzare un sistema di etica, logica e metafisica volto ad accogliere e giustificare la radice teologica che sorregge ogni forma di rappresentazione del reale. Su un piano pratico la struttura teorica proposta viene esemplificata attraverso sette esercizi spirituali, in virtù dei quali è possibile comprendere il percorso coscienziale che porta ad inscrivere la fede assolutizzante del e nel soggetto nell'orizzonte più ampio della vita dello Spirito.
42411Lausanne, Alfonso Diez 1974, 200x170mm, 111pages, broché. Non rogné, non coupé. Bel exemplaire.
br. Il tema dell'empatia chiama a un confronto con l'esperienza vissuta, a un approfondimento delle emozioni, delle reazioni corporee, degli atti mentali che intervengono nei rapporti con gli altri. Chiama soprattutto a un passaggio dalla filosofia a una delle realtà più importanti per la vita di ognuno: la scoperta dell'esistenza dell'altro. Restituire all'empatia la sua specificità di atto che sta alla base delle svariate forme dell'entrare in relazione è un modo per rendere più concreto il vivere insieme agli altri e per rispondere a un bisogno confuso, ma non per questo meno urgente, di quest'epoca.
ill., br. «Nullus enim locus sine genio»: così Servio Mario Onorato osservava commentando il V libro dell'Eneide. Frase emblematica e fondativo del mito del genius loci, la cui vitalità è testimoniata dal fatto che ancora nel mondo moderno e fino a oggi i suoi significati non hanno smesso di essere recuperati e sviluppati sotto profili molteplici e inattesi. Di questo i contributi raccolti nel presente volume costituiscono una prova e al contempo un tentativo di indagarne radicalmente i fondamenti antropologici e culturali. Saggi di: Giulia Andioni, Karim Ben Hamida, Stefano Bevacqua, Gerardo De Simone, Michele Di Monte, Silvia Ferretti, Riccardo Finocchi, Elio Franzini, Federica Frattaroli, Tonino Griffero, Marco Innamorati, Micaela Latini, Lorenzo Marinucci, Massimiliano Napoli, Lorenzo Perilli, Giulio Piatti, Tiziana Proietti, Vittorio Ricci, Mateusz Salwa, Richard Shusterman, Gabriele Simongini, Marco Tedeschini, Franco Zagari.
ill., br. Che cosa significa abitare? In tempi di difficile convivenza, in cui il solo fatto di abitare un medesimo territorio significa eo ipso recare il segno di tensioni e conflitti, diviene decisivo dare una risposta a questa domanda. O almeno tentare. Perché abitare è difficile. E ogni realtà chiede una dialettica speciale: la pelle, il proprio corpo, la casa, l'ambiente, la società... Che sia individuato o comune, singolare o plurale, la portata dell'abitare è sempre politica, sempre esistenziale. È questa portata che bisogna ogni volta indagare, per restituire alle molte umanità che abitano il mondo globalizzato una consapevolezza di sé che è stata loro sottratta, revocata, e che deve essere nuovamente prodotta. Come? La complessità della questione rende urgente un confronto multidisciplinare e aperto. Il presente volume di Sensibilia ambisce a costituire un primo importante passo in questa direzione. Saggi di: Brunella Antomarini, Ilaria Batassa, Stefano Bevacqua, David Ceccarelli, Dario Cecchi, Federico De Matteis, Maria Giuseppina Di Monte, Michele Di Monte, Elio Franzini, Tonino Griffero, Tiziana Migliore, Giampiero Moretti, Massimiliano Napoli, Giusy Petruzzelli, Vittorio Ricci, Chiara Stefani, Francesco Vitale.
ill., br. L'errore riguarda tutti, senza eccezioni. Ce lo ricorda la religione, con l'idea giudaico-cristiana di peccato originale, ma anche la speculazione filosofica, e basti pensare alla diagnosi dell "oblio dell'essere". Eppure, l'esperienza cosciente e diretta dell'errore ci sfugge continuamente, a meno di non voler considerare intenzionale un comportamento erroneo; essa viene sempre ricostruita, poiché è l'esito di un ripensamento, esige un punto di osservazione esterno o successivo al momento dell'errore stesso. Se si sbaglia è perché si è inizialmente convinti di fare la cosa giusta e solo in seguito la verità può, in certo modo, essere ricostruita. L'errore non è mai del tutto trasparente, ma si annida, piuttosto, in quella zona opaca che però costituisce spesso il presupposto non detto del nostro agire, pensare e sentire. L'errore, inteso rettamente, consentirebbe così di osservare i limiti o i condizionamenti che hanno determinato una certa conoscenza, un certo agire, una data impressione. Ma è possibile esaminarlo senza fare errori? Fino a che punto? Con quali risorse? Proprio perché è impossibile non errare, allora occorre perseverare in un'analisi multifocale e aperta, come sì è cercato di fare in questo volume di Sensibilia, proponendo un confronto tra saperi diversi, spesso tra loro lontani, nel tentativo di sviscerare il problema in fondo mai risolto dell'errore.
brossura Interrogarsi sulla problematicità della categoria "cosa" a partire da un esempio concreto la cui analisi possa mettere in luce, in modo particolarmente intuitivo, l'approccio teorico prescelto: questa la sfida con cui si sono confrontati gli autori del presente volume di Sensibilia. Colloquium on Perception and Experience. Che ruolo hanno le cose nella nostra vita quotidiana o in campo scientifico? Come possono essere intese e sulla base di quali criteri e vincoli ontologici ed esistenziali? Sono ritagli naturali o convenzionali della nostra realtà? E con quali confini e quale permanenza nel tempo? Che differenza c'è (posto che ce ne sia una) tra cose e oggetti? I sentimenti sono cose? E l'arte, è fatta di cose? Può il linguaggio fare a meno del riferimento a cose? Quando, onto- e filogeneticamente, emergono percettivamente le cose? Quali cose sono paradigmatiche per una certa cultura e una certa visione del mondo? In esplicito o implicito riferimento a quale cosa è stata edificata una certa filosofia o comunque una certa concezione teorica? Quali cose sono state rappresentate pur essendo inesistenti: dall'unicorno in pittura all'odradek kafkiano? Questa edizione di Sensibilia ha dunque indagato i diversi modi in cui la cosa può essere pensata e descritta, presupposta e compresa...