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64953Texte établi et traduit par Pierre Louis, Les Belles Lettres, Association Guillaume Budé, 1961, texte grec et traduction, 231 pp., double pagination, broché, très légères traces d'usage, légères traces de mouillures sur le dos, état très correct.
64964Texte établi et traduit par Pierre Louis, Les Belles Lettres, Association Guillaume Budé, 1973, texte grec et traduction, 170 pp., double pagination, broché, légères traces d'usage, état très correct.
br. La domanda "È possibile mettere a nudo la nostra società?" è tra quelle che contengono la risposta nella stessa domanda. La nostra società può essere messa a nudo proprio attraverso l'importanza, che non si riscontra nelle altre culture, assegnata alla nudità. Il rapporto con la nudità, tipico dell'Occidente, risulta contraddittorio: il nudo ci riguarda sia quando indica una perfezione, sia quando rivela il grado più basso di esistenza. Non ci resta che analizzare entrambe le dimensioni per dimostrare, invece, il loro segreto rapporto.
SIGNED WITH DEDICATION BY AUTHOR/ARTIST - AVIGDOR ARIKHA (1929-2010), an eminent Romanian-born French–Israeli painter, draughtsman, printmaker, and art historian. Dedication dated December 1996 is in Hebrew and addressed to Moshe Barasch (1920-2004) - the first Israeli art historian to attain worldwide recognition and founder of the Art History department at The Hebrew University of Jerusalem, where he was Professor Emeritus. 240x160mm. 240 pages. Green cloth Hardcover with red dust-jacket. Gilt spine. Jacket spine and hinges faded. Rear cover upper corner and fore edge bumped. Front cover upper corner slightly bumped. Spine edges bumped. Few pages upper corner very slightly wrinkled. [SUMMARY]: This extremely rare book of writings by one of the most influential 20th-century Jewish artists, bearing his signed dedication, is in good condition.
In-8°, pp. 438, (4), legatura editoriale con sovraccoperta illustrata a colori. Segni d'uso e del tempo alla sovraccoperta: in particolare dorso, originariamente color arancione, decolorato dall'azione della luce solare, qualche piccolo segno d'umido; nella parte posteriore, strappo risarcito con l'applicazione di carta giapponese dalla parte interna, mancanza nell'angolo superiore esterno, parola scritta a matita blu, con tratto leggero. Il volume ospita 91 illustrazioni fotografiche in bianco e nero, nel testo. Al frontespizio, firma d'appartenenza nel margine superiore. Qualche segno d'umido. Una riga sottolineata a penna a pagina 13, leggere sottolineature a matita rossa e blu fino a pagina 231. Volume 144 nella collana "Saggi". Indice: Prefazione 1960; Introduzione; Gli iniziatori. Canudo e Delluc. Richter, Dulac e Moussinac. Manifesto delle sette arti; Fotogenia; O ritmo o morte; La cinematografia integrale; Ritmi e sogni. Dall'avanguardia al montaggio. Dziga Vertov e Kulesov. Il "cine-occhio"; Il "regista-ingegnere". I sistematori. Le "forbici poetiche"; Montaggio "a priori"; Montaggio "a posteriori"; I "mezzi formativi". I divulgatori. Rotha, Spottiswoode e Grierson. "Pittoricismo dinamico"; I "fattori differenzianti"; Documentario e realtà. Il contributo italiano. Gerbi e Debenedetti. Barbaro e Chiarini. Mobilitazione dell'estetica crociana; "Specifico filmico" come tendenza; Il film è un'arte, il cinema un'industria. Gli altri. Da Urban Gad ad oggi. Crisi di una teoria e urgenza della revisione. Conclusione 1951. Bibliografia; Indice analitico; Indice dei nomi; Indice dei film.
1961319012Ferdinand Schöningh Paderborn 1961. Softcover 11 Bände. I1234 IV15 V VI12 VIII34. Zustand: keine Beschädigungen keine Eintragungen. Rücken Ecken Kanten gut. Ferdinand Schöningh, Paderborn, paperback
Mm 130x200 Piccola biblioteca filosofica. Brossura editoriale di pp. 133, traduzione, introduzione e note di Manara Valgimigli, firma di precedente proprietario. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8°, pp. 133, bross. edit. , alcune macchie d'inchiostro marrone al dorso e una piega ( la cosidetta orecchia da lettura) alla pagina 27/28
(Codice FS/5065) In 16° 133 pp. Prima edizione. Timbrini "omaggio". Brossura editoriale, piccola riparazione al dorso. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Brossura filo refe, vol. IV della collana, copertina illustrata da titoli, segnata ingiallimento e scoloriture non uniforme nei toni, ombre da polvere e umido, abrasioni da attrito diffuse, qualche becca ai fogli in calda tonalità avorio, ossidati i tagli. N. pag. 142. USATO
1976410Seghers/Laffont In-8 Couverture souple Paris 1976
63632Lingua italiana, Ghibli, 2013, 400 pp., brossura editore, condizioni buone.
189710910Paris, Charles Mendel, 1897. 2110 g In-4, demi basane havane, [2] ff., vii-512 pp., [1] f.. Illustré de 13 planches hors-texte (en couleurs et en noir, parfois dépliantes) et de 41 figures (dont 40 in-texte et une hors-texte). L'ouvrage contient également 2 planches hors-texte supplémentaires qui ne sont pas annoncées dans le titre. Par ailleurs on trouve quelques notes manuscrits qui semblent être des corrections appartenant à l'édition. Edition originale rare de ce livre curieux. Petits frottements. . (Catégories : Arts, Esthétique, Philosophie, )
1804381361804 4 volumes in-8, demi-veau vert sapin, dos lisses ornés de triples filets dorés, titres et tomaisons dorés, tranches citron (rel. vers 1850). Paris, Xhrouet et Déterville, an XII - 1804.
19547Paris, Seghers, 1973. 14 x 20, 398 pp., 37 figures, 1 illustration en couleurs, broché, bon état (quelques rares surlignages).
4 volumes in-8, demi-veau vert sapin, dos lisses ornés de triples filets dorés, titres et tomaisons dorés, tranches citron (rel. vers 1850). Recueil des principaux articles publiés dans la "Gazette Littéraire de l'Europe" ainsi que dans le "Journal des étrangers", par François Arnaud et Jean Baptiste Antoine Suard, fondateurs et rédacteurs historiques de ces périodiques, entre 1764 et 1766, augmenté de plusieurs articles qui ne figuraient pas dans l'édition originale. Ambitionnant d'élaborer un périodique culturel encyclopédique de "référence", les auteurs obtinrent le soutien actif du gouvernement et du ministère des Affaires étrangères et un large rayonnement international. Outre les articles d'Arnaud et de Suard, La "Gazette littéraire" comptait parmi ses rédacteurs Diderot, Voltaire, le baron d'Holbach, Morellet, Saint-Lambert, etc. De nombreux articles concernent la musique et l'opéra, sujet privilégié de François Arnaud, mais aussi beaux-arts, sciences de la vie, littérature et poésie, théâtre, médecine, philosophie, voyages, etc., etc. Chaque volume s'achève par une table. (Hatin, 'Bibliographie de la presse périodique française', p. 48). Quelques auréoles et quelques rousseurs. Bon exemplaire, bien relié.
ill., br. «Questo lavoro nasce da un'unica idea, ossia che la nostra visione del mondo si fonda sull'interazione fra due sistemi spaziali, che possiamo definire cosmico e periferico. Sappiamo che la materia si organizza cosmicamente attorno a centri il più delle volte caratterizzati da una massa dominante. Entro l'immensità dello spazio astronomico le galassie ruotanti e i sistemi solari o planetari creano tali schemi centralizzati, e nell'ambito microscopico lo stesso accade per gli atomi, con gli elettroni che orbitano attorno al nucleo. Persino nel mondo della nostra esperienza diretta la materia organica e inorganica possiede una libertà sufficiente ad assecondare una tale inclinazione, configurandosi in strutture simmetriche attorno a un punto, a un asse, a un piano centrale. Anche la mente umana concepisce forme centriche, e i nostri corpi compiono danze intorno a un centro».
ill., br. Perché l'arte ha bisogno di essere salvata? La risposta di Rudolf Arnheim, fondatore degli studi di psicologia in campo artistico, si articola in ventisei saggi, piccole monografie sui grandi temi della psicologia e dell'estetica contemporanee. I nemici dell'arte sono per Arnheim gli artisti stessi, che hanno rinunciato a un confronto con la realtà del mondo e dell'esperienza percettiva scegliendo il concetto, la riproduzione meccanica o l'astrazione nichilista; e sono quei teorici che mirano a rendere impossibile un'analisi dell'"oggetto" artistico. Senza intenzioni troppo polemiche, Arnheim conduce il lettore all'ascolto e alla visione delle opere dei grandi maestri ma anche dei bambini, degli psicotici, dei ciechi, lasciando a esse, a conclusione di un complesso percorso critico e intellettuale, il compito di mostrare i motivi, la funzione e la grandezza della loro esistenza.
brossura Contro le teorie che interpretano la percezione come registrazione passiva o costruzione attiva dei fenomeni, Rudolph Arnheim, fedele ai principi teorico-metodologici della psicologia gestaltista, sviluppò un potente strumento in grado di condurre a una più profonda comprensione dell'arte. La proposta dello studioso tedesco si presenta come il tentativo rivoluzionario per le dottrine estetiche di pensare l'intelligenza della percezione. Arnheim ci invita, infatti, a esercitare con lo sguardo la capacità di cogliere relazioni e risolvere problemi, di impegnare il pensiero nell'analisi dei valori espressivi e dei significati delle opere d'arte. Il volume, curato da Lucia Pizzo Russo e Carmelo Cali, è stato pensato come omaggio a una delle figure più rappresentative del Novecento nell'anno in cui è venuto a mancare. Le letture disseminate nei suoi numerosi testi, qui per la prima volta raccolte, ci pongono di fronte alla ricchezza della psicologia della Gestalt dispiegata con eccezionale efficacia nella descrizione di singole opere. Guidato dall'esigenza di rendere giustizia al significato di ciò si vede, Arnheim ci accompagna in una vera e propria esplorazione dell'orizzonte artistico e ci indica la via verso una logica dell'immagine distante da qualsiasi tentazione formalistica o retorica.
Tela c/sovraccoperta, cm16x22, pp 253 (2); 16 tavole in nero. Coll. La Cultura vol. XXIII. Prima edizione italiana. Prefazione Guido Aristarco.
34777Lausanne, La Guilde du Livre, 1974. 15 x 21, 294 pp., quelques illustrations, cartonnage d'édition illustré, rhodoïd, très bon état.
Stock 1991, grand et fort In-8 broché, 282 pages. Cachet de bibliothéque. Trés bon état.
Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni - prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia - che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento... Autori: Arthur C. Danto. Traduttori: Nicoletta Poo.