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19841123678Aachen, 1984. 243 S. OKart.
18881159887Berlin, Grote, 1888. Gr.-8vo. 8, 260 S. Hlwdbd d. Zeit (St. a. d. T.).
19636494Gallimard 1963 361 pages in8. 1963. broché. 361 pages. Ouvrage philosophique d'Alain (Émile-Auguste Chartier) publié en 1920 qui propose une réflexion structurée sur les différentes formes artistiques (danse poésie musique théâtre architecture peinture sculpture dessin prose). L'auteur y analyse l'art à travers les prismes de l'imagination de la création et de la perception en insistant sur le fait que l'artiste est avant tout un artisan et que la règle du beau n'apparaît que dans l'œuvre réalisée
116769Paris, NRF Gallimard 1926, 180x120mm, 412pages, reliure d'éditeur. Très bel exemplaire sur papier vélin alfa des Papeteries Navarre, numéroté Alfa 35 / 990. Mention Exemplaire sur Alfa relié d’après la maquette de Paul Bonet.
in 8° br. pp.328 con ill.ni f.testo, ben tenuto
Mm 170x245 Archivio di Filosofia, organo dell'Istituto di Studi Filosofici - Brossura editoriale a stampa, 154 pagine. Scritti di: F. Alquié, E. Zolla, J. Brun, M. Dufrenne, R. Giorgi, M. Olivetti. Un piccolo strappo al piede del dorso con ordinaria brunitura, interno ottimo con pagine ancora intonse. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
200324674Paris, Ed. Rue d`Ulm, 2003. Der Ursprung der künstlerischen Tätigkeit (franz.). - Texte français suivant l`éd. allemande G. Boehm de 1991, 142 S., Ill. 8° (19x19cm), OBrosch.
56pp., br., bel état
in-8°, 306 pp., notes, index, broché, couverture illustree. Etat d'usage. [MI-9]
2013ESTHETH2220823Paris, Manuella éditions, 2013, 16 x 23,5, 88 pages cousues sous couverture souple imprimée. Texte accompagné de dessins en couleurs de Léa Bardin, Juliette Gelli, Chemsedine Herriche et Alexandre Poisson.
193652106Paris, Floury, 1936, in-8, broché sous couverture rempliée, 56 pages. Envoi de l'auteur. Bon état général. Non coupé. Sur fort papier. Impression par Maître Coulouma, Argenteuil, Henri Barthélémy, directeur.
F35248Andorra la Valle, s.d. 56pp., br., bon état, F35248
125368Galerie Michel Descours - In-4 broché, couverture illustrée à rabats - 126 pages - Catalogue de l'exposition, galerie Michel Descours du 05 mars au 20 juin 2015 Nombreuses illustrations en N&B et en couleurs, in et hors texte
20081259122008 Editions Dilecta, Paris - 2008 - In-8 broché, couverture illustrée à rabats - 237 pages
19578368Paris, Plon, 1957 ; in-8, cartonnage de l'éditeur en pleine toile jaune citron, jaquette en rhodoïde transparent ; (8), (8) pp. sur papier vert, III, 313, (3) pp. , 16 planches hors-texte, deux cartes sur les gardes.
59975Lingua italiana, Einaudi, 1982, 328 pp., tascabile, copertina un po' ingiallita, condizioni buone.
ill., br. In una cultura segnata dal virtuale e dal rapido susseguirsi di nuovi media, che posto diamo alla superficie, espressione stessa di una sostanza fisica? Spazio di confine fra mondo interno ed esterno, soglia che separa il visivo dal tattile, la superficie è anche e soprattutto un luogo di relazioni materiali. Per scoprire la materialità delle immagini che popolano il contemporaneo e coglierne la portata, diventa allora indispensabile esplorare lo spazio di tali relazioni e il modo in cui vengono mediate attraverso stipi ilici che assumono di volta in volta le fattezze di una pelle, di un vestito, di uno schermo cinematografico o di una tela, fino ad arrivare ai monitor che dominano il nostro vivere quotidiano. Seguire il filo di questi incontri significa svelare la tessitura che compone il visuale e comprendere che l'immagine non è un mero elemento bidimensionale, ma qualcosa di poroso, un'epidermide che assorbe il tempo, un luogo in cui possono concretizzarsi forme di memoria e di trasformazione, un dispositivo che mette in contatto dimensioni spaziotemporali distanti. Ragionando a fondo sulle relazioni oggettuali tra arte, architettura, moda, design, cinema e nuovi media, Giuliana Bruno si interroga sul concetto di materialità e sulle sue molteplici manifestazioni. Superfici è un magistrale vagabondaggio nella cultura visuale contemporanea, una passeggiata che attraversa gli ambienti luminosi di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony McCall, tocca le superfici tattili degli schermi cinematografici di Isaac Julien, Sally Potter e Wong Kar-wai e viaggia attraverso la materialità delle pratiche architettoniche di Diller Scoficidio + Renfro e Herzog & de Meuron fino all'arte di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, nelle quali la tensione di superficie dei media si tocca con mano. Una dissertazione che riesce a sfatare un mito, che la superficie sia un fatto superficiale.
In una cultura segnata dal virtuale e dal rapido susseguirsi di nuovi media, che posto diamo alla superficie, espressione stessa di una sostanza fisica? Spazio di confine fra mondo interno ed esterno, soglia che separa il visivo dal tattile, la superficie è anche e soprattutto un luogo di relazioni materiali. Per scoprire la materialità delle immagini che popolano il contemporaneo e coglierne la portata, diventa allora indispensabile esplorare lo spazio di tali relazioni e il modo in cui vengono mediate attraverso stipi ilici che assumono di volta in volta le fattezze di una pelle, di un vestito, di uno schermo cinematografico o di una tela, fino ad arrivare ai monitor che dominano il nostro vivere quotidiano. Seguire il filo di questi incontri significa svelare la tessitura che compone il visuale e comprendere che l'immagine non è un mero elemento bidimensionale, ma qualcosa di poroso, un'epidermide che assorbe il tempo, un luogo in cui possono concretizzarsi forme di memoria e di trasformazione, un dispositivo che mette in contatto dimensioni spaziotemporali distanti. Ragionando a fondo sulle relazioni oggettuali tra arte, architettura, moda, design, cinema e nuovi media, Giuliana Bruno si interroga sul concetto di materialità e sulle sue molteplici manifestazioni. Superfici è un magistrale vagabondaggio nella cultura visuale contemporanea, una passeggiata che attraversa gli ambienti luminosi di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony McCall, tocca le superfici tattili degli schermi cinematografici di Isaac Julien, Sally Potter e Wong Kar-wai e viaggia attraverso la materialità delle pratiche architettoniche di Diller Scoficidio + Renfro e Herzog & de Meuron fino all'arte di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, nelle quali la tensione di superficie dei media si tocca con mano. Una dissertazione che riesce a sfatare un mito, che la superficie sia un fatto superficiale. Autori: Giuliana Bruno. Curatori: Maria Nadotti.
67064Minuit, 2016, 131 pp., broché, quelques passages signalés au crayon, bon état.
1938310499Alfred Kröner Leipzig 1938. Hardcover Leinen mit Schutzumschlag 3. Auflage 1933 1935 1938. Zustand: keine Beschädigungen keine Eintragungen. Rücken Ecken Kanten sehr gut. Alfred Kröner, Leipzig, hardcover
br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
In-folio; pp. (2), 29, con 1 tav. a p. pag. incisa su rame. Carta marmorizzata. Esemplare tarlato ai margini interni bianchi. Raro trattato sulla chirurgia plastica.
ill., br. A partire dall'ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo "schermo" del sensibile in cui l'arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell'ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. È una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia - invece di assumere le arti a proprio oggetto secondo le arti riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s'inscrive questo libro, nel contempo discutendola e tentando di prolungarla.
194 pagine; 24 cm. Brossura editoriale. Ottimo