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GUIDA 2001 266 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. «Cosa devo fare?». O meglio, più estesamente: «come faccio a sapere cosa devo fare e ad avere la forza di farlo?»: questo l’interrogativo che ha percorso l’intera carriera intellettuale di Locke. Le due guide che ha l’uomo per rispondere a questa domanda sono - secondo Locke - la ragione e la rivelazione biblica. E infatti la ricerca del corretto rapporto tra queste due guide, e del giusto utilizzo dell’una per comprendere e integrare l’altra, sono stati uno degli oggetti principali del pensiero lockiano, dai primi scritti politici fino alle sue ultime opere di ermeneutica religiosa. L’argomento centrale di questo nuovo studio sul pensiero di Locke è proprio la comprensione delle istanze e degli obiettivi della sua ermeneutica religiosa, nel contesto delle grandi tensioni religiose e intellettuali, e dei rivoluzionari cambiamenti politici che segnarono la sua epoca. Raffaele Russo collabora con la cattedra di Filosofia morale dell’Università di Trieste. Si occupa prevalentemente del pensiero filosofico moderno con particolare interesse per la storia e la filosofia della religione. È autore di saggi su Max Scheler, Ficino e sull’ermeneutica dell’opera d’arte. INDICE Introduzione Ragione e ascolto Tavola delle abbreviazioni I. Dall’esegesi all’ermeneutica - L’esegesi della legge divina - Gli interlocutori - Edward Bagshaw - First Tract on Governmet - L’Essay on infallibility - Rohert Filmer - Il First Treatise of Government - Conclusione II. I limiti del compito ermeneutico - ’’Contro la disperazione scettica’’ - La selva delle parole - Morale biblica e morale razionale - La cattiva ermeneutica - I pregiudizi - Il principio di autorità - L’entusiasmo fanatico - La difficoltà del compito ermeneutico - L’assenso ermeneutico III. La ragionevolezza dei Cristianesimo - Il problema dell’orientamento - La ripresa polemica contro i pregiudizi - I pregiudizi esterni - I pregiudizi interni - Il letteralismo - La messianicità di Cristo - Legge delle opere e legge della fede - La legge di ragione Appendice IV. L’interpretazione delle epistole - Il metodo ermeneutico - Le epistole come ragionamenti - ’’Salvare le opere’’ - La distruzione del tempio - Vita activa - Etica dell’intenzione - L’esempio della provincia in rivolta - La predestinazione delle nazioni - Lo spazio della ragione Conclusione Bibliografia Parole e frasi comuni afferma alcuni antitrinitari argomentazioni arminiani autorità Bagshaw base Bibbia biblica Boyle calvinista campo chiaro chiesa chiesa d'Inghilterra Christianity concezione conoscenza considerare contesto cristiana cristianesimo Cristo critica deismodeista dell'Essai dimostrare divina dottrina Edwards effetti Eisenach epistemologico epistole ermeneutico esegetica esempio Essay Faith fede Filmer filosofia First Gesù Gospel great idee infatti interpretazione John Locke l'Essay Laslett latitudinari legge di natura legge mosaica lettera life Limborch lockiana mente messianicità metodo metodologica morale naturale necessario obedience opere Paraphrase and Notes passi Patriarcha pensiero di Locke pertanto polemica politica posizione di Locke possibile possono potere predestinazionista pregiudizi principio problema proposizione proprio punto di vista questione ragione razionale Reason Reasonableness religione religiosa riferimento rivelazione Robert Filmer salvezza san PaoloSchouls scritti Scrittura senso significato sociniani sostenere Spellman teologica teorica tesi testo sacro things Tract tratta Treatise Treatises Two Tracts Tyrrell umana Understanding uomini vangelo verità Works Yolton
[S.l., s.n.t., c. 1956], in-8, br. edit., pp. numerate da 127 a 146.
ill., br. In tutta la sua opera, Cusano ricorre a esempi riferiti all'arte e a giochi di carattere sociale - il gioco della palla, quello della trottola e dell'icona del Cristo onniveggente. Nel suo pensiero è presente un momento "immaginale" che lo accosta, del tutto naturalmente, all'arte e alla rappresentazione artistica. Alcuni artisti e tenaci dell'arte, tra cui Alberti e Jan van Eyck, sembrano avergli suggerito esempi e formule feconde a livello filosofico; altri, come Dürer e Leonardo da Vinci, paiono aver ripreso dai suoi scritti dottrine facilmente assimilabili al linguaggio dell'arte. In un caso soltanto questo rapporto risulta documentabile: quello tra Cusano e il pittore Leonardo da Bressanone, autore di un sorprendente affresco del Dio trivultus. Centrale, anche in questo caso, è la raffigurazione pittorica del "non raffigurabile", di quanto supera ogni figura e immagine. In questo episodio, dunque, una pittura mistica - che, a rigore, "non raffigura nulla" - s'incontra con un pensiero filosofico il cui oggetto eccede ogni nome, immagine e concetto.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Radice della virtù. Saggio sul «Woldemar» di F. H. Jacobi Autore: Serenella Iovino Editore: Napoli: La Città del Sole, 1999 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 325 pagine; 23 cm ISBN: 8882920135, 9788882920135 Collana: Volume 59 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Saggi, Friedrich Heinrich Jacobi, Etica, Morale, 1743-1819, Epistolario di Allwill e Woldemar, Spinoza, Mosè Mendelssohn, Ebraismo, Libertà, Romanzi, Goethe, Fichte, Hamann, Lessing, von Humboldt, Schelling, Schlegel, Moral sense, Amour pur, Empfindsamkeit, Germania, Amore di Dio, Genio, Critica, Affetti, Personalità d'eccezione, Moda, Opinione pubblica, Vita quotidiana, Ragione, Sensi, Aristotele, Spirito, Natura, Estetica, Kant, Teismo, Bibliografia, Philosophy, Essays, Ethics, Epistle of Allwill and Woldemar, Judaism, Freedom, Novels, Moral sense , Amour pur, Empfindsamkeit, Germany, Love of God, Genius, Criticism, Affections, Exceptional Personality, Fashion, Public Opinion, Daily Life, Reason, Senses, Aristotle, Spirit, Nature, Aesthetics, Theism, Bibliography
LA CITTÀ DEL SOLE 1999 325 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Soggetti: Filosofia, Saggi, Friedrich Heinrich Jacobi, Etica, Morale, 1743-1819, Epistolario di Allwill e Woldemar, Spinoza, Mosè Mendelssohn, Ebraismo, Libertà, Romanzi, Goethe, Fichte, Hamann, Lessing, von Humboldt, Schelling, Schlegel, Moral sense, Amour pur, Empfindsamkeit, Germania, Amore di Dio, Genio, Critica, Affetti, Personalità d'eccezione, Moda, Opinione pubblica, Vita quotidiana, Ragione, Sensi, Aristotele, Spirito, Natura, Estetica, Kant, Teismo, Bibliografia, Philosophy, Essays, Ethics, Epistle of Allwill and Woldemar, Judaism, Freedom, Novels, Moral sense , Amour pur, Empfindsamkeit, Germany, Love of God, Genius, Criticism, Affections, Exceptional Personality, Fashion, Public Opinion, Daily Life, Reason, Senses, Aristotle, Spirit, Nature, Aesthetics, Theism, Bibliography
pagg. 2007, con fotografie a colori.
1951ARC-113785Paris, Falaize, 1951. In-12, broché, couverture rempliée, 82 pages et 2 feuillets non chiffrés.
19545774Pierre Larrive 1954 254 pages IN4. 1954. Broché couverture rempliée. 254 pages. Racine et Shakespeare est un essai pamphlétaire de Stendhal publié en deux parties (1823 et 1825) dans lequel l'auteur prend parti pour le romantisme contre le classicisme. Il défend une littérature moderne critique la règle des trois unités et fait l'apologie du théâtre en prose pour mieux plaire au spectateur contemporain
Bompiani, Milano, 1961 - In-8, leg. edit. con sovracc. (piccoli strappi con mancanza), pp. 462. Firma d’app. in antip.
Mm 140x210 i Robinson/Letture. Brossura editoriale con bandelle, pp. 155. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. "Bello" è un termine che possiede un'ampia gamma di usi. Può esprimere ciò che riconosciamo piacevole ai sensi ("una bella canzone") o ciò che suscita ammirazione e soddisfazione ("una bella serata"). Come sostantivo, "il bello" designa invece il concetto astratto, la specificità stessa della bellezza. Se però andiamo oltre il senso comune occidentale, scopriamo che lo stesso non vale dappertutto. La cultura cinese, per esempio, non distingue fra l'attributo concreto e il valore astratto e, anzi, ha finito per importare la nostra idea di bello solo alla fine dell'Ottocento, proprio quando in Occidente se ne decretava la morte. Da questo decisivo scarto linguistico Jullien prende le mosse per condurre una raffinata riflessione sui limiti e sul valore relativo delle categorie di pensiero più radicate.
Mm 245x285 Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 160 pagine profusamente illustrate con figure in nero. Testo in lingua italiana ed inglese - english-italian texts. Copia in condizioni di nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
18221Presses Universitaires de Rennes, 1997. Un volume in-8°, broché.
569325P.,Editions Petra, 2003. In-8 br., 334 pp., bibliographie.
[S.l., s.n.t., c. 1957], in-8, br. edit., pp. [8].
In-12, demi-maroquin acajou à grands coins, dos à 5 nerfs, titre doré, couverture conservée (reliure de l'époque), (4), lxxiii, 317 p. Édition originale de la traduction française, par Paul Challemel-Lacour, des livrets du Vaisseau fantôme, de Tannhäuser, de Lohengrin et de Tristan et Isolde. Elle est précédée d'une importante "Lettre sur la musique" (73 pages), datée de Paris le 15 septembre 1860, adressée par Richard Wagner à l'historien d'art Frédéric Villot, préface qui fait figure à la fois de manifeste et d'autobiographie. C'est le premier ouvrage de Wagner traduit en français. (cf. Grove, XX, p. 139. Silège, 'Bibliographie wagnérienne française', 1902; p. 10.). Papier légèrement bruni. La couverture conservée comporte des réparations. Très bon exemplaire, entièrement non rogné, bien relié.
br. Cosa sono le quasi-cose? Anzitutto le atmosfere, cioè i sentimenti effusi nello spazio e che di solito non possiamo modificare, ma anche il dolore, la cui aggressività costituisce al tempo stesso una garanzia identitaria del soggetto. E poi la vergogna, sia personale sia vicaria (quella che proviamo per chi "dovrebbe" vergognarsi!), il corpo proprio, le cui "isole" eccedono gli organi del corpo fisico, lo sguardo, tanto aggressivo, nella vita quotidiana come nel ritratto, da produrre un'emorragia della nostra identità, e infine la luce crepuscolare nella sua suggestiva vaghezza. Tutti noi descriviamo le quasi-cose, le collochiamo in uno spazio, riconosciamo loro un'identità intersoggettiva e amodale, e soprattutto ne avvertiamo affettivamente l'invadenza. Sebbene effimere, intermittenti e prive di una causa loro esterna, le quasi-cose instaurano infatti una specifica comunicazione col corpo proprio di chi percepisce, generando lo spazio affettivo in cui questi si trova e che in vario modo lo condiziona. A una filosofia che non sia esercizio astratto, ma riflessione su come ci si sente qui e ora, spetta allora riconoscere che delle quasi-cose e delle qualità affettive che esse generano non può fare a meno nessun repertorio ontologico degno di questo nome.
83pp., 22cm., text in Latin, Doctoral Dissertation (University of Paris), original softcover, stamp at verso of title page, text is clean and bright, S112690
br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
In 8°; (118) pp. Brossura editoriale illustrata. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo scritto del celebre poeta, editore e critico letterario, Adriano Spatola (Sappiane, 4 maggio 1941 – Sant'Ilario d'Enza, 23 novembre 1988) che fu tra i massimi esponenti e sperimentatore della poesia italiana del novecento ed esponente del “Gruppo 63”. Continuo sperimentatore, Spatola si avvicinò, fu uno degli sperimentatori della poesia concreta e della poesia sonora. Celeberrimo il suo studio di poetica “Verso la poesia totale” che ebbe grande seguito nel movimento artistico e letterario italiano. A lui si devono alcune delle più importanti riviste artistico-letterarie italiane come “Quindici” ed europee come “Tam Tam”. L'opera qui presentata che rappresenta un vero e proprio saggio di critica artistica ed estetica, è dedicata al lavoro del noto pittore calabrese, originario di Borgia in provincia di Catanzaro, Francesco Guerrieri che fu tra i massimi esponenti di spicco dell'arte contemporanea italiana iniziando a sperimentare in ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste. Guerrieri è stato con Di Luciano, Drei e Pizzo, il “Gruppo 63”. Nel settembre 1963 ha formato con Lia Drei lo Sperimentale p. che ha operato fino ai primi anni ‘70 in una posizione d’avanguardia nell’ambito dell’Arte Programmata e dello strutturalismo. Nel corso degli anni ’70 ha realizzato il ciclo Il quadro luce poi culminato nella grande opera- ambiente Immarginazione al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1978). Prima edizione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RAV\0180211.
18821152131882 A Paris, Alphone Lemerre, éditeur - M DCCC LXXXII (1882) - In-8, feuillets non reliés sous chemise cartonnées avec fermoir en tissu - Complet, 41 eaux-fortes hors texte - Inclus un article de journal découpé et collé sur feuillets volants au sujet d'Eisen
1897S112690Carnuti [Chartres], ex typis Durand 1897 83pp., 22cm., text in Latin, Doctoral Dissertation (University of Paris), original softcover, stamp at verso of title page, text is clean and bright, S112690
23697Paris Plon In-8 325 pp
19936988Édition d'un jour 1993 145 pages in8. 1993. broché. 145 pages. Michel Guérin propose une analyse philosophique et esthétique de la trilogie des Mousquetaires d'Alexandre Dumas l'étudiant avec la même rigueur que des œuvres majeures comme La Comédie humaine ou À la recherche du temps perdu. Il y explore la psychologie la sociologie et même une théorie de la littérature présente dans l'œuvre de Dumas dans le cadre de sa démarche de "Figurologie"