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In-4 (cm. 33.80), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. XIX, (1), 265, (3), con illustrazioni soprattutto a colori nel testo. Saggi di Federico Zeri, Roberto Tassi e Gianni Cavazzini. In buono stato di conservazione (good copy).
In-16 (cm. 17.50), similpelle editoriale, titolo oro al dorso, sovracoperta, cofanetto, pp. LVI, 765, (9). In buono stato (good copy).
Paris, Librairie Saint-Germain des Pres, [seconda metà dell'800], in-16, tela coeva, titolo in oro al dorso, pp. X, 320. “La Science de Bien Mourir”, deuxième partie. Firma di possesso: Ludmila H[olynska] Falconieri Carpegna.
Firenze, nella stamperia di Luigi Pezzati, 1825, in-16, privo di copertine, pp. 183.
Napoli, 1883, in-16, br.
A CURA DI DAVID RIONDINO + CD PROMO MUSIC 2008, ALLO STATO DI NUOVO, IMBALLATO. IL LIBRO – Giuseppe Garibaldi poema autobiografico a cura di David Riondino Pochi conoscono l’esistenza di un Poema Autobiografico scritto in versi da Giuseppe Garibaldi. Il Generale, del quale si presume di conoscere la figura politica e militare, ma assai meno quella del poeta, racconta le guerre d'America e quelle d'Europa, l’impresa dei Mille e la morte di Anita, restituendoci, come sempre fa la poesia, il sentimento e l’emozione privata del guerriero. L’edizione qui proposta, con l’introduzione di Marco Veglia (Università degli Studi di Bologna), ripete parzialmente quella del 1911 e riporta le note redatte dal Generale, il Carme alla Morte e l’introduzione di Giacomo Emilio Curàtulo. Il Poema è preceduto dall'adattamento di David Riondino per la realizzazione dell’omonimo spettacolo per voci recitanti e banda musicale, in scena nei teatri dal 2005. IL CD – Poema di Garibaldi di David Riondino voci recitanti David Riondino e Paolo Bessegato accompagnamento musicale bandistico Filarmonica Sanvitese diretta da Chiara Vidoni direzione musicale M° Fabio Battistelli Una lettura inedita della figura dell'eroe dei due mondi attraverso l’adattamento di alcuni versi del Poema, opportunamente ridotti e montati, con inserti in prosa dalle Memorie. La musica è composta dalle arie che Garibaldi aveva nella mente e nel cuore: la fanfara, la banda e i temi d’opera che accompagnano il suo viaggio. Temi ampiamente presenti nei repertori delle bande popolari, e non a caso: il DNA della musica nazionale, che ha radici anch'esso risorgimentali. Parole e frasi comuni alfine allora Anita Anzani Argonauti Aspromonte avea avria battaglia battaglia del Volturno bella calpesta canto XII canto xx Caprera cari catafratti catene cervice Cesenatico chiama ciurma codardi colle compagni coraggiosi corruttorcorsaro cuore David Riondino De'miei de'tuoi figli dell'Austria dell'Italia Dell'umana deserto donna dovunque eroi Fantasy fatal ferro festante fidi fiero flutti fratelli fronte Fugge genti Gianicolo giorno gioventù Giuseppe Garibaldi gloria gridoguerrieri infranto intemerata invano Istorico Italia l'Italia l'ossa Legione libertà libertade lido masnade masnadier menzogna Mille miserie Moderati Mondo Montevideo morte musiche nemico Nizza Palermo pampe Paolo Bessegato patria piombo plebe pochi Poema Autobiografico popolo posa prodi prole proscritto pugno redenta Regi reliquie ricordo Rio-Grande s'ode sacro Salve sangue santo schiavo sciagurata servaggio servi sgherri Sire soldato sorrisi spondestanco straniero suolo superba sventura tant'anni tempeste terra terra schiava tetro tiranno truce turbe Vanga vergogne vessillo vittoria Volturno West Side Story
Paris, Mercure de France, 1925, in-16, br. editoriale gialla, pp. 300. Ottime condizioni, intonso.
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza" - Volume in copertina flessibile con sovraccoperta, 594 pagine con un indice analitico in chiusura. Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Broch?. 396 pages.
Broch?. 203 pages.
br. Il libro propone di affrontare quei momenti che mettono in contatto con la malattia e con la morte: il lato notturno della vita. La malattia è quella esperienza terribile che minaccia la vita di noi tutti e che ci costringe per la paura del contagio a vivere nel terrore, lontani dalle nostre abitudini e dai nostri amici. Un'esperienza, dunque, non facile da elaborare e che ci costringe a riflettere molto e a non dimenticarci della nostra debolezza e fragilità. E l'esperienza del Coronavirus ha purtroppo avvicinato tutti a questo problema. Il libro si occupa sia della malattia del paziente sia di quella dell'analista. La riflessione dei diversi autori si concentra sulla malattia somatica, sulla sofferenza e sull'angoscia che provoca e sul ruolo dell'analisi rispetto a quest'esperienza. L'analisi rappresenta spesso una possibilità per poter continuare a vivere e superare l'angoscia di annichilimento e di morte attivate dalla malattia e un aiuto alla capacità di trovare nuove risorse e nuove possibilità. Il metodo psicoanalitico di comprensione e vicinanza emotiva risponde alle specifiche necessità di questi pazienti (bambini, adolescenti, adulti e anziani) così sofferenti e degli stessi analisti e riesce ad aprire degli squarci inediti sul vissuto della malattia, sul terrore e sullo spavento che essa attiva, ma anche sulla ricchezza delle nuove esperienze. I vissuti più inquietanti che la malattia comporta riguardano il rapporto della stessa con la morte. È lì che essa ci mostra il suo aspetto più insidioso, più terribile e catastrofico.
br. Oggi il tema dell'eutanasia si sta prepotentemente imponendo alle coscienze, ma, ci ricorda l'autore di questo libro, il fervore intorno alle pratiche eutanasiche si è già registrato in Europa a partire dalla tarda antichità e sino a tutto il XIX secolo. Si trattava di esperienze caratterizzate da un'amplissima varietà tipologica, contrassegnate talvolta dalla clandestinità, consolidate in particolari nicchie sociali e culture popolari. Nel furtivo colpo di grazia al commilitone moribondo, nella ricerca ossessiva di un improbabile martirio, nell'impropria strumentalizzazione degli apparati della pubblica giustizia, nella tacita azione di un medico compiacente o di una "badante" compassionevole, nell'istituzionalizzazione consuetudinaria di "professionisti" della buona morte, in mille superstizioni e in mille rituali tinteggiati di una singolare religiosità, possiamo rintracciare quell'istanza forse troppo umana di un ultimo gesto di pietà.
ill., ril. Riflettere sulla morte. La maggior parte di noi si sforza di non farlo: la morte è un argomento sgradevole, spaventoso, che cerchiamo di bandire dalla nostra mente e dalle nostre conversazioni. Affidandoci a credenze e argomentazioni rassicuranti, ci convinciamo che la morte non è la fine di ogni cosa, che non siamo soltanto semplici corpi destinati a dissolversi nel nulla, oppure che l'anima esiste ed è immortale, che la vita è un dono così prezioso che il suicidio non può mai essere una decisione razionale e sensata. Soprattutto, che la morte rimane un mistero, profondo e insondabile. Secondo Shelly Kagan, professore di filosofia alla Yale University, tali credenze, sottoposte al vaglio della logica, si rivelano per quello che sono realmente: illusioni che abbiamo costruito per arginare le nostre paure più irrazionali. Infatti, sostiene Kagan, nonostante quanto affermino alcune grandi tradizioni filosofiche e religiose, noi esseri umani siamo soltanto macchine. Macchine stupefacenti, certo, capaci di amare, sognare, creare, progettare. Ma comunque macchine. E quando la macchina si rompe, tutto finisce. La nostra vita finisce. Ineluttabilmente. E dopo non c'è più nulla. Nessun mistero da svelare, nessuna luce bianca da raggiungere. Per quanto riguarda il morire, dunque, sembra non ci sia altro da dire. Ma se «il significato della vita sta nel fatto che finisce», come scriveva Kafka, se è vero che «si va in scena» una volta sola e che non è prevista una seconda chance, allora la morte diventa un momento eticamente cruciale, che decide della nostra intera esistenza e ci pone di fronte a domande impossibili da eludere: come dobbiamo vivere? Dobbiamo essere responsabili della nostra vita? Abbiamo il dovere di non sprecarla? Che cosa conta davvero? E come si devono affrontare questioni essenziali quali il fine vita, l'eutanasia, la moralità del suicidio? Basato sulle lezioni tenute per diversi anni alla Yale University e diventate in seguito parte del progetto «Open Yale Courses», "Sul morire" si presenta come un raffinato esercizio intellettuale, stimolante e al tempo stesso provocatorio, divertente e tuttavia profondo. Dalla dottrina dell'anima di Platone al dualismo cartesiano, dalle riflessioni sul male della morte di Thomas Nagel agli esperimenti mentali di Robert Nozick, Kagan ripercorre il «catalogo» delle idee sulla morte e, attraverso un ininterrotto e coinvolgente sfoggio di arte maieutica, ci aiuta a liberarci di luoghi comuni e pregiudizi, accompagnandoci alla scoperta di un nuovo senso delle cose. «Possiamo essere tristi perché moriremo, ma questo sentimento dovrebbe essere compensato dalla consapevolezza di quanto siamo stati fortunati per avere avuto l'opportunità di vivere.»
br. Ancora Antigone, nel Terzo Millennio? Questo saggio mostra quanti e differenti motivi ci inducano a rileggere e ripensare la tragedia di Sofocle, testo sempre moderno che nella storia è stato oggetto di diverse interpretazioni filosofiche e riscritture teatrali - da Hegel a Zambrano, da Anouilh a Brecht - e che resta capace di proporre differenti piani di racconto dell'umano: quelli della libertà, della disobbedienza civile, della cittadinanza e dell'identità individuale. Antigone, del resto, non cessa di essere attuale: fiera e reattiva malgrado il dolore che la polis le infligge, di fronte a una legge che reputa ingiusta la giovane tebana rivendica, per sé come per gli altri, di disobbedire al tiranno e al suo editto 'sbagliato'; come pure, sorprendentemente, rivendica il 'diritto di piangere' e di portare il lutto pubblicamente, per denunciare l'ingiustizia subita, come 'donna' e come 'cittadina', in una città diventata di colpo disumana. Un saggio per riflettere, ancora oggi, ma mai abbastanza, sugli effetti rovinosi di una ragione di Stato dispoticamente applicata, che batte la coda negli interstizi del male banale, spingendoci ogni volta più lontano dalle leggi degli dei, dai diritti umani e dall'uomo stesso. Il lettore si trova, allora, a interrogarsi sull'obbligo morale del 'restare umani', a esplorare il problema del 'riconoscimento reciproco' e della necessità di recuperare, in prima persona, la 'perduta umanità'.
br. Il volume offre un'analisi chiara e approfondita delle previsioni della legge n. 219/2017 alla luce degli stessi principi che dichiara di tutelare e promuovere, tenendo conto, ad un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore, delle novità, dei dati e dei fatti intervenuti. Fra questi, l'ordinanza n. 207/2018 della Corte costituzionale, che ha chiesto al Parlamento di approvare una legge che, a talune condizioni, consenta ai pazienti di terminare la propria vita attraverso «un farmaco atto a provocare rapidamente la morte», inserendo la relativa disciplina «nel contesto della legge n. 219/2017 e del suo spirito». Il libro esamina criticamente tale ipotesi, considerandone i significati e le conseguenze. In relazione al problema, il testo individua soluzioni interpretative ad alcune previsioni di difficile lettura della legge medesima, in coerenza con i consolidati principi costituzionali, europei e internazionali, che non mancano di trovare corrispondenza nel Codice di deontologia medica, per il quale doveri del medico sono «la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona». Prefazione di Renato Balduzzi.
ill., br. Da sempre caricata delle più disparate valenze simboliche e caratteristiche magiche, come sede degli dei, trono di Giove, rifugio e nascondiglio, luogo remoto e inaccessibile, la montagna diviene oggetto di una fascinazione italiana e europea soprattutto tra Ottocento e Novecento. Guglielmo Ciardi si attribuisce il titolo di quasi inventore della pittura di montagna. Insieme alle sue tele, il volume racconta la montagna attraverso opere di pittori e artisti-esploratori che hanno rappresentato le Dolomiti venete e friulane. Opere di Compton, Flumiani, Pellis, Salviati, Sartorelli, Tagliabue sono presentate insieme ai manifesti della Collezioni Salce e a curiosità e approfondimenti storico-sociali. Tra i focus inediti, si analizzano una delle prime alpiniste donne delle Dolomiti, la trevigiana Irene Pigatti, la figura di Giuseppe Mazzotti e i taccuini illustrati di Napoleone Cozzi. Dalla scoperta delle Dolomiti alla montagna romantica e la pittura dal vero, Giandomenico Romanelli e Franca Lugato ci raccontano i secoli durante i quali esplodono l'amore e l'attenzione per il tema.
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, exterior shows no flaws with creaseless covers and spine, sharp corners, text/interior is clean and free of marking of any kind. The glue in this perfect bound book is over 50 years old and is likely fragile.
Guide to the museum House of the Wannsee Conference shows light wear to covers only.. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. Contents include: Jewish ghettos, Mass executions, deportations, Transit camps, death camps, Auschwitz, Life in a concentration camp, etc. 205 pages with a great many b&w photos, copies of captured documents.
A CURA DI Fulvio Tessitore GUIDA MICROMEGAS 1990 368 PP. FONDO DI MAGAZZINO: VOLUME IN PERFETTO STATO, PARI AL NUOVO. Parole e frasi comuni allievi allora alsaziano amici Archivisti avevamo avrebbe Berlino Bethmann Biedermeier Bismarck bisogno Boyen c'era casa chiamata città colleghi Costituzione Dahlem Delbruck destino dinanzi divenire docente dovetti ebbi elettorale erano eravamo Erich Marcks Facoltà fece Federico Federico il Grande figlio fondo Friburgo Germania germanistica ginnasio giorno giovane Goethe guerra mondiale Harz Hintze Historische Zeitschrift Hohenfinow idee infatti insieme interesse interiore intorno Karlsruhe Kiihlmann Koser Krauske Lamprecht lavoro lezioni lotta maggiore Max Lehmann Max Weber Meinecke membri mente moglie momento mondo Naumann nuovo oggi parlare parole particolare passato patria personale piccolo politica popolo poteva problema professore profonda proprio Prussia Prussia orientale Ranke ricordo rivoluzione di novembre Salzwedel sarebbe Scharnhorst Scheveningen scienza secolo XIX sembrava semestre seminario sentire sera sociale Spahn spesso spirito spirituale stava storia storico Strasburgo studentesca studenti studi studioso Sybel tardi tedesca tratto Treitschke Troeltsch
8vo., First Edition, with 16 plates; black cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. Includes a bibliography
8vo., First Edition, with plates; black cloth, gilt back, green endpapers, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
8vo., First Edition; black cloth, upper board and backstrip lettered in gilt, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
8vo., First Edition; green cloth, gilt back, a near fine copy in price-clipped dustwrapper.
8vo., First Edition, with numerous photographs throughout and large folding plan; printed wrappers, a very good, bright, clean copy. Detailed modern account with extensive collection of photographs.
ill., br. "Soltanto nel dicembre 2006 il regime cinese ha riconosciuto che la quasi totalità degli organi umani venduti viene espiantata dai corpi dei prigionieri uccisi. Il traffico degli organi umani è iniziato nel 1984 con almeno 100 ospedali specializzati in questa macabra pratica. Nel 2007 sono oltre 600 gli ospedali in cui si trapiantano gli organi dei condannati a morte. L'incremento di questi ospedali e il graduale aumento del numero di crimini puniti oggi con la pena capitale avvalorano il sospetto che in Cina si commini con facilità questa misura di pena per ottenere un maggior numero di organi da commerciare." (dalla prefazione di Harry Wu)