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Mm 150x230 Collana "Biblioteca di Nuova Cultura Studio". Volume nella sua brossura originale, 173 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una sottolineatura a matita nel testo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x230 Brossura editoriale di 298 pagine ancora intonse. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
A CURA DI GENNARO SAVARESE GUIDA 1983 218 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni Antonio Ranieri Avellino Basilio Puoti bella buona c'era canzone capo casa certo cervello ch'era ch'io ché chiamava Ciccillo colera compagni critica dava dì appresso diceva dire diss'io dissi Divina Commedia Domenico Domenico Cavalca erano faccia faceva fare fece filosofia Francesco Francesco Costabile frasi Genoviefa Giacomo Leopardi giorno giovani Giovannino grammatica grammaticali gran guardavo Guizot innanzi lasciava leggere letteraria letto lettura lezione libro lingua lord Byron m'era maestro mano marchese Puoti mente Napoli nuovo occhi parecchi pareva parlava parola parve Pasquale Villari pensare pensiero Pietro Giordani pigliando poco poema poema epico poesia poeta poetica preso pure purismo quei regole rettorica ricordo rideva riso romanticismo s'era Sanctis sapevo scienza scrittori scrivere scuola sensismo sentivo signor spesso spirito stanza stava stile storia studi talora tirava trovai trovavo vedevo veniva venne Viaggio elettorale vidi Villari voleva Vomero zia Marianna zio Carlo zio Peppe zio Pietro
FILOSOFI AMERICANI CONTEMPORANEI INTRODUZIONE DI ENZO PACI BOMPIANI 1939 343 PP. SEGNI DEL TEMPO, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CON ANCORA L'ACETATO EDITORIALE DI SOVRACCOPERTA.
VALLECCHI 1968 258 PP. SEGNI DEL TEMPO, OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
PENDRAGON 1999 196 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO Un ritratto preciso e accattivante di un grande scrittore tragico. L’autore sottolinea la modernità di Vittorio Alfieri, indagando in particolare la sua ossessione per il passato, l’attaccamento e l’ammirazione per la cultura classica, che non possono comunque facilmente liquidarlo sotto l’etichetta di semplice restauratore. Sospeso fra vecchio e nuovo e portatore di un atteggiamento ideologico talvolta contraddittorio, Alfieri ripropone con forza i temi del mondo classico, con i suoi canoni estetici e morali di bellezza, libertà ed eroismo. Parole e frasi comuni Admeto Alceste Alfieri comico alfieriana antichi aristocratico artistica autobiografia bisogno Bologna Burke capitolo Casa classicismo classicistica Cleopatra Clitennestra commedia concerto interrotto confronti costituisce culturale arte Astigiano esistenza disinganno Eaco Einaudi eroico Esquisse estetica Finestrina Franco Rella Fubini genere Gorret ideale ideologica intesa italiana l'Antico legge letteraria letteratura lettere Lindon linguaggio luogo Marquard mimesi Mirra Misogallo mito modello moderna Monti momento mondo morire morte natura teatrale neoclassica Neoclassicismo nuovo obbedisce parole passato pensiero personaggio Petrarca Pittoresco Placella poesia poeta politico posizione possa possibile presente principe produzione proprio ragione Raimondi realtà retorica ricerca Rime rococò Roland Barthes saggi satira Saul scrittore sentimento Settecento soltanto stile storia Sturm und Drang sublime teatro Torino tradizione tragedia tragico verso viaggio Soggetti: Critica letteraria, Studi culturali, Letteratura italiana, Poesia, Classici, Tragedia, Drammaturgia, Romanticismo, Risorgimento, Ideali, Teatro, Tragico, Poetica, Opere, Neoclassicismo, Sublime, Mimesi, Invenzione, Settecento, Ottocento, Cultura Europea, Estetica, Drammaturghi italiani del XVIII secolo, Letteratura piemontese, Traduttori dal latino, Massoneria, Catarsi, Titanismo, Illuminismo, Tragedie, Commedie, Satire, Anticlericalismo, Ideologie rivoluzionarie, Literary Criticism, Cultural Studies, Italian Literature, Poetry, Classics, Tragedy, Dramaturgy, Romanticism, Risorgimento, Ideals, Theater, Tragic, Poetics, Works, Neoclassicism, Mimesis, Invention, Nineteenth Century, European Culture, Aesthetics, 18th Century, Piedmontese literature, Latin translators, Freemasonry, Catharsis, Titanism, Enlightenment, Tragedies, Comedies, Satire, Anti-clericalism, Revolutionary ideologies
GUIDA 1995 116 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Georg Simmel dedica a Goethe due monografie, innumerevoli saggi e articoli, conosce tutta la sua opera poetica, letteraria e scientifica, le lettere, gli appunti e ha un ammirazione sconfinata per il poeta «olimpico», cui attribuisce un posto unico e un valore esemplare nella vasta galleria di grandi personaggi da lui studiati. Ma tutto ciò appare paradossale: che c è in comune tra l uomo che, nonostante i viaggi e al celebrità, sceglie per la vita la piccola corte di Weimar e il sociologo berlinese che studia la febbrile e nervosa vita urbana nella metropoli? Che cosa cerca il filosofo della modernità, del denaro e del frammento nella vita del poeta del puramente umano, del classico, del sovrastorico? Questo libro analizza il legame di Simmel con la cultura dell età classico-romantica, aspetto che contribuisce a spiegare con più chiarezza il molto discusso passaggio dalla sociologia di impostazione positivista alla filosofia della vita. Paola Giacomoni insegna Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Fi- losofia dell'Università di Trento. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi e articoli, Formazione e trasformazione. "Forza" e "Bildung" in Wilhelm von Humboldt e la sua epoca, Milano 1988, Le forme e il vivente. Morfologia e filosofia della natura in J.W. Goethe, Napoli 1993, Immagini del corpo in età moder- na (a cura di), Trento 1994. In copertina: Wolfgang Goethe Tempietto in un parco vicino ad un piccolo lago (1787, GNM, Goethes Kunstsammlung) INDICE Introduzione Capitolo primo - «Zurück zu Goethe» Capitolo secondo - Coincidentia oppositorum Capitolo terzo - Verità pragmatica Capitolo quinto - Continuità e discontinuità delle forme Capitolo sesto - Verità ed errore Capitolo settimo - Individuo e tipo Capitolo ottavo - Goethe, Simmel e l’eterno femminino Indice dei nomi Soggetti: Simmel, Georg, Studi su J. W. Goethe, Filosofia tedesca, 800, Classicismo, Idealismo, Romanticismo, Critica letteraria
ULRICO HOEPLI MILANO 1934 XII ERA FASCISTA 362 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, NEL COMPLESSO BUONE PER NON DIRE OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OTTANT'ANNI DEL VOLUME
ULRICO HOEPLI EDITORE 1934 XII ANNO DELL'ERA FASCISTA 455 PP. SEGNI DEL TEMPO, ACETATO DI SOVRACCOPERTA NON INTEGRO FRONTE - RETRO, NEL COMPLESSO BUONE PER NON DIRE OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OLTRE 80 ANNI DEL VOLUME.
pp. 124, in 8°, bross.
pp. 427, in 8°, bross.
EDITORI RIUNITI 2002. FONDO DI MAGAZZINO ALLO STATO DI NUOVO. Oggi la scienza vanta poteri tecnologici quasi illimitati che suscitano speranze e, più ancora, timori. Ne è derivato un impulso alla produzione neocapitalistica che, del pari, insegue un'accumulazione illimitata, ma aggrava gli squilibri sociali e ambientali entro uno spazio ormai mondializzato. Sarebbe insensato limitare la libertà della ricerca teorica. Ma la metodologia delle scienze risulterebbe rinvigorita se un'ipotetica umanità in armonia con se stessa e con la natura fosse riguardata - anche dai saperi e dal loro statuto operativo - come pietra di paragone per una definizione teorica preliminare del mondo fisico e vivente in generale e se, poi, con procedimento inerso, la stessa umanità fosse a sua volta ridefinita per il suo radicamento nella sostanza fisica e biologica. Non dunque dall'umano presente, ma da un'idea regolativa di un'umanità sociale utopicamente trasformata muoverebbe - retrospettivamente, in modo avveduto - la prima cognizione di ogni altra realtà. Ma dalla consaputa fisicità originaria e costitutiva di tutti gli esseri dovrebbe farsi strada un'opposta (e complementare) interpretazione realistica dello stesso mondo umano e del suo agire teleologico. "Trasformare" e perciò "intepretare", con Vico e con Marx. Filosofia della prassi canone di ogni ermeneutica. Nel primo percorso, un'etica farebbe da guida a un'ontologia; nel secondo, l'ontologia ci ricondurrebbe all'etica, ossia alla volontà collettiva di un kantiano "regno dei fini", nel quale individui liberi e liberamente associati potessero abitare una Terra pacificata e eco-riciclata. Parole e frasi comuni afferma alcuni antropocentrico appunto Aristotele azioni Bidet biologico blocco Bloch borghese Bucharin capitale capitalistica categorie causalità classe comune concetto concezione condizioni considerare coscienza cristianesimo critica dell'essere dell'uomodemocrazia determinazione dialettica diritto divenire economica egemonia elementi Engels epistemologico Ernst Bloch esempio etica filosofia fisico forma formale forza funzione futuro Galvano della Volpe generale globalizzazione Gramsci gramscianaHartmann Hegel hegeliana Heidegger ideologia individuali individui infatti invece Kant kantiana l'essere l'uomo lavoro Lenin liberalismo libertà livello logica logico-storica Lukàcs Marx marxiana marxismo materiali mente mezzi Michele Russo modellomoderno mondo natura naturali Nietzsche nozione nuovo oggettiva oggi ontologico osserva passato pensiero peraltro plusvalore politica Popper possibile possono prassi presente processo produttive produzione proprio rapporto Rawls razionalità reale realtà relazioni rivoluzionaria rivoluzione sarebbe scientifica scienza senso sociale società soltanto spazio specie Stalin storia storico strati struttura superstruttura sviluppo tecnologica teleologico teoria teorica transmoderna umana valore vivente Volpe
ALDO MARTELLO 1957 227 PP. E 46 DI TAVOLE B / N FUORI TESTO. SEGNI DEL TEMPO, FIORITURE AI TAGLI, OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI.
GUIDA 2001 266 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. «Cosa devo fare?». O meglio, più estesamente: «come faccio a sapere cosa devo fare e ad avere la forza di farlo?»: questo l’interrogativo che ha percorso l’intera carriera intellettuale di Locke. Le due guide che ha l’uomo per rispondere a questa domanda sono - secondo Locke - la ragione e la rivelazione biblica. E infatti la ricerca del corretto rapporto tra queste due guide, e del giusto utilizzo dell’una per comprendere e integrare l’altra, sono stati uno degli oggetti principali del pensiero lockiano, dai primi scritti politici fino alle sue ultime opere di ermeneutica religiosa. L’argomento centrale di questo nuovo studio sul pensiero di Locke è proprio la comprensione delle istanze e degli obiettivi della sua ermeneutica religiosa, nel contesto delle grandi tensioni religiose e intellettuali, e dei rivoluzionari cambiamenti politici che segnarono la sua epoca. Raffaele Russo collabora con la cattedra di Filosofia morale dell’Università di Trieste. Si occupa prevalentemente del pensiero filosofico moderno con particolare interesse per la storia e la filosofia della religione. È autore di saggi su Max Scheler, Ficino e sull’ermeneutica dell’opera d’arte. INDICE Introduzione Ragione e ascolto Tavola delle abbreviazioni I. Dall’esegesi all’ermeneutica - L’esegesi della legge divina - Gli interlocutori - Edward Bagshaw - First Tract on Governmet - L’Essay on infallibility - Rohert Filmer - Il First Treatise of Government - Conclusione II. I limiti del compito ermeneutico - ’’Contro la disperazione scettica’’ - La selva delle parole - Morale biblica e morale razionale - La cattiva ermeneutica - I pregiudizi - Il principio di autorità - L’entusiasmo fanatico - La difficoltà del compito ermeneutico - L’assenso ermeneutico III. La ragionevolezza dei Cristianesimo - Il problema dell’orientamento - La ripresa polemica contro i pregiudizi - I pregiudizi esterni - I pregiudizi interni - Il letteralismo - La messianicità di Cristo - Legge delle opere e legge della fede - La legge di ragione Appendice IV. L’interpretazione delle epistole - Il metodo ermeneutico - Le epistole come ragionamenti - ’’Salvare le opere’’ - La distruzione del tempio - Vita activa - Etica dell’intenzione - L’esempio della provincia in rivolta - La predestinazione delle nazioni - Lo spazio della ragione Conclusione Bibliografia Parole e frasi comuni afferma alcuni antitrinitari argomentazioni arminiani autorità Bagshaw base Bibbia biblica Boyle calvinista campo chiaro chiesa chiesa d'Inghilterra Christianity concezione conoscenza considerare contesto cristiana cristianesimo Cristo critica deismodeista dell'Essai dimostrare divina dottrina Edwards effetti Eisenach epistemologico epistole ermeneutico esegetica esempio Essay Faith fede Filmer filosofia First Gesù Gospel great idee infatti interpretazione John Locke l'Essay Laslett latitudinari legge di natura legge mosaica lettera life Limborch lockiana mente messianicità metodo metodologica morale naturale necessario obedience opere Paraphrase and Notes passi Patriarcha pensiero di Locke pertanto polemica politica posizione di Locke possibile possono potere predestinazionista pregiudizi principio problema proposizione proprio punto di vista questione ragione razionale Reason Reasonableness religione religiosa riferimento rivelazione Robert Filmer salvezza san PaoloSchouls scritti Scrittura senso significato sociniani sostenere Spellman teologica teorica tesi testo sacro things Tract tratta Treatise Treatises Two Tracts Tyrrell umana Understanding uomini vangelo verità Works Yolton
RAFFAELLO CORTINA 2002 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Perché l'uomo continua a credere in Dio? In che modo la fede si è trasmessa attraverso i secoli? E come il volto stesso di Dio si è evoluto al passo con la storia? A tali domande risponde Régis Debray, filosofo francese dal passato rivoluzionario. Il libro è un'indagine sulle tracce del divino, dalla Mesopotamia ai nostri giorni, per illuminare l'una attraverso l'altra la storia dell'Eterno e quella dell'Occidente. La fede non è un problema di cui la scienza possiede la soluzione, sostiene Debray. Dopo la convinzione che solo la scienza possa dare risposte si torna alla religione del Libro o alle sue aberrazioni, come ci ha insegnato l'11 settembre.
Curatori: Annalisa Caputo.
br. «Ciò che questo libro chiarisce, definitivamente a mio avviso, è che l'interpretazione di Nietzsche deve 'ritornare' a Schelling, e che Schelling rappresenta ancora l'arcano della filosofia della krisis, e cioè del pensiero che pretende di oltrepassare quel compimento della filosofia che l'idealismo classico voleva rappresentare.» (Massimo Cacciari)
br. "In fondo la tua vecchia creatura adesso è un animale straordinariamente famoso" scrive Nietzsche alla madre, da Torino, nel dicembre 1888. Vuole illudere lei e se stesso: non è vero, nessuno lo conosce, è costretto a pubblicare i libri a proprie spese. Ma nel 1900, quando muore, ignaro di tutto dopo il tracollo che lo ha ridotto alla demenza, è davvero la star che aveva sognato di essere, celebrato da D'Annunzio e Thomas Mann, messo in musica da Strauss e dipinto da Munch. Soprattutto, per uno strano sortilegio, la volontà di potenza sembra uscire dalle pagine dei libri per farsi storia, dalle tempeste di acciaio della Prima guerra mondiale alla catastrofe di Hitler a Berlino. "Io sono Marlow, il testimone secondario. Lui è Kurtz" scrive Maurizio Ferraris, e risale la vita di Nietzsche come un fiume - il Congo di Cuore di tenebra o il Mekong di Apocalypse Now - ripercorrendone i vagabondaggi, tra l'Engadina e la Riviera, dalla fatale Torino alla Sassonia delle origini. Così a ogni stazione corrisponde un contenuto di pensiero - dal dionisiaco all'Eterno Ritorno, dal nichilismo alla morte di Dio - e insieme uno spaccato della storia intellettuale del Novecento.
br. Nell'esporre il pensiero del grande filosofo tedesco il libro privilegia quattro ambiti principali: il problema estetico, il problema morale, il problema teoretico-gnoseologico e il rapporto con il Cristianesimo. I singoli capìtoli, organizzati su base cronologica, ricostruiscono lo sviluppo di ciascun nucleo tematico nel contesto della filosofia di Nietzsche dagli inizi agli esiti finali.
br. Questo libro nasce dalla constatazione che Friedrich Nietzsche, uno dei più fieri nemici del cristianesimo, ne è, a ben guardare, la più sorprendente conferma. Non si tratta semplicemente di un'opposizione speculare al cristianesimo che ne tradisce la nascosta influenza, come sostiene Heidegger: l'influenza nascosta esiste, ma il rifiuto nietzchiano ad ammetterla si basa su un'opposizione reale, su una scandalosa differenza cristiana che il nostro mondo sistematicamente respinge, proprio perché vi è estremamente vicino. Nietzsche reagisce alla rivelazione evangelica del desiderio e della violenza presenti dentro di lui come dentro di noi, ma il suo rifiuto diventa la rivelazione ultima, «escatologica» di questa violenza, la dimostrazione della verità della croce.
brossura "Il nostro rapporto verso Dio è solo non-verità, grida Nietzsche. Sì, risponde Kierkegaard, e lo diventa sempre di più, quanto più noi abbiamo a che fare con Lui. Ma il rapporto di Dio con noi è verità - nostra verità! - La verità è in noi, non viene dal di fuori, replica Nietzsche. Dio è in noi, viene dall'interno dentro di noi, fa eco Kierkegaard. Allora Dio è il mio fondo dell'anima, ritiene Nietzsche. Allora è il fondo della mia anima l'apertura sorgiva verso Dio, risponde Kierkegaard". Le parole tratte dalla Apokalypse der deutschen Seele di H. Urs von Balthasar, citate a mo' di esergo del presente lavoro - primo in Italia a soffermarsi in maniera specifica e articolata su Kierkegaard e Nietzsche -, restituiscono quanto in esso si è cercato di proporre: una Zwiesprache intesa come un "dialogo a due voci", modalità di approccio privilegiata e non pregiudiziale per un confronto problematico tra i due grandi pensatori, interpellati sul terreno-principe di incontro e scontro quale quello cruciale dell'incrocio tra tempo ed eterno.
br. I due saggi che compongono il testo, e in maniera specifica il primo, affrontano la tanto dibattuta questione del rapporto tra la filosofia di Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo. Il secondo saggio propone anche delle riflessioni su altre questioni nietzscheane, quali ad esempio la presunta manipolazione degli scritti del filosofo da parte della sorella e i motivi del crollo psichico di Nietzsche. Il testo, divulgativo e di facile lettura, è rivolto anche a chi non conosce la materia, senza per questo rinunciare alla profondità delle riflessioni proposte, nell'ambito di una filosofia, quella di Nietzsche, il cui maggior interesse risiede nell'essere molto legata alla vita reale.
brossura É la mattina del 3 gennaio 1889, un giovedì freddo. Friedrich Nietzsche esce di casa in piazza Carlo Alberto a Torino. Ha 45 anni. Da dieci ha lasciato l'insegnamento a Basilea. È ormai un fugitivus errans, un filosofo errabondo e apolide. Lo slargo è affollato di ronzini e carrozze: d'un colpo lui lo traversa di corsa, poi si stringe al collo di un cavallo mogio malmenato da un vetturino, infine si accascia al suolo in lacrime. La follia gli ha sbriciolato la mente. Si spegne a Weimar, in Turingia, undici anni dopo, a mezzogiorno del 25 agosto 1900. Demente. Senza mai avere ripreso coscienza. Ma prima? Quella di Nietzsche è stata, assieme forse al cervello eversivo di Marx, la mente più pericolosa dell'Ottocento. Nato da un padre pastore a Röcken, nella profonda e letargica Sassonia luterana e bigotta, Fritz, come lo chiamano in famiglia, è venuto al mondo con un parto prematuro di almeno un secolo: è un precursore, il termometro di una crisi febbrile che surriscalda un cambio d'epoca, il piccone speculativo maneggiato controcorrente che sgretola millenni di cristianità e scardina la logica socratica. Da Naumburg fino alle geometrie militaresche di Torino, passando per l'incanto alpino di Sils Maria, che gli propizierà l'incontro con Zarathustra, e per «l'azzurra solitudine» del Sud dell'Italia, che gli donerà anni fertili di pensiero, Nietzsche sarà sempre morbosamente tormentato dalla malattia. E, tuttavia, educherà se stesso e quindi tutti gli uomini alla grandezza, alla libertà di spirito, alla esaltazione della vita («Costruite le vostre città sul Vesuvio!») come antidoto alla tragedia dell'esistere. Con un drammatico montaggio a flashback diviso in tre parti (tutta la Germania di Nietzsche, tutta la Svizzera di Nietzsche, tutta la sua brama di meridione con la scoperta dell'Italia e della Costa Azzurra) Paolo Pagani compone un romanzo d'avventura, non una semplice biografia, inseguendo ogni stagione intellettuale del più dinamitardo dei pensatori, il distruttore di mondi, lì dove il suo genio si forma in virtù di una geografia.