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br. «Nella realtà storica non regnano l'ideale, la bontà e la morale - il loro regno non è di questo mondo! -, bensì la decisione, l'azione energica, la presenza di spirito, l'intelligenza pratica. Con i piagnistei e i tribunali morali non si aboliscono i fatti. Così è l'uomo, così è la vita, così è la storia. L'opera di Nietzsche non è un pezzo di passato, di cui si possa godere, bensì un compito al quale non ci si può sottrarre. Nietzsche ha mostrato la storia per come essa è. Il suo lascito è il compito di vivere la storia in questo modo». Con un saggio introduttivo di Fabio Bazzani, lo scritto qui proposto, pubblicato per la prima volta nel 1937 dall'editore Beck di Monaco di Baviera, costituisce il testo del discorso tenuto da Spengler il 15 ottobre 1924, presso il Nietzsche-Archiv di Weimar, in occasione dell'80° anniversario della nascita di Nietzsche.
in-12, 188 pages, broche, couv. Tres bel exemplaire. [CL-2]
LUCARINI 1991 PREFAZIONE DI ITALO ALIGHIERO CHIUSANO XXIV-105 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO Nel 1931, quando questo libro viene pubblicato per la prima volta, la psicoanalisi è ormai una disciplina diffusa e apprezzata in varie parti del mondo, ma continua a destare scandalo, sospetto e polemiche. Raccontando la vita di Freud in parallelo alle evoluzioni della teoria e della pratica psicoanalitica, Stefan Zweig traccia la storia di un portatore di verità, che ci ha dato la possibilità di guardare dentro noi stessi, spingendoci nello stesso tempo a una maggiore comprensione e all'indulgenza verso gli altri. Per lo scrittore, la biografia di Sigmund Freud è lo specchio di una profonda e originale riflessione sul rapporto tra corpo e spirito, sulla differenza tra la medicina scientifica e la terapia dell'anima e sul significato esistenziale della malattia.
Guida 2013 180 pp. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Accanto a Dilthey, Rickert, Weber e Simmel, Jaspers merita un posto di rilievo nel dibattito che alla fine dell’Ottocento si sviluppa intorno allo statuto delle scienze dell’uomo. L’originalità del suo discorso epistemologico, a partire dal concetto di esistenza, gli consente di superare lo steccato che separa ’’normalità’’ e ’’anormalità’’. Cassa di risonanza della ’’normalità’’, la patologia mentale rappresenta per Jaspers un’amplificazione della complessità dell’umano, rivelando i limiti della possibilità di comprendere e spiegare l’uomo in tutte le sue manifestazioni. Dinanzi all’avanzare delle scienze della natura, la preoccupazione jaspersiana per il destino della filosofia significa cercare di coniugare le ricerche mediche con le intuizioni della ragione pensante, l’aspirazione a un sapere certo e delimitato con la natura incerta e indefinita dell’uomo, opponendosi alla ’’tentazione di porlo su un unico denominatore’’.
GUIDA 2011 158 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, PARI AL NUOVO. I contributi raccolti in questo volume affrontano alcune questioni centrali dell'etica contemporanea, con l'intento di offrire una ricognizione, da diversi punti di vista, dei problemi più complessi dinanzi a cui si trova oggi il pensiero morale. Una ricognizione che è nello stesso tempo il tentativo di delineare le condizioni di una risposta alle sfide che i saperi positivi e oggettivi pongono, nella consapevolezza di dover affiancare ad essi un pensiero soggettivo, cioè una riflessione sul senso dell'esistenza, in cui ne va del proprio personale essere nel mondo e con gli altri.
MIMESIS 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. L'espressione "marxismo analitico" o "marxismo della scelta razionale" definisce un insieme di autori che cerca un nuovo approccio ai concetti fondamentali del materialismo storico, quali sfruttamento, classe, lotta di classe, agire collettivo, usando gli strumenti e le tecniche della scienza sociale analitica contemporanea. Questa corrente mostra un'esigenza di chiarezza e rigore non comuni nella tradizione marxista. È data grande importanza all'esatto significato dei concetti e al processo di deduzione attraverso il quale si arriva a determinate conclusioni. Gli esponenti più rappresentativi, presi in considerazione in questo lavoro, sono Jon Elster, Gerald A. Cohen e John Roemer.
Kleine Alterungs- und Lesespuren aber sauber erhalten, keine Einträge. Einleitung 10 I. Nietzsches Erfahrungen 15 II. Nietzsches Einschätzung der Bedeutung seiner Erfahrungen für sein Philosophieren 63 III. Nietzsches Anschlüsse 81 1. Christentum - 2. Griechentum - 3. Musik - 4. Philo- sophie - 5. Geschichte - 6. Literatur - 7. Malerei und Bildende Kunst - 8. Naturwissenschaften und Medizin - 9. Psychologie, Neurologie und Psychiatrie IV. Nietzsches Formen philosophischer Schriftstellern . . 98 1. Textuelle Isolierung: Aphorismen - 2. Kontextualisierung: Aphorismen-Bücher - 3. Dramatisierung: episch-drama- tisch-lyrisches Lehrgedicht - 4. Personalisierung: Sprech- stil - 5. Verflüssigung des Philosophierens: Metaphern - 6. Musikalische Phrasierung des Philosophierens: Rhythmik - 7. Persönliche Isolierung des Philosophierens: Nótate - 8. Persönliche Mitteilung des Philosophierens: . Briefe V. Nietzsches Erwartungen an Leser »beiderlei Geschlechts« 114 1. Geduld für philologische Überraschungen - 2. Mut zu philosophischen Überraschungen - 3. Verzicht auf sichere Bestände - 4. Verzicht auf methodische Aprio- ris - 5. Verzicht auf ein System - 6. Verzicht auf den Ambivalenz-Vorwurf VI. Nietzsches Aufgabe und leitende Unterscheidungen . . 120 1. Aufgabe: Steigerung der Kultur - 1.1. Voraussetzung: Wertkampf - 1.2. Ursprüngliche Einsicht: Weisheit des Silen - 1.3. Folgerung: Theoretisches Philosophieren als Dekadenz - 2. Leitende Unterscheidungen - 2.1. Unter- scheidung der Haltung zur Realität: Pessimismus/Opti- mismus - 2.2. Unterscheidung der Realität selbst Chaos/ Kosmos - 2.3. Unterscheidung der menschlichen Rea- lität: Individuum/Gesellschaft - 2.4. Unterscheidung der menschlichen Zurechtlegung der Realität Metaphern/ Begriffe VII. Nietzsches Kritik illusionärer Orientierungen 131 1. Metaphysik und Christentum - 2. Herrschende Moral - 3. Gesellschaft - 4. Wissenschaft - 5. Erkennt- nis - 6. Logik - 7. Bewusstsein - 8. Sprache - 9. Glauben - 1 0 . Asketisches Ideal VIII. Nietzsches Anhaltspunkte und Maßstäbe einer selbstkritischen Orientierung 141 1. Natürlichkeit - 2. Leiblichkeit - 3. Vernünftigkeit - 4. Geistigkeit - 5. Redlichkeit - 6. Furchtlosigkeit - 7. Fröhlichkeit, Heiterkeit - 8. Verantwortlichkeit IX. Nietzsches Wege der Umwertung 148 1. Negativer Weg: Widerlegung - 2. Hypothetischer Weg: Perspektivierung - 3. Entlarvender Weg: Auf- deckung - 3.1. Setzen von Fragezeichen - 3.2. Heuristik der Not - 3.3. Psychologie - 3.4. Genealogie - 4. Humo- ristischer Weg: Parodierung X. Nietzsches Lehren und Anti-Lehren in Also sprach Zarathustra 160 1. Gabe (Schenken und Schaffen) - 2. Übermensch - 3. Ewige Wiederkunft - 4. Wille zur Macht XI. Nietzsches Bejahungen 171 1. Nihilismus - 2. decadence - 3. Überreichtum des Lebens - 4. Rangordnung - 5. Pathos der Distanz - 6. Größe - 7. Große Politik - 7.1. Europa, die Erd- regierung und die Juden - 7.2. Züchtung einer regieren- den Kaste und die Notwendigkeit einer neuen Sklaverei - 8. amor fati - 9. »ganz in Symbolen und Unfasslich- keiten schwimmendes Sein« - 10. Dionysos gegen den Gekreuzigten XII. Nietzsches Zukunft? 201 Anhang Hilfsmittel zum wissenschaftlichen Nietzsche-Studium . . . . 206 Werksiglen 210 Über den Autor ISBN 9783885066958
GARZANTI 1997. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, UN CENNO DI PIEGA AL MARGINE ANGOLARE SUPERIORE DELLA COPERTINA, VOLUME ASSOLUTAMENTE INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Le più recenti scuole critiche e filosofiche sembrano avere incrinato i rapporti tra le parole e il loro significato: il testo diventa oggetto di infinite possibilità di interpretazione e appropriazione, tutte ugualmente legittime. L'elettronica e la cultura di massa stanno trasformando la produzione, la diffusione e la conservazione dei segni. In questa situazione come può sopravvivere il libro, che ha plasmato così in profondità la nostra cultura? Quali sono le implicazioni dell'atto della lettura che rischiamo inconsapevolmente di perdere? Partendo da queste domande George Steiner indaga lo statuto del libro ed esplora l'enigma della rivelazione attraverso il linguaggio, che è il fondamento del giudaismo e del suo tragico destino.
Einband leicht berieben und bestoßen, insgesamt stärker vergilbt, sonst guter Zustand. - Das Buch des bekannten englischen Germanisten bietet eine neue, sorgfältige, immer den Texten folgende Deutung und Kritik des Werkes von Nietzsche. Ausgangspunkt ist dabei dessen Verhältnis zur Sprache und zur Form des eigenen Werks. Der Sprachartist Nietzsche ist mißtrauisch gegenüber der Sprache: Grammatik und Syntax fingieren einen Zusammenhang und eine Festigkeit der Welt, die nach Nietzsches Überzeugung nicht bestehen. Der Philosoph will seine Utopie — die Einheit von Denken und Leben — durch Annäherung seiner Sprache an das »Gesetz der Welt« erreichen: launisch, verworren, widersprüchlich, quecksilberig wie »die Welt« und »das Leben« selbst. Die Methode der Fragmentierung und Multiperspektivität sowie die Aura der Unruhe begründen die Modernität seines Werkes. So entsteht die uns so vertraute »Landschaft aus Kratern und Gerüsten«. Es ist die These des Buches, daß Nietzsche in seinem Votum für das einzelne, Einzigartige, Besondere gleichwohl eine soziale Bötschaft verkündet: die Erschaffung und Erziehung des Übermenschen. Ohne die Widersprüche in Nietzsches Denken zu verdecken oder überzubewerten, trägt Stern Bausteine zu dessen System zusammen: das neue Geschichtskonzept der Ewigen Wiederkehr, das den Fortschrittsglauben zerstört. Die Welt ist zwar sinnlos, ziellos, hoffnungslos — soll aber emphatisch bejaht werden. Die Moralität der äußersten Anstrengung schafft neue Verbindlichkeiten nach dem Tode Gottes. Nietzsche verwirft den christlichen Opfergedanken — doch sein Denken mündet in den Satz: »Ich kenne keinen höheren Lebenszweck, als am Großen und Unmöglichen unterzugehen.« ISBN 9783814700182
brossura Nietzsche parte dal corpo e dalla fisiologia per ottenere "la rappresentazione esatta della nostra unità soggettiva". Dobbiamo concluderne che il corpo nietzscheano non è che una nuova maschera della soggettività moderna? Questo libro ricostruisce, anche da un punto di vista storico, il contesto biologico in cui si situa la corporeizzazione del soggetto promossa da Nietzsche (nei suoi rapporti con Darwin, Roux, Haeckel, Virchow), ma tenta di mostrare come in realtà essa inauguri un'epoca del tutto nuova. Il soggetto, divenuto corpo vivente, non si costituirà d'ora in poi se non nella prova, che è sempre anche una ferita, infertagli da un'alterità che gli resiste. Solo a partire da questa dimensione diventa possibile comprendere il progetto nietzscheano di selezione e interrogare i suoi rapporti, veri o presunti, con il biologismo e l'eugenetica. Quale deve essere la politica del vivente di fronte alle proprie ferite? Deve sanarle intervenendo con energiche misure terapeutiche, oppure lasciarle a se stesse sfidando l'infezione? Interrogarsi oggi sul destino della sofferenza, della malattia e della morte, alla luce di tutte le pratiche di manipolazione del vivente sviluppate da quel vivente che è l'uomo, significa ritrovare una domanda che Nietzsche ha saputo porre per primo.
Mm 120x165 Brossura editoriale di pagine 93, alcune fioriture ai tagli. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
331 pages. Notes, bibliography and index. "Through English literary works and critical periodicals of the imperial fin de siecle and the pre-war years we see Nietzsche's ideas pass from notoriety to increasingly sympathetic acceptance." - from dust jacket. Book clean, bright and unmarked with minimial wear. Dust jacket bears moderate wear and is now preserved in Brodart. A very nice copy. Book
INTRODUZIONE DI ROSARIO CONFORTI LA CITTà DEL SOLE 2009 207 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO.
<p>23 cm, brossura editoriale illustrata in stile architettonico da Cisari, lievemente brunita, p. 349. Firma di possesso al frontespizio con piccola mancanza, per il resto interni molto buoni.</p>
In 8°, br. edit., pp. 174,2; coll. "Le idee 27", prima ed., nota di possesso a pennarello al frontesp., per il resto ottimo es.. (CCOM01) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 16°, brossura editoriale, pp. 174, (2), collana "Le Idee", ottimo esemplare. (MAG ZA1/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) 9788835944881 (MAG ZA1/d)
Estratto dai n.61-62, 64-65, 66,67-68, 71-72 dell'Atene e Roma.<BR>16°, pp.128, br. edit.
ill., br. "Imparate a leggermi bene", aveva ammonito Nietzsche. E imparare a leggerlo bene, a scoprire il significato recondito delle sue metafore astrali, il senso nascosto dietro alle sue poetiche immagini celesti è proprio lo scopo di questo libro. L'analisi storico-astronomica del contesto scientifico-culturale ottocentesco, la fedele ricostruzione delle letture di Nietzsche e l'indagine ermeneutica della sua abbondante metaforica celeste accompagnano il lettore alla scoperta del costituirsi del suo filosofare, a quella zona di pensiero che, procedendo dai risultati sperimentali della scienza dell'epoca, giunge, con esiti del tutto innovativi, a un campo diverso da quello d'origine: la riflessione filosofica. L'affinità tra Nietzsche e il contesto astronomico ottocentesco viene qui colta in una molteplicità di aspetti. La visione antiantropocentrica e a-finalistica, l'immagine della luce come metafora di una verità nuova e la proclamazione dell'inesistenza di un punto di vista assoluto vengono esplorate nelle loro analogie con le verità del pensiero scientifico moderno, dall'eliocentrismo copernicano alla propagazione della luce a velocità finita, per giungere infine al movimento dell'intero sistema solare. Da tale indagine la riflessione nietzschiana ne esce arricchita: sul piano storico acquista una maggiore profondità, su quello filosofico una nuova, crescente complessità.
br. Friedrich Nietzsche è stato il filosofo che più di ogni altro, nell'Ottocento, ha sovvertito i valori materiali e spirituali dell'Occidente, che riteneva colpevoli della sua decadenza: la religione, la morale, la storia come evoluzione positiva dell'uomo "psico-pedagogizzato", che ha il compito di capire, descrivere e classificare l'esistenza, subordinando ogni cosa a questo tipo di conoscenza. E il cosiddetto nichilismo, che parte dall'annientamento degli idoli per creare una filosofia che esalti e affermi la vita anziché giudicarla e condannarla. Nietzsche desidera costruire esistenze nelle quali ogni attimo possieda tutto il suo senso in sé e non vada a cercarlo in qualcosa di trascendente. La felicità è sulla terra, non nei cieli. Introduzione di Armando Torno.
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
DEDALO 1999, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, MAI SFOGLIATO. La guerra sembra essere un evento che si sottrae, quasi per definizione, ad ogni possibile definizione logica. Eppure, in tutto l'arco dela storia della cultura occidentale, si è costantemente cercato di "pensare la guerra", di comprenderne la logica, anche là dove essa sembrava oscura o assente. Si può anzi affemare che non vi è autore o filone speculativo nel quale non sia possibile ritrovare il realistico riconoscimento della "dura realtà" della guerra. Nello stesso tempo, in quella stessa tradizione è ricorrente la tensione al superamento di questo vincolo e lo sforzo per individuare le condizioni per l'instaurazione di qualcosa che almeno assomigli alla "pace perpetua".
brossura Quando i corsivi dannunziani fecero la loro comparsa, non si fece attenzione che alla loro fabula accattivante, sgangherata. Ora che la trama torna allo scoperto, se ne può ravvisare il metatesto, la strategia "politica" sottesa al progetto d'una vita: l'inaugurazione d'una "comunità stilistica" che passasse per una gestione esclusiva degli apparati mediatici statu nascenti, per una "schiavitù semiologica" presaga dello Stato integrale di là da venire.
br. Il libro propone una ricognizione delle teorie della tragedia elaborate da Aristotele e da Nietzsche, assumendo come motivo conduttore dell'analisi il tema della rappresentazione. In questa prospettiva, la tragedia diventa l'occasione esemplare per ricomprendere non soltanto la questione della rappresentazione - questione, peraltro, di indubbia rilevanza e attualità filosofica - ma anche quella, strettamente connessa alla prima, relativa al rapporto arte-vita, o arte-realtà. A essere in gioco, allora, è innanzitutto quel carattere autenticamente "veritativo" che tanto Aristotele quanto Nietzsche - in modi e forme radicalmente diversi -attribuiscono alla forma-tragedia, finendo col riconoscere la sua ineludibile funzione conoscitiva, la sua capacità cioè di parlare del mondo: il suo offrirsi a noi, insomma, come uno dei luoghi eminenti del pensare e del comprendere.
brossura Obiettivo del libro è mostrare come la figura concettuale del "tragico", in quanto espressione di un autentico "sapere della superficie", possa essere fruttuosamente ricompresa mettendola in relazione con la riflessione che il giovane Nietzsche sviluppa, nella Nascita della tragedia, intorno all'antico Coro dei Satiri. Agli occhi del Satiro, infatti, l'apparenza diventa l'orizzonte di manifestatività di una verità che esige di essere pensata non già come pieno svelamento del nascosto, ma piuttosto come transito infinito del senso: come indefinita apertura al significare. Da questo punto di vista, la saggezza incarnata dal Satiro consiste nella capacità di ravvisare in ogni dato fenomenico un vero e proprio enigma, e per ciò stesso una soglia: l'accadere di una distanza che occorre imparare ad abitare con la "sperimentante prodezza dello sguardo più acuto".