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Enciclopedia Popolare Mondadori
DDB 1968, In-12 broché. 145 pages. Bon état. Broché
Copia ben conservata, con normali tracce d'uso in prima edizione Meridiani con astuccio figurato e sovra copertina in acetato trasparente. Una piccola curiosità, è presente un articolo di giornale originale datato 13 agosto 1983 dal titolo " La traduzione della <<recherche>> fatta da Giovanni Raboni - Vivere con Proust pagina dopo pagina"
Paris, Mercure de France, 1966. 2 volumes in-8, brochés, couvertures illustrées, 466 et 517 pages, bande annonce conservée. Cartes et planches hors-texte. Bel exemplaire.
Jean-Yves Tadié Proust di Jean-Yves Tadié. Milano, Il Saggiatore 1985 italian, 335 CR32.S Brossura editoriale, volume in discrete condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo e strappo sulla copertin, interno in buone condizioni, legatura salda 335 pagine circaCopertina come da foto
br. Fino a che punto uno scrittore può odiarne un altro, che pure non ha mai incontrato di persona? Lo scontro tra Céline e Proust (o, meglio, la battaglia di Céline contro Proust) è l'esempio più lampante di una contrapposizione da un lato distruttrice, dall'altro produttrice. «Proust e Céline: ecco la mia inesauribile felicità di lettore»: così scrisse Lévi-Strauss in uno dei primi accostamenti tra questi grandi nomi della narrativa francese del Novecento. Ebreo, omosessuale, frequentatore dell'alta società parigina il primo; figlio di piccoli commercianti, cattolico e antisemita, solitario e omofobo il secondo. Più che di un duello, sarebbe corretto parlare di un'«aggressione postuma». Céline, infatti, esordì dieci anni dopo la morte dell'autore della "Recherche" e la sua intransigenza, espressa in una scrittura spesso astiosa e in cerca di un bersaglio, raggiunge l'apice quando è rivolta verso il connazionale. Tuttavia sono molti i tratti che li accomunano, a partire dalla centralità dello stile, passando poi per il nichilismo, l'ipocondria, il «gran rifiuto» che entrambi ricevettero dall'editore Gallimard. In una cavalcata leggera e disinvolta attraverso le loro opere, Valerio Magrelli ci mostra come i due autori entrano in collisione, e arriva a sorprenderci con un finale inaspettato.
Prima edizione. In 8°. Legatura ed. Sovracoperta. Ottimo esemplare
In-8° carrè pp. 32 con ill. n.t. Bross. edit. ill.
pp. 254, in 8°, brossura, Saggi Blu.
pp. 338, cm 23x15, rilegatura editoriale con sopracoperta. In ottimo stato.
Il presente libro, curato da Giuseppe Grasso, comprende quattro scritti, apparsi in francese tra il 2004 e il 2009, in cui l'autrice propone un interessante percorso di lettura sulle complesse relazioni che s'intessono - a partire dal caso Proust - fra la creazione letteraria e la creazione del pensiero. Se Proust ha avuto un rapporto ambivalente con la filosofia, anche i pensatori del Novecento - da Sartre a Barthes a Deleuze - hanno adottato strategie di appropriazione e di distanziazione diversificate nei confronti della Recherche, opera divenuta punto di riferimento ineludibile nel corso degli anni Cinquanta. Dopo alcuni suggestivi raffronti con la filosofia di Husserl, che la critica francese non ha mai accostato a Proust, Anne Simon passa in rassegna le divergenze di fondo che separano l'approccio ermeneutico di Ricoeur da quello fenomenologico di Merleau-Ponty, ugualmente interessati al mondo poetico proustiano. La raccolta di scritti antologizzati - tre dei quali sono inediti in Italia - mira a far vedere il modo in cui Proust non smette d'infondere il proprio respiro al pensiero. Autori: Anne Simon. Curatori: G. Grasso.
pp. 242, cm 23x14, bross., Intonso.
pp. 127, cm 24x14, bross.
Carter William C. Proust in love. , Castelvecchi 2007-04-06 italian, 295 CR.122 Copertina rigida, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 295 pagine circaCopertina come da foto
br. Coniugando la lezione della linguistica, della psicanalisi e della sociologia del sacro, Jacqueline Risset ci apre alla figura straordinariamente attuale di un Proust post-cristiano, convocandoci ad una lettura «iniziatica», in cui l'io narrante ci conduce al «cuore oscuro della verità», lungo i sentieri rivelatori di una «discesa agli inferi». Nel crogiolo della sua scrittura - afferma Yves Bonnefoy - "À la recherche du temps perdu" raccoglie l'oro di istanti un tempo pienamente vissuti. Questo grande libro è, più esattamente, un poema in prosa, il più vasto che la storia delle lettere conosca. E Jacqueline Risset lo attesta, quando talora, tra questi saggi francesi e italiani raccolti qui per la prima volta, lo accosta alla "Divina Commedia", il più grande poema in versi. "Recherche e Commedia", due itinerari dell'anima di uguale vastità e sguardo, prendono allora a parlarsi da una riva all'altra del pensiero dell'Occidente.
8° bross. edit. pp. 248. Una scritta all'occhietto.
in-8°, 154 pp., -, broche, couv. Tres bel exemplaire [CL-8]
in-8°, 237 pages, -, broche, couverture illustree Bon etat. [CL-3] À l'aide notamment d'une psychanalyse débarrassée de son jargon, cet ouvrage se propose de restituer les traits les plus
Paris, Perrin, 1991. Fort in-8, broché, couverture illustrée, 775 pp. Edition originale. Planches hors-texte. Bel envoi autographe de l'auteur.
Paris, Hachette, 1965. Collection "Génies et Réalités". Un volume de format in 8° de 295 pp. sur beau vélin blanc; illustré de très nombreuses reproductions photographiques dont certaines en couleurs contrecollées. Reliure de l'éditeur en skivertex grenat titres dorés, jaquette rhodoid. Bel état.
pp. 167, cm 18x12, bross., Intonso.
ill., br. Proust era ossessionato da molte cose. Dal tempo, come ci suggerisce il titolo della sua opera; dal giudizio degli altri, come si evince dalle sue lettere; da un autista coi baffi, come ci raccontano i suoi biografi; da un dolcetto a forma di conchiglia, come dicono quelli che non l'hanno letto. Dai colori, come queste pagine provano a dimostrare.
pp. 144, cm 18x10, bross.
Fine English Paperback., Fine., 20 x 14 cm, 82, [6] p. "Proust., SAMUEL BECKETT, Çeviren: Orhan Koçak, Metis Yayinlari, Istanbul, 2001" Proust, Beckett'in yayimlanmis ilk kitabidir. Beckett, 1930'da yazdigi bu elestirel monografide, dogrudan dogruya, Proust'un romaninin merkezinde yer alan "zaman" sorununa hücum eder. Arzu, ölüm ve aliskanlik gibi ikincil izlekler, bu kök sorunun çevresinde çözümlenir. Proust, Proust'un ilginç yasamiyla ilgili söylentileri bir yana iterek Kayip Zamanin Izinde'nin kendisine yönelen ilk sistemli çalismalarindan biridir. Kitap yayimlandiginda Ingiltere'de Daily Telegraph gazetesinde çikan bir tanitma yazisi, bu elestirel metnin siradisi niteligini teslim ediyor, "Bay Beckett çok zeki bir delikanli" diyordu.