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in-12, 216 pages, broche, couv.— Exemplaire du tirage courant de l’Edition originale. Auréoles d'humidité au 1er plat et à certaines pages sinon bel exemplaire non coupé. [GA-2]
Mm 245x220 Collana "Valle d'Aosta cultura". Catalogo della mostra di Aosta, Torre del Lebbroso, 6 giugno - 2 agosto 1987. Brossura editoriale di 81 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Esemplare in ottime condizioni. Testo in italiano e francese - italian and franch text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Prima ediz.italiana.In 8o.Brossura edit.con ali.Ottima copia.Pp.304
281pp., br., bon état, [texte en français]
pagg. 112, foto a colori.
1. Dt. Ausgabe. Exemplar aus dem Vorbesitz des Germanisten Michael Berger, Träger des Josef-Mühlberger-Preises 1999 und Dozent für die Literatur zum Prager Kreis mit Bleistiftanstreichungen, insgesamt aber immer ein noch gutes Exemplar. ISBN 9783257017502
Sehr gut erhaltenes Exemplar. - Inhalt Vorwort der Herausgeber STÉPHANE MOSÈS Zur Frage des Gesetzes: Gershom Scholems Kafka-Bild. BEDA ALLEMANN Fragen an die judaistische Kafka-Deutung am Beispiel Benjamins MARGARITA PAZI Franz Kafka, Max Brod und der >Prager Kreis< KARL ERICH GRÖZINGER Himmlische Gerichte, Wiedergänger und Zwischenweltliche in der ostjüdischen Erzählung MICHAL ORON Kafka und Nachman von Bratzlaw - Erzählen zwischen Traum und Erwartung MARINA CAVAROCCHI ARBIB Jüdische Motive in Kafkas Aphorismen PAOLO CHIARINI Franz Kafka und die »obere Wurzel« RALF R. NICOLAI Zwischen Ursprung und Utopie: Die thematische Einheit in Kafkas fiktionalen Texten HANNA NAVEH Kafka: Chaos und die Illusion von Ordnung CHRIS BEZZEL Mythisierung und poetische Textform bei Franz Kafka. GERHARD KURZ Meinungen zur Schrift: Zur Exegese der Legende »Vor dem Gesetz« im Roman »Der Prozeß« HANS DIETER ZIMMERMANN klam a mam? Zu Kafkas Roman »Das Schloß« BERND WITTE »Liier wird viel geschrieben« - Kommentar zu einigen Passagen aus Kafkas Roman »Das Schloß« ERNST PAWEL Franz Kafkas Judentum Die Mitarbeiter des Bandes. ISBN 9783610004033
Lesespuren und lichtbedingt nachgedunkeltes Druckpapier. Exemplar aus dem Vorbesitz des Germanisten Michael Berger, Träger des Josef-Mühlberger-Preises 1999 und Dozent für die Literatur zum Prager Kreis. Appetitanregendess Inhaltsverzeichnis hier d-nb.info/985536462/04 ISBN 9783934344938
In-8°, pp. 291, tela editoriale con titolo in oro al dorso e sovraccopertina figurata a colori. Due strappi e due mancanze alla sovraccopertina.
Mm 145x225 Prima edizione - Brossura editoriale, 207 pagine. Solo piccoli strappi da scaffalatura alla sovraccoperta in prossimità del dorso, peraltro opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
PREMESSA DI GIUSEPPE CANTILLO GUIDA 2003 204 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Parole e frasi comuni abbagnaniana Abbagnano Aliotta aliottiana Antonio Aliotta Aristotele attività attua autonomo base causale chiaro concetto concezione concreta condizione conoscenza coscienza costituisce critica Croce dell'arte dell'esistenza dell'essere dell'oggetto determinazioni dialettica diviene dottrina dualismo empirica escatologica esiste esso estetico evidente fenomenologica filosofia fisica fondamentale fondo garantire gnano gnoseologico Guglielmo di Ockham Hegel idealistica identità infatti invece irrazionali Kant kantiana l'atto l'essere l'oggetto l'unità l'uomo logica mente metafisica Meyerson molteplice mondo monismo morale movimento Napoli natura neocriticismo Nicola Abbagnano noumeno nuova Ockham ontologico organismo organizzazione panteismo pedagogia pensante pensiero pertanto platonica possibilità presupposto principio metafisico problema processo proprio prospettiva psicologia psicologistica pura ragione rapporto razionale reale realismo realizza realtà relativismo relazione ricerca scientifica scienza Semerari senso separazione sintesi SIRP sistasi sistema sistematica soggetto soluzione sperimentalismo spirituale stabilire struttura dell'esistenza struttura esistenziale studio teoria termini totalità trascen trascendenza umana un'unità unità validità valore
Mm 155x210 "Il testo offre una riflessione sul ruolo della cultura nella società contemporanea, sullo stato della letteratura e sulle responsabilità degli scrittori e degli artisti in genere. Nel corso del Novecento nazismo e stalinismo, con le loro atroci falsificazioni, hanno tentato di distruggere l'umanesimo centroeuropeo. Le tecniche di persuasione dei mass media e della pubblicità favoriscono da decenni la diffusione della volgarità, dell'approssimazione, della cupidigia. D'altro canto scienze come la matematica e la fisica pretendono dal linguaggio una esattezza assoluta. Steiner offre una impietosa diagnosi delle malattie che stanno privando la parola di forza e legittimità" - Collana "Saggi Rizzoli", prima edizione italiana. Brossura editoriale con bandelle, 415 pagine. Copia ottima, solo inevitabile ingiallimento al dorso.
br. Fin dal primo nucleo di questo libro, la conferenza Teologia senza Dio che Anders tenne da esule a Parigi nel 1934, la maggiore preoccupazione dell'autore è di mettere in guardia davanti al fenomeno Kafka, presentendo che questi (sconosciuto a tutti i convenuti, tranne Walter Benjamin e Hannah Arendt) era destinato a divenire uno dei paradigmi della letteratura e dell'immaginario del Novecento, e che quindi sarebbe ben presto sfuggito alla ridotta gittata delle armi tradizionali della critica letteraria. E in effetti, già alla sua uscita nel 1951, Kafka. Pro e contro appare come un atto di lesa maestà, e lo stesso Max Brod, responsabile materiale della trasmissione ai posteri di buona parte dell'opera kafkiana, lo critica aspramente, provocando una polemica che qui per la prima volta è accessibile al lettore italiano. Anders è consapevole dell'incriticabilità del suo obiettivo: «Già Kierkegaard ha formulato in modo definitivo che la domanda: "Cosa è inderogabile in uno scrittore?" sembra essere scorretta, contro la pienezza del talento o della genialità. Ebbene appare scorretta perché è seria. Nel mio saggio, mi sono addossato l'onta di questa scorrettezza...»
br. L'analisi della comicità in Kafka di Guido Crespi ha una carica innovativa rispetto all'interpretazione che di Kafka vede solamente l'artefice di un'opera che contestava dall'interno le ragioni che rendono possibile il totalitarismo. È evidente, come scrisse Kundera nei "Testamenti traditi" che lo scrittore, lungi dall'essere alienato dal suo riso, in realtà "si diverte per noi" mentre inscena le sue storie condendole con crudeltà e sadismo, tanto più notevoli perché serviti freddi con una prosa al tempo stesso allusiva e trasparente (in apparenza, ma sempre con la doppia camera di compensazione del "simbolo nascosto"). David Foster Wallace nel 2005 scrisse che "la comicità di Kafka dipende da una sorta di letterarizzazione radicale di verità solitamente trattate come metafore" dispiacendosi di non essere capace di far comprendere ai propri studenti "che Kafka è comico". Il maggior studioso contemporaneo dello scrittore boemo, Reiner Stach, si è voluto concedere alla fine del monumentale lavoro biografico durato circa vent'anni, un libro propriamente "kafkiano", ovvero composto con "99 reperti" che ci offrono tutti insieme i tratti somatici dell'Uomo-Metamorfosi. Eccone alcuni: "Kafka bara all'esame di maturità", "Kafka s'infuria", "Kafka vorrebbe essere come Voltaire", "Kafka e Brod perdono al gioco i soldi della cassa comune per il viaggio". Il ritratto che ne esce, dove si mettono a nudo i tic di un uomo apparentemente come altri, ma che delle sue ossessioni - compresa quella sessuale, su cui il comico di Kafka si sbizzarrisce non poco (la sua Brunelda era rimasta nel cuore di Fellini, anche se non riuscì a farci il film che avrebbe desiderato, all'incrocio fra la Gradisca e la Grosse Margot) - ha saputo darci il succo più puro e per questo anche il più pericoloso, è a tutti gli effetti una maschera da Commedia dell'arte e non è da escludere che la figura longilinea di Kafka, i suoi tratti minuti e appuntiti del volto, possa trasformarsi nel burattino del ventriloquo, in perfetto abito di gala, che apre e chiude la sua bocca per pronunciare battute franche e crudeli a cui si dà ascolto come un divertimento ma che arrivano a toccare i nostri più nascosti orgogli. Come il saggio di Crespi dimostra. Prefazione di Alessandro Paci.
Fin dal primo nucleo di questo libro, la conferenza Teologia senza Dio che Anders tenne da esule a Parigi nel 1934, la maggiore preoccupazione dell'autore è di mettere in guardia davanti al fenomeno Kafka, presentendo che questi (sconosciuto a tutti i convenuti, tranne Walter Benjamin e Hannah Arendt) era destinato a divenire uno dei paradigmi della letteratura e dell'immaginario del Novecento, e che quindi sarebbe ben presto sfuggito alla ridotta gittata delle armi tradizionali della critica letteraria. E in effetti, già alla sua uscita nel 1951, Kafka. Pro e contro appare come un atto di lesa maestà, e lo stesso Max Brod, responsabile materiale della trasmissione ai posteri di buona parte dell'opera kafkiana, lo critica aspramente, provocando una polemica che qui per la prima volta è accessibile al lettore italiano. Anders è consapevole dell'incriticabilità del suo obiettivo: «Già Kierkegaard ha formulato in modo definitivo che la domanda: “Cosa è inderogabile in uno scrittore?” sembra essere scorretta, contro la pienezza del talento o della genialità. Ebbene appare scorretta perché è seria. Nel mio saggio, mi sono addossato l'onta di questa scorrettezza...» Autori: Günther Anders. Curatori: Barnaba Maj. Traduttori: Paola Gnani, Stefania Dalena.
in-4° 228 pages, abdt ill. in-t. n., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [QU-2] Ce livre évoque la « Prague magique », celle des écrivains du tournant du siècle...
Mm 210x260 Catalogo della Mostra di Trieste, Civico Museo Revoltella, 23 novembre 2000 - 27 gennaio 2001. Brossura originale con bandelle, copertina illustrata a colori, 254 pagine con numerose illustrazioni in nero e a colori comprese nel testo. Volume in perfette condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 140x220 Scritti di Mandel, Campailla, Allerhand, Johnston, Kafka, Mattenklott, Cusatelli, Magris, Farese, Zettl, Mortara di Veroli, Fubini, Chiarini, Sandaur. Brossura editoriale di 444 pagine. Tenui fioriture ai tagli, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x205 Brossura editoriale con bandelle, pp. 213, etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, angolo del piatto posteriore danneggiato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Nel romanzo Il Processo, di Franz Kafka, le vicende del protagonista, Josef K., appaiono sorprendenti semplicemente perché proposte senza veli. Il senso di esagerazione che ancora oggi qualcuno potrebbe provare leggendo questo romanzo, dai forti contenuti psico-sociali, scritto nei primi anni del Novecento, non può che essere interpretato come sintomo evidente che quei veli esistono tuttora e insistono nella loro azione di copertura della realtà. Di nuovo e anche più di allora le esigenze del Potere s'impongono sulla giustizia, sul bene e sulla verità. Di nuovo la menzogna esercita la sua prevalenza e c'è necessità che un qualche Josef K. si sacrifichi nuovamente per denunciare e dimostrare che si è partecipi di una tragica "messa in scena".
ill., br. Nelle opere di Kafka bisogna muoversi con prudenza e circospezione, ci ammonisce Walter Benjamin. Ecco perché Löwy ci fornisce un filo rosso in grado di guidarci nel labirinto kafkiano. E questo filo rosso è la sua passione antiautoritaria, la sua coerente insubordinazione verso qualunque autorità, a partire da quella paterna. Non si tratta però di una coerenza teorica - anche se questa attenta biografia evidenzia i suoi contatti con l'anarchismo praghese - bensì di una sensibilità, di un atteggiamento esistenziale, presente in tutta l'opera narrativa, che ci consente di cogliere la sua dimensione poeticamente sovversiva. Così Löwy, senza mai cadere in facili ideologismi, si butta a capofitto nell'intreccio delle testimonianze, degli epistolari e degli appunti di Kafka, mostrandoci il nucleo profondo della sua scrittura: una sete infinita di libertà.
Mm 145x235 Collana Iconografia. Volume cartonato rigido di pagine 269 con numerose illustrazioni, sovraccoperta figurata, astuccio editoriale in cartoncino. Pari al nuovo (as new). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
IL SAGGIATORE 2005 SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, OTTIME CONDIZIONI GENERALI. David Oppenheim fu insegnante di letteratura classica in un prestigioso liceo di Vienna. Colto, sensibile e aperto alle nuove idee, scrisse un breve saggio insieme a Sigmund Freud e fu intimo amico di Alfred Adler. Nato in Moravia nel 1881 in una famiglia ebrea, combatté con onore nella Grande guerra e seppe comunicare ai propri allievi una straordinaria passione per i classici e la filosofia umanistica. Ateo e contrario al sionismo, sposò Amelie Pollack, brillante studentessa di matematica e fisica con la quale sviluppò una relazione profonda, sincera e anticonvenzionale. Morì nel 1943 in un campo di concentramento, dopo avere assistito incredulo e impotente all'affermarsi della cieca follia nazista. Il nipote Peter Singer ne ricostruisce le vicende.
ril. Come è stato possibile l'Olocausto? Come "spiegare" razionalmente ciò che sembra eccedere ogni misura razionale? Si situa in questo contesto problematico l'incontro di Hannah Arendt con Franz Kafka. Storicamente documentato da una conferenza tenuta nel 1944 a Mount Holykoke, a pochi mesi dalla fine della seconda guerra mondiale, e dalla scoperta della tragedia del genocidio, il rapporto con lo scrittore praghese si rivela essere cruciale nel progetto teorico perseguito da Arendt. Secondo la filosofa, Kafka ha compreso fino in fondo - ed espresso mediante parabole - un assunto che ella aveva condiviso, attraverso un'adesione non solo intellettuale, ma anche psicologica ed emotiva. Aveva individuato nell'uomo, nell'enigma dell'uomo, nell'imperscrutabilità della sua essenza più profonda, negli abissi di quello che è destinato comunque a restare un mistero, l'origine del male, in tutte le sue manifestazioni individuali e sociali. Kafka è "pensatore politico" - come Arendt lo definisce - proprio perché è la guida più affidabile per esplorare gli intrecci che connettono etica e politica, e che ritrovano nell'individuo la radice delle forme politiche.