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In-8° pp. 395, bross. edit.
In-8° pp. 1482, bross. edit. ill. Ottimo stato.
Mm 130x200 L'ottagono. Brossura di XIX-741 pagine, traduzione di G. De Angelis, prefazione di Richard Ellmann, nota al testo di Hans Walter Gabler. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in-8 broché de 564 pages.- Photographies hors texte.- 9782226049049 Bel exemplaire. [TX-23]
br. I due saggi raccolti in "Ulisse grammofono" sono l'elaborazione più articolata del confronto tra il pensiero di Derrida e l'opera di Joyce: confronto di cui si trovano tracce in diversi testi del filosofo franco-algerino e che in "Ulisse grammofono" prende la forma di un corpo a corpo linguistico, di una battaglia in cui le lingue vengono spinte al limite del dicibile, là dove risuona l'affermazione incondizionata come ospitalità donata all'altro: oui, yes, sì. Tra confessioni, brevi racconti di viaggio, analisi filosofiche, i saggi ruotano attorno ad alcuni temi privilegiati: il grammofono, il telefono e l'inesauribile sì di Molly nell'"Ulisse"; la guerra degli idiomi dichiarata da Dio in "Finnegans Wake"; l'impossibilità di definirsi un esperto di Joyce.
1st edition. Good condition hardback bound in bumped red cloth. Former 'Red Triangle Library' copy. Page edges browned, 284 pages. 41592. eng
1 Vol. In-8 pag. 222. Adesivo al frontespizio PROG 40825 CATT_ATT 54
16° tela edit. con tit. oro, entro custodia, pp. 258. "Guida alla Poesia".
Volume in brossura "Bur classici" vecchia copertina. Introduzione, traduzione e note di Giulio De Angelis. Testo inglese a fronte. Quarta edizione. Mai letto, si riscontra solo un ingiallimento delle pagine interne.
James Joyce Ulisse. , Mondadori 1970, Libro usato in buone condizioni, ingiallito dal tempo. Pagine brunite ai margini. Tagli regolari impolverati. Copertina in similpelle con sovraimpressioni in oro. Buono (Good) . <br> <br> <br> 1023<br>
Mm 110x185 Brossura editoriale di pp. LXII-292, traduzione di Giulio de Angelis, a cura di Giorgio Melchiori, commento di Carlo Bigazzi, Carla de Petris, Miranda Melchiori. Con testo a fronte. Erosioni a margine del dorso, interno perfetto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 140x210 Volume nella sua brossura originale con bandelle, 202 pagine con figure in nero e tavole a colori comprese nel testo. Prefazione di Renzo S. Crivelli ed, in chiusura, uno scritto di Cristina Benussi su "Amalia: memoria e scrittura" ed un'altro di Paul Cahill su "La casa di Amalia, un teatro nel dramma dell'identità". Libro in condizioni di nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
New York - London, C. Scribner's Sons, 1950, in-8, tela editoriale, titolo oro, pp. 134. Con nota bio-bibliografica.
Nell'ultimo cinquantennio Joyce è stato oggetto di voghe critiche momentanee che hanno enfatizzato aspetti secondari o marginali dell'arte dello scrittore, a scapito di altri più sostanziali, perciò stesso deformando e decentrando la realtà della sua scrittura. "Joyce" di Franco Marucci vuole rappresentare un sano ed equilibrato "ritorno alla critica". Dopo avere reinserito Joyce nel suo contesto di origine - la tradizione del Rinascimento civile, politico e soprattutto culturale e letterario di fine Ottocento in Irlanda -nei capitoli centrali e finali Marucci ripercorre il tirocinio poetico e delle "epifanie" e affronta meticolosamente le quattro unità narrative del "corpus" joyciano (più una quinta, drammatica), sia come creazioni estetiche autonome sia come tappe di un'escalation poliglotta e polistilistica che culmina nel "banchetto dei linguaggi" di "Finnegans Wake". Tra i linguaggi partecipanti a questo "banchetto" uno dei primi commensali, dopo l'inglese, è l'italiano, perché quelle cinque opere germinarono, furono scritte o chiuse durante il determinante soggiorno decennale dell'autore a Trieste, dove la sua arte e la sua lingua letteraria si arricchirono e riorientarono. Marucci dedica perciò nuove e più approfondite ispezioni preliminari agli "scritti italiani", critici e giornalistici, e alle traduzioni e alle autotraduzioni joyciane, tra le quali primeggia quella di "Anna Livia Plurabelle" da "Finnegans Wake". Autori: Franco Marucci.
br. Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Com'è noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina d'anni, autore già a quell'epoca dei suoi due primi romanzi, "Una vita e Senilità", passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico "Musica da camera" (1907), il suo libro di racconti "Gente di Dublino" (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo "Ritratto dell'artista da giovane" (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e d'altro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere un'attenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto l'"Ulisse" (pubblicato a Parigi nel 1922) e "La coscienza di Zeno" (1923) a consolidare ulteriormente l'amicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta l'importanza e tutta l'originalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dell'"Ulisse" basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio l'"Ulisse" è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l'8 marzo 1927 e che - dopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentili - apre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del "fenomeno" Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla "Triestinità" di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare l'intero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nell'inglese di Svevo e nell'italiano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.
MAI SFOGLIATO; SEGNI DEL TEMPO E LEGGERA SCOLLATURA DELLA COPERTINA; LEGGERE BRUNITURA. Testi di: Philippe Sollers - "Piccolo affresco per Orvieto", Jean Ayme - "Nosografia e droghe", Renato Castelli - "Versagung e psicosi", Erich Vulff - "Droga, politica, linguaggio e lavoro", Armando Verdiglione - "La droga del presidente", Jean Cordet - "La società e la sua morte, il drogato e la sua", Ettore Perrella - "Droga, memoria, psicosi", Philippe Rappard - Tossicomanie e religioni naturali", Jean Claude SempŽ - "La sostanza proficua e la sostanza vitale", Adalberto Bonecchi - "La dimensione umoristica del dire e l'imperativo del godimento", Jean Oury - "Droga, psicosi e linguaggio", Franco Mori - "Un libro da non leggere", Philippe Sollers - "Joyce & C.", Aldo Rescio - "Benjamin & hascisc: ovvero della critica dell'economia del nome", Marco Focchi - "Una svolta nello studio di Wilhelm Reich", Ettore Perrella - "Citazione tradizione, tradimento. Per una considerazione psicanalitica del Manierismo", Leonardo Rossi - "Scrittura della psicosi", Jean-Louis Schefer - "La morte, il corpo , niente", Jean-Louis Schefer - "Il corpo della memoria. Note", Marine Zecca - "L'impotenza del potere ovvero la sessualità nell'istituzione psichiatrica". Documenti: Sigmund Freud - "Sulla cocaina. Un contributo alla conoscenza dell'azione della cocaina. Sull'azione generale della cocaina. Osservazioni sulla cocainomania e sulla cocainofobia. Descrizione bibliografica Titolo: Droga e linguaggio Autore: AA.VV. (Autori Vari) Editore: Padova: Marsilio, 1976 Lunghezza: 256 pagine; 21 cm Collana: Vel Soggetti: Psicanalisi, Saggi, Droghe, ETICA DEI CONSUMI, Psicologia, Freud, Joyce, Beckett, Artaud, Schreber, Benjamin, Filosofia, Cocaina, Eroina, Marijuana, Tossicodipendenza, Letteratura, hashish, Sballo, Dipendenze, Sostanze stupefacenti, Scienze sociali
LUCARINI 1990 A CURA DI CATERINA RICCIARDI XXXVI-151 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, ECCELLENTISSIME CONDIZIONI
EDITORI RIUNITI 1988 128 PP. OMBRA D'UMIDO AI TAGLI BASSI E ALLE PRIME 20 PP. VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
Bologna, Zanichelli, 1969, in-8, br., pp. VII, (1), 193, (3). Con bibliografia.
Dustjacket is price-clipped, and rubbed. ; 8.75 x 0.75 x 5.75 Inches; 162 pages
2 numéros de la revue consacrés en majeure partie à la pensée et la culture chinoises et à la défense, en opposition au Parti Communiste Français, d'une "Grande Révolution Culturelle Prolétarienne Chinoise" magnifiée par les maoïstes français. Dans le 2nd volume, également un article de Stephen HEATH sur James Joyce: "Ambiviolences - Notes pour une lecture de James Joyce" (volume avec bande-annonce "Chine 2 / James Joyce"). Français
EDIZIONI MARZIOLI ROMA 1964 391 PP. TIMBRO OMAGGIO IN COPERTINA, COME DA FOTO, TIMBRO DI APPARTENENZA ALL'ANTIPORTA E ALLA PAGINA DEL FRONTESPIZIO, PER IL RESTO OTTIME, ECCELLENTISSIME CONDIZIONI, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
James Joyce Ulisse. , Mondadori 1988, L'Ulisse di Joyce è un'opera fondamentale del Novecento letterario europeo. Il romanzo rovescia il canone epico della tradizione, raccontando non il destino di un eroe, ma la giornata comune di un uomo moderno nelle sue peregrinazioni quotidiane. Un'odissea dentro la realtà di ogni giorno che sa aprire, per squarci e discese nell'abisso psichico dei personaggi, porte sulla verità di ogni uomo. Buone condizioni Buono (Good) . <br> <br> <br> 741<br>
br. Lungo tutto il secolo breve, una donna bellissima e fortissima pensa, scrive, agisce, lotta. Viaggia prima per studio, poi attraversando fronti e frontiere dell'Europa occupata dai nazifascismi: Parigi, Lisbona, Londra, Marsiglia, Roma, il Sud dell'Italia dove sono arrivati gli Alleati. Documenti falsi, missioni segrete, diplomazia clandestina. Joyce, insieme al marito Emilio Lussu e ai compagni di Giustizia e Libertà, sostenuta nelle sue scelte dalla sua famiglia di origine, è in prima linea nella Resistenza. Poetessa, traduttrice, scrittrice, ha sempre coniugato pensiero (prefigurante, modernissimo) e azione. Azione che prosegue nel dopoguerra con la ricerca di poeti da tradurre per far conoscere le lotte di liberazione degli altri paesi, in particolare dell'Africa e del Curdistan. Nazim Hikmet, Agostinho Neto, i guerriglieri di Amílcar Cabral che compongono canti di lotta durante le marce, sono alcuni degli autori che Joyce 'scopre' e propone attraverso traduzioni rivoluzionarie. Rievocando le scelte, gli incontri, le occasioni, ripercorriamo l'esistenza di questa donna straordinaria (laica, cosmopolita, 'anglo-marchigiana') e il suo essere, da sempre, riferimento per molte donne e molti giovani.
A clean, unmarked book with a tight binding. Small tears and edge wear to dust jacket. Stated First Edition.