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1984100144539Éditions Bussière 1984 in12. 1984. Broché.
br. "Ho sempre sostenuto che gli artisti che hanno compreso meglio Roma non erano romani (Fellini, Flaiano, Patti, Gadda, Pasolini, Amidei, Scola, Virzì, Sorrentino e tanti altri) e Abbate rientra nella regola. Questa 'guida turistica' anarchica, ma assolutamente lucida, è impressionante per la conoscenza profonda di luoghi, ambienti, simboli e uomini. Tutti studiati e raccontati da un'angolazione non convenzionale. Assolutamente geniale aprire il primo capitolo con il nastro trasportatore bagagli dell'aeroporto di Fiumicino: il caos come introduzione alla città degli imperatori, alla capitale delle buche assassine e delle macchine in terza fila davanti al bar per la colazione. La Roma sfregiata dalle scritte, la Roma delle Indulgenze Plenarie, delle chiese vuote, delle consolari piene di zoccole, la Roma dei delitti senza risposta, dei condoni, dei palazzinari, dei primari, delle primarie, della P2, della P3 e delle P38. La Roma delle stanze di Raffaello e delle stanze di Palazzo Grazioli. Sacralità e profanazione perenne s'inseguono senza tregua in questo giro turistico che Fulvio Abbate compie, divertito e un po' basito, per il nostro diletto. E tutti noi gliene siamo veramente grati." (Dall'introduzione di Carlo Verdone)
1993110623Le Fourneau 1993 In-8 broché avec couverture rempliée 21 cm sur 13,5. Dos et plat avec titres rouges et noirs. Deux gravures hors-texte sous serpentes, non signées. Non paginé. Bon état d’occasion.
br. Nella Francia del XII secolo un teologo di fama europea, chierico della cattedrale di Parigi, incontra una giovane donna altrettanto celebre per cultura e intelligenza. L'innamoramento è tanto inevitabile quanto scandaloso, e drammatica è la sorte cui i due vanno incontro: dopo la nascita di un figlio e un matrimonio celebrato nella massima segretezza, la famiglia di lei si oppone, condannando i due innamorati a patire dolori indicibili e a non vedersi mai più. La storia di Abelardo e di Eloisa, nota attraverso alcune lettere che gli sfortunati amanti si scambiarono nel corso degli anni, è impressa nella memoria collettiva: traboccanti di ricordi e di passione, queste pagine strazianti hanno reso immortale il loro amore e ancora oggi continuano a commuovere.
br. «Non avevo molta voglia di parlare di me. Questa difatti non è la mia storia, ma piuttosto, pur con vuoti e lacune, la storia della mia famiglia», scriveva Natalia Ginzburg in Lessico famigliare. Chi parla si nasconde, si mette in secondo piano, perché i protagonisti sono gli altri membri della famiglia. Una simile operazione avrebbero compiuto nei decenni successivi autori come Marguerite Yourcenar, Günter Grass, Annie Ernaux, Oriana Fallaci, impegnati nel percorso a ritroso lungo i rami del proprio albero genealogico. Si realizza così un curioso rovesciamento: il discendente, colui che è stato generato, si trasforma in creatore, colui che genera i propri antenati riportandoli in vita sulla pagina scritta, o che quanto meno li osserva inosservato. Un'operazione ambigua, in cui, inevitabilmente, l'occhio di chi osserva ha un peso, più o meno rilevante. Il risultato è un genere ibrido, al confine tra il romanzo storico e le molteplici forme di scrittura del sé. Il rapporto tra verità e invenzione, i discorsi a tavola e i «lessici» condivisi, il sentimento di appartenenza alla propria classe sociale, l'incrocio tra individuale e universale, privato e pubblico, la storia collettiva guardata attraverso il filtro della storia privata sono solo alcune delle questioni affrontate.
77 pages. Purports that we have given up the supremacy of our homes to a new ruler - the pet. Author presents his case in a lively prose style and not without humor. He has a talent for the quotable phrase and this book is filled with them. Book clean, unmarked and showing faintest wear. Dust jacket bears a couple of small tears with some sunning to spine. Book
br. «In una lettera a Vanni Scheiwiller, Antonio Pizzuto parla di me come di un enfant prodige e, in un'altra a Laura Barile, come di un "genio" che avrebbe "nel piglio, nell'aspetto, qualcosa di napoleonico". Allo scopo sia di superare l'imbarazzo conseguente, sia di tacitare i sensi di colpa che l'intera vicenda dei nostri rapporti comporta, sarà bene che racconti la storia che segue.» Inizia così questo diario epistolare tra Accame e Pizzuto. Difficile ripercorrere le storie degli uomini basandosi solo su alcuni frammenti, ma è quello che fa Felice Accame. La vita è la sua e i frammenti sono delle lettere, che l'Autore ha scambiato negli anni con lo scrittore Antonio Pizzuto. È l'inizio di un'amicizia, nata sotto l'egida dell'editore Lerici, che pubblica a distanza di poco un nuovo libro di Pizzuto e il primo di Accame. E questo lo spunto che serve a Pizzuto per offrire l'opportunità ad Accame di lavorare insieme a un progetto che, tuttavia, sarà destinato a non realizzarsi nell'alternanza di più urgenti pegni morali e degli immancabili sensi di colpa.
br. Meditando sul conformismo e sull'ipocrisia della società del suo tempo, l'autore si interroga su quale possa essere la risposta e la reazione dell'uomo onesto. Accetto vuole dimostrare che la dissimulazione, quando si identifica con la prudenza e non giunge alla volgare menzogna, diventa nelle mani del saggio un'arma per difendersi dall'oppressione dei potenti. Nato nel contesto della dominazione spagnola in Italia questo breve trattato fu pubblicato a Napoli nel 1641 e rapidamente dimenticato. Il libello fu riscoperto da Benedetto Croce all'inizio del XX secolo.
br. In bilico fra strumento del potere ed esercizio di libertà, la dissimulazione si pone come una delle arti, e delle armi, più raffinate della politica. In uno dei testi cardine della letteratura barocca, Accetto la descrive come un velo, che copre temporaneamente la verità per proteggerla, per impedire che si manifesti in modo inopportuno. Un capolavoro della pamphlettistica, cui fanno da controcanto le Rime, pubblicate per la prima volta in edizione moderna, che mostra tale conoscenza delle passioni e degli affetti umani da porsi come un gioiello di psicologia morale. Il sapiente commento di Edoardo Ripari guida il lettore attraverso tutto ciò che Accetto, in perfetta sintonia con il suo scritto, aveva scelto di tacere.
br. Se la stesura di un romanzo ha in sé qualcosa di architettonico, perché si tratta di creare un mondo, quasi un grande edificio abitato da protagonisti e comprimari; se la creazione di un romanzo di fantascienza è ancora più architetturale, perché il mondo che viene inventato è diverso, poco o tanto, da quello che conosciamo; si può dire allora che la scrittura di un romanzo ucronico è architettura al cubo, perché il mondo da creare è diverso dal nostro anche nei fatti storici; siamo quindi in piena terra incognita ed è necessario dare al lettore le giuste coordinate perché riesca a seguire una vicenda impossibile fin nelle premesse come se leggesse un romanzo tradizionale. Occorre, dunque, una struttura più che solida. E non è affatto un caso che Pierfrancesco Prosperi, il decano degli scrittori ucronici italiani, eserciti da oltre mezzo secolo la professione di architetto. In queste pagine il lettore potrà conoscerlo sotto vari aspetti: attraverso le recensioni del curatore del volume, Massimo Acciai Baggiani, dei suoi romanzi più significativi; attraverso una lunga intervista; attraverso qualcuno dei suoi racconti meno noti; attraverso, infine, il ricordo di alcuni prestigiosi compagni di viaggio che lo hanno affiancato in questa lunga cavalcata letteraria.
197065332(Reinbek bei Hamburg), Rowohlt, (1970). Gr.-8°. 301 (1) S., 1 Bl., OPpbd. m. OUmschlag.
1972X5038Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1972. Taschenbuch, 8°, 149 S., erste Auflage, edition suhrkamp 551
1983X1317Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1983. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 319 S., 1. Auflage, mit zahlr., teils farbigen Abbildungen, Inhalt: Ober Oberin - Wellen - Sekunden - Chinchinsinn- Libelle - Sintflut - Wurstzipfel - Wanderkrebs - Kamera Kameraden
br. Londra non è una città. I suoi vicoli sono vene, i suoi parchi polmoni. Nella nebbia, le strade di ciottoli brillano di sudore, mentre le bocche degli idranti gettano acqua come sangue da un'arteria. Le sue vecchie mura sembrano spalle enormi. I ponti che traversano il Tamigi gambe tozze e arcuate, e le luci di Westminster o le insegne di Trafalgar Square occhi sempre aperti. Negli anni c'è chi l'ha raffigurata come un giovane che sgranchisce le braccia, quasi si fosse appena svegliato, e altri che l'hanno paragonata a un mostro dalla testa enorme e dalle membra sottili. Comunque la si guardi, una cosa è certa: Londra non è una città, è un animale in costante mutazione. Partendo da questa irrefutabile verità, Peter Ackroyd, londinese di East Acton, ha concepito il più ambizioso e originale dei progetti: ricostruire il corpo di una terra che ha quasi cinquanta milioni di anni. La sua "Londra" è un saggio storico, un romanzo, un racconto gotico e, insieme, un incredibile trattato erudito.
Brossura vintage, copertina in cartonato pastello, con cornice e dorso seriamente sgualciti con strappi e carenze, fogli velati da ossidazione bruna, ruggine ai margini, denso pulviscolo con tracce di muffe ai tagli. N. pag. 329. USATO
Brossura in cartoncino flessibile liscio che presenta restauro amatoriale per visibile strappo alla copertina. Buono lo stato complessivo del volume con pagine ingiallite naturalmente e tagli con leggere fioriture tendenti al brunito. Numero pagine 312. USATO
Collana: I Classici contemporanei italiani: Tutte le opere di Ada Negri: Poesie e Prose - Nota dell'Editore - Le solitarie - Orazioni - Stella mattutina - Finestre alte - Le strade - Sorelle - Di giorno in giorno - Erba sul sagrato - Oltre 1 19,5x12,5 cm., legatura in piena tela celeste, marca in oro sul piatto, cornice fregio e titolo in oro sul dorso, astuccio con riproduzione del dorso, in nero e rosso, taglio superiore in colore, segnalibro, pp. XIII, 1151 (2), tasca in terza di copertina con quartino facsimile testo manoscritto e autografo di Ada Negri. Astuccio con Aabrasioni ai margini di apertura segni del tempo, segni del tempo anche sul dorso sopraccoperta con leggere gore, e interno sguardie; buon esemplare.
1955370908München: Kösel-Verlag. 1955. 390 S. 19,5 cm. Zweite Auflage, Sonderausgabe für die Wissenschaftliche Buchgesellschaft e.V. Zustand: Gut min. gebräunt (Innen); Obere Außenecke des Deckels gering bestoßen; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Schnitt oben leicht angestaubt; Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren); Gewebe (Rot-Braun) mit Schutzumschlag.
1988008482Frankfurt, Suhrkamp, 1988. Orig.-Leinenband mit SU, 252 Seiten, 4°. Erste Auflage (1988). Schutzumschalg etwas berieben. Papierbedingt leicht gebräunt. Insgesamt handelt es sich um ein sehr gut erhaltenes Exemplar. Mit zahlreichen Photos von Paul Nadar. Aus dem Amerikanischen von Christoph Groffy.
19636634Berlin, Das Neue Berlin 1963. Halbleinen mit Schutzumschlag, 8 , 240 S., 1. Auflage. Schutzumschlag Gebrauchsspuren, stark bestoßen und eingerissen, sonst gut. Schutzumschlag Hardcover
br. In questo saggio molto personale, scritto con grande eloquenza - frutto dell'adattamento di una conferenza TEDx dal medesimo titolo di straordinario successo - Chimamanda Ngozi Adichie offre ai lettori una definizione originale del femminismo per il XXI secolo. Attingendo in grande misura dalle proprie esperienze e riflessioni sull'attualità, Adichie presenta qui un'eccezionale indagine d'autore su ciò che significa essere una donna oggi, un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi. In un contesto in cui il femminismo era considerato un ingombrante retaggio del secolo scorso, la posizione di Adichie ha cambiato i termini della questione. Alcuni brani della sua conferenza sono stati campionati da Beyoncé nel brano Flawless e hanno fatto il giro del mondo. La scritta FEMINIST a caratteri cubitali come sfondo della performance dell'artista agli Mtv Video Music Awards e il famoso discorso dell'attrice Emma Watson alle Nazioni Unite in cui si dichiara femminista sono segni evidenti del fatto che c'è un prima e un dopo "Dovremmo essere tutti femministi".
1888490628Stuttgart, Leipzig: Deutsche Verlasanstalt. 1888. IV.; 400. 21cm. Zustand: Gut leicht gebräunt, gering wellig (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken etwas verrieben; Schnitt ist marmoriert; Halbleinen
1888490768Stuttgart, Leipzig: Deutsche Verlagsanstalt. 1888. IV.; 443. 21cm. Zustand: Gut gering bis leicht gebräunt, gering wellig (Innen); Ex Libris vor dem Titelblatt; Innenbandbereiche und Vorsatzblätter, gering braunfleckig; Einband (Außen) hat mind. leichte Gebrauchsspuren; Ist etwas bestoßen-leicht berieben-etwas abgegriffen; Gelenkenden geringfügig rissig, max. 1cm; Halbleinen
1888491899Stuttgart, Leipzig: Deutsche Verlagsanstalt. 1888. VIII.; 431. 21cm. Zustand: Gut leicht gebräunt, gering wellig (Innen); Ex Libris vor dem Titelblatt; Innenbandbereiche und Vorsatzblätter, gering braunfleckig; Einband (Außen) hat mind. leichte Gebrauchsspuren; Ist etwas bestoßen-leicht berieben- schief gelagert; Eine Gelenkseite nahe Vorderdeckel unten ca. leicht eingerissen u. aufgeplatzt; Halbleinen
1988970355Nördlingen: Greno. 1988. 417 Seiten. 32x24,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; M-Stempel im hinteren Innenband; Vorderdeckel hat unten rechts wohl eine sehr kleine Klebestreifenspur; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Gewebe (Brauner Leinen)