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ill., br. Dopo l'intervista all'"Uovo di Colombo", la collana "Dialoghi sul filo" propone l'ironico faccia a faccia con un segno di interpunzione, spesso sinonimo di insignificanza. La Virgola rivendica invece qui fieramente il proprio insostituibile ruolo di paladina della pausa, della sapiente attesa fra una parola e l'altra, fra un pensiero e il successivo, ergendosi a maestra di vita e di rispetto degli altri.
2005792396Milano [u.a.]: Skira. 2005. 206 S. : zahlr. Ill. 28 x 24,5 cm. Zustand: Sehr Gut (Innen); Schnitt oben dezent lichtrandig, Seitlicher hat mittel ein braunes Fleckchen; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Engl. Broschiert
ill., br. Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull'Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una "seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un'appendice egocentrica". Qui si omette l'appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l'autore si muove nel panorama dell'editoria, sia per l'efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell'editoria del primo '900 italiano.
1995582145New York u.a: Simon & Schuster. 1995. XXVIII, 792 S. 23,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor u. auf dem Titelblatt; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Vorderdeckel ist leicht gebogen; Schnitt oben leicht fleckig; Broschiert
2009355251Frankfurt am Main: Fischer-Taschenbuch-Verl. 2009. 271 Seiten. 19cm. Zustand: Gut min. gebräunt (Innen); Es gibt eine kleine Druckstelle auf den Seiten bis Seite 35; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Vorderdeckel hat kleine Druckstelle; Vorderdeckel hat unten rechts in der Außenecke einen leinen Knick; Mängelstempel auf unteren Schnitt; Broschiert
br. I calunniatori frequentano soprattutto le corti dei re, e godono di grande considerazione tra gli amici dei principi e dei potenti, in un ambiente che brulica di gelosie e di sospetti, e in cui abbondano le occasioni per adulare e per calunniare. D'altronde una calunnia non è qualcosa che si fa alla leggera, e non risulta tanto facile da mettere in pratica, come qualcuno sarebbe forse indotto a pensare, ma richiede grande abilità e notevole perspicacia; esige cioè una cura minuziosa. Le armi di cui si servono contro chi li ascolta sono l'inganno, la menzogna, lo spergiuro, l'insistenza, l'impudenza e mille altre bassezze.
br. Nell'opera e nella poetica di Céline il silenzio riveste una dimensione strutturale: i famosi trois points, i punti di sospensione, traforano la prosa per diventare la più riconoscibile delle cifre stilistiche céliniane. Intervalli ritmici che cadenzano la frase musicale e spezzano l'ordine grammaticale per restituire l'emozione, prelinguistica e muta. Nell'orizzonte semantico il silenzio si alterna alla parola per significare il non detto; è questa l'intenzione del discorso di denuncia, dell'uomo e della società, che percorre i romanzi per acquistare una evidenza ideologica nei pamphlet antisemiti. In stretta aderenza al testo autorale, lo studio rintraccia le valenze e le figure del silenzio per provare a ricomporre l'immagine intera di un'opera e di uno scrittore riconosciuto oggi come un classico mentre ne rimane impedita la conoscenza integrale degli scritti.
ill., br. Raccolta di aforismi e interventi di e su Gustav Klimt.
br. Vengono qui raccolte le recensioni teatrali di Irene Némirovsky, apparse nel 1934 sul quotidiano francese "Aujourd'hui". Anche in questi brevi testi sembra riflettersi la straordinaria intensità narrativa della grande scrittrice di origine ucraina e la sua capacità di descrivere con finezza anche le più tenui sfumature dei sentimenti umani. Nei suoi scritti dedicati al teatro, la Némirovsky ha saputo conciliare magistralmente l'acutezza dello sguardo critico con l'efficacia e la purezza della sua prosa, in cui la critica ha immediatamente riconosciuto un forte e solido legame con la grande tradizione del romanzo ottocentesco, che costituisce la cifra stilistica più notevole, e più incantevole, della scrittrice. Postfazione di Stefania Trifilo.
brossura Jacopo Corbinelli è una figura emblematica del rapporto che lega l'intellettuale alla corte nella seconda metà del Cinquecento. Bandito dalla corte medicea di Cosimo I per le sue simpatie repubblicane, trova collocazione come cortigiano nella corte francese dei Valois. Lo studio del suo carteggio con l'erudito napoletano G. V. Pinelli, delle edizioni di autori italiani (Dante, Boccaccio, Guicciardini) mostra la capacità dell'intellettuale tardo rinascimentale di mettere il proprio sapere al servizio del nuovo potere regio. Al contempo, la sua mai rinnegata fede repubblicana lo porta a interessarsi al manoscritto del Discorso sulla servitù volontaria di É. de La Boétie come disincantata analisi del potere dello stato, nuova incarnazione della tirannia antica.
ill., br. Un appello di Pennac a un'Europa che chiude le porte. Fermiamoci, zittiamo la TV che ci fa sentire sotto attacco. Disinneschiamo parole come ondata, invasione, minaccia e in questo silenzio guardiamoci indietro. L'Europa che ha vissuto le guerre, gli esodi e i genocidi non può essere sorda alle grida di chi viene fermato davanti a frontiere che non hanno più senso. Pennac non condanna chi ha paura, ma invita a riflettere, ad andare oltre i numeri, oltre le polemiche disumanizzanti. Arriva in Italia un pamphlet di Pennac che ha venduto oltre centomila copie in Francia. Libro arricchito dalle immagini del fotoreporter Roberto Salomone, che ha documentato i drammi di Lesbo e del Mediterraneo.
br. Il signor Malaussène per questa volta non è stato chiamato all'ufficio reclami, bensì alla prestigiosa Università di Bologna in occasione del conferimento della laurea ad honorem in pedagogia nel marzo 2013 al suo geniale, pungente e ironico creatore: Daniel Pennac. E chi meglio di uno scrittore come lui, che ha sempre vissuto per e con i libri, la lettura e l'insegnamento, nonostante il suo curriculum scolastico che lo bolla come pessimo allievo, ha potuto meritarsi questo prestigioso riconoscimento? Affabulatore intelligente e mai scontato, che parla alle menti e anche ai cuori, Pennac segnala una volta di più in questa lectio magistalis l'importanza dei "passeur", di coloro che con generosità e passione regalano il piacere della lettura e l'amore per la conoscenza.
br. Vagabondi, prostitute, ladri, quanti vivono di espedienti, abitatori di margini al contempo fisici, sociali e mentali, non inquadrabili in alcuna classe. Figure che, se ben fotografate, danno alla letteratura la capacità di affrescare un'immagine complessa e stratificata del Paese reale.
br. Congiure di corte, imperatori avvelenati, esili, matricidi, infamie varie, Nerone, Agrippina, Messalina. Quando si fa il nome di Lucio Anneo Seneca, il Giovane, bisogna subito associarlo a un fondale di trame e di lotte all'ultimo sangue per il potere. Bisogna pensare a imperatori pazzi e geniali, a calunnie, a cordate, a rese dei conti, a notti romane popolate di incontri segreti, di patti magari sottoscritti per essere subito disattesi. Sono cose che non vi giungono nuove? Anzi vi fanno pensare non alla Roma di quasi duemila anni fa, ma a una Roma assai più prossima, contemporanea per l'esattezza? A notti di lunghi coltelli, ad accuse infamanti e a sospetti ancora più feroci, a risse senza quartiere, notizie delle quali appaiono regolarmente ogni mattina sui giornali dell'Italia attuale e dintorni? Forse è proprio così e non c'è davvero necessità di forzare la mano, di truccare un po' i dati o di esagerare. No, il mondo di Seneca somiglia sul serio al nostro mondo e, ancora una volta, l'incontro con i classici che "Epoca" propone ai lettori non è un viaggio nel tempo, una fuga all'indietro, ma un tornare sul luogo del delitto, in diretta dalla contemporaneità.
br. Quando pronuncia all'Université des Annales la Conferenza a cui dà come titolo "Inspirations Méditerranéennes" - formula ripresa in seguito da appassionati del Mediterraneo come il filosofo Jean Grenier, per indicare non solo la sensazione rinvigorente dell'aria salsa ma il rapporto fra una scrittura e la sua origine - Paul Valéry ha 62 anni e la Francia vive la pace sospesa dell'entre deux guerres. È la fine del 1933, l'anno in cui la carta geopolitica d'Europa si chiazza di una nuova dittatura che si attribuirà un potere di distruzione quasi totale, radicato nel mito di un'origine "pura" e di un destino di dominio. Ed è significativo che nelle pagine scritte per le Annales Valéry proponga con forza lo schema classico della mediterraneità europea.
br. Quale idea J. Rodolfo Wilcock avesse della critica e del suo status lo si inferisce da alcuni noti vezzi, come quello di recensire spettacoli che non aveva visto, o di inventarne di inesistenti, sulle cui tracce si gettavano subito tutti. Gli articoli raccolti qui coprono i due decenni più importanti della sua collaborazione a giornali e riviste (innanzitutto al "Mondo" di Pannunzio), e sono tutti dedicati al mondo delle lettere e alle sue singolari, ricorrenti, tormentose perversioni.
br. Tutta la potenza di Virginia Woolf brilla in quattro saggi rivoluzionari, pacifisti, di emancipazione femminile. Una delle più grandi scrittrici inglese ammazza l'angelo del focolare, la donna vittoriana sempre obbediente e sorridente, per mostrare al mondo il bisogno di indipendenza delle donne. Woolf racconta della condizione della donne durante la guerra, dell'importanza di poter lavorare per non dipendere dagli uomini, riflette sul ruolo e sul mestiere della scrittrice. Il saggio che da il titolo a questo libro "Pensieri di pace durante un'incursione aerea" è un meraviglioso scritto pacifista. Mentre la sua casa in campagna viene bombardata, la Woolf si chiede cosa possono fare le donne mentre gli uomini sono nei cieli ad ammazzarsi con gli aerei? Cosa possono fare le donne per contribuire al processo di pace? La risposta è combattere con le idee, generare idee nuove, idee di pace.
1846322359Stuttgart: Cotta. 1846. VIII, 463 S. 18x12 cm. (III : durchgehend etwas stockfleckig, 6 Blatt mit deutlichen Knitterspuren und etwas angeschmutzt, Leinenbezug des Buchrückens wenig aufgescheuert, akzeptables Exemplar) - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (III) Exemplar mit deutlichen Gebrauchs- bzw. Altersspuren. Die wesentlichen Mängel werden angegeben Leinen der Zeit mit Gold- und Blindprägung
1940212454Leipzig: Der junge Bühnenvertrieb Ralf Steyer. 1940. 70 Seiten. 20,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut leicht gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Broschiert
1908626694Stuttgart: Steinkopf. 1908. 356 S. 18,5 cm. Zustand: Gut (Innen); Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken ist leicht lichtrandig; Rot-Komplettschnitt; Oberer Schnitt rechts u. Seitlicher oben sind min. fleckig; Deckel ist min. gebogen; Schutzumschlag fehlt; Gewebe (Grau)
2004461246Gudensberg-Gleichen: Wartberg-Verl. 2004. 79 Seiten. 21cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; Ppbd.
490289London: Querus. 2016. 325 Seiten. 23cm. Zustand: Sehr Gut, ungelesen; Broschiert