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ill., br. Mago e profeta del credo pagano del Thelema (la "vera volontà" del singolo), iniziato coltissimo, alpinista, viaggiatore, letterato, uomo dalle energie spaventose e senza alcun freno morale, forse agente segreto, Aleister Crowley ha impattato quanto pochi altri sull'immaginario del suo tempo; e oggi giganteggia nella cultura pop in un Sabba di riedizioni delle sue opere, saggi critici, camei in romanzi, comparsate in film. Un aspetto affascinante e assai meno esplorato di Crowley riguarda il suo rapporto con la letteratura, come scrittore ma soprattutto come personaggio. Le sue apparizioni da un lato sfidano la letteratura alta, da Somerset Maugham a Pessoa, da Hemingway a Sciascia e Consolo; dall'altro persino nelle opere popolari si aprono a questioni di ampio interesse, sia nei rapporti con altri letterati di fama (Yeats, Isherwood...) sia verso cerchie culturali e artistiche di svariatissimo genere. A monte di questa pletora di apparizioni troviamo alcune opere curiose, quasi variazioni su un unico mito, che fungeranno da filo rosso per gli itinerari qui proposti. Storie dove la Bestia incontra la Bella e dov'è trasposta in forma narrativa la complessa dialettica sul "femminile", sospesa tra le teorie di Crowley e la sua prassi di magnetico sciupafemmine (peraltro bisex). Storie di nozze chimiche tra mago ed eroina, dove s'incontrano alchimia e una fantasia febbricitante, lisergica, riscoperta proprio negli anni acidi del revival magico. Mentre lui, come in ultima fila sulla copertina di Sgt. Pepper's dei Beatles, si diverte a occhieggiare.
ill., br. Cinquantuno scrittrici italiane fotografate nel luogo in cui sono solite scrivere: in uno studio pieno di libri, al tavolo di una cucina, sulla panchina di un parco, nel vagone di un treno, in una biblioteca pubblica, sul bordo di una piscina, in un bar affollato. Un viaggio inedito alla scoperta delle voci più interessanti della letteratura italiana contemporanea diventa un'indagine sulla scrittura, sulla narrazione e sul ruolo della donna all'interno del mondo culturale italiano.
br. Troppo disorganici per essere un trattato politico, troppo frammentari per essere un'opera storica, i Discorsi mettono da sempre a disagio chi voglia inquadrarne il genere. Inoltre, l'impossibilità di risalire al manoscritto di Livio presente sullo scrittoio di Machiavelli ha reso piú complicata la definizione di un puntuale confronto tra i due, spesso risolto in piú generali riflessioni su Machiavelli e la storia antica. Le decadi liviane non sono, però, una fonte tra le altre dell'elaborazione machiavelliana, ma rappresentano il terreno decisivo per la definizione di un metodo che tiene costantemente insieme politica e storia («lunga esperienza delle cose moderne» e «continua lezione delle antiche»). Con questa convinzione, il presente studio ricostruisce le vicende che - nel solco dell'Umanesimo - avevano imposto la canonizzazione degli Ab urbe condita, cosí da restituire l'orizzonte entro il quale era maturata la lettura di Machiavelli, fornendo poi di questa un'analisi tipologica attraverso l'esame di citazioni, traduzioni e riscritture. Le puntuali indagini sul testo consentono di mettere a fuoco gli strumenti con cui l'autore dei Discorsi, inserendosi in una tradizione consolidata (quella che faceva di Roma la misura di ogni tempo storico), prova a fare i conti con la radicale, tragica novità rappresentata dalle Guerre d'Italia. Se la frattura con il passato è irrisarcibile, non basta piú conoscere la storia antica per capire quella contemporanea: Machiavelli, dunque, forza i testi che legge perché rispondano alle sollecitazioni imposte dalle urgenze del presente, tramite quello che qui si propone di chiamare "uso politico delle fonti".
brossura
br. "Superficiale intendere il diario solo come il ricettacolo dei propri pensieri privati, segreti - come se fosse un confidente sordo, muto e analfabeta. Nel diario non mi limito a esprimere me stessa più apertamente di quanto potrei fare con un'altra persona; creo me stessa. Il diario è un mezzo per danni un senso d'identità". "Rinata", il primo dei tre volumi dei diari e taccuini di Susan Sontag di cui nottetempo pubblica l'edizione italiana, coglie e rivela l'autrice mentre è pienamente immersa in una fase di "autoinvenzione", nella consapevole creazione di un'identità attraverso la continua indagine di tutto ciò che tende a ingabbiare l'io in una categoria (famiglia, omosessualità, matrimonio, maternità, ebraismo). Esordendo con la penna di una vorace e prodigiosa quattordicenne, "Rinata" termina con le annotazioni di una Sontag che, alla soglia dei trent'anni, comincia a essere pubblicata: il diario di questo periodo è l'affascinante storia di un apprendistato intellettuale alla ricerca di voce e vocazione, sorretto da una volontà fortissima e dal profondo, radicato desiderio di essere circondata dalla letteratura e dalla cultura.
ril. Un lettore eccezionalmente colto, che ha padronanza di diverse lingue e che si trova a suo agio a parlare di Platone, Heidegger e Simone Weil come di Fernando Pessoa e Aleksandr Sol?enicyn. Un lettore in grado di appassionare gli intellettuali ma anche il «lettore comune» a libri nuovi, a idee vecchie e ad argomenti insoliti. Nell'arco di trent'anni, dal 1967 al 1997, George Steiner è stato tra i collaboratori più assidui del «New Yorker», una delle riviste più autorevoli e prestigiose, ineguagliabile per la cura e il livello dei suoi contributi. A un contesto di eccellenza, Steiner ha dato un'impronta inconfondibile, con una serie di saggi esemplari per profondità e lucidità, per la capacità di affrontare tematiche complesse con chiarezza, e spesso con grande forza di provocazione. I testi raccolti in Letture. George Steiner sul «New Yorker» offrono una lezione straordinaria. Attraverso l'esempio, e dunque nella maniera migliore, Steiner insegna come si legge un libro, come si affronta un autore, come si approfondisce un tema (o un enigma culturale), come si crea una connessione inedita che illumina il nostro sguardo sul mondo, come si va dritto al cuore di un problema. Le sue intuizioni sono sempre innescate da un'accurata lettura dei testi, dalla capacità di concentrarsi - al di là e contro ogni faciloneria postmoderna - sul senso di una frase, sul significato delle parole. I giudizi sono sorretti da una profonda cultura e dall'ampiezza degli orizzonti, oltre che da lucidità e autonomia intellettuale. Ad animarlo, come ha riconosciuto Susan Sontag, è il suo impegno a favore della «serietà»: un impegno ravvivato dalla generosità del maestro e dal gusto della provocazione. Un ulteriore motivo di interesse è costituito dai saggi dedicati al nostro paese. Da un lato emergono la conoscenza e l'amore per Dante, Michelangelo o Verdi (ma anche per Salvatore Satta), dall'altro l'attenzione per la nostra storia, dall'unità d'Italia al caso Moro.
brossura Nessun uomo è esente dalla febbre del gioco d'azzardo, che si insinua sottilmente e poi irrompe con una forza inarrestabile. Dal gioco medievale della zara alla moderna roulette e al poker, l'azzardo ha colpito e colpisce uomini d'ogni estrazione e tempo. L'antologia intende offrire uno spaccato, non esaustivo, di come l'uomo si è avvicinato al gioco d'azzardo in epoche e culture diverse. Da Boncompagno da Signa a Rabelais, da Goldoni a Parini a Ian Fleming, l'ideatore dell'agente segreto 007, nella prosa, nel teatro e nella poesia moltissimi scrittori si sono cimentati con questo tema, disegnando le varie sfaccettature del giocatore e del suo vizio. Alcuni, come Dostoevskij o Landolfi, sono stati accaniti giocatori loro stessi e hanno potuto maturare una visione "dall'interno" della febbre del gioco. Ogni brano prescelto è introdotto da un cappello che delinea le coordinate storico-culturali dell'opera da cui è tratto, ed è corredato di note a piè di pagina che spiegano, soprattutto per i testi più antichi, termini ed espressioni arcaiche o comunque di uso non comune.
brossura Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale su Pirandello e le metamorfosi del testo, tenutosi nel giugno 2005, nell'ambito del primo Pirandello-festival organizzato dalla Fondazione Luigi Pirandello. L'intenzione degli organizzatori era di affrontare non solo la problematica delle trasformazioni testuali all'interno dell'opera pirandelliana, ma anche le trasformazioni dell'intertesto pirandelliano nelle opere di altri scrittori come evidenziano alcuni contributi su Vitaliano Brancati, Elsa Morante, Antonio Tabucci e Andrea Camilleri e un intervento sulla metamorfosi dell'intertesto leopardiano in Pirandello. Le metamorfosi del testo all'interno dell'opera pirandelliana costituiscono un argomento molto frequentato dalla critica su cui la bibliografia è ormai imponente. Durante il convegno diversi relatori hanno però proposto interventi stimolanti e originali, prendendo in considerazione settori, generi ed aspetti dell'opera pirandelliana finora poco esplorati.
ill. La prima delle due edizioni delle "Vite" - quella che qui si presenta - era comparsa a Firenze nel 1550: una stesura del libro più tesa e intensa rispetto alla successiva nella quale Vasari sicuramente integra e aggiunge, ma al tempo stesso spegne molto di quanto brucia. Come scrive Previtali nella presentazione, Vasari, "lungi dal trincerarsi dietro una neutrale obiettività, rivendica il diritto di giudicare dal proprio punto di vista". Un punto di vista certo poi rimesso in discussione ma che di fatto rappresenta una testimonianza fondamentale dello sguardo del Rinascimento su se stesso.
br. "C'è un'esultanza fortissima, una celebrazione della fortuna, quando uno scrittore è testimone degli albori di una cultura che si definisce da sé, ramo dopo ramo, foglia dopo foglia..." scrive Walcott parlando dei Caraibi, e di uomini e donne che "non leggono ma sono lì per essere letti, e se vengono letti nel modo giusto creano la propria letteratura". Non stupisce allora che egli consideri scrittori fratelli Saint-John Perse, Aimé Césaire e Patrick Chamoiseau. Ma il suo sguardo valica i confini dei Caraibi, per abbracciare un orizzonte ben più ampio: da Philip Larkin, che "ha inventato una musa, il cui nome era Mediocrità", a Ted Hughes, che con la sua poesia "ringhia come una bestia braccata", a Robert Frost, dalla "saggezza invernale", a Les Murray, che in virtù della sua "forza irsuta" sembra uscito da "una scena di Mad Max", a Iosif Brodskij, immerso nel "caos" della trasformazione che ogni poeta attraversa quando traduce se stesso. E a dispetto dell'eterogeneità degli oggetti su cui Walcott si sofferma, questa raccolta si fissa nella nostra mente come un'unica, folgorante immagine: merito, certamente, di una scrittura così intensa da rischiare a ogni riga di frammentarsi in lirica.
br. I racconti di Levi si ispirano a un groviglio di motivi, di argomenti, e di eventi della nostra esistenza, come della micro e della macro storia. Presentano un vasto materiale tratto dai moduli più disparati del fantastico: vi si avvicinano, innestano, e mescolano una dovizia di mitologie, di civiltà, e di tradizioni delle culture più lontane e più diverse. Allora si apprende che il realismo è il fantastico della vita. Gli accesi toni dell'umorismo collaborano allo sviluppo di parecchie funzioni dei racconti; sostengono l'andamento ludico del rovescio; enfatizzano profonde preoccupazioni ed inquietudini, come il sentimento tragico della vita; rafforzano la satira alle attività irrazionali dell'uomo, anche di come questi usa e abusa sia la scienza che la fantascienza... Il saggio di Zangrilli rivaluta l'enorme geografia neofantastica dei racconti di Levi, che la critica contemporanea ha spesso trascurato, come l'aspetto più moderno e significativo della sua opera di scrittore.
Opera incompleta, disponibile un tomo, nel dettaglio: n. 283 di collana, a cura G. Scalia, vol. IV - Lacerba - La Voce, 1914 - 1916. Legatura dalla copertina tutta-tela tono arancio, con pigmento lievemente alterato, segnato da sbiadimento e ombre di polvere, marcati al dorso, con altre tracce da compressione o attrito visibili alle cuffie, interno ben preservato, ossidati i tagli. N. pag. 643. USATO
Brossura datata, con aspetto vissuto, copertina segnata da sgualciture marcate alle estremità e danni da compressione al canaletto, pigmento scurito seriamente in cornice e dorso, ombrato da polvere da scaffale, n. 1 di collana, fogli velati da ossidazione ruggine, intensa ai margini, denso pulviscolo con fitte muffe ai tagli. N. pag. 259 USATO
In 16? (cm 19,3), Cart. edit., pagg.141-(2) con qualche ill. b.n. n.t.,segni del tempo alla cop., ma buon es. Prima edizione dal 1? al 420? migliaio. Dall'indice: "Antonia sul Po" di Maria Bellonci; "Gelosia a due voci" di Carlo Bernari; "Elefante in giardino" di R.M. de Angelis; "Una domenica troppo affollata" di Carlo della Corte; "La terra" di Luigi Malerba; "I parenti" di Giuseppe Raimondi; "Le ragazze Pamela" di Bino Samminiatelli; "Persecuzione" di Umberto Simonetta; "L'eredit? di mio padre" di Fabio Tombari; "La morte domestica" du Fulvio Tomizza; "Due ragazze e il diavolo" di Dante Troisi; "Il diretto 27" di Marcello Venturi
Cm. 18 x 11; pp. LXXIX - 1246; legatura editoriale in tutta pelle con titolo e fregi oro al dorso e al piatto anteriore; capitelli e segnalibro; taglio superiore giallo; sovraccoperta con titolo e custodia in cartoncino muto.<BR>Una macchia gialla sul dorso della sovraccoperta, per il resto in ottimo stato.<BR>Collana Classici. Prima edizione.
brossura Saggi contenuti nel volume: «Poi che ponesti mano alla predella». Studio sui freni per cavalli ai tempi di Dante. Nota sulla datazione della «Mascalcia» di Dino di Piero Dini. I cavalli nell' «Orlando innamorato». Di un repertorio di briglie cinquecentesco falsamente attribuito a Cesare Fiaschi. «Gli ordini di cavalcare» di Federigo Grisone: nascita di un genere. Federico Grisone: una prima biografia. Evangelista Ortense: il volgarizzamento dell'«Ippica» di Senofonte. Qualche annotazione linguistica.
In 8 pic, pp. XVI + 176. Br. ed. con sovrac. ill. e con fascetta ed. Con un'avvertenza di Enrico Falqui. Edizione originale. Citta', paesi, paesaggi d'Italia visti da Bruno Barilli. Un Italia impreveduta eppure profondamente vera, perche' osservata dall'occhio di un artista il quale al di la' delle consuete apparenze sa scoprire l'essenza antica e viva delle cose, l'armonia recondita che le governa, la poesia che le anima.
In 16? (cm 18,5), Brossura, pagg.89-(6) dedica e firma d'appartenenza alla guardia, alcune evidenziature ad alcune pagine, peraltro buon es. Collana "I libri di sabbia", 3 diretta da Arduino Sacco. Il libro racconta la "storia d'amore tra una donna "normale" e un diverso; una storia di ferrea coerenza e di stridenti contraddizioni, di poetici sogni e di crudo impietoso realismo". Prima e unica ed.
In 8? (cm 21), Leg. edit. tutta tela, pagg. con sovracop. ill. a colori da Nando Rossi, pagg. 194 con alcune ill. n.t., lievi mende e firma d'appartenenza alla sovracop., piccola dedica manoscritta alla prima carta bianca, peraltro buon es. Collana "Ragazze oggi", 8. La milanese Ines Belsky Lagazzi, (1908-2003) ha scritto oltre 90 opere di generi diversi (biografie, saggi, libri per ragazzi), ottenendo anche alcuni premi e riconoscimenti internazionali.
143 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband etwas angestaubt, Schnitt unten etwas stockfleckig, sonst in gutem Zustand. Mit einer handschriftlichen signierten Autoren-Widmung auf dem Respektblatt.
175(1) S. Original Pappband mit Rückentitel, Original Umschlag mit Rückentitel und farbig illustriertem Deckeltitel. Sehr guter Zustand. Erstausgabe. Kraft 174.- Vom Autor handschriftlich signierte und datierte Widmung.
Carlo Betocchi Notizie di prosa e poesia. Firenze, Vallecchi 1947, Copertina cartonata, ingiallita. Tagli bruniti. Pagine ingiallite e intonse. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 113<br>
<p>19 cm, brossura editoriale originale, p. 170. Ordinari segni del tempo al dorso della brossura, interni ottimi.</p>