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Due voll. in-8°, pp. 187, 91. Bross. edit. Legg. tracce del tempo al ppiatto ant. del I° vol. Buona la conservazione.
ill., br. Mi preme prima di tutto rassicurare chiunque abbia smarrito qualcosa o qualcuno. La vostra pena è finita: è tutto qui, sul Pianeta dal quale stendo questa mia Relazione. Se negli ultimi anni vi siete chiesti che fine abbiano fatto i vostri dirimpettai, la vostra ingenuità, la dolcezza dei vostri coniugi; se vi siete domandati che ne è della ragazza che lavorava all'edicola, o del cameriere che serviva nella trattoria dove andate con i suoceri ogni domenica. E se tutte queste perdite vi sembrano intollerabili, se vi aggirate per la città come madri alla ricerca di figli i cui telefonini suonano a vuoto, se tutto questo avviene: state tranquilli, sono tutti su questo Pianeta comunemente chiamato Berlino.
brossura Nessun uomo è esente dalla febbre del gioco d'azzardo, che si insinua sottilmente e poi irrompe con una forza inarrestabile. Dal gioco medievale della zara alla moderna roulette e al poker, l'azzardo ha colpito e colpisce uomini d'ogni estrazione e tempo. L'antologia intende offrire uno spaccato, non esaustivo, di come l'uomo si è avvicinato al gioco d'azzardo in epoche e culture diverse. Da Boncompagno da Signa a Rabelais, da Goldoni a Parini a Ian Fleming, l'ideatore dell'agente segreto 007, nella prosa, nel teatro e nella poesia moltissimi scrittori si sono cimentati con questo tema, disegnando le varie sfaccettature del giocatore e del suo vizio. Alcuni, come Dostoevskij o Landolfi, sono stati accaniti giocatori loro stessi e hanno potuto maturare una visione "dall'interno" della febbre del gioco. Ogni brano prescelto è introdotto da un cappello che delinea le coordinate storico-culturali dell'opera da cui è tratto, ed è corredato di note a piè di pagina che spiegano, soprattutto per i testi più antichi, termini ed espressioni arcaiche o comunque di uso non comune.
br. Dier Paolo Pasolini è stato uno dei primi poeti a intuire i la grandezza di Konstandinos Kavafis e in più a provare a seguirne l'esempio: letta la prima antologia italiana del neogreco, che Filippo Maria Pontani aveva pubblicato sul secondo fascicolo della rivista romana «Poesia» (1945), Pasolini elesse ad argomento centrale di "Amado mio" (1947-1950) l'amore estivo tra un giovane letterato e un adolescente di bellezza divina, soprannominato Iasis come il ragazzo di un famoso epigramma dell'Alessandrino. Il libro cerca di ricostruire nei dettagli questo capitolo a oggi ignoto della fortuna italiana di Kavafis, con particolare attenzione per la prima redazione del romanzo (1947-1948).
br. Soldato, eterno debuttante, nevrotico all'ultimo stadio, eremita in una casupola di fronte dallo Stretto di Messina: la figura di Giuseppe Berto è stata considerata da molti come una meteora nel panorama letterario nazionale, spesso per motivi che con la letteratura avevano poco a che fare. Nella convinzione che si tratti di un errore di prospettiva, Saverio Vita ne rilegge l'opera da una diversa angolazione, in modo da metterne in luce i numerosi aspetti ancora poco studiati. Dotato di uno stile metamorfico, facilmente in grado di adattarsi al proprio tempo, l'obiettivo di Berto è sempre stato quello di parlare al pubblico coevo tracciando un discorso non solo narrativo, ma soprattutto etico, lungo quei trent'anni di dopoguerra che hanno disegnato la contemporaneità. Dai primi racconti ai romanzi maggiori, la sua opera è costruita su un vero e proprio "sistema autobiografico" che si fonda sul ricorrere costante di episodi e temi, ma soprattutto su una complessa dinamica psicologica che dà forma a ogni espressione della sua scrittura. La pagina di Berto è viva, perché la sua tessitura è complicata da un groviglio emozionale di vergogna e senso di colpa che, se ben letto, restituisce ai lettori la pienezza di un vero, dimenticato protagonista del Novecento.
brossura Questo lavoro monografico di Elisabetta Dimauro ha le sue origini nell'ampia discussione ed analisi testuale che ha accompagnato una serie di seminari svoltisi tra il 2007 e il 2009 presso l'Università "G. d'Annunzio" di Chieti, in occasione dei cicli didattici nell'ambito delle attività del Dottorato di ricerca in Storia e Storiografia dell'antichità, di cui dal 2001 al 2012 è stato coordinatore il professor Umberto Bultrighini. L'intento del lavoro seminariale era individuare una metodologia di approccio alla Periegesi di Pausania in parte diverso da quello tradizionale, una metodologia mirata ad evidenziare l'aspetto genetico di un'opera nata sotto il segno dell'esperienza di viaggio dell'autore.
br. Con il saggio del critico inglese Robert Gordon prendono il via le "Lezioni Primo Levi", ideate dal Centro Internazionale di studi che si propone di promuovere la conoscenza del grande scrittore italiano nel mondo. In questa prima lezione Gordon rilegge l'opera di Primo Levi e altre storie della Shoah alla luce di rappresentazioni letterarie della Fortuna e di aspetti del moderno metodo scientifico, scoprendo nuove immagini della fortuna e del caso in frangenti molto drammatici dove è in gioco la "probabilità" di sopravvivere nel lager.
ill., br. Sollecitato dalle domande di Jacopo Guerriero, Cesare Cavalleri, uno dei maggiori intellettuali cattolici, parla di sé, delle sue preferenze culturali, della sua adesione all'Opus Dei (con un ricordo appassionato del suo fondatore), degli autori letti e incontrati in cinquant'anni di attività. Montale, Buzzati, Quasimodo, Flaiano, Raboni e molti altri compongono una galleria di personaggi che rispecchiano una stagione culturale che spiega il nostro imminente futuro. I nove Documenti inclusi esemplificano lo stile del Cavalleri critico. «Vita, schegge, frammenti, polemiche letterarie, maestri e falsi maestri, soprattutto autori e collaboratori, giornalisti, amici, nemici, compagni di strada, si alternano in queste pagine spesso al pari di fantasmi veloci, come suggestione, ma al contempo come reali termini di confronto, in una retrospettiva che tenta di levare il sipario su una vita intera di militanza critica».
br. Introducendo, a metà degli anni Trenta, alcune carte pirandelliane inedite, Alvaro fa entrare il lettore nell'officina del grande scrittore siciliano: «[...] forse da una diecina d'anni, ha smesso di scrivere a mano, anche nei suoi appunti; scrive a macchina, con un dito, strappando e ricominciando il foglio a ogni cancellatura per vederselo nitido davanti. Così è composta la sua opera recente». Così, si potrebbe aggiungere, nascono le sue ultime novelle. Ne fa fede il materiale d'archivio che in questo volume si presenta in gran parte per la prima volta: un cospicuo gruppo di dattiloscritti con correzioni autografe che permette di ricostruire, nella sua ricchezza di varianti, una fase redazionale anteriore alle stampe. Su questa base documentaria si offre un ampio risarcimento filologico, ma anche ermeneutico, a testi ingiustamente rimasti indietro rispetto alla fama del romanziere e soprattutto del drammaturgo. Anche il trionfo del caso, che qui riguarda da vicino la novella come genere ed in particolare la narrativa breve dell'ultimo Pirandello, si mostra capace di innescare un rapporto di feconda sinergia tra filologia e critica.
brossura La morte, nel 1765, impedì a Giammaria Mazzuchelli di mandare a stampa le diverse centinaia di profili bio-bibliografici di autori che avrebbero continuato il monumentale dizionario degli Scrittori d'Italia, fermatosi alla lettera B. Con l'edizione della vita di Girolamo Cardano, conservata nel codice Vaticano latino 9265, prende avvio un ambizioso programma di pubblicazione di materiali inediti mazzuchelliani. Il presente volume offre coordinate precise sulla straordinaria qualità dell'erudizione di Mazzuchelli e sollecita l'esigenza di conoscere in edizione moderna l'opera di uno degli autori più significativi della cultura letteraria settecentesca. Attraverso un'efficace introduzione, una fedele trascrizione del testo originale, un sobrio commento, opportuni aggiornamenti bibliografici e indici funzionali alle esigenze della ricerca, il testo di Mazzuchelli si propone qui in tutta la sua ricchezza e utilità.
br. Questo libro è uno studio monografico dedicato alla narrazione più ambiziosa e complessa di Manuel Vázquez Montalbán (Barcellona 1939 - Bangkok 2003), autore spagnolo noto in Italia soprattutto per la serie di romanzi polizieschi con protagonista Pepe Carvalho. Militante antifranchista che in gioventù aveva subito il carcere del regime, nel 1992 Vázquez Montalbán dà alle stampe un romanzo, "Autobiografía del general Franco", che come recita il sottotitolo alla prima edizione "riscatta dall'oblio tutta la crudeltà di un'epoca". Si tratta di un'autobiografia fittizia di cui, in questo studio, Silvio Battaglia individua i nodi più difficili da sbrogliare inquadrando fin da subito il romanzo dal lato della sensibilità che forgia l'individuo - in questo caso, il Caudillo - molto prima dell'educazione. L'indagine di Silvio Battaglia si avvale, fra gli altri, di Hannah Arendt e Massimo Recalcati, di Maurice Merleau-Ponty e Adriana Cavarero, di Giorgio Agamben e Mieke Bal, di Paul Ricoeur e Julia Kristeva. Prefazione di Elide Pittarello.
ill., br. Può apparire strano il tragitto di uno scrittore illuminista come il chimico Primo Levi lungo i sentieri del sacro. Eppure questo tragitto è riscontrabile in diverse sue opere. D'altra parte Levi amava definirsi un «centauro», una creatura ibrida, e la sua fisionomia appare duplice da tanti punti di vista. Certo, quando entra in contatto con la scrittura biblica o, in generale, con le tradizioni del popolo ebraico la sua voce può risultare «fioca e un po' profana», come lui stesso, indirettamente, suggerisce. Non è uno scrittore di vena mistica e religiosa; tuttavia, nel «Canto di Ulisse» di Se questo è un uomo, nel racconto «Carbonio» delSistema periodico e altrove, lo stile di Levi tocca corde profonde come i concetti di impurità e di colpa, antiche come le preghiere ebraiche, solenni o parodiche come i versi di Dante. Gli autori di questa Lezione indagano le varie direzioni di queste allusioni alle radici di ciò che è sacro: con non poche sorprendenti scoperte.
brossura Il testo più straordinario dell'intero repertorio platiniano viene nuovamente preso in esame mediante un sistematico e puntuale riscontro delle fonti, consentendo in tal modo una più rispondente valutazione dei caratteri di originalità dell'opera. La traduzione con testo a fronte, supportata da un ampio corredo di note, glossari ed appendici documentali, intende riproporre il trattato con quelle connotazioni di gradevole libro di lettura che ne decretarono, già al suo esordio, il successo negli ambienti umanistici.
In 24? (cm 14,5), , pagg. Legatura originale, copertina moderna in carta Varese, 3 volumi in un unico tomo, pagg. 152-(6)+146-(4)+158-(2), all'antiporta di ogni libro incisione b.n., alle pagg. 145-146 del secondo volume mancanza all'angolo superiore che interessa anche le prime cinque righe del testo, peraltro buon es.
Mm 140x220 Collana "Scritture". Romanzi di Soffici, Corra, Conti, Ginna, Benedetta, Spiridigliozzi, Sanzin, Marinetti. Brossura editoriale con bandelle, 618 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Per un intero secolo, da quando, Giosuè Carducci ne patrocinò la prima edizione a stampa, lo «Zibaldone di pensieri» di Giacomo Leopardi è assurto a simbolo del "frammento" per eccellenza. Quello che è da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, è stato presentato da una lunga tradizione come un'opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. A distanza di oltre un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di Fabiana Cacciapuoti ha portato alla luce l'idea di una grande opera per "trattati". Un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile - se non compiutamente organizzato - a partire da ben definiti fuochi tematici. Un suo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sarà effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine (conservate presso la Biblioteca nazionale di Napoli). Sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare i differenti percorsi tematici. Proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui "rimontati" tutti i brani leopardiani, ricostruendo così nella sua compiutezza il tendenziale suo "sistema". Questa nuova edizione tematica dello «Zibaldone di pensieri» viene ora proposta in un volume unico, con l'indicazione di tutte le indicizzazioni via via appuntate da Leopardi. Una riaggregazione dei materiali leopardiani che ne cambia la chiave di lettura. Con un preludio di Antonio Prete.
ill., ril. Per un intero secolo, da quando, nel 1898-1900, Giosuè Carducci ne patrocinò la prima edizione a stampa, lo Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi è assurto a simbolo del «frammento» per eccellenza. Quello che è da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, è stato presentato da una lunga tradizione come un'opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. A distanza di più di un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di Fabiana Cacciapuoti ha portato alla luce l'idea di una grande opera per «trattati», di cui la mole di appunti raccolti nei quaderni null'altro rappresenta che l'immane lavoro preparatorio; un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile a partire da ben definiti fuochi tematici. Una traccia di un simile progetto è contenuta nella lettera con cui Leopardi rispondeva, il 13 settembre 1826, al suo editore milanese Antonio Fortunato Stella, che gli aveva chiesto di comporre un dizionario filosofico alla maniera di Voltaire: «Quanto al Dizionario filosofico, le scrissi che io aveva pronti i materiali, com'è vero; ma lo stile, ch'è la cosa più faticosa, ci manca affatto, giacché sono gittati sulla carta con parole e frasi appena intelligibili, se non a me solo [...] e per poterne estrarre quelli che appartenessero a un dato articolo, bisognerebbe che io rileggessi tutte quelle migliaia di pagine, segnassi i pensieri che farebbero al caso, li disponessi, gli ordinassi ec, tutte cose che farò quando a Lei parrà bene che io mi dia di proposito a stendere questo Dizionario; ma che non si possono eseguire per il momento, e per uno o due articoli soli». Questo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sarà effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine, conservate presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare otto percorsi tematici. Proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui «rimontati» i brani individuati da Leopardi, ricostruendo così il tendenziale «sistema».
Good+ Hardback. Good dust jacket, not priceclipped. Browned. Tape mend on spine. Small pieces missing from head & foot of spine & lower front corner. Minor brown speckling on prelims. Boards are a bit loose at hinges. Very scarce. Tight sewn binding. viii. + 360p. Used
br. Risultato di una decennale fascinazione per la prolifica autrice nippo-tedesca Yoko Tawada, il volume costituisce la prima monografia in lingua italiana su una figura e un'opera già ampiamente analizzate in Europa e oltreoceano. Se da una parte s'intende presentare l'opera di Tawada e le complesse articolazioni della sua scrittura in termini di appartenenza, genere, identità ed estraneità, dall'altra viene elaborato un confronto con il pensiero di Kafka. Si tratta infatti di uno scrittore emblematico dell'idea di contatto tra forme (trans)culturali e (trans)identitarie. Il percorso delineato formalizza tale confronto, in primo luogo intorno alla loro concezione di linguaggio e di estraneità e, secondariamente, sulle modalità rappresentative della metamorfosi; intesa sia in un'accezione "fisica", sia di "trasformazione e peregrinazione" testuale ed estetica.
br. Risultato di una decennale fascinazione per la prolifica autrice nippo-tedesca Yoko Tawada, il volume costituisce la prima monografia in lingua italiana su una figura e un'opera già ampiamente analizzate in Europa e oltreoceano. Se da una parte s'intende presentare l'opera di Tawada e le complesse articolazioni della sua scrittura in termini di appartenenza, genere, identità ed estraneità, dall'altra viene elaborato un confronto con il pensiero di Kafka. Si tratta infatti di uno scrittore emblematico dell'idea di contatto tra forme (trans)culturali e (trans)identitarie. Il percorso delineato formalizza tale confronto, in primo luogo intorno alla loro concezione di linguaggio e di estraneità e, secondariamente, sulle modalità rappresentative della metamorfosi; intesa sia in un'accezione "fisica", sia di "trasformazione e peregrinazione" testuale ed estetica.
A clean, unmarked book with a tight binding. This book has the scent of nag champa incense. 84 pages. Wear to cover and bumped corner with a bit of dog eared pages. Remainder mark. "National Book Award Winner" sticker on cover. Signed by James Tate on the title page.
ill., br. "Un genio: l'unico scrittore veramente geniale dell'ultimo dopoguerra". Così trent'anni fa Burroughs veniva definito da Norman Mailer. Dopo aver ispirato tutte le correnti artistiche d'avanguardia, dal punk al postmodernismo, cresce finalmente una devota attenzione nei confronti dell'incredibile attività artistica di W.S. Burroughs. Questo libro possiede l'indubitabile merito di rileggere "il demone" Burroughs a partire dai movimenti e dalle scene artistiche più radicali. Vengono così chiariti i suoi forti legami con le culture sperimentali e le avanguardie di tutto il mondo, oltre al senso della sua poetica in rapporto alle tematiche del cut-up e della pittura: l'ultima frontiera della sua ricerca comunicativa. Non poteva mancare pertanto un doveroso tributo nei confronti di Brion Gysin, pittore visionario, già surrealista, amico e nume tutelare della stessa ricerca burroughsiana, qui riscoperto e tratteggiato con puntuale attenzione. "Il suo folle genio è stato lo specchio perfetto del suo tempo" così lo ha descritto J.G. Ballard, qualche giorno dopo la sua morte.
175(1) S. Original Pappband mit Rückentitel, Original Umschlag mit Rückentitel und farbig illustriertem Deckeltitel. Sehr guter Zustand. Erstausgabe. Kraft 174.- Vom Autor handschriftlich signierte und datierte Widmung.
br. Come può un libro all'apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che Henry Thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del Massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché Thoreau è l'autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un'opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell'anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura. Con una introduzione di Wu Ming 2.
ril. "Walden" è il resoconto di un anno di vita solitaria nella campagna del Massachusetts che l'autore trascorse fra il marzo del 1845 e il settembre del 1847. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, e che è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Con un'introduzione di Wu Ming 2.