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br. Questo libro è diviso in due parti che discorrono tra loro: la prima, intitolata "memoria", propone una lettura dei "Miracoli di Val Morel" - la sua ultima opera - proprio a partire dai "luoghi da salutare", che sono tanto luoghi geografici quanto soprattutto luoghi metaforici, fantastici, eppure sempre molto concreti nei suoi romanzi e racconti. La seconda, dal titolo "dialoghi", è un'analisi delle influenze che hanno avuto su Buzzati non pochi scrittori italiani. Si tratta di dialoghi che allontanano l'idea, troppo spesso ripetuta, che Buzzati sia estraneo alla letteratura del nostro Paese, e che dimostrano, invece, come egli appartenga a pieno diritto alla tradizione italiana novecentesca.
In 16? (cm 16), Brossura originale, pagg.191 minime abrasioni e segni del tempo alla cop., timbro omaggio alla sguardia, buon es. Angelo Guacci (Trani, 1902 - Ascoli Piceno, 1995), laureato in giurisprudenza, scrittore, poeta, drammaturgo, traduttore, direttore dei periodici "Kursaal" e "L'acerba, fu primo Consigliere prefettizio nella Prefettura di Ascoli Piceno, dove si era trasferito nel 1935, partecipando anche all?organizzazione clandestina del Partito d?Azione e alla Resistenza Picena. Prima ed unica edizione
In 16, br., pp. 124.Copia vissuta: nastro adesivo al dorso e all'interno per tenere i piatti, leg. lenta, strappi al piatto post., dedica di app. all'occhielloLuogo di pubblicazione NapoliEditore Editrice TirrenaAnno pubblicazione s.d. Materia/Argomento Poesia, ProsaCondizione Titolo Usato - Accettabile
Gute Exemplare; die illustr. Umschläge berieben. - 2 BÄNDE. - Band I: Arme Leute. ----- Deutsch von Wilhelm Plackmeyer ----- Der Doppelgänger. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Ein Roman in neun Briefen. ----- Deutsch von Wilhelm Plackmeyer ----- Herr Prochartschin. Deutsch von Georg Schwarz ----- Die Wirtin. ----- Deutsch von Wilhelm Plackmeyer ----- Anhang ----- Anmerkungen. // Band II: Polsunkow. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Ein schwaches Herz. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Eine fremde Frau und der Ehemann unter dem Bett Deutsch von Georg Schwarz ----- Der ehrliche Dieb. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Tannenbaum und Hochzeit. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Weiße Nächte. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Netotschka Neswanowa. ----- Deutsch von Georg Schwarz ----- Ein kleiner Held. ----- Deutsch von Wilhelm Plackmeyer ----- Anhang ----- Nachwort. ----- Anmerkungen.
in-8, pp. 176 illustrate, (42 di pubblicità d'epoca), broch. edit. (appena sciupata dal tempo, minime mancanze alle cuffie) figurata con vignetta e capolettera in rosso, testatine, finalini, vignette, fregi, capilettera in rosso, ed alcune pagine musicali. Buon esemplare.. .
Donatella Giancaspero ...A questo limite del tempo. , Il Bulino 2004, Copertina cartonata con alette informative, sporca e ingiallita. Pagine e tagli sporchi di polvere e ingialliti. Buono (Good) . <br> <br> <br> 20<br>
br. Il libro si struttura in 18 micro-saggi narrativi (Introduzione compresa) che percorrono tutta l'opera di Mario Rigoni Stern (1921-2008), spesso confinato in celebrazioni relative alla guerra e alla natura (e caccia via via sottaciuta) e mai del tutto ricordato come un vero scrittore, capace di parlare a più generazioni, nutrendole di una memoria che sa tanto di pappa reale: da qui l'idea di scriverne a due, cioè a partire, anche e soprattutto, da due generazioni diverse (1966 e 1988), muovendo da Il sergente nella neve (1953) e approdando, almeno, a Stagioni (2006), ma senza dimenticare la traccia lasciata da volumi diversi, da Il magico «kolobok» e altri scritti (1989) al postumo Il coraggio di dire no (2013).
br. Il libro si struttura in 18 micro-saggi narrativi (Introduzione compresa) che percorrono tutta l'opera di Mario Rigoni Stern (1921-2008), spesso confinato in celebrazioni relative alla guerra e alla natura (e caccia via via sottaciuta) e mai del tutto ricordato come un vero scrittore, capace di parlare a più generazioni, nutrendole di una memoria che sa tanto di pappa reale: da qui l'idea di scriverne a due, cioè a partire, anche e soprattutto, da due generazioni diverse (1966 e 1988), muovendo da Il sergente nella neve (1953) e approdando, almeno, a Stagioni (2006), ma senza dimenticare la traccia lasciata da volumi diversi, da Il magico «kolobok» e altri scritti (1989) al postumo Il coraggio di dire no (2013).
A. BALDINI 1° edizione! Rugantino di Antonio Baldini. Milano, Bompiani 1942 italian, 365 ST1098Z Brossura editoriale, volume in discrete condizioni, abrasione sulla sovraccoperta, lievi segni di usura sulla copertina, interno in buone condizioni 365 pagine circaCopertina come da foto
brossura Questo libro che, a prima vista, potrebbe essere considerato un'opera di assemblaggio, raccolta di semplici note, è in realtà un'opera avveduta, c'è un filo conduttore, la consapevolezza dell'autore che attraverso semplici articoli di giornale divulga le proprie concezioni politiche ed estetiche: come i veri filosofi!
in-8, pp. LVI, 437, legatura modesta in carta. Buono stato.. .
ill., br. Infaticabile esploratore di culture lontane, da oltre quarant'anni Cees Nooteboom si ferma d'estate a Minorca, «isola del vento»: certi legami non li scegliamo, ci sono e basta, e il legame dello scrittore olandese con la Spagna è di questa natura, insondabile. È nella dimora minorchina, con lo studio pieno di libri e il giardino presidiato dagli autoctoni dei regni vegetale e animale, che hanno inizio i 533 giorni di stesura di queste riflessioni. Non un diario, non un insieme di moti dell'animo organizzato per date, ma un «libro dei giorni», per trattenere «qualcosa del flusso di pensieri, delle letture, di quel che si vede». Cactus, palme, tartarughe, ragni hanno forse un proprio linguaggio, che però resta impenetrabile. Nooteboom si interroga con l'umiltà del profano su misteri botanici e zoologici, li intreccia alla sua passione per le lingue umane aprendo ponderosi dizionari, resta in ascolto quando scopre suoni nei rumori, alza lo sguardo su Cassiopea e si fa astronomo e mitologo. Ogni impressione è passata al vaglio del deposito memoriale di una lunga vita di esperienze e letture, che spalanca finestre su vasti orizzonti: la Divina Commedia e i libri che ha generato, l'impossibile incontro tra Montaigne e la musica di Feldman, il disprezzo dell'amatissimo Borges per l'amatissimo Gombrowicz, il volo infinito dei Voyager, il ripetersi della storia come tragedia e mai come farsa. Una rapsodia meditativa che vorrebbe escludere il rumore dell'attualità, ma che nell'attualità - della Catalogna, della Spagna, di un'Europa lacerata - deve più volte tornare, perché se come dice Candide «bisogna coltivare il proprio giardino», il proprio giardino è nel mondo, che lo si voglia o no.
In 16? (cm 17,8), Brossura, pagg.161 copertina ill. a colori, segni del tempo alla cop., timbro omaggio al paitto anteriore, ma buon es. Collana "Club della donna", 294
In 8? (cm 21), Leg. edit. tutta tela, pagg. con sovracop. ill. a colori da Nando Rossi, pagg. 194 con alcune ill. n.t., lievi mende e firma d'appartenenza alla sovracop., piccola dedica manoscritta alla prima carta bianca, peraltro buon es. Collana "Ragazze oggi", 8. La milanese Ines Belsky Lagazzi, (1908-2003) ha scritto oltre 90 opere di generi diversi (biografie, saggi, libri per ragazzi), ottenendo anche alcuni premi e riconoscimenti internazionali.
Un volume con due opere (cm 19 x 13); pp. 76,(4); 109, (3); entrambe le opere hanno proprio occhietto e front. a caratteri neri; la prima è una ristampa identica all'edizione del 1942, mentre la seconda è una ristampa identica all'edizione del 1934; leg. in mezza tela verde e carta marmorizzata ai piatti, nomi degli Autori e titoli scritti a caratteri dorati al dorso. Rif.: IT\ICCU\CUB\0230923 e PBE\0006010. Cond.: lievi tracce d'uso e annotazioni a matita all'occhietto della prima opera; volume in buone condizioni generali
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) In contemporary fine black 1/3 leather bdg. Decorated gilt to spine. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 112 p. Extremely rare first edition of this Nabi's first-hand account of Mecca, Medina and the Hejaz during his pilgrimage in the late 17th century. This is the most celebrated literary pilgrimage narrative written in Ottoman Turkish. Nabi (1642-1712) was one of the prominent Ottoman poets and is considered a foremost exponent of the didactic trend (hikem-i tarz) in Ottoman Turkish literature. Nabi, whose given name was Yusuf, was born in Urfa (then known as Ruha) in 1052/1642. In 1082/1671 he took part in the Ottoman military campaign in Poland, in the retinue of Müsahib Pasha, (1640-1686). Having spent thirteen years in Istanbul, Nabi desired to go on a pilgrimage to Mecca. He was personally ready to undertake a journey to the Hijaz and to set down an eloquent account of his journey, the experience of his lifetime. Accordingly, having achieved a position of good standing with his patrons, Müsahib Mustafa Pasha and Mehmed IV, Nabi revived his longstanding desire to perform the hajj. In 1089/1678, at around 37 years of age, he set out in a small private caravan from Istanbul, passing through Konya, Urfa, Damascus, Jerusalem and Cairo, where he joined the main Egyptian pilgrimage caravan. The work, which is one of the most successful examples of Ottoman insa (artistic prose), includes historical, sociological, geographical and autobiographical information. In his preliminary remarks, Nabi indicates that he had received governmental help for his journey. He relates that he first obtained leave for the hajj from his patron Musahib Mustafa Pasha, and then submitted a qasida to Mehmed IV, describing the sacred places. The sultan provided Nabi a letter of recommendation addressed to Abdurrahman Pasha (d. 1691), governor of Egypt, ordering him to enable Nabi to make a comfortable journey. Nabi traveled in a small private caravan, since the caravan extended its route to Nabi's homeland, Urfa, and spent about fifty days there. It appears that he generally followed the usual route of the pilgrimage caravan from Istanbul to Damascus, passing through Scutari, Kartal, Gebze, Hersek, Iznik, Eskisehir, Seyitgazi, Aksehir, Ilgin, Ladik, Konia, Eregli, Adana, Misis bridge, Payas, Antioche, Aleppo (with a long detour to Urfa (Edessa) and back to Aleppo via Aintab), Hama, Hims and the Kuteyfe strait. He was fascinated with the splendid architecture of the buildings, the bazaars and the mosques built side by side by Kurdish and Circassian rulers and the Nile when he arrived in Cairo. Nabi gives a general description of the city of Cairo, the Nile, the two reservoirs of the city, parklands, the Ahram hills and the immediate neighborhood of the city. In Mecca, Nabi visited the sacred sites enthusiastically and performed the hajj on 77 January 1679. He gives a moving account of his experience as a pious emotional pilgrim. It appears that Nabi stayed in Mecca for more than twenty days. Immediately after 1 Muharrem 1090/12 February 1679, he set out for Medina, presumably in the Damascus caravan. While in Medina, Nabi served at the tomb of the Prophet by lighting the candles since his name was on the honorary list of attendants who were determined by the central government to serve the sanctuaries in Mecca and Medina. Nabi regards these services as a testimony to the legitimacy of Ottoman rule. He summarizes his journey of return from Medina to Damascus and to Istanbul in a few general words. Özege 21267.; Not in OCLC.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Contemporary bdg. covered a special jade paper branded "siguntin". Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). [2], 239 p. Decorated title page with traditional motives, framed text, slight foxing on pages, and bumped backboard. Overall a very good copy. Very early edition (second) of this exceedingly rare "unique work of fiction blending personal and fantastic themes, well in the current of the traditional Ottoman prose, but also exhibiting influences from Western literature". This book has been described by some literary historians as the first Turkish fantastic work in the Western sense. Consisting of three parts and written in a laconic style contrasting with its content, where djinns and fairies surge from within contexts drawn from ordinary real-life situations, Ali Aziz Efendi often pursues by pulling the reader towards the description of magic and extraordinary occurrences. Inspired by a much older story written both in Arabic and Assyrian, the author also displays in his work his deep knowledge of Sufism, Hurufism, and Bektashi traditions. Muhayyelât is considered to be an early precursor of the new Turkish literature to emerge in the Tanzimat period of the 19th century. It also influenced Tanzimat [i.e. Reform] literature directly when the manuscript was printed in 1867 and became a very popular book of the time. His work is re-discovered by Turkey's reading public rather recently and is increasingly admitted as a classic. Ali Aziz Efendi also wrote further and shorter works of prose, which present as complementary extensions to Muhayyelât, as well as some poetry, and kept a correspondence with a number of notable figures of his time, both Ottoman and Western. He is also cited for a short sefâretnâme [i.e. book of the embassy] he wrote relating his introduction to his mission as the ambassador of the Ottoman Empire in Prussia. Giridî [or Giritli] Aziz Efendi was born in Kandiye (Crete) as the son of Tahmisçi Mehmed Efendi, who was the defterdar of the Crete Eyalet, in 1749. The details of his life are rather sparse and scattered. He rose through the Ottoman hierarchy and was sent as ambassador to Prussia in 1796 and he died in Berlin in 1798. His burial marked also the opening of the first Turkish or Muslim cemetery in Berlin. Özege 14148/2.; TBTK 3054.; OCLC locates three copies of this edition, only one of them in the US libraries (McGill University).
In 16? (cm 17,7), Brossura, pagg.286 testo in inglese, piccola mancanza al dorso e all'angolo inferiore del piatto anteriore e della prima carta, ma buon es.
19X12,6 cm; (XIII), (3), 395, (32) pp. Legatura editoriale in piena tela con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Bella raccolta di passi tratte da numerose opere classiche e non della letteratura inglese come Jhon Mandeville, More, Trevisa, Cavendish, Melville, Florio, Donne ecc. Buono-ottimo stato di conservazione (a parte un minimo ed ininfluente difetto alla cerniera anteriore). Esemplare ancora in barbe.
br. "Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage esattamente nello stesso modo in cui scriverei un libro" afferma Emmanuel Carrére. Così, della "Giungla" di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensiì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il "turismo del dolore". E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto - anche su se stesso.
br. Il mondo dei romanzi di Jane Austen è domestico, ordinato, intimo. I suoi personaggi abitano in villini deliziosi, residenze di campagna principesche ed eleganti palazzi cittadini. Si è tentati perciò di credere che anche la vita della grande scrittrice si sia svolta in ambienti analoghi. Nulla di più lontano dalla realtà. L'esistenza di Jane, in apparenza tanto tranquilla, fu segnata da porte chiuse, strade che non le fu consentito imboccare, scelte che non poté compiere. La piccola somma guadagnata a fatica grazie ai suoi libri non bastava a consentirle di avere una casa tutta sua, e la morte del padre la costrinse a peregrinare tra abitazioni in affitto o presso parenti che le riservavano il destino proprio delle zie nubili: badare ai bambini. Leggendo i suoi romanzi, così pieni di case amate, perdute, sognate, si comprende bene come il desiderio struggente di una casa vera, di un luogo protetto dove mettere al sicuro i propri manoscritti e scrivere senza il peso delle faccende domestiche, non l'abbia mai abbandonata. Dalla modesta canonica di Steventon, circondata da castagni e abeti e da «uno di quei giardini vecchio stile nei quali convivono verdure e fiori», in cui Jane nacque e crebbe, fino al cottage di campagna di Chawton, nell'Hampshire, dove trascorse gli ultimi anni della sua breve vita, Lucy Worsley, con una scrittura affascinante e spiritosa, perfettamente in tono con i romanzi della Austen, ci conduce nella quotidianità della scrittrice più amata, mostrando le sue giornate buone e quelle storte, i piaceri privati e le incombenze, quelle «piccole cose dalle quali dipende la felicità quotidiana della vita domestica», e che lei elevò ad arte.
Small format pamphlet with dust jacket. Light wear, small tears and discoloration to dust jacket. 6"w x 5 1/4"h. Woodcuts by Ellen Raskin printed in gray ink.
2 vol. in-16, pp. VIII, 435; VIII, 454; leg. coeva m. pelle e angoli, titolo in oro su tassello al dorso (leg. stanca). . Edizione originale.. .
Vol. in -8 (14,5 x 22,5 cm.), legatura editoriale telata verde chiara, sopracopertina col. avorio con illustr. a colori e titoli in nero sul piatto ant., pp. X, 225, (5). Leggeri segni del tempo alla sopracopertina, nel complesso in abb. buono stato di conservazione (integro e ben legato). 1. EDIZIONE nella collana: SUPERCORALLI (scritti di Delio Tessa N. II).