3 376 résultats
brossura Il presente lavoro si propone di archiviare il testo vulgato di "Fede e bellezza", la principale opera narrativa del romanticismo italiano insieme ai "Promessi sposi", che da oltre un secolo si fonda senza ragioni adeguate di filologia testuale sulla prima edizione del 1840 anziché su quella definitiva, e di ricostruire un nuovo testo del romanzo, puntualmente giustificato nell'introduzione e nel commento ecdotico, sulla base delle due stampe del 1852, ma anche (laddove queste divergano) con il ricorso alle due edizioni precedenti del 1840-1841. La storia del testo di "Fede e bellezza" e il tentativo di comprendere i fondamenti teorici delle edizioni precedenti hanno condotto ad anticipare l'interpretazione di alcuni aspetti del romanzo, preparatoria della futura edizione commentata.
In 16? (cm 20), Brossura originale, pagg.126-(2) cop. illlustrata a colori da C. Caesar, testo su due colonne con qualche ill. b.n. n.t., traduzione di Beata Della Frattina, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I romanzi di Urania", 138 a cura di Giorgio Monicelli. Wilson Tucker (Deer Creek, 1914 ? St. Petersburg, 2006), autore statunitense di romanzi d'azione, avventura e fantascienza, pubblic? il suo primo romanzo "La citt? in fondo al mare" nel 1951. Curt Caesar, pseudonimo di Kurt Kaiser (Montigny-l?s-Metz, 1906 ? Bracciano, 1974) fu autore di Romano il Legionario e di Willa Sparrow, considerato il primo eroe "negativo" del fumetto italiano; dal 1952 realizz? le copertine della collana Urania, iniziando una storica collaborazione con Monicelli che si interruppe nel 1959.
In 24°(11x6,5); (7), 54, (9), pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Carlo Delcroix in antiporta in bianco e nero. Testatine incise in rosso. Firma e data coeva in antiporta. Alcune sottolineature a matita nera. Capilettera incisi. Esemplare in barbe. Volume elzeviriano appartenente alla collana: Medaglie, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. SECOLO XX (prima metà). Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
In 16? (cm 19), Leg. edit. tutta tela, pagg. titoli in oro al piatto e al dorso, pagg. 584-(4), traduzione di Alessandra Scalero, fioriture, ma buon es.
In 16? (cm 18,7), Leg. edit. tutta tela, pagg.554-(6) traduzione di Alessandra Scalero, piccola abrasione al margine superiore del piatto ant., peraltro buon es.
in-8° pic., pp. X-523. Leg. in tela edit. con tit. in oro al dorso. Ex libris all'interno in etichetta e a penna sul front. Buono l'interno.
In-8° pp. XVI-51, bross. edit. con mancanze al dorso. Firma anonima sul piatto ant.
1. Auflage. ca. 21 x 14,5 cm. 70 S. Original-Kartoneinband mit illustriertem Rücken- und Deckeltitel. Einband leicht lichtverfärbt, leichte Gebrauchsspuren. Mit signierter, datierter Autorenwidmung auf Vorsatz. Sonst guter Zustand. Zeichnungen, Paginas und gute Ratschläge: Bernhard Verlage. Erschienen in einer Auflage von 500 Exemplaren.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MACCHIETTE/FIORITURE, SEGNI DEL TEMPO. PUNZONATURA COPIA SAGGIO IN ANTIPORTA. Questa nuova raccolta di novelle e racconti per la scuola comprende un panorama vario ed esauriente di tutta la narrativa italiana, dagli inizi del XIX secolo fino alle esperienze di questi ultimi anni. Sono state raccolte novelle ormai celebri, ma soprattutto brani narrativi, anche tratti da romanzi, che di solito non compaiono sulle antologie, fino agli inediti, proprio per offrire agli insegnanti una grande possibilità di scelta, tenendo conto inoltre della funzione che il racconto ha nella scuola, non solo come mezzo strumentale di apprendimento di norme stilistiche e lessicali, ma come specchio fedele di un costume di vita, anche se filtrato attraverso l'arte dello scrittore. L'antologia accoglie anche racconti e novelle di alcuni scrittori per ragazzi, certi notissimi e ormai tradizionali, certi recenti e recentissimi, polemicamente inseriti accanto ai narratori che la critica ufficiale ha accolto e laureato. Descrizione bibliografica Titolo: Novelle italiane dei secoli XIX e XX Autore: Antonio Lugli Illustrazioni di: Silvano Campeggi Editore: Firenze: Sansoni, Aprile 1965 Edizione: 2. ed. riveduta; 4 ristampa (Luglio 1970) Lunghezza: 725 pagine; 23 cm; illustrato in b/n Soggetti: Letteratura italiana, Narrativa popolare, Prosa, Romanzi, Novelle, Racconti italiani, Ottocento, Novecento, Sec. 19.-20., Antologie letterarie, Raccolte, Brani, Scrittori, Lettura, Collezionismo, Elzeviri, Bozzetti, Fiabe, Favole, Novellistica, Viaggio, Gialli, Poesia, Lotta di classe, Risorgimento, Resistenza, Dialetti, Dialettale, Regionali, Bibliografia, Riferimento, Testi, Classici, Successi editoriali, Avventura, Per ragazzi, Scuola media, Medie, Pedagogia, Libri scolastici da collezione, Libri Vintage Fuori catalogo, Anonimi, Parnaso, Critica, Italianistica, Autori Vari, Brani scelti, Scrittura, Estetica, Poetica, Bambini, Illustrazioni, Guido Gozzi, C. Lorenzini Collodi, Emilio Praga, G. Giacosa, G. Bandi, Idelfonso Nieri, E. De Marchi, Achille Giovanni Cagna, Antonio Fogazzaro, G. Nobili, Silvio Pellico, Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni, Tommaso Grossi, Massimo D'Azeglio, Giuseppe Giusti, Pietro Thouar, Luigi Settembrini, Ippolito Nievo, G. Rovani, Giulio Tarra, Antonio Caccianiga, Giuseppe Cesare Abba, Anton Giulio Barrili, Emilio Cecchi, Luigi Capuana, Giovanni Verga, F. Martini, Mario Pratesi, Renato Fucini, Edmondo De Amicis, Carlo Dossi, Edoardo Calandra, Pietro Coccoluto Ferrigni, Alfredo Oriani, Matilde Serao, Luigi Bertelli Vamba, Emilio Salgari, Roberto Bracco, Gabriele D'Annunzio, Adolfo Albertazzi, Alfredo Panzini, Federico De Roberto, Luigi Pirandello, Ada Negri, Grazia Deledda, Antonio Beltramelli, Luciano Zuccoli, Federico Chiesa, Guelfo Civinini, Riccardo Balsamo Crivelli, Armand Gatti, Enrico Novelli (Yambo), Virgilio Brocchi, Manara Valgimigli, Dino Provenzal, Francesco Pastonchi, Ferdinando Paolieri, Carlo Linati, Giuseppe Banfi, Massimo Bontempelli, Arrigo Soffici, Bruno Cicognani, Lorenzo Viani, Enrico Pea, Guido Gozzano, Federigo Tozzi, Adolfo Albertazzi, Alfredo Panzini, Salvatore Di Giacomo, Italo Svevo, Giovanni Papini, Aldo Palazzeschi, Emilio Cecchi, Antonio Baldini, Piero Jahier, Salvator Gotta, Marino Moretti, Scipio Slataper, Piero Calamandrei, Umberto Fracchia, Riccardo Bacchelli, Cesare Angelini, Antonio Gramsci, Ugo Betti, Giani Stuparich, Luigi Ugolini, L. Bartolini, Curzio Malaparte, Armando Meoni, Corrado Alvaro, Paolo Monelli, Nicola Lisi, Carlo Emilio Gadda, Orio Vergani, Fabio Tombari, Bonaventura Tecchi, E. Bossi, Ignazio Silone, Carlo Levi, Giuseppe Marotta, Gianna Manzini, Giuseppe Fanciulli, Giovanni Comisso, Giovan Battista Angioletti, Vittorio G. Rossi, Cesare Pavese, Mario Soldati, Piero Gadda Conti, Francesco Jovine, Italian literature, Popular fiction, Prose, Novels, Short stories, Nineteenth century, Twentieth century, 19th-20th century, Literary anthologies, Collections, Songs, Writers, Reading, Collectibles, Sketches, Fairy tales, Fables, Travel, Mystery, Poetry, Class struggle, Resistance, Dialects, Dialectal, Regional, Bibliography, Reference, Texts, Classics, Editorial successes, Adventure, For kids, Middle school, Pedagogy, Collectible school books, Books out of print, Anonymous, Parnassus, Criticism, Italian, Various authors, Selected passages, Writing, Aesthetics, Poetics, Children, Illustrations
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Gasparo Gozzi (Venezia, 4 dicembre 1713 – Padova, 26 dicembre 1786) è stato un letterato, giornalista e intellettuale italiano. Descrizione bibliografica Titolo: Scritti scelti Autore: Gasparo Gozzi Curatore: Nicola Mangini Editore: Torino: Unione tipografico-editrice torinese (UTET), 1960 Edizione: Ristampa (1971) Lunghezza: 812 pagine; 24 cm; ill. Peso: 1,5 Kg ISBN: 8802020442, 9788802020440 Collana: Volume 66 di Classici italiani Soggetti: Letteratura italiana classica, Libri Vintage, Edizioni pregiate, Rari, Fuori catalogo, Poesia, Raccolte poetiche, Scritti miscellanei, Antologie, Narrativa, Settecento, ottocento, 1748-1814, Intellettuali, Illuminismo, Cultura, Decadenza, Anticonformismo, Tradizione, Lettere serie, facete, capricciose, strane e quasi bestiali, Umorismo, Valori, Caterina Dolfin Tron, Biografia, Bibliografie, Carteggio, Corrispondenza, Rime piacevoli, Difesa di Dante, Articoli, Giornalismo, Gazzetta Veneta, Osservatore Veneto, Sermoni, Vita quotidiana veneziana, Cronache, Mondo morale, Aneddoti, Recensioni, Rusteghi goldoniani, Ritratti satirico-morali, Prosa giornalistica, Costume, Ricordi autobiografici, S. Bettinelli, Divina Commedia, Critica letteraria, Molière, Goldoni, Mollezza del vivere odierno, Bartolomeo Vitturi, Dialoghi, Doni, Zatta, Domizio Todeschini, Marco Forcellini, Arcigranellone, Orfeo, Aristofane, Medea, Cosimo Mei, Classical Italian Literature, Rare Books, Out of Print, Poetry, Poetic Collections, Miscellaneous Writings, Anthologies, Fiction, Prose, Eighteenth Century, Nineteenth Century, Intellectuals, Enlightenment, Culture, Decadence, Nonconformism, Tradition, Serious Letters, Facets, Capricious, Strange and almost bestial, Humor, Values, Biography, Bibliographies, Correspondence, Correspondence, pleasant rhymes, Articles, Journalism, Venetian Journal, Observer, Sermons, Venetian daily life, Chronicles, Moral world, Anecdotes, Reviews, Goldonian Writers, Satirical-moral portraits, Journalistic prose, Autobiographical memories, Divine Comedy, Literary criticism, Spring of today's living, Dialogues, Orpheus, Aristophanes, Valuable editions Parole e frasi comuni Anton Federigo Apollo Aristofane bella bernesco buon canto capo Carlo Goldoni Carlo Gozzi casa cervello cielo commedia compagnia corpo costumi cuore Dante Democrito diletto dispetto donne dormire euriloco favellare figliuoli filosofo foglio Gasparo Gozzi Gazzetta veneta genti GHITA giorno Giove Gozzi Granelleschi Inferno ingegno invenzioni legge lettera letto libri lingua lodi Longo Sofista maestro mano maraviglia Marco Foscarini menippo mondo natura occhi orecchi padre parole pensieri persone PIOVANO Plutarco poema poesia poeta pubblica ragione ridere SALMONEI sapere scrittore scrivere Sermoni signor stile studio Ulisse uomini uomo Venezia versi Virgilio
ril. "Che cos'è un romanzo? Non cedo qui alla tentazione di definirlo. Che il romanzo è un genere di consumo e di intrattenimento "per tutti", lo si è sempre saputo. Ma il consumo è diventato più veloce, più distratto e l'intrattenimento lo si trova in abbondanza altrove. Quanto a qualità artistica, valore conoscitivo e documentario, la maggior parte dei romanzi che si pubblicano sono poco convincenti e non dimostrano nessuna memoria letteraria. Anche quando funzionano come trappole acchiappa-lettori, non provocano riflessioni e interpretazioni critiche impegnate, "non fanno storia". L'attuale sovrapproduzione di narrativa dà perciò l'impressione di essere più un segno di patologia che di salute. La quantità è soverchiante e crea una letteratura senza forma e senza confini che vanifica l'efficacia della critica e nel suo insieme si sottrae a ogni definizione. Il lettore troverà in questo libro un panorama problematico della narrativa italiana degli ultimi decenni, nel quale ho evitato teorizzazioni, dando spazio a ritratti e analisi di singoli autori e testi." (Alfonso Berardinelli )
brossura «Il ponte di travi di tavole e di ruote, dove Michelangelo saliva per dipingere la volta della Sistina, mi s'è ricomposto nel sogno. Ho sfiorato il prodigio con le ciglia, ho toccato il prodigio con la mano. "Questa è una bella materia" fece Francesco Francia palpando la statua di Papa Giulio. E il Buonarroti si sdegnò. L'opera titanica è bella come un'ala di farfalla. Veduta da vicino, in ogni parte e nel tutto ha la perfezione compatta d'un guscio d'ovo, una continuità simile alla politezza d'un dente d'elefante. È una tra le più belle materie del mondo, nata intiera da un cervello maschio come certe gemme virtuose che gli antichi lapidarii credevano generate nel capo di certi animali solinghi. O chiome delle potenti sibille! Sembra che la lentezza dei secoli non basti a formare il pregio d'un sol frammento di questo intonaco; e questo intonaco Michelangelo lo preparava da sé ed era costretto a dipingerlo in un paio d'ore, dopo aver macinato da sé i colori, dopo aver fatto ogni mestiere da sé. Le spatolate sono visibili. Mi commuovono a dentro come se fossero le tracce lasciate da un combattimento vinto a furia di lampi mentali. La volta era scarsamente rischiarata. In qual penosa attitudine il pittore dipingesse si sa dal suo crudo sonetto a Giovanni da Pistoia. Non aveva egli la guida dei cartoni. E con che s'aiutava egli dunque? Ecco questa mano di Domineddio, gigantesca. E come faceva egli a proporzionare con questa il resto della grandezza, mentre il pennello gli gocciolava sopra il viso e il ventre gli s'appiccava sotto il mento? Quando dipingeva questa testa di Adamo, i piedi della figura erano laggiù, lontani come i miei se nel travaglio dei tossici smarrisco il senso del corpo e mi difformo a dismisura. Non credo che ci sia nel numero dei drammi mentali un fuoco di cervello da paragonare a questo. L'istinto di divinazione accompagnava continuo l'opera. Se è vero che nella Sistina egli non fosse in buon luogo, è pur vero ch'egli non faceva il pittore, come confessò egli stesso in rima al suo Giovanni. Aveva nel suo "petto d'arpìa" l'afflato dei suoi profeti e delle sue sibille, e nella fronte rugosa il balenìo continuo del Monte Tabor, questo manovale disperato, questo macinatore e intonacatore ansante. Non lavorava se non d'ispirazione e di miracolo. E il manico del suo pennello non era se non una verga divinatoria. Ho rapito con le unghie un frammento della materia preziosa, un pezzetto del guscio; e ora lo voglio incastonare in un anello di ferro per farne un dono eroico al mio spirito che non dorme. Dov'è la gemma tagliata che l'eguagli?».
br. Kamel Daoud è considerato una delle voci più importanti e indipendenti della cultura europea e mediorientale. Da quindici anni scrive per "Le Quotidien d'Oran", tra i maggiori quotidiani algerini, collaborando inoltre con diversi media e giornali stranieri. Dal 2010 al 2016 ha firmato circa duemila pezzi - all'inizio destinati al pubblico del suo paese, poi, vista la sua crescente popolarità, letti nel mondo intero - e più di quattrocento sono confluiti in questa raccolta, in cui il ritmo e il respiro della sua scrittura costruiscono un'estetica d'insieme coerente e compatta. Sia che affronti le questioni politiche dell'Islam, la radicalizzazione religiosa - denunce che gli sono costate una fatwa e l'esilio dal paese - o le delinquenze del regime algerino, sia che abbracci la speranza suscitata dalle primavere arabe, o che difenda i diritti delle donne, la sua è una penna originale, visionaria, impegnata e penetrante. Daoud è riuscito nell'impresa di fare della cronaca un vero e proprio genere letterario, offrendo ai suoi contemporanei uno specchio per interrogarsi, giorno dopo giorno - grazie o malgrado l'attualità -sugli uomini, sulla religione, sulla libertà.
ill., br. In un'altra lingua, o meglio: come se la traducesse da un'altra lingua, Primo Levi ci ha descritto l'esperienza di Auschwitz. Da allora in poi, durante l'intera sua vita di scrittore, Levi ha trapiantato nella letteratura italiana nuovi linguaggi, e ha conquistato nuovi territori espressivi: il dialetto degli ebrei piemontesi, il gergo di un tecnico specializzato in montaggi complessi, lo yiddish di una banda partigiana nelle steppe orientali, i codici alieni di apparecchiature avveniristiche quanto minacciose. Oggi, unico tra gli scrittori italiani moderni, Primo Levi sta per essere pubblicato integralmente in traduzione inglese, fino all'ultima delle sue pagine sparse. Ann Goldstein e Domenico Scarpa, una traduttrice e uno studioso che hanno collaborato all'impresa, dialogano appunto su Levi e la traduzione: nel significato artigianale della parola, e nel suo senso più ampio.
brossura Gli studi che compongono questo volume si propongono l'obiettivo di tracciare una linea di ricerca circoscritta ma significativa all'interno del mare magnum dell'opera dannunziana, di delineare cioè un percorso di indagine che renda conto dell'anelito del poeta a sperimentare le diverse tipologie espressive dell'arte letteraria. Si tratta di una ricognizione critica che fornisce l'immagine di un D'Annunzio per alcuni aspetti altro, ricostruito anche sulla scorta di documenti riemersi all'interno della Collezione Gentili conservata nella Biblioteca Nazionale di Roma. Taccuini, epistolari, abbozzi narrativi, cartoni teatrali appena accennati: tutto contribuisce a definire il carattere eclettico dell'espressione dannunziana, all'insegna della compenetrazione poietica tra segno simbolo e linguaggio.
br. "Il Verga si presenta come uno degli scrittori più inquieti e tormentati della nostra letteratura" così esordisce Romano Luperini nell'introduzione; "la sua opera sembra, almeno ad una prima indagine, non avere una precisa coerenza di svolgimento". "Pessimismo e verismo in Giovanni Verga", attraverso un'analisi critica accurata, restituisce invece una figura a tutto tondo, uno scrittore di livello (forse l'unico autore veramente europeo che conobbe l'Italia nella seconda metà dell'Ottocento) che "nella assoluta disperazione delle sue pagine migliori raggiunge toni di una grandezza desolata ma virilmente pugnace che solo in Machiavelli e in Leopardi possono trovare un termine di paragone". Ma questo libro è molto di più. Scritto nel 1963 e pubblicato nel 1968, per rispondere sia alla critica idealistica (che voleva un Verga "idilliaco e cristiano") sia alla critica marxista (che "si era inventata un Verga populista e filo socialista"), è un'opera che fece scalpore e che diede il via a quel cosiddetto "caso Verga", inaugurando un'intensa e prolifica stagione culturale della nostra critica.
ill., br. La tabacchiera è, per Manzoni, la "scatola" della memoria letteraria attiva nella scrittura dei Promessi Sposi. È un richiamo, anche: rivolto ai lettori disposti a brividare di agnizioni nel labirinto dialogico del romanzo, tra estri sterniani e umori barocchi. Tutto comincia con un curato che inciampa nel malincontro. Seguono le corserelle, i saltelloni, le giravolte, i trotti, i passi brevi e circospetti, lunghi o infuriati, di quanti nell'infelicità della storia viaggiano: tragicamente e comicamente; misurandosi con le "piante insanguinate" di eroi e idoli, che hanno profanato le orme di sangue della Passione di Cristo. Falsari della Grazia e falsari di Dio, tormentati e tormentanti, perpetuano l'idolatria babelica della costruzione di una "torre" che trafora il cielo per darsi un "nome"-, in un "eccesso di esistenza", che comporta la dispersione di un popolo e la confusione delle lingue; e le irresponsabilità di una letteratura, che ha smarrito il compito e il dovere della denuncia dell'"errore" e dell'"orrore".
br.
br. La Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un "viaggio esteriore e interiore", scandito dal ritmo di una meditazione poetica: nelle pagine di questo taccuino, l'autrice narra di sé e della sua lunga frequentazione delle "terre tedesche", ricostruendo, dal dopoguerra sino a oggi, l'instabile profilo di un Paese segnato dai traumi e dalle crisi ripetute del Novecento. Immagini di città - Heidelberg, Francoforte, Monaco, Wuppertal, Weimar, Berlino - si intrecciano a riflessioni sulla Storia e sulla cultura tedesca, sollecitando via via, accanto alla memoria del passato, un tentativo di decifrare gli scenari del presente scaturiti dalla svolta del 1989. Ne deriva un singolare itinerario attraverso lo spazio e il tempo, che è insieme un bilancio di vita e di scrittura: l'esperienza del viaggio coinvolge di rimando la nozione delle origini e il rapporto con Napoli, "città balia" più che "madre", oggetto di un amore difficile e radice di un senso irrimediabilmente precario dello star di casa e nel mondo. Accompagnano il testo tre lettere inedite di Gesualdo Bufalino, Anna Maria Ortese e Karsten Witte riferite alla prima versione del Taccuino tedesco (La Tartaruga, 1987).
br. Fine estate del 1951. Jean-Paul Sartre, partito "con le mani in tasca e della carta bianca in valigia", inizia il suo viaggio in Italia. Approda a Napoli, città gremita di edifici scarnificati fino al midollo, con i panni appesi ai balconi e ovunque arsura, marmaglia, miseria. Poi si addentra nel cuore di Capri, attraverso una strada selvaggia a serpentina. Ne contempla il paesaggio duro come la roccia e soffice come la vegetazione, una terra nera e fertile che è stata prima africana, poi greca e romana. A Roma, i suoi passi echeggiano nella città vuota, come in una cattedrale deserta. Qui si intrattiene con Carlo Levi, cena con gli amici del Pci, visita il Colosseo. Nelle strade le voci parlano della partita di calcio della Roma, di Coppi che correrà a Lugano, di scioperi in corso o covati sotto la cenere. Sartre si trascina per le vie della capitale, penetra nelle viscere della classicità, i cui resti sono pietra stregata capace ancora di asservire. Infine, a Venezia, sullo sfondo degli affreschi del Tintoretto, fra santi, putti e dogi, si sente rinnovato: la città galleggiante ha l'aura di un sogno, vaporoso e sinistro; è una materia fluida in lotta con le architetture dell'uomo che irretisce e plasma il turista. Definita da Sartre stesso "La nausea della mia maturità", La regina Albemarle - che il Saggiatore ripropone oggi in una nuova edizione, per la cura di Arlette Elkaïm Sartre, figlia adottiva del filosofo - è un diario di viaggio che reca poche indicazioni temporali...
br.
ril. "Walden" è il resoconto di un anno di vita solitaria nella campagna del Massachusetts che l'autore trascorse fra il marzo del 1845 e il settembre del 1847. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, e che è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Con un'introduzione di Wu Ming 2.
br. "Ce vice impuni, la lecture": è il titolo di un saggio di Valéry Larbaud, scrittore cosmopolita, mondano patron di una generazione letteraria internazionale dell'Europa fra le due guerre. Ed è appunto il "vizio" della lettura che viene illustrato qui, nelle riflessioni e nelle note suggerite all'autore dalle ripetute, affascinate letture dei testi di due grandi nomi del nostro Novecento. Per molti versi fra loro congiunti, Carlo Emilio Gadda e Gianfranco Contini (al secondo, supremo filologo romanzo e critico, spetta di diritto anche il titolo di scrittore) vissero una quarantennale amicizia, testimoniata dal carteggio che i due "epistolografi di razza" si scambiarono nel corso del tempo. Dalla "Cognizione del dolore" fino agli esercizi poetici continiani, Giulio Ungarelli ripercorre, con suggestioni associate all'universo dei ricordi, alcune fra le pagine più alte e intense della letteratura italiana contemporanea.