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brossura "Venti di Palermo" racconta il sogno di venti testimoni - scrittori, artisti, poeti, imprenditori, politici, intellettuali - che resistono all'insensatezza del nostro tempo, ribadendo e impreziosendo ancor di più, con la loro opera, l'incanto per la nostra città. Venti palermitani che raccontano creativamente, culturalmente, politicamente il proprio rapporto con la città, al fine di restituirle e preservarne la memorabile dignità legittima che noi tutti auspichiamo. Un libro di colloqui, di confronto, di considerazioni sulla contemporaneità: "Venti di Palermo" è il canto unanime alla difesa della bellezza e della libertà del pensiero, prerogativa imprescindibile dell'essere umano. I Venti di Palermo sono: Roberto Alajmo, Letizia Battaglia, Mimmo Cuticchio, Emma Dante, Francesco De Grandi, Francesco Ferla, Salvatore Ferlita, Ignazio Garsia, Francesco Giambrone, Franco La Rosa, Valeria Patrizia Li Vigni, Luigi Lo Cascio, Piero Longo, Dario Mirri, Leoluca Orlando, Elisa Parrinello, Gianfranco Perriera, Aurelio Pes, Tommaso Romano, Cosimo Scordato.
Legatura in cartoncino rigido telato, con titolo in oro al dorso, in tassello arancione, e anche al dorso, protetto da sovraccoperta in plastica trasparente, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Presentazione di Fausto Ghisalberti. Volume n. XII ( 12 ) della collana. Numero pagine 472. USATO
Alessandro Tassoni Prose politiche e morali vol. II. , Laterza 1980, Copertina flessibile cartonata con segni d'uso ai margini; pagine integre; vol. II Molto buono (Very Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 467<br>
br. Come definire la bibliomania? Una passione sfrenata per i libri, certo, ma non solo. Essere un bibliomane significa vivere di un amore viscerale per le storie che stanno dietro, dentro, intorno ai libri, amarne la forma quasi quanto il contenuto. Oggetti di culto, beni di prima necessità, piccole grandi ossessioni: i libri ci accompagnano per tutta la vita con la loro presenza silenziosa ed eloquente, talvolta anche scomoda. Innumerevoli scrittori hanno cercato di catturare quella strana alchimia che si crea tra noi e le nostre librerie, la gioia che proviamo nell'arricchirle, la vertigine del riordinarle e le difficoltà di preservarle da molti, insospettabili «nemici»... Questa piccola antologia raccoglie le voci di grandi autori alle prese con questi oggetti così quotidiani e al contempo misteriosi, in un intreccio di aneddoti e consigli, elogi e invettive che ruotano intorno al nostro vizio preferito: quello della lettura.
2014100121355Polirom 2014 207 pages in8. 2014. Broché. 207 pages.
2014100121426Polirom 2014 in8. 2014. Broché.
1858X5144Augsburg, B. Schmid'sche Verlagsbuchhandlung 1858. Halbleinen, 8°, 264 S., mit eingebunden: EBERT, KARL EGON - Fromme Gedanken eines weltlichen Mannes (Dichtungen), Leipzig, Brockhaus, 1859, 242 S. und FRAUENSTÄDT, JULIUS - Die Naturwissenschaft in ihrem Einfluß auf Poesie, Religion, Moral und Philosophie, Leipzig, Brockhaus Verlag, 1855, 197 S.,
1948120965Hamburg: Morawe & Scheffelt Verlag, 1948. 64 S. ; 21,5 x 15 cm ; Halbleinen.
br. Il lido più lontano è la monografia più completa su "Horcynus Orca" di Stefano D'Arrigo. Nella prima parte il libro affronta il romanzo con tre diversi metodi (analisi del racconto, stilistica, variantistica); nella seconda propone un'interpretazione complessiva dell'opera, collocandola all'interno della maggiore letteratura del secondo Novecento italiano: Pasolini, Pomilio, Caproni, Sereni, Elsa Morante. La storia di un Ulisse impossibile, destinato a non tornare mai più alla sua Itaca. Questo libro offre un'analisi generale del romanzo di D'Arrigo ricollegandola al complesso clima culturale e spirituale italiano all'uscita dalla seconda guerra mondiale, affrontando con diversi metodi e punti di vista questa opera straordinaria per invenzione narrativa e potenza dello stile.
br. Il 9 marzo del 1994, all'età di 74 anni, moriva Charles Bukowski. A venticinque anni di distanza, la nuova edizione di questa biografia ricostruisce l'infanzia dolente, gli incontri e gli scontri, i fallimenti e i successi che ne hanno caratterizzato la vita, svelando per la prima volta la personalità autentica e i sorprendenti riferimenti culturali dello scrittore americano. Dalla fama di nazista, coltivata per provocazione, al conflittuale rapporto con i Beat e con le femministe, dagli ippodromi di Los Angeles all'amicizia con John Fante, affiora il ritratto inedito e stupefacente del Bukowski politicamente scorretto che, in ostinata solitudine, ha conquistato e continua a conquistare intere generazioni di lettori.
IN 8°, pp:146, LEGATURA D'EPOCA IN MEZZA PELLE CON TITOLO E FREGI IN ORO, PIATTI MARMORIZZATI. UNA TAVOLA IN ANTIPORTA A SOGGETTO ALLEGORICO INCISA IN RAME A<BR>PIENA PAGINA. EDIZIONE ORIGINALE CONTRAFFATTA DI QUEST' OPERA VIOLENTEMENTE POLEMICA CONTRO LA FRANCIA PER AVERE TRADITO GLI IDEALI DI LIBERTA'. RISTAMPA FATTA A LUCCA NELLA STAMPERIA BERTINI, NEL FORMATO QUASI IDENTICO DELLA PRIMA, COL TITOLO E LA SPIEGAZIONE DEL RAME E, COL RAME COPIATO DA QUELLO DELLA PRIMA, MA IN INCISIONE DIVERSA. PARENTI, DIZIONARIO DEI LUOGHI DI STAMPA FALSI, INVENTATI O SUPPOSTI, pg.126. MINIMA MANCAZA ALLA TESTA DEL DORSO, ALTRIMENTI OTTIMA CONSERVAZIONE GENERALE DI QUESTA RARA EDIZIONE. ID 4815
in-32°; cm 11 x 7; pp. XCIII, (3), 319; leg. pregiata in cartone telato zigrinato con decori figurati policromi, impressi al piatto e al dorso, con titolo a caratteri dorati al dorso e nome della collana in caratteri dorati al piatto ant., e stella d'argento; contropiatti e guardie in carta floreale; tagli a colori screziati; opera facente parte della collana "Piccola Biblioteca Italiana" con lunga prefazione a cura di Rodolfo Renier; scritta "Alfieri" all'occhietto. Rif.: IT\ICCU\TO0\0634604. Cond.: opera quasi in ottime condizioni generali.
ISBN 88-339-0834-8<BR>p. 230
13 x 19, brossura, Milano, Bompiani, Nuova corona Bompiani, 1997, 146 pp. Prose disperse e rare e L'inedito Bagaglio presso a cura di: Cristina Nesi. Raro, in buone condizioni generali, come nuovo.
185484992Paris Charpentier, Libraire-Editeur, 1854, in-12, demi-reliure de l'époque, 353p. Rousseurs inégales. Bon exemplaire.
18866100Alphonse Lemerre Éditeur 1886 418 pages in12. 1886. broché. 418 pages. Cette édition critique du théâtre complet d'Alfred de Vigny présente l'œuvre d'un dramaturge romantique majeur convaincu de la nécessité de rénover le genre théâtral mais qui finit par abandonner cette tribune. L'édition revue sur manuscrits et contextualisée dans les débats de l'époque comprend ses trois pièces originales ainsi que des traductions et adaptations
1988600405Vaduz: Topos. 1988. 1022 Seiten. 24cm. Zustand: Sehr Gut gering gebräunt (Innen); Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Schnitt oben mind. leicht braunfleckig; Gewebe (Blauer Leinen)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. PERFETTO, OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Alfredo Panzini (Senigallia, 31 dicembre 1863 – Roma, 10 aprile 1939) è stato uno scrittore, critico letterario e lessicografo italiano. Laureatosi a Bologna con G. Carducci, fu per quarant'anni professore di ginnasio. Nel 1929 fu nominato accademico d’Italia. Culturalmente e politicamente misoneista, aderì senza entusiasmo al fascismo (scrisse però un romanzo propagandistico: Legione decima, 1934). Da una cultura di matrice carducciana, chiusa nel culto dei classici e di alcuni autori dell’Ottocento, deriva il suo stile ora ironico e colloquiale ora elegiaco, ricco di citazioni. Il gusto per la scrittura saggistica ha un limite nel frammentismo: nel breve respiro dell’apologo o del bozzetto (per esempio gli elzeviri pubblicati su «Il Corriere della sera») si esprime al meglio la sua «prosa d’arte»; mentre le sue numerose opere di narrativa denunciano una sostanziale indifferenza ai saldi impianti strutturali. La lanterna di Diogene (1907), diario poetico di un viaggio in bicicletta, è la rievocazione di un mondo agreste della Romagna come alternativa al modernismo. Lo stesso schema è ripetuto in Viaggio di un povero letterato (1919) e in Il diavolo nella mia libreria (1920). In Io cerco moglie (1920), dietro il tono disimpegnato che assicurò successo al romanzo, traspare la crisi dell’intellettuale carducciano tra le tensioni dell’Italia del dopoguerra. In Santippe (1914) e Il bacio di Lesbia (1937) la cultura classica è ridotta a ritratto vivace di momenti domestici della quotidianità greca e romana. Ma la prova più interessante è senza dubbio Il padrone sono me! (1922), la cui struttura appare più compiuta e si avvale di un impasto linguistico di lessico colto e dialetto romagnolo: la fine del vecchio mondo rurale e paternalistico è rievocata con nostalgia e patetismo. P. è anche autore di saggi (L’evoluzione di Giosuè Carducci, 1894; Il conte di Cavour, 1931) e di un importante Dizionario moderno (1905), in cui registra neologismi e barbarismi della lingua italiana, col puntiglio del purista, incuriosito, suo malgrado, delle novità. "In questo libro [...] si parla della campagna dove si lavora, dove si zappa, si semina, si concima, si miete [...]. Occorre dire con quale poetica grazia, con quanta maliziosa polemica (sic!)?" Descrizione bibliografica Titolo: Il ritorno di Bertoldo. Romanzo Autore: Alfredo Panzini (Accademico d'Italia) Editore: Verona: Arnoldo Mondadori, 1936 Lunghezza: 165 pagine; 20 cm Soggetti: Narrativa italiana, Letteratura, Grandi Classici, Libri vintage, Romanzi, Fiction, Prosa, Literatur, Italienisch, Cause personali dell'amore alla terra, Della sapienza degli antichi, Nuova Antologia, Contadini, Giochi di parole, Podere, Pastori, Concimi chimici, Rastrello, Chiese di campagna, Vino, Preti, Racconti popolari, Bertoldino, vita semplice, sottilissime astuzie, Semplicità, Prime edizioni, Anni Trenta, Italian Fiction, Literature, Great Classics, Vintage Books, Novels, Fiction, Prose, Personal causes of love to the earth, Of the wisdom of the ancients, New Anthology, Peasants, Plays of words, Farms, Pastors, Chemical fertilizers, Rastrello, Country Churches, Wine, Priests, Folk Tales, Bertoldino, simple life, very thin tricks, Simplicity, First editions, Thirties Parole e frasi comuni Alboino allora anatre antichi aratri baccalà bella Bellerofonte Bertoldo bestie beve bianca bicchiere bicchieri braccianti breakfast buoi calanchi campagna campi cancello canto casa colonica Catone chiamano citata pubblicazione città cittadino concimaia concimi chimici condimento contadini mezzadri cucina francese cuoce dame Dante diventa dolce domanda donna Erminia Esiodo fagioli famiglia fieno figlio focolare galaverna gente giorno giovane grano inglesi l'acqua uomo lavori della terra letame luce diffusa macchina maiale mangiare Marcolfa mensa mezzadro occhi opere e i giorni padre padrone pane parlare parola pastore patate pater familias pesce piante poeti polenta popolo posa proprietà prosciutto protidi quintali rastrello reggitora ricchezza rispose romanzo servo della gleba signore solfanelli spiga stalla taglio timido Torquato Ulisse vanga vecchio vedere verso viene vino Virgilio vive
brossura
195518725Paris, Seghers 1955, in8, broché, 47p. Exemplaire hors commerce sur vélin de Hollande. Bel état. Alice Ahrweiler (1914-2003) est l'épouse de Jacques Ahrweiler directeur de collection aux éditions Seghers. Elle fut secrétaire de l'association France-Espagne et la traductrice de Pablo Neruda. Seconde épouse de Pierre Gascar, qu'elle introduisit dans le cercle des écrivains communistes. Elle traduisit également des auteurs espagnols: Alberti (Editions de l'Arche), Machado et Miguel Hernández (Seghers).
brossura
ril. La serie delle "Epistole, Egloge, Questio de aqua et terra" costituisce un gruppo di opere dantesche cosiddette "minori", che tali in realtà non sono, perché portano un contributo importante alla ricostruzione del profilo dell'Autore, culturale e biografico. In primo luogo le Epistole, quelle sopravvissute alla dispersione, che conservano la voce di Dante in situazioni o in rapporti umani molto delicati, a parte la XIII, testimonianza preziosa di un tentativo di autoesegesi della Commedia; cosí le Egloge, prova (unica) di raffinata composizione poetica in latino, che offrono un quadro commovente degli ultimi anni di vita del poeta; cosí anche la Questio, tardivamente conosciuta, documento dell'impegno teorico che ha sostenuto il pensatore fino all'estremo. Questa nuova edizione, che recupera i testi più accreditati prodotti dalla moderna filologia dantesca, sottoposti tuttavia ad attenta revisione, correda il dettato di quelle opere di un denso apparato di note critiche e storiche, note esegetiche (a sostegno di nuove scrupolose traduzioni), di una vasta rete di Appendici di documenti integrativi del commento, che ne offrono, complessivamente, un'immagine del tutto nuova. Tale documentazione, opportunamente illustrata, porta elementi decisivi a conferma dell'autenticità di tutte le Epistole, compresa la XIII, e della Questio. Come in tutti i volumi della NECOD, un Sommario delle opere più complesse (l'Epistola a Cangrande e la Questio) e un ampio Indice analitico del volume ne agevolano la lettura e la consultazione.
br. La disputa sulla Quaestio Non sappiamo perché Dante si trovasse a Mantova quando partecipò alla disputa sul dislivello tra la terra e l'acqua, tra il continente e il mare, tema rilevante nella cosmologia del periodo. Sappiamo però che quella disputa fu ripresa a Verona, nel gennaio del 1320. Dante è esule alla corte di Guido da Polenta, a Ravenna, dove morirà l'anno successivo. La "questione" della Quaestio Pur essendo uscito a stampa per la prima volta nel 1508, il testo è rimasto periferico rispetto all'interesse riservato alle altre opere dantesche. Un po' perché a lungo se ne è messa in dubbio l'autenticità (mancanza di manoscritti, silenzio di biografi e commentatori, il modo di argomentare diverso rispetto al Convivio e al De monarchia), un po' perché l'opera appare casuale rispetto al sistema ideologico di Dante relativo alla cosmologia. La Quaestio fu definitivamente riconosciuta come opera dantesca nel 1957 da Francesco Mazzoni, che scoprì una decisiva testimonianza di Pietro Alighieri. Perché Dante scrive la Quaestio Dante è in esilio, Inferno e Purgatorio non gli hanno procurato i benefici che si aspettava (a cominciare dal riavvicinamento a Firenze), al contrario lo hanno danneggiato come autore. Cangrande della Scala non vuole o non può offrirgli il posto nello Studio scaligero al quale Dante aspira per concreti motivi economici. In reazione ai suoi detrattori (era stato accusato anche di stregoneria), Dante distoglie l'attenzione dal Paradiso, quasi alla fine, e si dedica alla redazione della Quaestio, secondo i criteri previsti dal genere. Introduzione storica e trascrizione critica del testo latino e 5 traduzioni (italiana, francese, spagnola, inglese e tedesca) A cura di Giuseppe Boffito (introduzione e versione italiana), Dott. Prompt (francese e spagnuola), S. P. Thompson (inglese), A. Muller (tedesca). Introduzione scientifica dell'Ing. Ottavio Zanotti-Bianco. Proemio del Dott. Prompt.
ril. Il trattato sulla "Monarchia" - articolata elaborazione teorica di un tema politico che fu per Dante tra i più coinvolgenti, strettamente connesso, nella sua visione, con i temi metafisici e teologici che dominano nel poema - segue il "De vulgati eloquentia". Di datazione incerta (ma senza dubbio successiva al "Convivio"), l'opera, in tre libri, in latino, ebbe grande popolarità nel terzo decennio del '300, oggetto anche, tuttavia, di aspre critiche di parte ecclesiastica, condannata al rogo e più tardi all'Indice dei libri proibiti (da cui fu espunta nel 1881). Malgrado queste difficoltà, che ne hanno penalizzato la tradizione e la circolazione, il testo ha avuto una sua fortuna medievale e in età umanistica, attirando l'attenzione di Cola di Rienzo e di Marsilio Ficino, fino alla "riscoperta" moderna. La nuova edizione curata da Paolo Chiesa e Andrea Tabarroni, prendendo le mosse dal testo critico di Prue Shaw, porta il suo contributo alla migliore definizione della facies testuale e dei nodi problematici dell'interpretazione, con una nuova traduzione e un puntuale commento, in cui, ripercorrendo il filo espositivo del pensiero dantesco, ne scandisce le articolazioni argomentative, cercando di indagare i rapporti con le fonti, i collegamenti con l'opera maggiore. Arricchisce il volume una serie di appendici che portano un'ampia e documentazione sul dibattito che ha interessato il trattato fra il '300 e il '400, mentre uno Schema sintetico e un indice analitico ne agevolano la lettura.